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Bianca come il latte, rossa come il sangue

Di

Editore: Mondolibri

3.6
(7518)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 254 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Portoghese , Catalano , Polacco , Tedesco

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , eBook , Altri

Genere: Education & Teaching , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
Leo ha sedici anni e si sente davvero forte come un leone. Il suo migliore amico si chiama Niko, e con lui suona e gioca a calcetto. Poi c´è Silvia, che dipinge. A Leo piace stare con lei: ´se non fosse solo un´amica forse potrei amarla´. Leo però ama Beatrice, occhi verdi e capelli rossi come il fuoco, talmente bella da sembrare un sogno. Un sogno che rischia di dissolversi quando nel sangue di Beatrice i medici trovano ´il bianco´, la leucemia. Leo ha sempre avuto paura del bianco, che significa assenza, vuoto, silenzio. Così si ribella, inizia a odiare, a distruggere. Forse, confusamente, a crescere. E a capire, soprattutto grazie all´aiuto di un professore diverso da tutti gli altri, che i sogni hanno un cuore immortale e che bisogna avere il coraggio di credere sempre in qualcosa di grande. Considerato il caso editoriale del 2010, Bianca come il latte, rossa come il sangue è l´opera prima di un giovane insegnante di Latino e Italiano, a cui questa storia è stata raccontata qualche anno fa dagli studenti di un liceo romano. Ma in questo libro non ci sono solo gli studenti, dice l´autore: ´In questo romanzo ho riversato anche la mia vita, le mie storie personali di dolore e di lutto, e Beatrice per me è diventata una porta di passaggio tra la terra e il cielo, un personaggio meraviglioso di cui mi sono innamorato´. E noi, leggendo, non possiamo non dargli ragione.
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  • 4

    Regalare il proprio dolore agli altri è il più bell'atto di fiducia che si possa fare

    Subito la lettura è stata titubante, la scrittura dell'autore non mi aveva preso. D'Avenia ha utilizzato un linguaggio adolescenziale, adatta al protagonista Leo, ragazzo sedicenne un po' ribelle. Il linguaggio e il comportamento di Leo miglioreranno con l'incontro con Beatrice, la sua innamorata ...continua

    Subito la lettura è stata titubante, la scrittura dell'autore non mi aveva preso. D'Avenia ha utilizzato un linguaggio adolescenziale, adatta al protagonista Leo, ragazzo sedicenne un po' ribelle. Il linguaggio e il comportamento di Leo miglioreranno con l'incontro con Beatrice, la sua innamorata. Sarà proprio Beatrice, maturata molto a causa della malattia, che aiuterà Leo a capire come comportarsi davanti alle difficoltà, davanti all'amore, all'amicizia... Sarà proprio Beatrice a guidare Leo al miglioramento, migliorando anche la storia, rendendola commovente.
    La storia è stata triste, commovente, senza diventare drammatica.

    ha scritto il 

  • 3

    Datemi un motorino, anche un bat-cinquantino, e vi solleverò il mondo.

    Affermare che la prosa è semplice e leggera non significa dire che è banale. Bisognerebbe smettere di confondere questi concetti e cercare di non incappare in questi facili automatismi. Il libro si lascia leggere con piacevolezza, senza troppe pretese.


    Le pagine diventano bianche, manca ...continua

    Affermare che la prosa è semplice e leggera non significa dire che è banale. Bisognerebbe smettere di confondere questi concetti e cercare di non incappare in questi facili automatismi. Il libro si lascia leggere con piacevolezza, senza troppe pretese.

    Le pagine diventano bianche, manca inchiostro alla vita...

    ha scritto il 

  • 2

    Ammetto di essere combattuta su questo libro. È iniziato nel peggiore dei modi: non era ciò che mi aspettavo, la storia era banale e piena di stereotipi, la scrittura non mi faceva impazzire, lo sentivo lontano da me. L'ho letto tutto d'un fiato, come ascoltare una canzone, come guardare un film. ...continua

    Ammetto di essere combattuta su questo libro. È iniziato nel peggiore dei modi: non era ciò che mi aspettavo, la storia era banale e piena di stereotipi, la scrittura non mi faceva impazzire, lo sentivo lontano da me. L'ho letto tutto d'un fiato, come ascoltare una canzone, come guardare un film. Mi ha tenuto compagnia per qualche ora e alla fine qualcosina l'ha mossa. Non mi ha fatto impazzire, non sono nemmeno convinta che mi sia piaciuto. Il finale è abbastanza prevedibile, i personaggi li ho trovati forzati per l'età che hanno (o forse sono solo io che a 16 anni ero un'ebete)... non so, ero indecisa tra 2 e 3, alla fine gli do 3 stelline a caldo, per ringraziarlo della compagnia.
    EDIT -- è passata una settimana, abbasso il giudizio a 2 perchè mi rendo conto che mi è rimasto ben poco!

    ha scritto il 

  • 2

    troppi sterereotipi in questo romanzo

    lo scrittore è stato bravo ad immedesimarsi in un 16enne....ma i suoi protagonisti sono troppo da libro cuore e alla lunga stufano !

    ha scritto il 

  • 2

    Ci tengo a precisare che è un libro da leggere da adolescenti, quindi il mio giudizio è legato forse anche all'età in cui l'ho letto, ma non solo.


    E' un libro tutto sommato scritto discretamente, però che deve molto a Jack Frusciante è uscito dal gruppo . Alcuni tratti sono origina ...continua

    Ci tengo a precisare che è un libro da leggere da adolescenti, quindi il mio giudizio è legato forse anche all'età in cui l'ho letto, ma non solo.

    E' un libro tutto sommato scritto discretamente, però che deve molto a Jack Frusciante è uscito dal gruppo . Alcuni tratti sono originali, ma, tutto sommato, la storia è abbastanza scontata.

    Non male l'idea di abbozzare un linguaggio giovanile, molto credibile l'introspezione con pensieri "immaturi".

    Un libro da ombrellone, simpatico, non impegnativo, che ti lascia una bella sensazione a fine lettura... o quasi!!!

    ha scritto il 

  • 5

    Di che colore è l’amore?

    Da un po’ di tempo alcuni problemi familiari mi hanno tolto il tempo per leggere.
    Molti di questi problemi sono legati alle malattie.
    Quale libro migliore di questo avrei potuto leggere in questo periodo?
    Era davvero moltissimo tempo che ci giravo intorno sempre indecisa sul mom ...continua

    Da un po’ di tempo alcuni problemi familiari mi hanno tolto il tempo per leggere.
    Molti di questi problemi sono legati alle malattie.
    Quale libro migliore di questo avrei potuto leggere in questo periodo?
    Era davvero moltissimo tempo che ci giravo intorno sempre indecisa sul momento migliore per iniziarlo fino a quando l’altro giorno mi sono decisa e l’ho terminato dopo poche ore.
    Sì, l’ho divorato, più pagine scorrevo, più avevo bisogno di andare avanti e non ero mai sazia delle parole che i miei occhi vedevano scorrere.
    Questo libro è uno dei tanti che rimarrà impresso nel mio cuore, un po’ per il periodo buio che sto vivendo un po’ per la storia magnifica che narra.

    Il libro parla di Leonardo, per gli amici Leo un ragazzo di 16 anni con un sogno, il suo sogno è Beatrice, una bella ragazza dai capelli rossi.
    Beatrice però è malata e questo Leonardo non lo sa.
    La loro storia d’amore nasce per caso come tutte le storie d’amore.
    Una storia dolce, ma non melensa, bella e fresca come la loro giovinezza, ma altrettanto dolorosa.
    Leo è ancora un ragazzo, ma sa comportarsi da uomo, il suo amore lo fa crescere e sa farsi rispettare anche da chi è più vecchio di lui.
    Leo ci insegnerà molte cose e ci entrerà nel cuore insieme a tutti gli altri protagonisti.

    Vi auguro una buona lettura!

    “-Non capisco. Perché chi ama dovrebbe ferirci?-
    -Perché quando c’è di mezzo l’amore le persone a volte si comportano in modo stupido. Magari sbagliano strada, ma comunque ci stanno provando… Ti devi preoccupare quando chi ti ama non ti ferisce più, perché vuol dire che ha smesso di provarci o che tu hai smesso di tenerci…-”

    ha scritto il 

  • 2

    Vuoto cosmico

    Banale. Se non fosse stato per il fatto che ho letto questo libro sotto l'influenza di una perdita a causa della leucemia avrei trovato questo libro appunto, banale. Classica storia. Scritto bene. Non so se lo consiglierei.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho letto questo libro uno o due anni fa, sotto consiglio di numerose persone. Che dire? Mi ha fatta sognare, riflettere e immedesimare in più righe. Riconosco che lo stile forse non è dei migliori, ma penso che la scelta sia voluta e cercata. La storia parla infatti di Leo, un ragazzo, narratore ...continua

    Ho letto questo libro uno o due anni fa, sotto consiglio di numerose persone. Che dire? Mi ha fatta sognare, riflettere e immedesimare in più righe. Riconosco che lo stile forse non è dei migliori, ma penso che la scelta sia voluta e cercata. La storia parla infatti di Leo, un ragazzo, narratore in prima persona. Dunque io ho sempre dato per scontato che l'intento dell'autore fosse di far compiere un viaggio al lettore nella testa di Leo che, come ogni sedicenne (o trentenne o ottantenne...), nelle riflessioni personali non bada ai termini aulici o alla costruzione di periodi articolati. Forse sarò stata l'unica, ma sono riuscita ad emozionarmi, a sorridere, a piangere, a condividere alcune sue idee e a criticarle, a sognare anche grazie allo stile adottato. E poi ammettiamolo, Alessandro D'Avenia ci ha dimostrato di saper scrivere eccome con gli altri suoi romanzi.
    Infine aggiungo che a volte mi capita di riprenderlo in mano e di rileggere anche solo qualche frase, quindi per quanto mi riguarda, ve lo consiglio.

    ha scritto il 

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