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Bestiario

Di

Editore: Einaudi

4.1
(867)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 156 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 880617486X | Isbn-13: 9788806174866 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Flaviarosa Nicoletti Rossini , Vittoria Martinetto ; Curatore: Ernesto Franco

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
La scrittura di Cortázar affonda le radici nella precisione realistica. I vari quartieri di Buenos Aires, gli ambienti borghesi, le atmosfere familiari, i locali dove si balla il tango: il misterioso, l'irrazionale, il tragico germogliano dalla più corporea descrizione del quotidiano. È proprio lì che salti nel tempo, scambi di destini, apparizioni e stregonerie prendono forma e senso: la vita segreta di una società si carica di segni e tensioni inquietanti. Particolare suggestione ha il "bestiario" metafisico di Cortázar: animali invisibili, come la tigre del racconto che dà il titolo al libro, o immaginari, o creati dal nulla come i coniglietti della Lettera a una signorina di Parigi.
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  • 3

    Ho preferito i racconti di "Ottaedro", più efficaci e maturi, per quanto anche questa raccolta per me contenga piccole gemme d'assurdo e d'inquietudine degne d'esser ricordate: "Bestiario" (bellissimo, il mio preferito), "Circe" e "Casa occupata", su tutti.

    ha scritto il 

  • 4

    Bestiario

    « Ogni racconto durevole è come il seme in cui sta dormendo l’albero gigantesco. Quell’albero crescerà in noi, farà ombra nella nostra memoria. »
    “Alcuni aspetti del racconto” Julio Cortázar

    In questo libro ci sono otto racconti che apparentemente parlano del quotidiano ma riservano ...continua

    « Ogni racconto durevole è come il seme in cui sta dormendo l’albero gigantesco. Quell’albero crescerà in noi, farà ombra nella nostra memoria. »
    “Alcuni aspetti del racconto” Julio Cortázar

    In questo libro ci sono otto racconti che apparentemente parlano del quotidiano ma riservano sorprese inquietanti, quando meno te lo aspetti ti catapultano in una dimensione parallela di incubo o rivelazione.
    Consigliato.
    Buona lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Solo che uno non si mette a spiegare alla gente

    Non gliene avevo mai detto niente, non per slealtà creda, solo che uno non si mette a spiegare alla gente che di tanto in tanto vomita un coniglietto. Poichè mi è sempre capitato mentre ero solo, tenevo la cosa per me, come ci si tengono per sé le prove di tante cose che accadono (o facciamo acca ...continua

    Non gliene avevo mai detto niente, non per slealtà creda, solo che uno non si mette a spiegare alla gente che di tanto in tanto vomita un coniglietto. Poichè mi è sempre capitato mentre ero solo, tenevo la cosa per me, come ci si tengono per sé le prove di tante cose che accadono (o facciamo accadere) nell'assoluta initimità. Non mi rimproveri per questo, Andrée, non mi rimproveri. Di tanto in tanto mi capita di vomitare un coniglietto. Non è una buona ragione per non vivere in una qualsiasi casa, non è una buona ragione perchè uno debba vergognarsi e restare isolato e continuare a tacere.

    ha scritto il 

  • 5

    E' uno scrittore paziente, che espone con calma e con un ritmo molto personale i suoi personaggi, che ci imprigioneranno nell'incredibile, ma tanto, tanto, reale.

    ha scritto il 

  • 4

    Racconti magnificamente scritti sul genere perturbante tra l'onirico (Casa occupata o cefalea ad esempio, sono veri e propri sogni trascritti) e il genere inquietante di Poe (Circe su tutti). Una sorta di riscrittura elaborata (e decisamente migliore) sullo stile di Quiroga.

    ha scritto il 

  • 5

    Io mi incanto in questa scrittura. Le invenzioni sono paradossalmente verosimili, perfette nelle loro iperboli, fantastiche e fenomenali. Un libro che è come un cioccolatino dell'inquietante Delia Mañara, la protagonista di Circe. O come la tigre, o una delle triste mancuspie, o un mazzo d ...continua

    Io mi incanto in questa scrittura. Le invenzioni sono paradossalmente verosimili, perfette nelle loro iperboli, fantastiche e fenomenali. Un libro che è come un cioccolatino dell'inquietante Delia Mañara, la protagonista di Circe. O come la tigre, o una delle triste mancuspie, o un mazzo di fiori assente sull'autobus che va al cimitero. Ogni elemento di ciascun racconto è tutto il libro, è un filo al tempo stesso unico e frammentato. Un delirio, ma appena scostato dalla realtà. Un delirio possibile.
    E poi qui c'è l'appendice, una lezione da leggere e rileggere.

    ha scritto il 

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