Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Bianco americano

Di

Editore: Mondadori

3.2
(97)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8804574402 | Isbn-13: 9788804574408 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Ti piace Bianco americano?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Semisepolto dalla precoce nevicata di un novembre nel New England, viene trovato il cadavere di un famoso economista di colore, docente all'università di Elm Harbor. A scoprirlo sono Julia e Lemaster Carlyle, una coppia che i lettori del precedente romanzo di Stephen Carter, "L'imperatore di Ocean Park", già conoscono. I due sono rispettivamente vicepreside e rettore dello stesso ateneo, e parecchi anni prima Julia ha avuto una lunga e tormentata relazione con l'ucciso, Kellen Zant. Julia ha rivisto Kellen pochi giorni prima della sua morte e, memore di tanti incontri analoghi finiti in ricadute amorose, si è rifiutata di ascoltare la concitata e incomprensibile richiesta di aiuto dell'ex amante. L'omicidio per mano sconosciuta dell'uomo, la successiva indagine e una serie di insinuazioni, domande e richieste esplicite da parte dei personaggi più improbabili e disparati - dal responsabile della sorveglianza dell'università a un avvocato di dubbia fama -cominciano a ossessionare Julia. A complicare le cose c'è anche la rivelazione di sua figlia Vanessa, un'adolescente difficile che ha avuto problemi con la giustizia: Kellen Zant l'ha avvicinata più volte, e le ha rivolto attenzioni non precisamente paterne... La tranquilla vita matrimoniale di Julia subisce scosse sempre più profonde man mano che la sua indagine procede, evocando fantasmi di vicende passate: oltre alla lontana storia d'amore con Kellen, quella ancora più lontana e misteriosa della morte di un'adolescente bianca finita con l'uccisione di un ragazzo nero, e quella di un gruppo di studenti privilegiati arrivati a coprire cariche politiche di estrema importanza.
Come già nel precedente best seller, con la stessa scrittura brillante, Carter rivela i retroscena della lunga marcia di alcune famiglie dell'alta borghesia afroamericana per ottenere e conservare il potere "necessario" alla sopravvivenza: dal Rinascimento di Harlem, alle conquiste razziali degli anni Sessanta, all'imprevedibile successo delle odierne candidature politiche.
Ordina per
  • 4

    Carter....Carter..... I tuoi libri si leggono sempre volentieri, ma un centinaio di pagine le potevi tagliare! Quanti ragionamenti! Lascia al lettore il piacere di leggere e fare congetture!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Non ce la facevo più...

    Mi piacciono i dettagli, moltissimo. Ma qui tra comparse, luoghi, cose, si esagera veramente troppo. Ogni tanto, dovevo tornare indietro e capire di chi cavolo stavano parlando... E non è proprio da me!
    Bella la storia, che ti fa vedere molte "rivoluzioni" da un altro punto di vista... Ma si pot ...continua

    Mi piacciono i dettagli, moltissimo. Ma qui tra comparse, luoghi, cose, si esagera veramente troppo. Ogni tanto, dovevo tornare indietro e capire di chi cavolo stavano parlando... E non è proprio da me! Bella la storia, che ti fa vedere molte "rivoluzioni" da un altro punto di vista... Ma si poteva alleggerire, appassionando così, maggiormente, il lettore.

    ha scritto il 

  • 2

    No, non ci siamo.
    La prima cosa che ho pensato, appena finito il libro è stata: "Finalmente, cavolo non finiva più!"
    E' stata una faticaccia mentale finirlo e molto spesso l'ho abbandonato, per poi riprenderlo a causa di quella stupida cosa che noi umani chiamiamo orgoglio.
    Dove si è visto che io ...continua

    No, non ci siamo. La prima cosa che ho pensato, appena finito il libro è stata: "Finalmente, cavolo non finiva più!" E' stata una faticaccia mentale finirlo e molto spesso l'ho abbandonato, per poi riprenderlo a causa di quella stupida cosa che noi umani chiamiamo orgoglio. Dove si è visto che io lasci i libri a metà? Se ho avuto il fegato di finire Twilight, non sarà di certo Bianco Americano a fermarmi! Tornando alla recensione. La trama di fondo è molto bella, anche l'intreccio politico che ne nasce: sarebbe stata proprio una storia interessante, con 200 pagine in meno dovute al dimezzamento delle comparse che, come tali, non hanno un ruolo chiave: sembra quasi che in questo libro servano solo ad affollare la storia di inutili nomi e inutili discorsi, con il conseguente disorienntamento del lettore. Tante è vero che quando la protagonista ,Julia, arriva davanti all'assassino, incredula urla il suo nome. Un attimo. Io mi sono fermato e mi sono domandato: "E questo? Chi cazzo è?" E poi, sfogliando ben 400 pagine a ritroso, mi sono ricordato che Julia lo incontra in.. Vabè, non è questo il punto. Dico solo che l'autore ha reso pesante, pesantissima, la storia con l'itroduzione di luoghi e personaggi irrilevanti che sviano l'attenzione del lettore, distogliendolo dalla vera trama e dagli importanti indizi che, diligentemente, Carter ha lasciato in giro. Alcune parti meriterebbero anche 4 stelle, ma altre davvero 1 (poichè è impossibile dare 0 qui su Anobii). Le 3 stelline, che per me significano una sufficienza, non ci stanno. Mi dispiace, davvero. (Più che altro per i 20 euro buttati così, al vento)

    ha scritto il 

  • 4

    Un attimo dopo anche Julia si era alzata e danzava con lei sulle note del lamento funebre, curvandosi, ondeggiando e ruotando con lei, sforzandosi di ricordare, e di dimenticare. Vanessa cliccò con il mouse e iniziò un altro canto più svelto, senza accompagnamento; un lamento più accelerato. Juli ...continua

    Un attimo dopo anche Julia si era alzata e danzava con lei sulle note del lamento funebre, curvandosi, ondeggiando e ruotando con lei, sforzandosi di ricordare, e di dimenticare. Vanessa cliccò con il mouse e iniziò un altro canto più svelto, senza accompagnamento; un lamento più accelerato. Julia continuava a girare su se stessa, perché il movimento era reale e la morte un inganno, e se fosse riuscita a girare abbastanza veloce non sarebbe più morto nessuno. Vanessa, ridendo, le stava spiegando a quale quale cultura apparteneva quel canto e che ai funerali la maggior parte delle culture extraoccidentali ballavano; ma sua madre si era persa nella musica e nel movimento, quasi non l'ascoltava, e continuava a girare su se stessa mentre strane lacrime di gioia le rigavano le guance color miele, perché anche se Kellen era morto, e Jay, e nonna Vee, lei era viva, era lì che ballava con sua figlia e insieme ce l'avrebbero fatta, sarebbero ripartite da zero e... (Bianco Americano, Stephen L.Carter,Mondadori 2008, trad. Claudia Valeria Letizia, pag. 257)

    ha scritto il 

  • 4

    Non male, anche se l'imperatore di Ocean Park scorreva meglio. Si ha la sensazione di deja-vu, forse voluta (alcuni protagonisti del precedente sono comprimari), e forse è un po superficiale.

    ha scritto il 

  • 5

    Una volta convinti che questo non è un giallo, ho solo aggettivi maiuscoli per questo libro, per i personaggi grandiosi (Julia, Lemaster, Vanessa, Kellen) e per gli spunti di riflessione sulle evoluzioni della società americana

    ha scritto il