Beznaděj

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Publisher: Beta Dobrovský

3.6
(2368)

Language: Čech | Number of Pages: 479 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , French , Spanish , Italian , German , Polish , Dutch , Portuguese , Norwegian , Swedish , Danish , Russian

Isbn-10: 8086278018 | Isbn-13: 9788086278018 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Linda Bartošková ; Cover Design: Václav Rytina

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Městečko Beznaděj už od svých hranic dělá „čest“ svému jménu – mrtvá kočka přibytá na dopravní značce je výmluvným symbolem. Jen malý David Carvier je jiný než ostatní – jeho prostřednictvím svede apokalytický souboj biblických rozměrů dobrou se zlem…
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  • 3

    STILE COLLAUDATO

    King è un maestro di tecnica di scrittura e questo libro ne è un esempio. Non certo il suo miglior romanzo, ma un'opera robusta, ben scritta. L'autore si prende tutte le pagine necessarie (e qualcuna ...continue

    King è un maestro di tecnica di scrittura e questo libro ne è un esempio. Non certo il suo miglior romanzo, ma un'opera robusta, ben scritta. L'autore si prende tutte le pagine necessarie (e qualcuna in più...) per costruire i personaggi, sicuramente la cosa migliore del libro. La storia non è particolarmente originale e avvincente ma fa il suo dovere. Dove il libro manca un po' è nell'antagonista, soprattutto nel finale (mentre il suo ingresso nella trama è inquietante e spaventoso). In ogni caso, King non mi annoia mai, non si può dire di molti altri scrittori.

    said on 

  • 3

    un po insipido...

    Un romanzo leggermente sotto tono rispetto agli standard dell'autore, che parte forte, è di grande impatto ed è terrificante nel suo incedere lento e inquietante, ma che verso metà della trama si tras ...continue

    Un romanzo leggermente sotto tono rispetto agli standard dell'autore, che parte forte, è di grande impatto ed è terrificante nel suo incedere lento e inquietante, ma che verso metà della trama si trasforma in un qualcosa di forse troppo forzato e soprannaturale, con un mordente lievemente insipido..

    said on 

  • 3

    Sicuramente non il più bel Stephen King che abbia letto, anzi, in alcuni passaggi l'ho trovato quasi spiacevole, orrido per il gusto dell'orrido (ma mai abbastanza da farsi chiudere e rimettere sullo ...continue

    Sicuramente non il più bel Stephen King che abbia letto, anzi, in alcuni passaggi l'ho trovato quasi spiacevole, orrido per il gusto dell'orrido (ma mai abbastanza da farsi chiudere e rimettere sullo scaffale); eppure l'idea di Dio che ne emerge, un Dio crudele che torna a riscuotere favori che ti ha messo lui nella posizione di chiedere, un Dio che ti toglie tutto per poi ricordarti che Egli è amore (che beffa!) e insieme un Dio dei peggiori incubi (ti immagini se l'abitante in cima alla Torre fosse un emerito stronzo? - chi ha letto quell'altra immensa opera si ricorderà le parole di Eddie), ecco, questa idea affascinante e quasi commovente mi impedisce di esprimere un giudizio negativo...quasi quasi mi obbliga ad apprezzarlo pure, questo romanzo dell'orrore spirituale...

    ...e poi c'è la copertina di Mark Ryden!

    said on 

  • 1

    Devo essere sincera, è passato un po' da quando ho letto questo libro e il suo "gemello" (I vendicatori), ma ricordo benissimo la fatica che ho fatto per terminarli. Sono, al momento, i due più brutti ...continue

    Devo essere sincera, è passato un po' da quando ho letto questo libro e il suo "gemello" (I vendicatori), ma ricordo benissimo la fatica che ho fatto per terminarli. Sono, al momento, i due più brutti che King abbia scritto. Faccio quasi fatica a credere che li abbia veramente "partoriti" il Re. Detto questo girerò lo stesso pensiero per l'altro libro, non meritano nemmeno che mi sprechi a pensare qualcosa di diverso.

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  • 5

    Un bell'horror.
    A differenza di altri romanzi di King, non c'è nessun lungo preambolo: si inizia subito nel terrore, e si resta nel terrore fino alla fine.
    Ritmo più sostenuto rispetto ai standard "ki ...continue

    Un bell'horror.
    A differenza di altri romanzi di King, non c'è nessun lungo preambolo: si inizia subito nel terrore, e si resta nel terrore fino alla fine.
    Ritmo più sostenuto rispetto ai standard "kinghiani", ambientazione perfetta (una desolata cittadina nel deserto), buona caratterizzazione dei personaggi (non profondissima, ma funzionale alla storia), e un finale bellissimo.

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  • 4

    Nessuno come King riesce a descrivere e a catapultare il lettore in luoghi immaginari che sembrano reali e Come è sua caratteristica ci si trova all'interno di una storia dove i protagonisti devono un ...continue

    Nessuno come King riesce a descrivere e a catapultare il lettore in luoghi immaginari che sembrano reali e Come è sua caratteristica ci si trova all'interno di una storia dove i protagonisti devono unirsi per sconfiggere il demone che ha preso il controllo di un intera cittadina.
    Non è una storia rose e fiori anzi come tipico del Kingston giovane è ricca di particolari in alcuni caso anche raccapriccianti ma che servono al loro scopo di rendere perfettamente l'atmosfera in cui si svolge la storia.
    I protagonisti sono delle persone che non si conoscevano prima di questa avventura e che loro malgrado si ritrovano a dover lottare per la sopravvivenza, e dove naturalmente non tutti possono farcela a scappare dalla cittadina di Desperation.
    Ognuno di loro dovrà lottare con tutte le sue forze per cercare di sopravvivere anche nel momento in cui avrà perso tutto quello che aveva di più caro perché si sa Dio è crudele, facendo naturalmente anche i conti con il passato. È in questa macabra avventura che troviamo La famiglia Carver che alla fine di questa storia si troverà distrutta, per non dire quasi inesistente, lo scrittore Marinville che deve fare i conti con il suo passato tormentato, Mary che vede uccidere suo marito nel attimo di un istante e Stave e Chintya in ordine il manager dello scrittore è una autostoppista appena conosciuta. Il male si annida ovunque nella cittadina desolata di Desperation dove non c'è più anima viva che li possa aiutare tutti sono stati sopraffatti dal demone superiore Kan Tak che non ha avuto pietà per nessuno e ora deve essere assolutamente sconfitto. Forse il finale è un po' accellerato, poteva finire diversamente o con una descrizione più particolareggiata ma nel complesso regge la storia che ha alle spalle.
    Lettura forte non adatta a tutti soprattutto se non si è amanti del genere horror, perfetta invece per chi ama King e le sue storie.

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  • 3

    Collie Entragian è un poliziotto che fa il bello e il cattivo tempo a Desperation, piccola cittadina del Nevada. A volte andando ben oltre la legge, come Peter e Mary Jackson hanno modo di scoprire: i ...continue

    Collie Entragian è un poliziotto che fa il bello e il cattivo tempo a Desperation, piccola cittadina del Nevada. A volte andando ben oltre la legge, come Peter e Mary Jackson hanno modo di scoprire: il poliziotto infatti li “incastra” grazie a della droga non loro e li porta in centrale. Qui i due trovano altri malcapitati nelle celle e scoprono man mano che qualcosa non va.

    In queste poche righe si può riassumere la prima parte del romanzo, che descritto così sembrerebbe assai poco interessante. Invece Stephen King si reinventa ancora una volta e riesce a dar vita a un romanzo (due, se mettiamo “I vendicatori”, libro uscito in contemporanea) molto psichedelico e che attrae il lettore.

    Entragian è un cattivo esagerato nella sua attitudine, e per questo a tratti “finto”. Finzione che non è casuale, come si scopre con il passare delle pagine, quando la connessione tra la miniera presente a Desperation ed Entragian stesso si fa più visibile. Il centro di tutto, particolare che si scopre molto in là nella lettura, è appunto la miniera, e uno spirito malvagio uscito da essa, che trae forza dai corpi che occupa, come quello di Entragian (il quale dura più tempo prima di disfarsi perché più grosso delle altre persone della cittadina). Per fortuna di Peter, Mary, lo scrittore Johnny Marinville e altri, in paese è presente anche il bambino David Carver, che riesce a comunicare con Dio e dà loro un aiuto al momento della lotta, altrimenti impari, con Tak, lo spirito malvagio della miniera.
    Ci sono similitudini tra questo romanzo e “I vendicatori”, non a caso usciti praticamente insieme, a partire dalla copertina: mettendo i due libri di fianco, si scopre che i disegni dei due libri sono in realtà due metà della stessa opera.

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