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Bianco su nero

By Rubén Gallego

(320)

| Paperback | 9788845918650

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Book Description

Mosca, 20 settembre 1968. Nell'esclusiva clinica riservata ai quadri del Cremlino nascono due gemelli: il primo muore quasi subito, il secondo, Rubén, si rivela affetto da paresi cerebrale. Dopo un anno Rubén viene separato dalla madre e rinchiuso ne Continue

Mosca, 20 settembre 1968. Nell'esclusiva clinica riservata ai quadri del Cremlino nascono due gemelli: il primo muore quasi subito, il secondo, Rubén, si rivela affetto da paresi cerebrale. Dopo un anno Rubén viene separato dalla madre e rinchiuso negli speciali orfanotrofi, veri e propri Gulag in cui vengono isolati quelli come lui. Quando agli inizi degli anni Novanta riuscirà a fuggire dall'ospizio per anziani in cui era stato rinchiuso in attesa della fine, Rubén incontrerà la madre e comincerà a raccontare la sua storia. Un libro che, se è cronaca di un'infanzia e di un'adolescenza trascorse in un sistema feroce, è anche una voce che trasforma l'orrore in narrazione e uno sguardo che trasfigura quello stesso orrore in immagini.

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    Il nero è il colore della lotta e della speranza. Il colore del cielo notturno, lo sfondo fermo e nitido dei sogni, delle brevi pause fra gli intervalli diurni, bianchi e sterminati, delle infermità fisiche. È il colore del sogno e della fiaba, il co ...(continue)

    Il nero è il colore della lotta e della speranza. Il colore del cielo notturno, lo sfondo fermo e nitido dei sogni, delle brevi pause fra gli intervalli diurni, bianchi e sterminati, delle infermità fisiche. È il colore del sogno e della fiaba, il colore del mondo dietro le palpebre chiuse. Il colore della libertà, il colore che ho scelto per la mia sedia a rotelle elettrica.

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    Elicy said on Sep 22, 2013 | Add your feedback

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    " I protagonisti di questo libro sono persone forti, molto forti. capita spesso che si debba essre forti. E buoni. Non tutti posssono permettersi di essere buoni, non tutti sono capaci di oltrepassare la barriera dell'incomprensione generale. Trop ...(continue)

    " I protagonisti di questo libro sono persone forti, molto forti. capita spesso che si debba essre forti. E buoni. Non tutti posssono permettersi di essere buoni, non tutti sono capaci di oltrepassare la barriera dell'incomprensione generale. Troppo spesso la bontà passa per debolezza. Ed è una cosa triste. Essere uomini è difficile, difficilissimo, ma è assolutamente possibile. E per riuscirci non serve fare gli animali ammaestrati. No, che non serve. Ne sono convinto."
    Questo è tratto dalla breve prefazione al libro ,scritta dallo stesso autore, ed è per questo che io l'ho comprato anche se non ho ritrovato la stessa forza espressiva in tutti i racconti che ci narrano della terribile vita degli orfanotrofi speciali nella Russia comunista.

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    Cate said on Sep 9, 2013 | Add your feedback

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    BIANCO SU NERO

    Nipote di Ignacio Gallego, Segretario del Partito Comunista spagnolo esiliato a Mosca, Ruben Gallego, frutto della relazione della madre con un venezuelano, nasce nel 1968 a Mosca da parto gemellare. E’ un parto difficile: il primo gemello muore quas ...(continue)

    Nipote di Ignacio Gallego, Segretario del Partito Comunista spagnolo esiliato a Mosca, Ruben Gallego, frutto della relazione della madre con un venezuelano, nasce nel 1968 a Mosca da parto gemellare. E’ un parto difficile: il primo gemello muore quasi subito e lui è colpito da una paralisi cerebrale che gli impedirà l’uso delle mani e delle gambe per tutta la vita. Solo un dito della mano sinistra sarà in grado di compiere dei piccoli movimenti ed è con questo dito che riuscirà a scrivere e a consegnarci, sottoforma di diario, la storia della sua vita. E’ una storia amara, triste. Per il nonno Ignacio è un peso, una vergogna da nascondere ed è lui stesso ad affidarlo al sistema dei servizi sociali sovietici. Per Ruben, sarà un continuo pellegrinaggio da un orfanotrofio all’altro fino al ricovero in uno dei tanti ospizi del Paese da dove, a causa di un’assistenza inesistente e di un vitto scarso e scadente, non si esce vivi e si muore in brevissimo tempo.
    Ruben ci racconta il suo tempo infantile e adolescenziale vissuto sentendosi continuamente ripetere di essere un carico gravoso per la società, un essere senza speranza e senza un futuro davanti a sé ma, nonostante le avverse condizioni di vita, egli riesce a resistere cercando in tutti i modi di non abbattersi e di lottare per la salvaguardia della sua intera persona.
    “ Sono un eroe. E’ facile essere un eroe. Se non hai né braccia né gambe, o sei un eroe o sei morto….Se non hai né braccia né gambe e hai pensato bene di restare solo al mondo è fatta. Sei condannato ad essere un eroe sino alla fine dei tuoi giorni. O a crepare. Io sono un eroe. Non ho altra scelta”.
    Nelle pagine toccanti della sua esistenza non vi è un briciolo di autocommiserazione, ma l’eco di una battaglia che sembra senza fine e di una resistenza ad oltranza a tutte quelle avversità che sconfiggerebbero la maggioranza delle persone, un’accettazione della realtà che egli si limita a fronteggiare con estremo pragmatismo.
    Intelligentissimo e colto, studioso e “lettore di molti libri”, eccellente mente matematica egli, per una serie di fortuite circostanze che è difficile estrapolare dal suo libro se non conoscendo le sue note autobiografiche, riuscirà a sfuggire a un destino segnato, a ricongiungersi con la madre e a dare una svolta positiva alla sua vita.
    Intenso e pieno di ironia, il suo diario, frammentato in tanti episodi, è costellato di volti di tanti come lui, denso di storie umane e toccanti all’interno di un sistema che di umano ha veramente poco.
    E nel suo libro, espone la realtà dei fatti nuda e cruda senza soffermarsi su nessun particolare che possa destare sentimenti di orrore mettendo anzi l’accento soprattutto sugli episodi illuminati da lampi di solidarietà e fratellanza, di altruismo e tolleranza, indispensabili elementi di sopravvivenza e, sovvertendo la comune rappresentazione del bianco e del nero della vita, ci trasmette tutto il suo coraggio insieme a quello di tutti i veri eroi nascosti a cui, nel suo scritto, regala voce e visibilità.
    “ Non mi piace il bianco….è il colore dell’impotenza e della dannazione…del soffitto dell’ospedale e delle sue lenzuola…Il nulla della vita d’ospedale che scorre all’infinito.
    Il nero è il colore della lotta e della speranza….del cielo notturno…dei sogni..delle pause tra gli intervalli diurni..del sogno e della fiaba..del mondo dietro le palpebre chiuse. E’ il colore della libertà…E dietro di me resteranno soltanto le lettere dell’alfabeto. Le mie lettere, le mie lettere nere su sfondo bianco. Lo spero”.

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    Maristella said on Sep 7, 2013 | Add your feedback

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    "Questo libro narra della mia infanzia. Atroce, terribile, ma che infanzia resta. Per continuare ad amare il mondo, per crescere e diventare adulto, a un bambino serve davvero poco: un pezzo di lardo, un panino con il salame, una manciata di datteri, ...(continue)

    "Questo libro narra della mia infanzia. Atroce, terribile, ma che infanzia resta. Per continuare ad amare il mondo, per crescere e diventare adulto, a un bambino serve davvero poco: un pezzo di lardo, un panino con il salame, una manciata di datteri, il cielo azzurro, un paio di libri e una parola affettuosa. Basta questo. Basta e avanza".
    Rubén Gallego in questo libro ci racconta di cose magnifiche e orribili, commoventi e grottesche, dolci e comiche: di come basti davvero poco per essere felici, di come la bontà venga spesso erroneamente scambiata per debolezza, della forza che lui e i compagni di orfanotrofio tirano fuori giorno dopo giorno.

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    Cicely said on Sep 2, 2013 | Add your feedback

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    Le persone normali non è che lo siano proprio sempre. Si sforzano di esserlo solo ogni tanto, per risolvere problemi concreti.

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    Luca Leone said on Jul 10, 2013 | Add your feedback

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    La vita di Gallego,handicappato dalla nascita,nipote di un "alto papavero" del pc spagnolo,tra orfanatrofi e ospizi nell'ultimo scorcio di Unione Sovietica.
    Quando la cronaca,per quanto cruda e con sprazzi di umanità, non riesce a farsi letteratura.P ...(continue)

    La vita di Gallego,handicappato dalla nascita,nipote di un "alto papavero" del pc spagnolo,tra orfanatrofi e ospizi nell'ultimo scorcio di Unione Sovietica.
    Quando la cronaca,per quanto cruda e con sprazzi di umanità, non riesce a farsi letteratura.Per me deludente.

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    paolo said on Jul 8, 2013 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (320)
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  • Paperback 187 Pages
  • ISBN-10: 8845918653
  • ISBN-13: 9788845918650
  • Publisher: Adelphi (Fabula, 157)
  • Publish date: 2004-04-xx
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