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Bernini scultore

La tecnica esecutiva

(6)

| Others | 9788880165064

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Book Description

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    Nati sotto la pietra

    Il Magister Artifex Gian Lorenzo Bernini, in un suo carteggio, definisce la materia come “un’oscura tiranna”. Con essa egli deve combattere di continuo. Di fronte a essa deve spesso arrendersi, retrocedere. Quest’azione-repulsione porta a vere e prop ...(continue)

    Il Magister Artifex Gian Lorenzo Bernini, in un suo carteggio, definisce la materia come “un’oscura tiranna”. Con essa egli deve combattere di continuo. Di fronte a essa deve spesso arrendersi, retrocedere. Quest’azione-repulsione porta a vere e proprie battaglie, intime e al contempo epiche.
    A chi intende il prodotto artistico come una risultante di causa effetto, a chi insomma concretizza l’arte dando importanza non al semplice risultato ma ai perché della sua esistenza, sorge spontaneo il seguente quesito: che resta di quell’immane lotta, di quelle vittorie, di quelle sconfitte, una volta completata (se completata) l’opera? Riesaminando la carriera del Bernini, che cosa traspare di tutti i suoi travagli dal - per fare un solo esempio - celeberrimo busto di Luigi XIV? Definito dalla maggior parte dei critici come un capolavoro realizzato con una tecné fluente, i riccioli scomposti da una brezza leggera, il capo morbidamente flesso lungo l’asse antero-sagittale, gli occhi svigoriti ma mossi verso un punto lontano alla sua destra, come alla deriva. Qui si può parlare, a ragion veduta, di Grande Melancholia. Di spleen, di saudade. Verrebbe da supporre che il Bernini abbia scolpito danzando. Danzando e piangendo “dolci lacrime sul vello del mondo”.
    Eppure lo studioso Rudolf Wittkower, nel suo ciclo di conferenze del 1970-71 all’Università di Cambridge, nota che:

    Quando a Bernini, durante la sua visita a Parigi nel 1665, venne commissionato un busto di marmo di Luigi XIV mancava il tempo per far venire per mare dalle cave di Carrara il marmo adatto. Egli dovette impiegare il marmo francese. Sappiamo che ordinò tre blocchi diversi, e di fatto cominciò a lavorare su tutti e tre simultaneamente, in modo da poter rapidamente decidere quale fosse il più adatto al suo proposito. Persino il blocco che infine prescelse era troppo fragile per l’esecuzione che aveva in mente. […] Bernini temette che il marmo si sarebbe spezzato se egli avesse impiegato un cesello per gli intagli da sotto. Pertanto, dovette impiegare il trapano in misura maggiore che in qualsiasi altra sua opera in marmo, ed i fori delle punte sono facilmente riconoscibili ovunque.*

    L’esperimento, e la permanenza del Bernini a Parigi, si rivelò un fallimento. Il suo progetto per il Louvre venne totalmente stravolto, il monumento equestre da lui realizzato fu portato a termine, a sua insaputa, da un mediocre scalpellino di corte e poi abbandonato ai limiti del parco. Il suo busto languì in uno degli infiniti corridoi di Versailles.

    Tutto questo oggi risulta chiaro grazie alle notizie pervenuteci tramite il diario di un contemporaneo del Maestro. Si tratta però di una traduzione di quei drammatici eventi, o meglio, di una traslitterazione. All’alfabeto della scultura si sostituisce quello letterario, che spesso invecchia prima, e peggio (la letteratura è infingimento…).
    E qui si arriva al punto, o meglio al punctum, per parafrasare la dialettica barthesiana. Qual è il codice, il medium, che può restituire al meglio se non l’azione in sé, la parvenza di quell’azione, sia questa artistica o meno? In che modo si può contestualizzare un evento, dargli un suo spessore non per i risultati ultimi, più o meno apprezzabili, ma per le oggettive modalità del suo accadere. Come può essere infine rievocata una realtà che non è più?
    Con la scienza. Alla fine e all’origine di tutto, delle Grandi Arti & delle Forti Passioni, con la S.C.I.E.N.Z.A. Il metodo, l’analisi dei fenomeni, la compilazione di freddi valori, spesso puramente matematici.
    Questa collezione di saggi, che segue l’imprescindibile mostra «Bernini scultore: la nascita del Barocco in Casa Borghese», allestita a Roma nella splendida dimora del Cardinal Scipione (1998), è il frutto di questo connubio fra Arte e Scienza. Nacque allora l'idea di un volume antologico che raccogliesse le indagini chimiche e fisiche delle opere, o per meglio dire, delle strutture scultoree esposte, il tutto attraverso un preciso protocollo che ha permesso il primo studio approfondito, grazie a una così vasta campionatura, e sistematico, della tecnica esecutiva del Bernini. Da San Sebastiano a Enea ed Anchise, dalla Verità, alla Beata Ludovica Albertoni, il catalogo illustra, individua, il legante fra dato modale e dato critico: una sorta di studio dello "stile" attraverso lo studio della tecnica. Così come aveva tentato di fare il professor Wittkower, senza avere però le opere sotto mano.

    * Rudolf Wittkover, Nati sotto Saturno, Einaudi, Torino, 1968

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    Kalimantan said on Nov 13, 2011 | Add your feedback

Book Details

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    • 4 stars
  • Others
  • ISBN-10: 8880165062
  • ISBN-13: 9788880165064
  • Publisher: De Luca Editori d'Arte
  • Publish date: 2002-01-01
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