Bianca come il latte, rossa come il sangue

Di

Editore: Mondolibri

3.6
(7882)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 254 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Portoghese , Catalano , Polacco , Tedesco

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , eBook , Altri

Genere: Educazione & Insegnamento , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
Leo ha sedici anni e si sente davvero forte come un leone. Il suo migliore amico si chiama Niko, e con lui suona e gioca a calcetto. Poi c´è Silvia, che dipinge. A Leo piace stare con lei: ´se non fosse solo un´amica forse potrei amarla´. Leo però ama Beatrice, occhi verdi e capelli rossi come il fuoco, talmente bella da sembrare un sogno. Un sogno che rischia di dissolversi quando nel sangue di Beatrice i medici trovano ´il bianco´, la leucemia. Leo ha sempre avuto paura del bianco, che significa assenza, vuoto, silenzio. Così si ribella, inizia a odiare, a distruggere. Forse, confusamente, a crescere. E a capire, soprattutto grazie all´aiuto di un professore diverso da tutti gli altri, che i sogni hanno un cuore immortale e che bisogna avere il coraggio di credere sempre in qualcosa di grande. Considerato il caso editoriale del 2010, Bianca come il latte, rossa come il sangue è l´opera prima di un giovane insegnante di Latino e Italiano, a cui questa storia è stata raccontata qualche anno fa dagli studenti di un liceo romano. Ma in questo libro non ci sono solo gli studenti, dice l´autore: ´In questo romanzo ho riversato anche la mia vita, le mie storie personali di dolore e di lutto, e Beatrice per me è diventata una porta di passaggio tra la terra e il cielo, un personaggio meraviglioso di cui mi sono innamorato´. E noi, leggendo, non possiamo non dargli ragione.
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  • 3

    ottimo lavoro

    Un coinvolgente tuffo nel mondo giovanile, narrato con semplicità e schiettezza.
    La storia offre tutti i punti di vista di un ragazzo sedicenne che potrebbe rappresentare l’intera categoria perché int ...continua

    Un coinvolgente tuffo nel mondo giovanile, narrato con semplicità e schiettezza.
    La storia offre tutti i punti di vista di un ragazzo sedicenne che potrebbe rappresentare l’intera categoria perché interessato solo alle partite di calcetto, con amicizie superficiali che non vanno al di là delle bravate, convinto dell’inutilità della scuola, infastidito dalle regole genitoriali e sfiduciato verso i professori.
    Ma al suo fianco trova fortunatamente anche personaggi positivi, l’amica del cuore che c’è sempre ed è pronta a comprendere e perdonare in ogni occasione, due genitori che forti dell’amore profondo per il figlio riescono ad aprire una breccia e ad instaurare un dialogo sincero e maturo e poi un professore fuori dagli schemi che insegna con passione, che sprona a vivere veramente per perseguire i propri sogni ed a guardare oltre le facciate delle cose e delle persone.
    Dovendo affrontare la difficile realtà della malattia di una ragazza di cui è innamorato, Leo sarà costretto a crescere; confrontandosi con il dolore e la rabbia verso le ingiustizie del mondo e verso Dio, vedrà il suo mondo ristretto stravolto e dovrà scavare dentro di se per trovare la forza e scoprendo soprattutto quali relazioni vale la pena di coltivare e salvaguardare!
    Credo che questo libro possa essere un aiuto serio e valido per i ragazzi ed i genitori che devono affrontare il difficile periodo adolescenziale perché aiuta a ridimensionare i problemi e a valorizzare ciò che conta e lo fa con leggerezza, gradualità e delicatezza.

    ha scritto il 

  • 1

    Peccato

    Dopo aver letto "cose che nessuno sa", che mi è davvero piaciuto, ho letto questo e... Che delusione. Brutto, irritante nella sua banalità. Peccato. Concordo con chi ha scritto che sembra più Moccia c ...continua

    Dopo aver letto "cose che nessuno sa", che mi è davvero piaciuto, ho letto questo e... Che delusione. Brutto, irritante nella sua banalità. Peccato. Concordo con chi ha scritto che sembra più Moccia che il D'Avenia dell' altro libro

    ha scritto il 

  • 5

    Fresco,delicato come è ,nella storia di questi adolescenti, la scoperta dell'amore e della vita anche se attraverso la sofferenza ...."l'amore non esiste per renderci felici,ma per dimostrarci quanto ...continua

    Fresco,delicato come è ,nella storia di questi adolescenti, la scoperta dell'amore e della vita anche se attraverso la sofferenza ...."l'amore non esiste per renderci felici,ma per dimostrarci quanto sia forte la nostra capacità di sopportare il dolore"...Liceali, Leo che ama segretamente Beatrice affascinato dai suoi capelli rossi e dai suoi occhi verdi,Silvia che aiuta Leo anche nel realizzare la sua storia d'amore ma segretamente innamorata di Leo. Poi la malattia grave....dice Leo:"...lei adesso è pallida. Ha perso i suoi capelli rossi,i capelli che mi hanno fatto innamorare. E io non ho avuto neanche il coraggio di parlarle, di aiutarla, di chiedrle come sta. L'ho vista così e sono scappato....". Poi la morte di Beatrice e la scoperta del nuovo amore,di una nuova vita,del rapporto con Dio,con la morte...."Leo,amare. è un verbo,non un sostantivo. Non è una cosa stabilita una volta per tutte,ma si evolve,cresce,sale,scende,si inabissa,come i fiumi nascosti nel cuore della terra,che però non interrompono mai la loro corsa verso il mare.A volte lasciano la terra secca,ma sotto,nelle cavità oscure,scorrono,poi a volte risalgono e sgorgano,fecondando tutto....". Commovente ma profondo

    ha scritto il 

  • 4

    quando non sai più amare, ama ancora

    ho evitato questo libro per tanti anni, non avendo il coraggio di buttarmi in un argomento "magone" come la lucemia in un'adolescente. ma ho provato... e sono rimasta piacevolmente affascinata da ques ...continua

    ho evitato questo libro per tanti anni, non avendo il coraggio di buttarmi in un argomento "magone" come la lucemia in un'adolescente. ma ho provato... e sono rimasta piacevolmente affascinata da questo autore che non conoscevo. uno stile facile da seguire, facile da capire. sentimenti spiattellati sul bianco della pagina. un prof sognatore (forse lui?) in cerca della sua stabilità emotiva e professionale, un adolescente innamorato (forse lui) in cerca del suo sogno. la malattia ed il dolore sono sempre presenti, ma poi diluiti nella speranza, nella forza, fanno meno paura. il tutto contornato dall'amore per lo studio, per i libri. quasi un inno ad una scuola ideale ed idealizzata.

    ha scritto il 

  • 2

    Brutto.

    Come panoramica sul mondo adolescenziale è carente, gli adolescenti sono molto di più che queste frasi fatte. È un libro per bambini curiosi del loro futuro che spero migliore di questa sequela di p ...continua

    Come panoramica sul mondo adolescenziale è carente, gli adolescenti sono molto di più che queste frasi fatte. È un libro per bambini curiosi del loro futuro che spero migliore di questa sequela di periodi brevi.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro d'esordio e di formazione per Alessandro D'avenia. Leggendo i suoi due libri così di seguito ho potuto notare le differenze e le assonanze.
    In questo libro D'avenia affronta un tema delicatissim ...continua

    Libro d'esordio e di formazione per Alessandro D'avenia. Leggendo i suoi due libri così di seguito ho potuto notare le differenze e le assonanze.
    In questo libro D'avenia affronta un tema delicatissimo ma molto forte. La morte. Ma non solo: la morte che colpisce una persona ancora troppo giovane per lasciare questo mondo.
    Leo è un ragazzino di 14 anni come tanti. Andare a scuola è una sofferenza, studiare è un obbligo gravoso e l'unica cosa che rende belle le giornate sono le partite a calcio con gli amici e Beatrice.
    Beatrice è una sua compagna di scuola di cui Leo si è innamorato. Rossa con gli occhi verdi, Leo ne è rimasto ipnotizzato fin da subito, e su di lei fantastica e spera di riuscire a conquistarla. Cerca di farsi aiutare dalla sua migliore amica Silvia, ma non è facile. Finchè un giorno Beatrice non viene a scuola, passano diversi giorni e Beatrice continua ad essere assente. Leo viene a sapere tramite Silvia che Beatrice è malata di leucemia.
    Il mondo di Leo cambia completamente; le cose che prima erano così importanti perdono di colore, e le cose che prima sembravano insignificanti adesso sono vitali. Così Leo deve ricominciare daccapo ha mettere ordine nella sua vita, a cercare una ragione per la malattia di Beatrice, ad avvicinarsi a lei, e a capire il suo rapporto con Silvia. Nonostante i protagonisti siano così giovani, D'Avenia tocca moltissime corde sensibili, fatti così attuali nella nostra società che a volte sembrano diventare la normalità. E invece vedere il mondo tramite gli occhi di chi deve combattere ogni giorno per la sua vita e che sa che ogni giorno potrebbe essere l'ultimo, ci deve far vedere il mondo in una prospettiva nuova e migliore.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Per tutto il tempo, non ho mai capito se lo stile dell'autore mi stesse piacendo o irritando fortemente, forse perché - se possibile - era entrambe le cose allo stesso tempo.
    Uno stile poetico, un po' ...continua

    Per tutto il tempo, non ho mai capito se lo stile dell'autore mi stesse piacendo o irritando fortemente, forse perché - se possibile - era entrambe le cose allo stesso tempo.
    Uno stile poetico, un po' troppo pieno di similitudini e metafore, che dopo un po' resta indigesto! La ripetizione poi dei colori bianco (spesso inteso come ansia, paranoia e simili) e del rosso (inteso come il contrario del bianco, in un certo senso) diventa irritante quasi da subito... almeno per me!
    Anche i personaggi, spesso, parlano in questa maniera poetica, solo che nella vita di tutti i giorni, come ben sappiamo, la gente non parla così.
    L'unica eccezione nei dialoghi è quando Leo, il protagonista, parla con Niko, il suo amico più spericolato. Tutti gli altri - a partire dai genitori, fino ad arrivare al professore e agli amici - parlano filosofeggiando. Lo stesso Leo, quando conversa con loro!
    Per quanto riguarda la storia, la apprendiamo dal punto di vista di Leo, che racconta in prima persona del suo innamoramento per Beatrice e di qualche evento che accade nella sua vita ma che rimane da sfondo.
    La storia non è brutta, ma anche qui ci sono dei difetti che mi hanno fatto storcere il naso: il fatto che un sedicenne presunto innamorato (di una ragazza a cui non ha mai rivolto la parola), per esempio, si senta così Romeo da voler donare il sangue a questa sua Giulietta malata di leucemia.
    E' una vicenda che potrebbe toccare le corde giuste vista la triste tematica di una vita destinata a spezzarsi a soli diciassette anni, ma mi dispiace dirlo non è arrivata a toccarmi come avrebbe dovuto, forse proprio a causa dello stile esagerato, dei dialoghi assurdi e dell'inverosimiglianza di un amore così forte per una sconosciuta nell'età adolescenziale, specie poi considerando il finale che ovviamente non vi rivelo.

    ha scritto il 

  • 4

    Leo ha sedici anni e una vita ordinaria condita di amici, risate, motorino, partite di calcio e ragazze. Che poi, ultimamente la sua attenzione è tutta per Beatrice una ragazza della sua scuola che sa ...continua

    Leo ha sedici anni e una vita ordinaria condita di amici, risate, motorino, partite di calcio e ragazze. Che poi, ultimamente la sua attenzione è tutta per Beatrice una ragazza della sua scuola che sa a mala pena della sua esistenza, ma che lui ama alla follia. La sua routine viene sconvolta quando nella sua vita entra il Sognatore, il supplente di filosofia e storia. E allora, la normalità inizia a prendere il colore dei sogni. Un sogno rosso, come i capelli di Beatrice, come l'amore. Ma per raggiungere i sogni, si ha bisogno di amici, come Silvia e Niko, e di coraggio. Leo che vorrebbe spaccare il mondo, ha un punto debole: il bianco. Il bianco come l'assenza di tutto. Che cosa può fare un ragazzo quando il suo sogno prende sempre di più le sfumature del bianco abbandonando inreversibilmente il rosso?
    "Bianca come il Latte e Rossa come il Sangue" è uno di quei libri sul quale non avrei scommesso nulla e invece mi ha sorpresa, strabiliata e fatta innamorare di se. Un libro che rimane nel cuore, che diventa parte delle ossa, che ti fa respirare, sognare, commuovere.
    Una poesia scritta in prosa, con una delicatezza e una forza unica. Mi è molto piaciuto lo stile D'Avenia: semplice e diretto. Il suo amore per il dettaglio e l'equilibrio della storia. Si, perché "Bianca come il Latte e Rossa come il Sangue" prende vita nei dettagli, nelle sue mille sfumature che rendono una storia già sentita, unica, dolce e bella. Un libro che prende vita nella sinestesia, in questo rapporto che i colori hanno con gli odori, i sentimenti, la vita. Uno stile che a me ha ricordato, vagamente, la "concinnitas" Ciceronense. Quella metrica scandita ed equilibrata data dall'armonia delle corrispondenze simmetriche e dei parallelismi. E in questo libro dai periodi brevi e non complessi, la "concinnitas" è data dal dettaglio, dal suo ritrovarsi nel corso del libro e dall'armonia dei personaggi.
    Che Alessandro D'Avenia sia laureato in lettere classiche e insegnante di scuola superiore, lo si capisce bene anche dalla costruzione dei suoi personaggi.
    D'Avenia ci porta un romanzo di formazione in chiave moderna. Il lettore assiste alla crescita emotiva di Leo, quel sottile passaggio dall'età infantile a quella adulta. Leo scopre l'amore, scopre i sogni e scopre cosa vuol dire l'amicizia. E in tutto questo finisce per scoprire se stesso. Lui è un ragazzino semplice che inizia a chiedersi quale sia lo scopo della sua vita. Le sue domande e il suo cercare qualcosa per riempire la pagina bianca che tanto lo perseguita e lo spaventa, fanno parte della sua scoperta di se stesso.
    Delizioso il rapporto che c'è fra lui e Niko. La classica amicizia fra due ragazzi 16enni e pieni di ormoni. Che non si perdono più di tanto a filosofeggiare, che vivono la vita a botte di gol e motorini. Un amicizia fatta da due ragazzi che si incontrano e si scontrano, che si capiscono e si fraintendono. Un amicizia da banco di scuola e che cambia e ti cambia con il tempo.
    Silvia, l'amica e compagna di classe di Leo, è un personaggio dolce, costruito in funzione di Leo. Silvia è un artista e forse è l'unica in tutto il libro a non aver paura del bianco. Lei riesce ad apprezzare anche il vuoto, l'assenza. Come un amore non corrisposto o un sogno lontano. Silvia è matura perché le sue paure sono degne della sua età. La sua forza sta nell'accettazione di se, nel guardare la vita nel suo complesso, nella sua arte. E l'arte è tale anche grazie al vuoto.
    Il Sognatore è un personaggio particolare. Rinchiuso in un idea utopica dell'insegnante. Forse, più che essere un personaggio di carne e ossa, lui è un concetto, un pensiero astratto. Quelle domande che Leo si sarebbe fatto da solo se avesse letto di più, se avesse letto fra le righe dei libri invece che di fermarsi al nero dell'inchiostro. Il Sognatore ricorda leggermente il Virgilio della" Divina Commedia". Lui accompagna Leo attraverso l'inferno, il purgatorio e il paradiso. Lui pone quelle domande a cui Leo deve pensare per scoprire e scoprirsi.
    Beatrice è un sogno. Lei non è realmente reale, questo perché la vediamo attraverso gli occhi di Leo. Occhi innamorati che miticizzano l'essenza di Beatrice. Beatrice è malata e diventa vera solo attraverso la lettura del suo diario. Il momento di fragilità di Beatrice è il momento in cui il lettore può più affezionarsi a lei.E lei è la copia, a mia idea, in chiave moderna della Beatrice Dantesca. Destinata alla sua stessa fine, ma in grado di mostrare la luce al protagonista. Ma la luce non è altro che bianco. E forse è proprio lì che sta la salvezza, nella sua accettazione.
    Infine, gli utlimi protagonisti nei quali si imbatte il lettore sono i colori. Il Bianco, il Rosso, l'Azzurro e il Nero. Bianco come il nulla, Rosso come Beatrice, Azzurro come Silvia, Nero come il tutto. Colori che si ripetono, che si mescolano, che straziano e guariscono. Colori che formano la vita, che sporcano le mani e il sangue di Leo. Colori come la vita.
    Insomma, "Bianca come il Latte e Rossa come il Sangue" è uno di quei libri che vanno letti. Che hanno bisogno di avere le pagine consumate, sottolineate, annotate e impigliate nel cuore.

    ha scritto il 

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