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Bene crudele

Cattivario di Carmelo Bene

Di

Editore: Nuovi Equilibri

4.0
(23)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 103 | Formato: Altri

Isbn-10: 8872268265 | Isbn-13: 9788872268261 | Data di pubblicazione: 

Genere: Art, Architecture & Photography , Humor

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Descrizione del libro
Quasi un dizionario. Così si presenta questo libro composto da dichiarazioniinvettive, frasi a metà che, tra le pieghe, rivelano le tracce di quelProfondo lavoro di scavo condotto da Carmelo Bene nel teatro, contro ilteatro, oltre il teatro. Un pensiero Informale, estremo, crudele. Uno schiaffoalle scuole, il partito preso dell'ordine, delle estetiche rassicuranti, ilpiagnisteo degli artisti di Stato. La traccia indelebile di un autore che"sprecando" continuamente il proprio talento ha preso a schiaffi la vita.
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  • 3

    operazione opinabile quella di dar vita a un volumetto del genere. Il cattivario è una raccolta alfabetica di pensieri, considerazioni e idee che Carmelo Bene ha espresso durante tutta la sua vita nelle più svariate occasioni. Senza cedere alla facilità della raccolta di aforismi, questo libro vu ...continua

    operazione opinabile quella di dar vita a un volumetto del genere. Il cattivario è una raccolta alfabetica di pensieri, considerazioni e idee che Carmelo Bene ha espresso durante tutta la sua vita nelle più svariate occasioni. Senza cedere alla facilità della raccolta di aforismi, questo libro vuole fornire una visione generale, panoramica, del pensiero beniano.
    Poco male, anche se niente di nuovo chiaramente ci viene fornito dalla lettura se non il piacere di vedere uno dopo l'altro evidenziati questi nodi intellettuali.
    Colpiscono l'onestà e l'autocritica nell'introduzione, dove si ravvisano appunto le mancanze evidenti che un libro di pezzi di pensiero porta con sé alla pubblicazione.

    ha scritto il 

  • 3

    "Cos'è il teatro. Parlano tutti di teatro. Pure, si sente dire, ovunque: il teatro è in crisi, se non passa la legge finanziaria il teatro è perso eccetera. Dicono 'il teatro' ma intendono che senza finanziamenti, senza ministero è perduto lo spettacolo. Da qui la confusione che si protrae ...continua

    "Cos'è il teatro. Parlano tutti di teatro. Pure, si sente dire, ovunque: il teatro è in crisi, se non passa la legge finanziaria il teatro è perso eccetera. Dicono 'il teatro' ma intendono che senza finanziamenti, senza ministero è perduto lo spettacolo. Da qui la confusione che si protrae da secoli, da millenni, tra due termini antitetici, incompatibili, tra qualcosa che non esiste, da una parte, che non c'è mai stato, e l'intrattenimento. Noi non sappiamo che cos'è teatro (...) Théatron, luogo di raccoglimento di varie persone in attesa di qualcosa che si verifichi, che appaia. Luogo, edificio vuoto, teatro era il Colosseo, il Circo Massimo, mentre nei luoghi più piccoli, handicappati, c'era la poesia di Stato. (...) L'Ellade, ci si dimentica, è la decadenza, la fine del barbarico, non una fioritura. (...) Dunque théatron è un luogo di pietra per più persone, non si dice per cosa; oggi anche il palcoscenico è di pietra, occupato da gente che ha imparato a memoria qualcosa scritto da un altro, ormai è in cemento armato anche la mise en scène, sono di cemento anche quelli che entrano, le teste di cemento, gli abbonati e i paganti."

    ha scritto il