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Bestiario stravagante

Di

Editore: Damster

3.7
(57)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 141 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 889541229X | Isbn-13: 9788895412290 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Un demone contabile, un cane che forse è un ispettore delle tasse, un burocrate con una gamba di marzapane, un cassonetto che perseguita un netturbino, un vampiro che produce pannelli solari. Che sia comico o tragico, che sia grottesco o spaventoso, l'importante è che il Bestiario sia Stravagante: perché in ogni storia dell'orrore che si rispetti è il mostro il vero protagonista.
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  • 3

    (Pubblicata anche qui: http://bibliomaniarecensioni.blogspot.it/2014/12/mini-r… )


    Ho incontrato questo libro per caso. Girovagando tra le catene di lettura di Anobii, organizzate nella maggior parte dei casi dagli autori stessi, sono stata colpita dal ...continua

    (Pubblicata anche qui: http://bibliomaniarecensioni.blogspot.it/2014/12/mini-recensioni-tre-libri-per-un-post-11.html )

    Ho incontrato questo libro per caso. Girovagando tra le catene di lettura di Anobii, organizzate nella maggior parte dei casi dagli autori stessi, sono stata colpita dal titolo bizzarro; e leggendo la presentazione dell’autore, che dava la possibilità di scaricare gratuitamente il libro (distribuito sotto licenza Creative Commons), ho pensato che effettuare il download e caricarlo sul mio reader fosse un’ottima idea. Convinta ulteriormente dalla copertina, l’ho lasciato riposare un po’ nella mia biblioteca virtuale; e più o meno all’inizio di quest’anno l’ho letto, con gusto, sogghignando tra me e me e godendomi le svolte inaspettate delle trame di questi racconti ben costruiti.
    Trovo che progettare e scrivere un racconto sia spesso più difficile che delineare epopee di ampio respiro: la brevità della forma costringe l’autore a una scrittura più limata, che deve portare il lettore a un’immersione e a una partecipazione uguali a quelle che proverebbe leggendo un romanzo, ma con un numero di pagine decisamente minore. In questo caso, Prandini riesce – la maggior parte delle volte – a raggiungere l’obbiettivo e a creare storie che vivono perfettamente nella loro misura breve, spesso inserendo un plot twist finale che rende ogni lettura imprevedibile. In particolare, Dieci giorni al Barbacane (il racconto che apre la raccolta, il mio preferito tra tutti) riesce a infondere nel finale un’inquietudine e una curiosità che mi hanno positivamente colpita; Scendono le ombre della sera, allo stesso modo, gioca con il concetto di reale e immaginario per sfruttare l’incertezza del protagonista, che si riflette sul lettore, creando un finale inaspettato e inquietante. In effetti, questa vena d’inquietudine, d’orrore, è un elemento ricorrente dei racconti, e la stravaganza del titolo assume anche la connotazione tipica del perturbante. Trovo che i racconti più riusciti nell’esprimere queste sensazioni siano La cantina, Il cassonetto numero 73 (anche se in misura minore) e, di nuovo, Scendono le ombre della sera. Anche Sogni – il racconto conclusivo – sebbene per motivi diversi, potrebbe far parte di questo gruppetto. Altri racconti invece, purtroppo, non riescono a inquietare il lettore, nonostante l’intenzione sia evidentemente quella: parlo, in particolare, de Lo specchio, che tratta di una situazione banale al limite del cliché, e non abbastanza ben sviluppata per risollevarsi dalla prevedibilità della trama.
    Paradossalmente l’altro elemento distintivo di questa raccolta è l’umorismo, spesso virato verso il nonsense, che sorregge alcuni dei racconti: in Vacche magre, ad esempio, c’è un vampiro che deve trovare un modo per campare e che escogiterà alcune strategie decisamente simpatiche. Altri racconti invece, per quanto mi riguarda, spingono un po’ troppo e finiscono per diventare poco piacevoli: ad esempio, non ho per niente apprezzato Vergine 4.7, forse anche perché i protagonisti mi sono sembrati male abbozzati.
    Lo stile di Massimiliano Prandini, per concludere, è molto piacevole e scorrevole. Talvolta le voci narranti dei diversi racconti s’assomigliano un po’ troppo, e la mano dell’autore si fa vedere più di quanto sarebbe necessario; ma in generale riesce a dare il giusto ritmo alla storia e a caratterizzare come si deve i vari protagonisti. In definitiva, sono felice di averlo scoperto, e penso leggerò altri suoi libri.

    ha scritto il 

  • 3

    Raccolta di racconti dal sapore noir/horror che gioca molto con il tema dell'inversione. Si mostra decisamente piacevole alla lettura, anche se alcuni racconti appaiono un po' troppo forzati.
    In generale una buona lettura per gli amanti del genere.

    ha scritto il 

  • 4

    L’Autore mi fornì questo libro tempo fa; non so perché lo misi da parte e lo trascurai un po’. Ora che l’ho letto mi dispiaccio del ritardo, è veramente una bella raccolta di racconti caratterizzati da atmosfere di grande pathos, fra Poe e Buzzati, dove arriva all’improvviso la zampata fin ...continua

    L’Autore mi fornì questo libro tempo fa; non so perché lo misi da parte e lo trascurai un po’. Ora che l’ho letto mi dispiaccio del ritardo, è veramente una bella raccolta di racconti caratterizzati da atmosfere di grande pathos, fra Poe e Buzzati, dove arriva all’improvviso la zampata finale: una conclusione irrazionale, una verità inaspettata, a volte un’analisi lucida e precisa su un nostro modo quasi ottuso di interpretare la realtà.
    Qualche imprecisione grammaticale lo rende vagamente naïf, e anche questo ha il suo fascino.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Chi ben comincia...

    Interessante raccolta di racconti horror, spesso incentrati sull’inversione dei ruoli: i lupi licantropi, l’amico immaginario o immaginante, il vampiro vampirizzato, il riflesso più vero del vero. Benché alcuni siano nel complesso piuttosto prevedibili, mi hanno regalato qualche piacevole brivido ...continua

    Interessante raccolta di racconti horror, spesso incentrati sull’inversione dei ruoli: i lupi licantropi, l’amico immaginario o immaginante, il vampiro vampirizzato, il riflesso più vero del vero. Benché alcuni siano nel complesso piuttosto prevedibili, mi hanno regalato qualche piacevole brivido. Quindi tre stelle abbondanti: un dignitosissimo 6/7, direi.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    DA LEGGERE. Punto

    Potrei essere lo sconosciuto con cui parlerai in treno per ingannare un’attesa. O la ragazza che corteggerai una sera in discoteca. Prima mi piacerebbe conoscerti, ma non è strettamente necessario. Magari mi accontenterò di fissarti con intensità dal tavolo di un bar. Potrebbe anche essere già ...continua

    Potrei essere lo sconosciuto con cui parlerai in treno per ingannare un’attesa. O la ragazza che corteggerai una sera in discoteca. Prima mi piacerebbe conoscerti, ma non è strettamente necessario. Magari mi accontenterò di fissarti con intensità dal tavolo di un bar. Potrebbe anche essere già accaduto. In questo caso è solo questione di tempo. Presto o tardi verrà la notte in cui mi toglierò di dosso questa puzzolente pelle da umano e, nascosto nel buio, attenderò che tu sia solo.

    Tutto è cominciato con la mia idea di acquistare un kindle e di regalarmelo per Natale. Inizio quindi la ricerca di qualche ebook originale online e mi ritrovo sul sito/blog www.scrittorindipendenti.com/ . E' lì che trovo "Bestiario Stravagante". L'ho letto e non sarò mai più quella di prima...
    Vorrei vedere voi dopo essere stata travolta da (nell'ordine):
    1. un essere dalle ali membranose;
    2. una specie di mostro murato vivo che mi si presenta come un’informe cumulo di carne senza la benché minima fattezza umana, bianchiccio e pieno di cicatrici rosacee, una delle quali la taglia in due dalla testa ai piedi;
    3. l'amico immaginario di un folle, o un folle che immagina di essere immaginario (e soprattutto mi ossessionerà per sempre l'immagine dell'aliquota fiscale che cerca di possedere una sedia);
    4. un autista mesmerizzato;
    5. lupi che si umanizzano o uomini che si lupizzano;
    6. Raphael, l’unico vampiro sulla faccia della terra con la forfora;
    7. un cassonetto che attende (non dico altro);
    8. un'immagine riflessa (anche qui non vado oltre);
    9. le ombre delle sera... (help);
    10. un cucciolo di Brunetta (si proprio lui, avete capito bene);
    11. un temibile assassino coperto di cucchiaini;
    12. questo non lo cito;
    13. un vortice di sogni... ma sto sognando di scrivere una recensione su Anobii o sono sveglia?

    Insomma è stata un'esperienza da ripetere, non ho aspettato nemmeno il kindle e l'ho letto sul portatile... Grande Massimiliano Prandini... resto in attesa di un altra opera di questo calibro (mi raccomando).

    ha scritto il 

  • 5

    “Bestiario stravagante” è una bella raccolta di racconti che, con grande intelligenza e cura, ripercorrono alcuni dei temi classici dell'horror, reinventandoli e ricaratterizzandoli in modo originale e divertente. Che si tratti di demoni contabili, cani spia puzzolenti, vampiri che costruiscono p ...continua

    “Bestiario stravagante” è una bella raccolta di racconti che, con grande intelligenza e cura, ripercorrono alcuni dei temi classici dell'horror, reinventandoli e ricaratterizzandoli in modo originale e divertente. Che si tratti di demoni contabili, cani spia puzzolenti, vampiri che costruiscono pannelli solari, ombre divoratrici di uomini... e qualunque sia la chiave di lettura scelta dall'autore:inquietante, fantastica, tragicomica... “Bestiario stravagante” saprà regalarci dei momenti divertenti che a distanza di tempo potrebbero tornare a trovarci, e magari invogliarci a rileggerli e riviverli.

    ha scritto il 

  • 3

    Una raccolta di racconti brillanti e ben scritti. Gli spunti sono interessanti e alcune storie divertono, altre commuovono, altre ancora inquietano, ma non troppo. Ecco, è per questo "ma non troppo" che non do la quarta stella. A volte mi sarebbe piaciuto che l'autore avesse osato di più (ha tale ...continua

    Una raccolta di racconti brillanti e ben scritti. Gli spunti sono interessanti e alcune storie divertono, altre commuovono, altre ancora inquietano, ma non troppo. Ecco, è per questo "ma non troppo" che non do la quarta stella. A volte mi sarebbe piaciuto che l'autore avesse osato di più (ha talento, se lo può permettere). A volte mi è sembrato mancasse qualcosa, come nel finale de "lo specchio" (uno dei miei preferiti). Un paio di racconti avrei preferito che fossero finiti un paragrafo prima: il cassonetto e settimo piano. Piccole cose, in definitiva, perché la raccolta è molto godibile. Sicuramente la consiglio.

    ha scritto il 

  • 4

    Premettendo che il genere horror non è il mio genere e quindi non sono esattamente un'esperta del settore, posso dire che questi racconti mi sono piaciuti molto, mi hanno intrigata e spronata alla lettura perchè ero curiosa di vedere come andavano a finire, tenendomi abbastanza sulla corda. Forse ...continua

    Premettendo che il genere horror non è il mio genere e quindi non sono esattamente un'esperta del settore, posso dire che questi racconti mi sono piaciuti molto, mi hanno intrigata e spronata alla lettura perchè ero curiosa di vedere come andavano a finire, tenendomi abbastanza sulla corda. Forse forse inizierò a darmi all'horror...

    ha scritto il