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Bianca come il latte, rossa come il sangue

By Alessandro D'Avenia

(2581)

| Hardcover

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Book Description

Leo ha sedici anni e si sente davvero forte come un leone. Il suo migliore amico si chiama Niko, e con lui suona e gioca a calcetto. Poi c´è Silvia, che dipinge. A Leo piace stare con lei: ´se non fosse solo un´amica forse potrei amarla´. Leo però am Continue

Leo ha sedici anni e si sente davvero forte come un leone. Il suo migliore amico si chiama Niko, e con lui suona e gioca a calcetto. Poi c´è Silvia, che dipinge. A Leo piace stare con lei: ´se non fosse solo un´amica forse potrei amarla´. Leo però ama Beatrice, occhi verdi e capelli rossi come il fuoco, talmente bella da sembrare un sogno. Un sogno che rischia di dissolversi quando nel sangue di Beatrice i medici trovano ´il bianco´, la leucemia. Leo ha sempre avuto paura del bianco, che significa assenza, vuoto, silenzio. Così si ribella, inizia a odiare, a distruggere. Forse, confusamente, a crescere. E a capire, soprattutto grazie all´aiuto di un professore diverso da tutti gli altri, che i sogni hanno un cuore immortale e che bisogna avere il coraggio di credere sempre in qualcosa di grande. Considerato il caso editoriale del 2010, Bianca come il latte, rossa come il sangue è l´opera prima di un giovane insegnante di Latino e Italiano, a cui questa storia è stata raccontata qualche anno fa dagli studenti di un liceo romano. Ma in questo libro non ci sono solo gli studenti, dice l´autore: ´In questo romanzo ho riversato anche la mia vita, le mie storie personali di dolore e di lutto, e Beatrice per me è diventata una porta di passaggio tra la terra e il cielo, un personaggio meraviglioso di cui mi sono innamorato´. E noi, leggendo, non possiamo non dargli ragione.

1464 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Deludente è l'aggettivo giusto. Forse lessi il romanzo con aspettative troppo alte, ma ahimé ne rimasi insoddisfatta.

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    fra.naif said on Sep 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Letto tutto d'un fiato.
    Mi ha commosso, emozionato e fatto riflettere tanto...
    un tuffo nei tempi dove si viveva di speranze e i sogni tante volte si realizzavano...

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    Fius said on Sep 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    decisamente banale, qualche frase da ragazzo azzeccata ma melenso nella storia e nel finale

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    Cristianavillani said on Sep 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Pessimo.

    Un libro che si legge in un'oretta (un capitolo dura in media una ventina di righe, il resto della pagina è bianco), che racconta una storia banalissima, i cui protagonisti sono privi di qualunque spessore e coerenza, un insieme di frasi dei Baci Per ...(continue)

    Un libro che si legge in un'oretta (un capitolo dura in media una ventina di righe, il resto della pagina è bianco), che racconta una storia banalissima, i cui protagonisti sono privi di qualunque spessore e coerenza, un insieme di frasi dei Baci Perugina e luoghi comuni.

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    MrGiovi said on Sep 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Prima premessa: ho letto questo libro perché mi è stato regalato e al momento di fare la valigia per il mare me lo sono trovata a portata di mano e ce l'ho infilato.
    Seconda premessa: all'epoca non sapevo che l'autore è una sorta di "Moccia cattolico ...(continue)

    Prima premessa: ho letto questo libro perché mi è stato regalato e al momento di fare la valigia per il mare me lo sono trovata a portata di mano e ce l'ho infilato.
    Seconda premessa: all'epoca non sapevo che l'autore è una sorta di "Moccia cattolico" (definizione meravigliosa che ho letto non so dove né quando ma che da quel momento ho fatto mia). Questa informazione sarebbe stata quasi sicuramente un deterrente, o per lo meno mi avrebbe fatto storcere il naso molte più volte durante la lettura.
    Lettura che però, devo riconoscerlo, mi ha preso.
    Perché è vero che ci si rendo conto subito che questo romanzo è in pratica una furbata volutamente mal scritta, un'operazione calcolatissima di un adulto (per quanto giovane) che usa come Io narrante quello di un ragazzino (di cui di conseguenza vorrebbe usare il linguaggio), il cui risultato però è un qualcosa di vistosamente posticcio, da Baci Perugina con ogni tanto qualche parolaccia all'acqua di rose. Non serve che lo dica, ma "Il giovane Holden" era un'altra cosa.
    Ed è altrettanto vero che accennare a temi seri e tragici come la malattia senza approfondire di mezzo millimetro, come a volersi bullare di chissà quale sensibilità solo perché si butta lì il personaggio con la leucemia, è una cosa quasi ignobile.
    Non parliamo del positivissimo personaggio del giovane professore (guarda caso la stessa professione del giovane autore!) che pare uscito dall'"Attimo fuggente" e a cui ci viene chiesto di dare per verosimile che un liceale affibbi il soprannome di "Sognatore".
    Però, ripeto, la storia è scorrevolissima e prende. Non ti lascia nulla ma finché la leggi vuoi sapere come va a finire. Almeno per me è stato così.
    La giusta media tra schifo e cose positive sarebbe 2 stelline e mezza, ma dovendo per forza arrotondare ne ho date 3 perché sono buona.

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    Suni said on Sep 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Come si possa scrivere di adolescenti non essendo Moccia. Non male.

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    Fiodor said on Sep 2, 2014 | Add your feedback

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