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Between Shades of Gray

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4.3
(1301)

Language:English | Number of Pages: 352 | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian , Dutch , Spanish , Portuguese , Chi traditional , Chi simplified , Slovak , German

Isbn-10: 0399256288 | Isbn-13: 9780399256288 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , eBook

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 4

    Piantai un seme di odio nel mio cuore. Giurai che sarebbe cresciuto fino a diventare un albero imponente, le cui radici li avrebbero strangolati tutti.

    Un titolo bellissimo, che rende perfettamente l’idea, una copertina suggestiva che trasmette una grande tristezza, una lettura abbastanza angosciante che m’ha messo a dura prova per due motivi.
    Il pr ...continue

    Un titolo bellissimo, che rende perfettamente l’idea, una copertina suggestiva che trasmette una grande tristezza, una lettura abbastanza angosciante che m’ha messo a dura prova per due motivi.
    Il primo, e il più importante, è che tratta un tema tragico, le deportazioni di massa dei presunti dissidenti durante il regime di Stalin. Furono trasferiti nei campi di lavoro della Siberia uomini, donne, vecchi, bambini; vivevano in condizioni durissime, sottoposti a fame, freddo, malattie, soprusi, violenze. Molti di loro non tornarono mai più a casa.
    Una lettura preziosa per capire che la pazzia e la bestialità degli uomini non conoscono confini di razza e religione, e nemmeno colori politici. Le puoi trovare a tutte le latitudini, in tutte le epoche. Per fortuna in situazioni estreme scatta anche l’istinto di solidarietà fra deboli, l’aiutarsi a sopravvivere, qualche volta perfino l’amore.

    Il secondo motivo è che era il mio primo ebook. (Il correttore del programma di scrittura non accetta ebook e mi sta correggendo automaticamente in ebro, il che mi sembra quasi una presa per il culo).
    Ora vi spiego: avevo il libro in pdf, ma siccome il mio nuovo bellissimo Kobo legge meglio i file epub, l’ho convertito con Calibre. Era la mia prima conversione, mi sono emozionata come Paolo sulla strada di Damasco prima di diventare San, ci ho pure messo la copertina che non aveva e l’ho caricato sull’ereader, quasi con mistica religiosità. Tutto fatto a regola d'arte. Poi ho iniziato la lettura.
    S' è rivelata subito difficoltosa di suo, perché ogni tanto sbagliavo il verso della toccatina e invece di andare avanti di pagina andavo indietro. Ho fatto il giro intorno alla stessa aiuola ben tre volte, avanti-indietro-avanti, peggio che alla prima lezione di guida.
    Avevo appena finito di girare a vuoto come una gallina inseguita da un cane e acquisito un minimo di tecnica quando ho fatto l’agghiacciante scoperta: le prime due righe di ogni pagina sono ripetute due volte, e in cambio mancano tutte, ma proprio tutte, le doppie. In pratica il testo è così: Lo fulminai con lo sguardo domandandomi quanta cola ci sarebbe voluta per chiudergli la boca. Lo fulminai con lo sguardo domandandomi quanta cola ci sarebbe voluta per chiudergli la boca. «Io sono un colezionista di francoboli. Un semplice colezionista di francoboli, e mi mandano a morire solo perché intratengo una corispondenza internazionale con altri colezionisti>>

    Sigh! Sembra tradotto da una badante moldava in preda alla nostalgia che s’è scolata qualche vodka di troppo, a mo’ di consolazione. Una tragedia nella tragedia.

    ☆☆☆☆ perchè nonostante il disastro è bello.

    ( recensione pubblicata una prima volta nel 2012, facente parte del gruppo di desaparecidos )

    said on 

  • 3

    2012:
    Le annessioni sovietiche non furono meno tragiche di quelle naziste. Questo libro è un’ottima testimonianza sul trattamento che Stalin riservava a coloro che riteneva sovversivi e contrari al re ...continue

    2012:
    Le annessioni sovietiche non furono meno tragiche di quelle naziste. Questo libro è un’ottima testimonianza sul trattamento che Stalin riservava a coloro che riteneva sovversivi e contrari al regime. Se ne parla pochissimo, ma questo libro è da leggere per non dimenticare i mostri della nostra storia.
    Non avevo idea di quanto in fretta sarebbe cambiato il mio viso, sfiorendo. Se l’avessi saputo, avrei fissato più a lungo il mio riflesso, cercando di memorizzarlo. Era l’ultima volta, per più di dieci anni, in cui mi sarei guardata in uno specchio vero.

    said on 

  • 2

    Per carità storia bella e commovente....ma un bel libro è un'altra cosa.
    A me è sembrato un libro per ragazzi.
    Unico merito fondamentale è lo squarcio sul genocidio dei popoli baltici che la storia an ...continue

    Per carità storia bella e commovente....ma un bel libro è un'altra cosa.
    A me è sembrato un libro per ragazzi.
    Unico merito fondamentale è lo squarcio sul genocidio dei popoli baltici che la storia ancora non ci ha detto se essere stato peggiore di quello degli ebrei,

    said on 

  • 4

    Questo libro è di sicuro uno tra i più belli che ho letto. Ho una passione per i romanzi ambientati nel periodo della guerra eppure non avevo mai letto questa parte di storia. Si parla tanto di Americ ...continue

    Questo libro è di sicuro uno tra i più belli che ho letto. Ho una passione per i romanzi ambientati nel periodo della guerra eppure non avevo mai letto questa parte di storia. Si parla tanto di America, Germania e campi di sterminio ma i popoli lettoni, estoni e lituani vengono messi in un angolo. Questo libro mi è piaciuto proprio perchè porta alla luce anche questa parte della storia. All'autrice vanno i miei complimenti perchè è stata bravissima, quando Lina e la sua famiglia era sul treno mi sembrava di sentire il caldo, la puzza, il buio. Quando era al campo di lavoro mi sembrava di sentire il freddo, la terra, lo sporco insomma è uno di quei libri dove sei nel libro tanto che a distanza di giorni dalla fine di questa lettura non riesco a iniziare altri libri. La scrittura è semplice con capitoli bravi che rendono scorrevole la storia. Non do le 5 stelline per un motivo molto semplice e anche banale: l'epilogo non mi ha fatto impazzire, fossi stata l'autrice mi sarei fermata al sorgere del sole dopo mesi di oscurità...una metafora per un libro così bello. Lo consiglio!

    said on 

  • 4

    4 stelline e mezzo

    "Vi siete mai chiesti quanto vale una vita umana? Quella mattina la vita di mio fratello valeva un orologio da taschino."

    Avevo sentito grandi cose su questo libro e la media di Anobii è di quasi cin ...continue

    "Vi siete mai chiesti quanto vale una vita umana? Quella mattina la vita di mio fratello valeva un orologio da taschino."

    Avevo sentito grandi cose su questo libro e la media di Anobii è di quasi cinque stelline, quindi le aspettative erano alte e non sono state deluse: davvero un romanzo meraviglioso e toccante!

    Forse era il momento giusto per il libro, sta di fatto che mi sono immersa in questa lettura proprio nel periodo vicino a quel giorno tanto celebrato da tutti, "La giornata della memoria", nonostante non sia mia abitudine farlo; questo libro che ha il pregio, uno dei tanti, di parlare di un argomento poco conosciuto o ricordato: le deportazioni per mano di Stalin.

    Qui non si parla di ebrei e nazisti, si parla di Lituania e Russia, perchè nel 1941 paesi quali la Lituania, la Lettona e l'Estonia venivano deportati nei gulag staliniani.
    La storia che racconta la Sepets, nipote di un ufficiale lituano, è ispirata ad una storia vera: la scrittrice in una nota a fine libro racconta dei suoi viaggi in Lituania per documentarsi, per incontrare famigliari e sopravvissuti.

    Quello che colpisce della storia è proprio questo: molte situazioni, molti drammi e orrori sono reali, talmente sentiti che fanno accapponare la pelle, sono storie raccontate da chi ha avuto la forza di resistere dieci anni in Siberia, combattendo contro il freddo glaciale, la malattia, lo sconforto, la paura e la morte.

    La famiglia che conosciamo, i Vilkas, è una famiglia benestante: il papà è rettore all'università, la mamma Elena è bella e sempre sorridente, Jonas è una bambino di appena dieci anni, e poi c'è Lina, quindicianni e appassionata di arte, adora Munch e adora disegnare, un po' irriverente ma coraggiosa...è la nostra narratrice.
    La sera che vengono presi dai soldati sovietici però il papà non è lì con loro, vengono messi sopra un camion, portati alla stazione e spinti su un vagone troppo affollato per tutte quelle persone, l'unico spiraglio di luce è l'incontro rapido
    con il papà, anche lui su un vagone pieno di uomini, e la promessa di scrivere e disegnare per aiutarlo a ritrovare la famiglia...così parte un viaggio verso un campo lavoro poi verso la Siberia, un viaggio nella paura e nel terrore, un viaggio verso l'oscurità e l'incertezza, un viaggio verso la morte....

    Elena, Jonas e Lina faranno di tutto per sopravvivere e tornare a casa: sono tutti e tre personaggi che entrano subito nel cuore del lettore.
    Elena è una mamma forte e tenace, ama i suoi figli più della sua stessa vita e farà di tutto per loro, è una donna materna e generosa, con sentimenti pieni di vita e per tutti, non si arrenderà mai ma rifiuterà di aiutare il nemico quando le offrirà un lavoro.
    Jonas è un bambino davvero piccolino quando lo incontriamo e subirà un grande cambiamento nel corso della storia, inizierà a prendersi piccole responsabilità e man mano sempre più grandi nonostante la sua giovinezza, acquisterà maturità e consapevolezza, darà conforto alla madre e alla sorella, aiutandole a sopravvivere.
    Infine c'è Lina, la protagonista che ci racconta la sua esperienza, le sue paura e le sue speranze, forse tra tutti i personaggi è quella per cui ho provato meno empatia ma è una ragazza originale, un'artista che ama disegnare, ha un carattere tutto peperino che spesso deve controllare.

    Questa è una storia che vi piacerà, che vi farà riflettere e commuovere (si anche voi che non avete la lacrima facile), è una storia che fa paura, che ricorda un momento buio della storia mondiale, un storia che parla di morte ma anche di sopravvivenza, una storia che da speranza...ed è una storia piena di sentimenti, di amore fraterno e materno ma non solo, di amicizia, di compassione, di colpa, di speranza.
    Leggetelo, non ve ne pentirete!

    http://geekybookers.blogspot.it/2015/02/recensione-avevano-spento-anche-la-luna.html

    said on 

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