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Bianca come il latte, rossa come il sangue

Di

Editore: A. Mondadori (Numeri primi)

3.6
(7706)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 254 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Portoghese , Catalano , Polacco , Tedesco

Isbn-10: 8866210056 | Isbn-13: 9788866210054 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook , Altri

Genere: Education & Teaching , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore passate a scuola sono uno strazio, i professori "una specie protetta che speri si estingua definitivamente". Così, quando arriva un nuovo supplente di storia e filosofia, lui si prepara ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva. Ma questo giovane insegnante è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando spiega, quando sprona gli studenti a vivere intensamente, a cercare il proprio sogno. Leo sente in sé la forza di un leone, ma c'è un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l'assenza, tutto ciò che nella sua vita riguarda la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell'amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l'ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, più vicina, e, come tutte le presenze vicine, più difficile da vedere: Silvia è la sua realtà affidabile e serena. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande.
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  • 3

    Il maltempo oggi mi ha indotta a leggere questo romanzo regalato a mia figlia. A tratti commovente, D'Avenia mi ha riportata alla mia adolescenza, ma con la maturità emotiva di chi ha vissuto ben di p ...continua

    Il maltempo oggi mi ha indotta a leggere questo romanzo regalato a mia figlia. A tratti commovente, D'Avenia mi ha riportata alla mia adolescenza, ma con la maturità emotiva di chi ha vissuto ben di più. E mi sono scorsi davanti i miei sedici anni, i pensieri solitari affogati nei libri, le cotte non ricambiate e l'intuizione che l'amore fosse tutt'altra cosa, "come una casa a cui tornare quando volevo. Come quando fai immersioni subacquee. Là sotto tutto è fermo e immobile. C'è un silenzio assoluto. C'è pace. E magari quando riemergi il mare in superficie è agitato." Ecco, una casa, un rifugio, nel quale non si ha età, non si è sedicenni o quarantenni, si è ciò che si è, in una tana spaziosa quanto il cielo da esplorare.
    La struttura sintattica e il linguaggio di D'Avenia sono semplici e gli occhi scorrono rapidi tra le pagine, ma al contempo ne sono la pecca. Stilisticamente mi aspettavo qualcosa di più. Lettura adatta ad un pomeriggio estivo.

    ha scritto il 

  • 4

    Fin dall'inizio il finale è scontato, mi è piaciuta la figura particolare, quasi misteriosa del professore di storia e filosofia "il Sognatore". Gli altri personaggi sono scontati, uguali a quelli di ...continua

    Fin dall'inizio il finale è scontato, mi è piaciuta la figura particolare, quasi misteriosa del professore di storia e filosofia "il Sognatore". Gli altri personaggi sono scontati, uguali a quelli di tanti altri libri. La storia in sé è carina e insegna molto, è scritta in modo fluido. è un libro che si può leggere sempre e ovunque, non è complicato o pesante. Risulta banale i molti tratti, ma ci sono anche alcuni pensieri profondi. I protagonisti restano comunque adolescenti e ciò che succede loro è verosimile, non è impossibile nella realtà.

    ha scritto il 

  • 5

    scritto in modo giovane, innovativo, bel libro, storia anche se apparentemente banale assolutamente non resa tale dall'autore! Uno di quei libri di cui dici " è scritto proprio bene!"

    ha scritto il 

  • 2

    Troppo banale

    Sono tante le cose che non mi sono piaciute di questo libro, cominciando dal modo di scrivere in maniera interrotta, come fossero pensierini delle elementari, continuando con la banalità del rosso/bia ...continua

    Sono tante le cose che non mi sono piaciute di questo libro, cominciando dal modo di scrivere in maniera interrotta, come fossero pensierini delle elementari, continuando con la banalità del rosso/bianco e la scontatezza dei personaggi. Un libro che, eccetto per il finale triste, non ha nulla di più di un libro di Moccia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    >>[...] Le verità più importanti sono nascoste, ma questo non vuol dire che non esistono. Sono solo più difficili da scovare.>> Tanto per citare una delle frasi che nel libro mi è piaciuta di più. È ...continua

    >>[...] Le verità più importanti sono nascoste, ma questo non vuol dire che non esistono. Sono solo più difficili da scovare.>> Tanto per citare una delle frasi che nel libro mi è piaciuta di più. È stupendo, ha lasciato il segno. Ed è pieno di tanto significato

    ha scritto il 

  • 3

    All'inizio gli avevo dato quattro stellette, il tempo di riflettere, perché in verità mi aveva lasciato perplessa fin dall'inizio, nonostante mi sia ritrovata a piangere nel momento clou. Ma devo diff ...continua

    All'inizio gli avevo dato quattro stellette, il tempo di riflettere, perché in verità mi aveva lasciato perplessa fin dall'inizio, nonostante mi sia ritrovata a piangere nel momento clou. Ma devo diffidare dalle mie lacrime!

    Il libro in se mi è piaciuto, eppure non riesco a non pensare che al tempo stesso sia banale e un poco realistico, quando il libro è uscito era ancora nell'adolescenza e penso che, come adesso, lo avrei sentito molto poco mio. I ragazzi descritti nel libro sono piatti, senza i mille problemi che ci sono in quel periodo, ed quindi più infantili che altro. E l'immagine del professore l'ho trovata ancora meno realistica di tutto il resto, ma forse in questa mia opinione rischia di influenzarmi il mio vissuto personale. Certo, ci sono delle belle frasi e a momenti mi è scappata qualche risata (tipo dopo la serenata di Leo), ma per il resto più passa il tempo e più lo trovo piatto e pieno di buoni sentimenti e niente di più. Peccato, mi aspettavo mi piacesse davvero.

    ha scritto il 

  • 4

    Premessa: non sono più un adolescente.
    Detto questo, il libro mi ha emozionato e anche fatto commuovere, ma non é uno di quei libri che consiglierei ad un adolescente per ritrovarsi nelle storie e nei ...continua

    Premessa: non sono più un adolescente.
    Detto questo, il libro mi ha emozionato e anche fatto commuovere, ma non é uno di quei libri che consiglierei ad un adolescente per ritrovarsi nelle storie e nei personaggi. I tormenti tipici di quell'età sono infatti trattati molto all'acqua di rose, non è presente il senso di appartenenza al gruppo che può portare a decisioni sbagliate, non ci sono i dubbi amletici su vestiti, prime volte, discoteche, sigarette...
    C'è, invece, una presenza insistente che coinvolge tutti i personaggi e alla fine contagia il protagonista: la fede. Tutto ciò mi sembra molto poco veritiero, in età adolescenziale, poi, ancora di più.
    Alla fine, ho apprezzato forse più il D'Avenia-insegnante che esce fuori dal romanzo, piuttosto che il D'Avenia-scrittore, perché mi ha fatto riflettere sulla bellezza della letteratura che può servire come esempio e guida nella vita e mi ha trasmesso la passione per il suo lavoro.

    ha scritto il 

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