Between Shades of Gray

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4.3
(1405)

Language: English | Number of Pages: 352 | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian , Dutch , Spanish , Portuguese , Chi traditional , Chi simplified , Slovak , German

Isbn-10: 0399256288 | Isbn-13: 9780399256288 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , eBook

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 3

    Delle deportazioni dei paesi baltici nei gulag staliniani non si parla molto, almeno non quanto si parla delle deportazioni degli ebrei; eppure queste popolazioni hanno attraversato lo stesso inferno. ...continue

    Delle deportazioni dei paesi baltici nei gulag staliniani non si parla molto, almeno non quanto si parla delle deportazioni degli ebrei; eppure queste popolazioni hanno attraversato lo stesso inferno. Il libro scorre veloce guidati dalla voce di questa ragazzina forte e schietta; dal viaggio alla vita nei gulag; gli stenti, la paura e la sofferenza alternate a brevi frammenti del passato. Sicuramente da leggere, per non dimenticare.

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  • 5

    Toccante e imperdibile

    Un libro struggente ma non pietistico, di toccante dolcezza e umanità. Descrive la storia di una deportazione, disumana e silente, tragica e violenta ma paradossalmente con punte di delicata saggezza ...continue

    Un libro struggente ma non pietistico, di toccante dolcezza e umanità. Descrive la storia di una deportazione, disumana e silente, tragica e violenta ma paradossalmente con punte di delicata saggezza e poesia. Storia sconosciuta ai più, barbarie perpetrata nel completo silenzio e disinteresse del mondo. Il tutto viene raccontato attraverso le vite di alcuni protagonisti, loro malgrado, di questa disdicevole tragedia dell'umanità.

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  • 5

    Duro, como tantos otros que narran las deportaciones de Stallin, pero necesario. Hay que conocer la historia para evitar que se repita, para no dejar que nadie pise a nadie así.
    Muy recomendable. De m ...continue

    Duro, como tantos otros que narran las deportaciones de Stallin, pero necesario. Hay que conocer la historia para evitar que se repita, para no dejar que nadie pise a nadie así.
    Muy recomendable. De momento, esta escritora tiene dos libros y los dos altamente adictivos.

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  • 5

    Altamente recomendable

    Es un libro que llega mucho. Montones de sentimientos desde el dolor, la rabia, el amor, la pérdida y la vergüenza de saber la crueldad humana. Me ha parecido un libro de 10

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  • 5

    E' questo un libro che tratta di un argomento poco affrontato rispetto alla tragedia degli ebrei ma non per questo meno importante… i campi di lavoro in Siberia.. è un libro che mi ha colpito parecchi ...continue

    E' questo un libro che tratta di un argomento poco affrontato rispetto alla tragedia degli ebrei ma non per questo meno importante… i campi di lavoro in Siberia.. è un libro che mi ha colpito parecchio, scritto bene, scorrevole senza descrizioni troppo forti ma quanto basta per dare una idea di quel che succedeva.. unica nota dolente , per me, è stato il finale.. l'ho trovato affrettato e veloce rispetto a tutto il libro..mi aspettavo un finale di diversa velocità.. sembrava quasi avesse fretta di terminare il libro. per il resto una ottima alternativa ai classici sullo sterminio degli ebrei.

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  • 4

    Molto triste, a volte crudo.
    Tratta un argomento di certo non conosciuto come invece è lo sterminio degli ebrei da parte del regime nazista, ma altrettanto grave: la deportazione in Siberia di milioni ...continue

    Molto triste, a volte crudo.
    Tratta un argomento di certo non conosciuto come invece è lo sterminio degli ebrei da parte del regime nazista, ma altrettanto grave: la deportazione in Siberia di milioni di persone perpetrata da Stalin.
    E' la prima volta che leggo qualcosa su questo tema e in un certo senso ci sono salita anch'io sul quel treno con Lina e la sua famiglia, sembrava proprio di essere lì e poi anche nel campo, al freddo in mezzo alla neve a scavare e a lavorare al buio...
    Ma la luce che tiene viva la speranza è sempre accesa nel cuore della ragazzina che non si rassegna e che infonde fiducia anche al lettore per non arrendersi allo sconforto e arrivare fino alla fine, testimoni di un dramma fin troppo taciuto.

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  • 3

    3 e 1/2

    E' incredibile che certe cose siano successe davvero; è incredibile che di certe cose se non ne è mai parlato; è incredibile che potranno succedere ancora perchè la storia non ci insegna mai nulla.
    E' ...continue

    E' incredibile che certe cose siano successe davvero; è incredibile che di certe cose se non ne è mai parlato; è incredibile che potranno succedere ancora perchè la storia non ci insegna mai nulla.
    E' incredibile anche che di certe non se ne poteva ,e ancora non se ne può, parlare; perchè non solo i nazisti hanno compiuto atrocità, e nella orrida e criminale contabilità dei morti i sovietici hanno fatto ben di peggio

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  • 0

    Chi vi ha dato il diritto?

    Il libro affronta un'altra triste pagina di storia: la deportazione dei popoli baltici da parte dei sovietici e la loro dura vita nei campi di lavoro in Siberia.
    Il romanzo si legge facilmente, ma man ...continue

    Il libro affronta un'altra triste pagina di storia: la deportazione dei popoli baltici da parte dei sovietici e la loro dura vita nei campi di lavoro in Siberia.
    Il romanzo si legge facilmente, ma manca di approfondimento storico.
    È un buon punto di partenza per far conoscere anche questo abominio. Dunque non solo i nazisti, ma anche i comunisti hanno commesso delle atrocità inaudite.
    La domanda che io mi pongo è sempre la stessa: perchè?

    Tre stelline ++

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  • 2

    Non so, forse è perchè sapevo già cosa erano i campi di lavoro russi, forse perchè ho letto I racconti della Kolyma e Il racconto di Peuw bambina cambogiana, ossia testimonianze di chi a quegli orrori ...continue

    Non so, forse è perchè sapevo già cosa erano i campi di lavoro russi, forse perchè ho letto I racconti della Kolyma e Il racconto di Peuw bambina cambogiana, ossia testimonianze di chi a quegli orrori è sopravvissuto davvero, ma questo libro mi è sembrato senz'anima e - per certi versi - la fiera della banalità.
    La storia di Lina, quindicenne lituana deportata in Siberia con madre e fratellino, non mi ha trasmesso niente: la paura, la sofferenza, la perdita progressiva dell'umanità in favore dell'istinto di sopravvivenza... non li ho avvertiti in nessun momento, e anzi in certi punti ho provato un discreto fastidio verso i personaggi: la mamma, il cliché dell'anima candida che niente riesce a macchiare, che prova compassione per chiunque e che probabilmente avrebbe teso una mano anche a Hitler perche Lei È Buona™, è un personaggio non solo improbabile ma ad un certo punto fuori luogo. Lina è fin troppo moderna: mi è sembrata un'adolescente di oggi che si indigna per quegli eventi storici più che una vittima che li stava subendo. Le condizioni di vita atroci... si sente che le ha scritte qualcuno che non le ha vissute e che, ovviamente, non può comprenderne la piena portata.
    Avevamo freddo, avevamo fame, eravamo deboli...
    Non so. I voti così alti mi fanno davvero pensare che la mia esperienza di lettura sia stata così negativa perchè tutti i libri che ho letto che parlano di deportazione - in qualsiasi nazione, per qualsiasi regime - li hanno scritti i sopravvissuti, e le loro testimonianze sono, per forza di cose, più potenti.

    said on 

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