Between Shades of Gray

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4.3
(1481)

Language: English | Number of Pages: 352 | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian , Dutch , Spanish , Portuguese , Chi traditional , Chi simplified , Slovak , German

Isbn-10: 0399256288 | Isbn-13: 9780399256288 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , eBook

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 5

    Ingredienti: una famiglia lituana condannata dalle purghe staliniane ad un'emigrazione forzata in Siberia, una quindicenne che grazie all'arte sopravvive e registra, un viaggio verso la prigionia e i ...continue

    Ingredienti: una famiglia lituana condannata dalle purghe staliniane ad un'emigrazione forzata in Siberia, una quindicenne che grazie all'arte sopravvive e registra, un viaggio verso la prigionia e i lavori forzati, una lotta contro la fame, il freddo e l'odio dei propri simili.
    Consigliato: a chi intende la semplice sopravvivenza come l'unica vittoria contro le grandi difficoltà della vita, a chi crede che la malvagità possa essere combattuta e sconfitta con la parola e con la memoria.

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  • 3

    Consiglio di lettura di gennaio 2017

    Avevo sentito parlare benissimo di questo libro e da tempo volevo leggerlo, ma purtroppo mi ha un po' delusa. L'inizio è incalzante e ha il merito di far conoscere un pezzo di storia spesso trascurato ...continue

    Avevo sentito parlare benissimo di questo libro e da tempo volevo leggerlo, ma purtroppo mi ha un po' delusa. L'inizio è incalzante e ha il merito di far conoscere un pezzo di storia spesso trascurato (la deportazione di molti lituani in Russia...i "folli" del '900 non erano solo i Nazisti!) ma lo svolgimento è purtroppo fiacco, privo di uno scopo narrativo...è quasi un diario/documentario della protagonista, la quindicenne Lina (internata in un campo di lavoro insieme alla madre e al fratellino), più che un romanzo.

    said on 

  • 5

    Il genocidio occorso per mano di Stalin ha tolto la vita a 20 milioni di persone. Quando si pensa alla seconda guerra mondiale tant'è volte si dimentica anche di questo capitolo.
    Raramente piango per ...continue

    Il genocidio occorso per mano di Stalin ha tolto la vita a 20 milioni di persone. Quando si pensa alla seconda guerra mondiale tant'è volte si dimentica anche di questo capitolo.
    Raramente piango per un libro ma la sofferenza letta in queste pagine mi ha fatto commuovere.
    Come mi ha fatto commuovere la grande volontà di vivere della protagonista affinché potesse raccontare questi fatti ai posteri, affinché simili atrocità non si ripetano più!

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  • 4

    Per 2/3 di libro,leggendo, mi dicevo tra me e me quanto sia stato più coinvolgente e scritto meglio "Volevo solo averti accanto"... poi, improvvisamente nella terza parte della narrazione mi sono ritr ...continue

    Per 2/3 di libro,leggendo, mi dicevo tra me e me quanto sia stato più coinvolgente e scritto meglio "Volevo solo averti accanto"... poi, improvvisamente nella terza parte della narrazione mi sono ritrovata scaricata al Polo Nord, al freddo gelido, senza niente per ripararmi e senza niente di niente! Da lì ho smesso di fare i confronti... mi sono trovata dentro la storia fino al collo... sensazione terribile...
    Siano maledetti per sempre tutti quelli che hanno compiuto e che compiono ancora queste malvagità su esseri umani...

    said on 

  • 5

    Basato su una storia vera, un racconto inteso, drammatico, che nell'intento ha di far comprendere il disumano dolore di una condizione che, l'animo umano di oggi, nemmeno lontanamente riuscirebbe a co ...continue

    Basato su una storia vera, un racconto inteso, drammatico, che nell'intento ha di far comprendere il disumano dolore di una condizione che, l'animo umano di oggi, nemmeno lontanamente riuscirebbe a concepire. Un'altra verità che si affianca ai campi di concentramento tedeschi, i Gulag siberiani.
    Definito un romanzo importante e potente cheracconta una storia unica e sconvolgente, che strappa il respiro e rivela la natura miracolosa dello spirito umano, capace di sopravvivere e continuare a lottare anche quando tutto è perso.

    said on 

  • 5

    Era piú difficile morire o essere tra i sopravvissuti? Io avevo sedici anni, ero un' orfana in Siberia,ma conoscevo la risposta.Era l'unica cosa di cui non avevo mai dubitato.Volevo vivere. Volevo ved ...continue

    Era piú difficile morire o essere tra i sopravvissuti? Io avevo sedici anni, ero un' orfana in Siberia,ma conoscevo la risposta.Era l'unica cosa di cui non avevo mai dubitato.Volevo vivere. Volevo vedere mio fratello crescere. Volevo rivedere la Lituania.

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  • 5

    spesso se si pensa alla seconda guerra mondiale, si considerano solo le atrocitá fatte da Hitler. questo libro ti apre gli occhi su un altro mondo, una nuova storia del nostro passato che vorremmo ma ...continue

    spesso se si pensa alla seconda guerra mondiale, si considerano solo le atrocitá fatte da Hitler. questo libro ti apre gli occhi su un altro mondo, una nuova storia del nostro passato che vorremmo ma che non pissiamo permetterci di dimenticare. un libro toccante, intenso e scritto molto bene. l'angoscia di Lina é quella del lettore. i suoi disegni sono fotografie.

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  • 0

    'Avevano spento anche la luna' è un racconto personale di una tragedia familiare, quella della famiglia di Lina. Lina è una ragazzina che frequenta le scuole medie e che ha una passione sfrenata per l ...continue

    'Avevano spento anche la luna' è un racconto personale di una tragedia familiare, quella della famiglia di Lina. Lina è una ragazzina che frequenta le scuole medie e che ha una passione sfrenata per l'arte, che sfoga riempiendo il suo blocco di fogli con matite colorate. Una notte succede qualcosa di inaspettato.... delle guardie bussano alla porta della sua casa e urlano qualcosa in russo, lingua che lei non capisce, e 'invitano' sua madre, suo fratello e lei a seguirle. Non sanno dove sono diretti, ma presto lo scopriranno. Inizia così il loro viaggio verso l'ignoto, con compagni di viaggio che diventano compagni di vita e di sventura. Andrius soprattutto, un ragazzo con qualche anno in più di Lina che subito stringe amicizia con lei e suo fratello. I due vivranno un'insolita storia d'amore che darà loro speranze. Mi è piaciuto molto questo libro perché mi sono immedesimata con le storie dei personaggi, con le loro speranze, le loro sofferenze... mi ha colpito molto soprattutto il fatto che la storia si basasse su eventi avvenuti realmente, pensare che persone reali abbiano vissito determinate sofferenze è impressionante...

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  • 4

    "Davai"

    Chiudi il libro e ti rimane quell'echeggiare continuo, l'insistenza di quella parola ripetuta, comandata, gridata centinaia di volte con cattiveria, malvagità, prepotenza; la prima volta la senti in c ...continue

    Chiudi il libro e ti rimane quell'echeggiare continuo, l'insistenza di quella parola ripetuta, comandata, gridata centinaia di volte con cattiveria, malvagità, prepotenza; la prima volta la senti in casa in piena notte, ( anche se non sai cosa vuol dire), sai solo che devi obbedire, seguirli, a piedi, in camion, in treno sempre ovunque fino all'inferno bianco dove trovi solo gelo, ghiaccio e nient'altro, neppure la luce!
    Anch'io dico " Davai" ma con tono d'invito a questa lettura.
    Per chi vuole conoscere, sapere, capire qualcosa sulla deportazione del popolo lituano e paesi baltici (lettoni ed estoni).

    Affinità con tanti altri libri, tra cui "La masseria delle allodole", cambia latitudine e temperatura del deserto, ma domina lo stesso soppruso del popolo più prepotente, più forte su quello più indifeso.
    Anche richiami con "La valigia" e "Scompartimento n.6"

    Davai significa sbrigati

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  • 5

    Un monito!

    Non è un capolavoro e neanche pretende di esserlo... Ma l'ho apprezzato moltissimo: innanzitutto perché tratta un capitolo della Storia sconosciuto ai più, poi perché fa riflettere. Mi sono trovata a ...continue

    Non è un capolavoro e neanche pretende di esserlo... Ma l'ho apprezzato moltissimo: innanzitutto perché tratta un capitolo della Storia sconosciuto ai più, poi perché fa riflettere. Mi sono trovata a chiedermi: ma cosa c'era nell'aria nel primo cinquantennio del '900? Forse un "bacillo" che scatenava il "morbo della cattiveria"? Questa manciata di anni ha visto ben due Guerre Mondiali e dittature del calibro di Hitler, Stalin, Mao. Tutti noi conosciamo le atrocità commesse da Hitler (6 milioni di morti!), grazie alle molteplici testimonianze e alla possibilità di visitare perfino i campi di concentramento, ma quanti conoscono invece quelle perpetrate da Stalin (oltre 20 milioni!) e da Mao (oltre 14 milioni, ma la "conta" in questo caso è complicata dal fatto che la sua politica folle aveva provocato una carestia devastante)? Oggi per noi sono dei "numeri", e del resto come potremmo conoscere la storia di ogni singolo deportato, cosa ha visto, cosa ha vissuto, quanti dei propri cari ha perso, a quale destino è andato incontro e come ha reagito, com'è cambiato? Quante domande! Di risposte non ne avremo molte, ma quanto meno servirà da monito per il futuro! Ed è proprio questo lo scopo della Sepetys: un libro di denuncia, per portare alla luce quelle prove di sofferenze atroci e dare una voce a quelle testimonianze che, ancor oggi, in Lituania, Lettonia ed Estonia (ora Paesi liberi!) tengono sopite, per paura di eventuali ritorsioni. La paura...fa ancora paura! Ma la nostra protagonista Lina è andata avanti con coraggio: "non concedergli niente, neanche la tua paura!".

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