Bestiario

Di

Editore: Einaudi

4.0
(1019)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 156 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 880617486X | Isbn-13: 9788806174866 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Flaviarosa Nicoletti Rossini , Vittoria Martinetto ; Curatore: Ernesto Franco

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
La scrittura di Cortázar affonda le radici nella precisione realistica. I vari quartieri di Buenos Aires, gli ambienti borghesi, le atmosfere familiari, i locali dove si balla il tango: il misterioso, l'irrazionale, il tragico germogliano dalla più corporea descrizione del quotidiano. È proprio lì che salti nel tempo, scambi di destini, apparizioni e stregonerie prendono forma e senso: la vita segreta di una società si carica di segni e tensioni inquietanti. Particolare suggestione ha il "bestiario" metafisico di Cortázar: animali invisibili, come la tigre del racconto che dà il titolo al libro, o immaginari, o creati dal nulla come i coniglietti della Lettera a una signorina di Parigi.
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  • 3

    Simpatica raccolta

    Non che abbia qualcosa contro gli scrittori del Sudamerica, ma proprio non riescono a conquistarmi. La raccolta è simpatica, ma francamente vuoi mettere il Manganelli geniale della "Centuria" e il nos ...continua

    Non che abbia qualcosa contro gli scrittori del Sudamerica, ma proprio non riescono a conquistarmi. La raccolta è simpatica, ma francamente vuoi mettere il Manganelli geniale della "Centuria" e il nostro Calvino? Niente da fare, Cortazàr scrive bene, diverte un po', ma non è mai abbastanza per me.

    ha scritto il 

  • 4

    per me Cortazar è la magia.
    quando apro qualunque sua pagina parte la scintilla.
    la testa và, gli occhi si chiudono nella lettura e non sò dire quale è il suo pregio migliore.
    so solo che mi fà volare ...continua

    per me Cortazar è la magia.
    quando apro qualunque sua pagina parte la scintilla.
    la testa và, gli occhi si chiudono nella lettura e non sò dire quale è il suo pregio migliore.
    so solo che mi fà volare.
    e pensare.
    e anche piangere.

    il racconto le porte del cielo mi ha dato brividi e lacrime e mi ha fatto tornare al fianco tutti gli amici persi. che non sono pochi.
    e mi dà quel tocco di magia, di altra immaginazione che aiuta a vivere comunque.
    e sorridendo.
    nonostante tutto.

    contro o per migliorare la vita....
    ...l'immaginazione

    ha scritto il 

  • 5

    L’autore argentino non si preoccupa di giustificare l’irrazionale, ma di dar forma al mistero che fa vibrare la realtà e ai sentimenti torbidi e inquieti che ci appartengono: ne scaturiscono degli spl ...continua

    L’autore argentino non si preoccupa di giustificare l’irrazionale, ma di dar forma al mistero che fa vibrare la realtà e ai sentimenti torbidi e inquieti che ci appartengono: ne scaturiscono degli splendidi racconti malinconici e surreali, in cui spesso la tensione deflagra negli spiazzanti finali.
    https://giovannituri.wordpress.com/2017/06/27/bestiario-di-julio-cortazar-e-le-regole-di-un-buon-racconto/

    ha scritto il 

  • 5

    Intuizione metafisica, allucinazione fantastica, caduta a vite nell'abisso dell'umano

    I ‪‎racconti‬ di Cortázar sono libertà e incubo, automatismo psichico ed estrema cura nella composizione, sono inconscio e gusto da antropologo per il dettaglio nell'arredamento, nel gesto, nell'ogget ...continua

    I ‪‎racconti‬ di Cortázar sono libertà e incubo, automatismo psichico ed estrema cura nella composizione, sono inconscio e gusto da antropologo per il dettaglio nell'arredamento, nel gesto, nell'oggettistica, nella descrizione urbana, nell'aspetto.

    La recensione continua al link: http://caratterivaganti.blogspot.it/2016/06/il-bestiario-metafisico-di-julio.html

    ha scritto il 

  • 5

    Il romanzo come vittoria ai punti e il racconto come knock-out.

    Ho cominciato a leggere e quando ho capito di essere a Buenos Aires era già tardi.

    Potevamo essere ovunque, perfino il racconto Le porte del cielo dove ha una parte anche il locale dove si balla la mi ...continua

    Ho cominciato a leggere e quando ho capito di essere a Buenos Aires era già tardi.

    Potevamo essere ovunque, perfino il racconto Le porte del cielo dove ha una parte anche il locale dove si balla la milonga non era in Argentina. L’omnibus che va a Retiro poteva andare anche a Tolosa. Casa occupata poteva essere anche a Londra. Circe poteva trovarsi pure in Sardegna. E così via (tranne gli USA, per carità).

    Comprendere il significato nascosto (sempre che ci sia)?
    E’ come cercare di capire i nostri sogni, tutti, ad occhi aperti o chiusi.
    Nora sul ponte incontra una vecchia che è forse lei, come sarà; e tutti quelli che nella casa tengono prigioniere mantidi e formiche, non sono a loro volta rinchiusi da un’ invisibile tigre? e sono solo innocenti coniglietti quelli che vomita l’uomo nella casa in affitto e che lo portano sul selciato della strada, cadaverino da rimuovere anch’esso?

    Non so se ha sciacquato i panni nella Senna, se è la sua scrittura ad essere priva di contesti geografici troppo ingombranti, se è la sua fantasia ad essere cosi surreale da poter trovare casa ovunque.
    Del resto lui stesso cita Chuang Tzu e il suo aneddoto sul non riuscire a comprendere al risveglio se era Tzu che aveva sognato una farfalla o se era una farfalla che aveva sognato Tzu.

    In coda ci sono due testi sul racconto come espressione letteraria: una conferenza e un articolo.
    I nomi più citati sono Poe, Maupassant, Kipling, Cechov, Mansfield e Blixen (ma anche Kafka, Borges, Tolstoj, Hemingway e Sherwood Anderson)

    Ho trovato il titolo di un libro che ho intanato da qualche parte e che non ho ancora letto. Della serie “libri che suggeriscono libri”.

    03.04.2016

    ha scritto il 

  • 3

    Entrare in questo libro di racconti assomiglia all’esplorazione di una casa disegnata dallo scenografo del dottor Caligaris, con stanze sghembe e sorprese assortite. Passo da un lessico famigliare nel ...continua

    Entrare in questo libro di racconti assomiglia all’esplorazione di una casa disegnata dallo scenografo del dottor Caligaris, con stanze sghembe e sorprese assortite. Passo da un lessico famigliare nella cucina, con cugini e cugine, e vado in bagno dove un nutrito gruppo di mancuspie si fa un pokerino usando l’asse della tazza come tavolo improvvisato. Una fantastica tigre passeggia nel corridoio, ma niente paura, basta non incrociarla, e comunque qui la morte è sottile e impercettibile, in agguato come lo spruzzo di un profumo da toletta. Il senso di straniamento aumenta se cerco di salire le scale, infatti i piani narrativi sono simmetrici e ordinati come i lineamenti della donna che piange di Picasso. Mi rilasso con una languida milonga nella sala da musica e mi abbandono ai passi sincopati e lenti del ballo, così finisco nel corridoio. Errore: è proprio dove c’è la fantastica

    ha scritto il 

  • 0

    Una raccolta davvero strana. Alcuni racconti indecifrabili e oscuri, mi hanno fatto sentire un po’ ignorante . Altri invece godibili e suggestivi, tra cui Circe e Omnibus. Comunque da rileggere e appr ...continua

    Una raccolta davvero strana. Alcuni racconti indecifrabili e oscuri, mi hanno fatto sentire un po’ ignorante . Altri invece godibili e suggestivi, tra cui Circe e Omnibus. Comunque da rileggere e approfondire con più consapevolezza e maturità. L’appendice invece l’ho trovata illuminante e molto utile.

    ha scritto il 

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