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Between Shades of Gray

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4.3
(1272)

Language:English | Number of Pages: 352 | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian , Dutch , Spanish , Chi traditional

Isbn-10: 0399256288 | Isbn-13: 9780399256288 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , eBook

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 4

    Questo libro è di sicuro uno tra i più belli che ho letto. Ho una passione per i romanzi ambientati nel periodo della guerra eppure non avevo mai letto questa parte di storia. Si parla tanto di Americ ...continue

    Questo libro è di sicuro uno tra i più belli che ho letto. Ho una passione per i romanzi ambientati nel periodo della guerra eppure non avevo mai letto questa parte di storia. Si parla tanto di America, Germania e campi di sterminio ma i popoli lettoni, estoni e lituani vengono messi in un angolo. Questo libro mi è piaciuto proprio perchè porta alla luce anche questa parte della storia. All'autrice vanno i miei complimenti perchè è stata bravissima, quando Lina e la sua famiglia era sul treno mi sembrava di sentire il caldo, la puzza, il buio. Quando era al campo di lavoro mi sembrava di sentire il freddo, la terra, lo sporco insomma è uno di quei libri dove sei nel libro tanto che a distanza di giorni dalla fine di questa lettura non riesco a iniziare altri libri. La scrittura è semplice con capitoli bravi che rendono scorrevole la storia. Non do le 5 stelline per un motivo molto semplice e anche banale: l'epilogo non mi ha fatto impazzire, fossi stata l'autrice mi sarei fermata al sorgere del sole dopo mesi di oscurità...una metafora per un libro così bello. Lo consiglio!

    said on 

  • 4

    4 stelline e mezzo

    "Vi siete mai chiesti quanto vale una vita umana? Quella mattina la vita di mio fratello valeva un orologio da taschino."

    Avevo sentito grandi cose su questo libro e la media di Anobii è di quasi cin ...continue

    "Vi siete mai chiesti quanto vale una vita umana? Quella mattina la vita di mio fratello valeva un orologio da taschino."

    Avevo sentito grandi cose su questo libro e la media di Anobii è di quasi cinque stelline, quindi le aspettative erano alte e non sono state deluse: davvero un romanzo meraviglioso e toccante!

    Forse era il momento giusto per il libro, sta di fatto che mi sono immersa in questa lettura proprio nel periodo vicino a quel giorno tanto celebrato da tutti, "La giornata della memoria", nonostante non sia mia abitudine farlo; questo libro che ha il pregio, uno dei tanti, di parlare di un argomento poco conosciuto o ricordato: le deportazioni per mano di Stalin.

    Qui non si parla di ebrei e nazisti, si parla di Lituania e Russia, perchè nel 1941 paesi quali la Lituania, la Lettona e l'Estonia venivano deportati nei gulag staliniani.
    La storia che racconta la Sepets, nipote di un ufficiale lituano, è ispirata ad una storia vera: la scrittrice in una nota a fine libro racconta dei suoi viaggi in Lituania per documentarsi, per incontrare famigliari e sopravvissuti.

    Quello che colpisce della storia è proprio questo: molte situazioni, molti drammi e orrori sono reali, talmente sentiti che fanno accapponare la pelle, sono storie raccontate da chi ha avuto la forza di resistere dieci anni in Siberia, combattendo contro il freddo glaciale, la malattia, lo sconforto, la paura e la morte.

    La famiglia che conosciamo, i Vilkas, è una famiglia benestante: il papà è rettore all'università, la mamma Elena è bella e sempre sorridente, Jonas è una bambino di appena dieci anni, e poi c'è Lina, quindicianni e appassionata di arte, adora Munch e adora disegnare, un po' irriverente ma coraggiosa...è la nostra narratrice.
    La sera che vengono presi dai soldati sovietici però il papà non è lì con loro, vengono messi sopra un camion, portati alla stazione e spinti su un vagone troppo affollato per tutte quelle persone, l'unico spiraglio di luce è l'incontro rapido
    con il papà, anche lui su un vagone pieno di uomini, e la promessa di scrivere e disegnare per aiutarlo a ritrovare la famiglia...così parte un viaggio verso un campo lavoro poi verso la Siberia, un viaggio nella paura e nel terrore, un viaggio verso l'oscurità e l'incertezza, un viaggio verso la morte....

    Elena, Jonas e Lina faranno di tutto per sopravvivere e tornare a casa: sono tutti e tre personaggi che entrano subito nel cuore del lettore.
    Elena è una mamma forte e tenace, ama i suoi figli più della sua stessa vita e farà di tutto per loro, è una donna materna e generosa, con sentimenti pieni di vita e per tutti, non si arrenderà mai ma rifiuterà di aiutare il nemico quando le offrirà un lavoro.
    Jonas è un bambino davvero piccolino quando lo incontriamo e subirà un grande cambiamento nel corso della storia, inizierà a prendersi piccole responsabilità e man mano sempre più grandi nonostante la sua giovinezza, acquisterà maturità e consapevolezza, darà conforto alla madre e alla sorella, aiutandole a sopravvivere.
    Infine c'è Lina, la protagonista che ci racconta la sua esperienza, le sue paura e le sue speranze, forse tra tutti i personaggi è quella per cui ho provato meno empatia ma è una ragazza originale, un'artista che ama disegnare, ha un carattere tutto peperino che spesso deve controllare.

    Questa è una storia che vi piacerà, che vi farà riflettere e commuovere (si anche voi che non avete la lacrima facile), è una storia che fa paura, che ricorda un momento buio della storia mondiale, un storia che parla di morte ma anche di sopravvivenza, una storia che da speranza...ed è una storia piena di sentimenti, di amore fraterno e materno ma non solo, di amicizia, di compassione, di colpa, di speranza.
    Leggetelo, non ve ne pentirete!

    http://geekybookers.blogspot.it/2015/02/recensione-avevano-spento-anche-la-luna.html

    said on 

  • 4

    “Avevano spento anche la luna” è un romanzo struggente che tutti dovrebbero leggere. E’ una testimonianza, anche se indiretta, degli orrori dei Gulag usati come strumento di repressione. Lina rapprese ...continue

    “Avevano spento anche la luna” è un romanzo struggente che tutti dovrebbero leggere. E’ una testimonianza, anche se indiretta, degli orrori dei Gulag usati come strumento di repressione. Lina rappresenta la sofferenza e il coraggio di più di venti milioni di persone uccise “nel periodo del terrore”. Oggi c’è ancora chi nega questa realtà.

    Emozioni profonde mi hanno fatto compagnia durante la lettura di questo romanzo crudele nella sua realtà. Ho sofferto e pianto con Lina, ho sperato che qualche “angelo” proteggesse i prigionieri, ho provato un odio intenso verso le guardie disumane. Quando un barlume di umanità è apparso nella notte del Male ho gioito pensando che l’uomo forse ha ancora una possibilità di salvezza. Se ricomincerà a sentire il battito del suo cuore e a porgere la mano verso il suo prossimo potrà sperare in un futuro migliore dove non ci saranno più morti a causa di oppressioni, razzismo e ingiustizia.

    Per non dimenticare diamo voce ai più deboli, difendiamo la libertà e la pace. Costruiamo un futuro migliore per tutti e anche la Luna, da lassù, sorriderà illuminandosi con un bel sorriso.

    Per lasciarvi con un invito alla speranza, vi riporto una citazione di Albert Camus:
    “Alla fine ho imparato che, anche nel profondo dell’inverno, dentro di me regnava un’invincibile estate.”

    recensione completa su: http://pennadoro.blogspot.it/2015/01/recensione-avevano-spento-anche-la-luna.html

    said on 

  • 5

    Between shades of gray

    Lina ha solo quindici anni quando la sua vita cambia improvvisamente.
    Si trova sbalzata insieme a molte altre persone in una realtà ben diversa da quella in cui era abituata a vivere.
    Da quella brutta ...continue

    Lina ha solo quindici anni quando la sua vita cambia improvvisamente.
    Si trova sbalzata insieme a molte altre persone in una realtà ben diversa da quella in cui era abituata a vivere.
    Da quella brutta notte la sua famiglia si dividerà, lei partirà con la madre ed il fratello mentre il padre verrà spedito in tutt’altra parte con un altro convoglio.
    Il treno porterà Lina e la sua famiglia nella steppa russa.
    Questi poveri malcapitati passeranno settimane con i morsi della fame, con la sete, non riusciranno a riposarsi e verranno sottoposti a molte altre angherie.
    Questo viaggio ai limiti della sopportazione porterà tutti loro ad un campo di lavoro.
    Lina anche se è ancora una bambina ci farà vedere tutta la sua forza, la sua dignità e la sua perspicacia .
    Questa ragazzina documenterà la sua brutta esperienza attraverso lettere e disegni fatti di suo pugno.
    Lina, sua madre e suo fratello si batteranno ogni giorno per la vita.
    Faranno di tutto per sopravvivere e tenere altro l’orgoglio della famiglia.

    L’autrice per scrivere questo libro si è ispirata ad una storia vera.
    Una storia terribile, che parla di genocidi, deportazioni, stupri ed altri atti ignobili.
    Lo stile è semplice e molto scorrevole.
    La suddivisione in brevi capitoli facilita la lettura e fa in modo che il lettore termini in breve tempo questo libro.
    È un romanzo che racconta una storia forte e sconvolgente.
    Lina è una ragazza forte che riesce a sopravvivere anche quando tutto intorno a lei diventa cupo e senza forma.

    Si tratta di un libro che ti toglie il fiato e che non si può lasciarsi fuggire.
    È il grido disperato di un’adolescente che si trova di fronte ad un mondo pieno di crudeltà.

    Buona lettura!

    “Ma io voglio vivere. A ogni costo.”

    said on 

  • 4

    Quando dici "Genocidio" la tua mente vola subito agli ebrei deportati dai nazisti.
    Ai quasi venti milioni di russi, lettoni, estoni e lituani non pensa quasi mai nessuno. Eppure è una pagina nera dell ...continue

    Quando dici "Genocidio" la tua mente vola subito agli ebrei deportati dai nazisti.
    Ai quasi venti milioni di russi, lettoni, estoni e lituani non pensa quasi mai nessuno. Eppure è una pagina nera della storia moderna e il fatto che passi a dir poco inosservata ha dell'aberrante.
    Un libro per non dimenticare la follia di Stalin e del comunismo che, essendo il governo del popolo, ha ucciso e sterminato l'equivalente della popolazione di uno stato la cui unica colpa era quella di esistere e avere opinioni diverse.
    Un libro crudo, duro, che fa male come un pugno nello stomaco per raccontare le atrocità di cui è capace l'uomo, visto attraverso gli occhi di una ragazzina che non si è arresa.
    Un libro per dimostrare, ancora una volta, che non conta se si è di destra o di sinistra... la follia della dittatura non ha credo e colore politico, fa solo schifo.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Stravolgente.

    Iniziato un po' a rilento, ma letto tutto d'un fiato subito dopo le prime pagine. Una storia toccante, che ti attraversa da dentro, e i brividi sulla schiena sono inevitabili. Quanto può essere crudel ...continue

    Iniziato un po' a rilento, ma letto tutto d'un fiato subito dopo le prime pagine. Una storia toccante, che ti attraversa da dentro, e i brividi sulla schiena sono inevitabili. Quanto può essere crudele il gene umano?
    Ho pianto per Elena, per Kostas e per tutte le persone deportate, che un po' alla volta si sono arrese alla furia spietata di Stalin e del freddo gelante della Siberia. Grazie per aver tramandato questi ricordi, affinchè le generazioni a venire non commetteranno di nuovo gli stessi errori

    said on 

  • 5

    Emozionante

    Alcune volte è lo stato in cui ci troviamo che ci fa vivere più o meno intensamente le cose che facciamo.
    Forse sono in una condizione particolare e leggere questo libro mi ha ha fatto vivere emozioni ...continue

    Alcune volte è lo stato in cui ci troviamo che ci fa vivere più o meno intensamente le cose che facciamo.
    Forse sono in una condizione particolare e leggere questo libro mi ha ha fatto vivere emozioni intense e forti, mi sono commosso.
    Mi è sembrato di sentire il freddo, la fatica, i dolori, le passioni, le delusioni di Lina, Elena, Jonas, Andrius.

    Ma forse è solo un libro eccezionalmente bello.

    Esistessero le sei stelle per i capolavori

    said on 

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