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Big Sur

By

Publisher: Penguin Books Ltd

3.8
(640)

Language:English | Number of Pages: 192 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , French , Italian , Portuguese , German , Czech , Polish

Isbn-10: 0141198257 | Isbn-13: 9780141198255 | Publish date: 

Also available as: Audio CD , Audio Cassette , Mass Market Paperback , eBook , Others

Category: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Book Description
In 1960 Jack Kerouac was near breaking point. Driven mad by constant press attention in the wake of the publication of On the Road, he needed to 'get away to solitude again or die', so he withdrew to a cabin in Big Sur on the Californian coast. The resulting novel, in which his autobiographical hero Jack Duluoz wrestles with doubt, alcohol dependency and his urge towards self-destruction, is one of Kerouac's most personal and searingly honest works. Ending with the poem "Sea: Sounds of the Pacific Ocean at Big Sur", it shows a man coming down from his hedonistic youth and trying to come to terms with fame, the world and himself.
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  • 5

    A te, che sei rimasto con Jack fino proprio alla fine.

    Mi perdoni J.K.Rowling se mi permetto di parafrasare il più famoso slogan legato ai suoi libri, peraltro reso orrendamente in italiano.

    Big Sur n ...continue

    A te, che sei rimasto con Jack fino proprio alla fine.

    Mi perdoni J.K.Rowling se mi permetto di parafrasare il più famoso slogan legato ai suoi libri, peraltro reso orrendamente in italiano.

    Big Sur non è l’ultimo romanzo di Kerouac in ordine di tempo (ne seguiranno ancora tre), ma è qui che comincia il lento suicidio dello scrittore “profeta” spaccato in eterno tra le rassicurazioni della vita familiare e l’inquieta brama di gloria, tra la città e la metropoli, ecc. La vicenda si apre con l’ennesima fuga del suo protagonista — cinque anni dopo la sua pubblicazione Sulla strada è ormai un grande successo e i ragazzi di tutta l’America hanno tratto entusiasticamente il messaggio sbagliato, si sentono invitati a scorrazzare senza scopo, si sono impantanati in vecchie pose ormai prive di senso e Jack sente tutto il peso di quel fallimento, si sente lontano dal resto del mondo, più volte arriva a bollare il suo mestiere di scrittore come una grossa pretesa cazzara e controproducente, è tentato di mollare — è tentato di lasciarsi andare. La morte è onnipresente in questa sua Big Sur, la “costa dei santoni” in California — si comincia con la morte degli animaletti che Jack canta nei suoi scritti e che gli hanno tenuto compagnia durante i lunghi giorni della sua solitudine, quei giorni in cui sedeva sulla riva a scrivere i suoni del mare (riportati nella lunga e allucinata poesia finale Mare, suoni dell’oceano Pacifico a Big Sur, un capolavoro di puro delirio) fino a sfociare in allucinazioni apocalittiche scatenate dal delirium tremens — ormai Jack è sereno soltanto da sbronzo, la sua cirrosi epatica è già diventata una sorta di coscienza alternativa che trasforma in un pericolo peggiore della morte tutto ciò che gli sta attorno, perfino gli amici più cari.

    Leggi il resto della recensione qui: https://zeldasroom.wordpress.com/2015/04/10/big-sur-di-jack-kerouac/

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  • 2

    Il romanzo tratta del deterioramento fisico e mentale di Jack Duluoz (pseudonimo di Jack Kerouac), incapace di fronteggiare le aspettative del suo pubblico e nella sua battaglia contro l'alcolismo. Eg ...continue

    Il romanzo tratta del deterioramento fisico e mentale di Jack Duluoz (pseudonimo di Jack Kerouac), incapace di fronteggiare le aspettative del suo pubblico e nella sua battaglia contro l'alcolismo. Egli, per questo, abbandona New York, dove vive assediato da ragazzini ed ubriaconi di ogni sorta e, dopo un breve soggiorno a San Francisco, cerca sollievo nella solitudine di una capanna a Big Sur di proprietà dell'amico Lorenzo Monsanto (pseudonimo di Lawrence Ferlinghetti), dove rimarrà per tre settimane vivendo di caccia e di pesca. Colto da solitudine, però, ritorna a San Francisco, dove riprende a bere ed inizia una tormentata relazione con Billie, amante dell'amico Cody Pomeray (pseudonimo di Neal Cassady).
    Durante i seguenti viaggi a Big Sur e i periodi di ritorno a San Francisco, ubriaco imbarazza Cody presentando alla moglie di questo la sua amante Billie; durante il terzo soggiorno a Big Sur, poi, avrà un delirium tremens meticolosamente descritto dallo stesso autore. Allo stesso tempo non riesce a soddisdare emotivamente l'esigente Billie (la quale ha peraltro un figlio) e si ritrova incapace di adattarsi alla vita dei sobborghi. Alla fine Duluoz deciderà di abbandonare tutti per tornare a casa.
    Alla fine del libro c'è la poesia Mare, scritta da Duluoz durante il suo primo soggiorno a Big Sur.

    said on 

  • 5

    Big Sur....il libro che avrei voluto scrivere io...

    "qualunque cosa dica non badarci, sono solo un idiota"
    "dicesti nel 1957 sull'erba ubriaco di whisky che eri il più grande pensatore del mondo"
    "questo fu prima che mi addormentassi e mi destassi: ora ...continue

    "qualunque cosa dica non badarci, sono solo un idiota"
    "dicesti nel 1957 sull'erba ubriaco di whisky che eri il più grande pensatore del mondo"
    "questo fu prima che mi addormentassi e mi destassi: ora capisco di non valere una cicca e questo mi fa sentire libero"
    "non sei neppure libero di non valere una cicca, faresti meglio a smetterla di pensare, ecco tutto"
    "sono contento che tu sia venuto a trovarmi oggi, credo che sarei potuto morire"
    "è tutta colpa tua"
    "che cosa faremo delle nostre vite?"
    "oh, non lo so, ci limiteremo a guardarle suppongo"
    .
    .
    .
    E capisco l'angoscia intollerabile della follia: la gente non informata come può credere che i pazzi siano "felici"?
    .
    .
    .
    uno dei pochi libri che mi ha sconvolto perché descrive situazioni e pensieri che ho avuto anch'io...l'inquietudine che ha Jack è la stessa che ho io ed è difficile conviverci...

    said on 

  • 4

    Big Sur....il libro che avrei voluto scrivere io...

    "qualunque cosa dica non badarci, sono solo un idiota"
    "dicesti nel 1957 sull'erba ubriaco di whisky che eri il più grande pensatore del mondo"
    "questo fu prima che mi addormentassi e mi destassi: ora ...continue

    "qualunque cosa dica non badarci, sono solo un idiota"
    "dicesti nel 1957 sull'erba ubriaco di whisky che eri il più grande pensatore del mondo"
    "questo fu prima che mi addormentassi e mi destassi: ora capisco di non valere una cicca e questo mi fa sentire libero"
    "non sei neppure libero di non valere una cicca, faresti meglio a smetterla di pensare, ecco tutto"
    "sono contento che tu sia venuto a trovarmi oggi, credo che sarei potuto morire"
    "è tutta colpa tua"
    "che cosa faremo delle nostre vite?"
    "oh, non lo so, ci limiteremo a guardarle suppongo"
    .
    .
    .
    E capisco l'angoscia intollerabile della follia: la gente non informata come può credere che i pazzi siano "felici"?
    .
    .
    .
    uno dei pochi libri che mi ha sconvolto perché descrive situazioni e pensieri che ho avuto anch'io...l'inquietudine che ha Jack è la stessa che ho io ed è difficile conviverci...

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  • 4

    Potente

    Kerouac è capace di mettermi una gioia assurda: ci sono passaggi in cui si nota proprio che cerca di imprimere una gioia di vivere assoluta nel testo. Il suo impegno è sempre stato intenso e valido, n ...continue

    Kerouac è capace di mettermi una gioia assurda: ci sono passaggi in cui si nota proprio che cerca di imprimere una gioia di vivere assoluta nel testo. Il suo impegno è sempre stato intenso e valido, non solo in "Sulla Strada" e "Big Sur" ne è la dimostrazione.

    L'opera è bellissima: una relazione del periodo passato dentro e fuori dalla tenda di Big Sur prestata da Monsanto, approfondita nelle descrizioni degli effetti dell'alcool, dei delirium tremens, sperimentati da Kerouac himself.
    Emozionante anche è stato incontrare Cody, Neal Cassidy, Dean Moriatry, chiamatelo come vi pare.

    La tristezza sale però quando si pensa a come Kerouac sia finito, ed essa sale ancor di più nel pensare al fatto che non poteva andare altrimenti. Ciò che ha scritto non poteva essere scritto se alla base non ci fosse stata una continua emozione di fronte alle cose più banali (per noi) al mondo, ma, al contempo, se non ci fosse stato un parallelo spaesamento e incapacità di adattarsi alla vita comune.
    Kerouac era la Beat Generation e la Beat Generation muore giovane (zittite per un attimo l'ultrasettantenne Burroughs).

    Quattro stelle e non cinque per il flusso di coscienza: perfetto e coerente, ma da sempre e per sempre un modo scomodissimo per scrivere - per quanto efficace.

    said on 

  • 4

    In questo romanzo c'è tanto. Ci sono i bagordi di "Sulla strada", le folli visioni di "Angeli di desolazione", e in più tutta la straziante malinconia di una vita straordinaria ma disperata. Le ultime ...continue

    In questo romanzo c'è tanto. Ci sono i bagordi di "Sulla strada", le folli visioni di "Angeli di desolazione", e in più tutta la straziante malinconia di una vita straordinaria ma disperata. Le ultime pagine sono addirittura commoventi tanto Kerouak si apre al lettore.

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  • 5

    Caro Jack

    Conoscerti è stato bellissimo, è stato come fare l'amore in canoa lungo un fiume in tempesta, un fiume di alcool e di delirio. Charles Bukowski è stato davvero un dilettante che ha cercato di scopiazz ...continue

    Conoscerti è stato bellissimo, è stato come fare l'amore in canoa lungo un fiume in tempesta, un fiume di alcool e di delirio. Charles Bukowski è stato davvero un dilettante che ha cercato di scopiazzarti e di rubarti la bottiglia ma il vero grande sei tu. e adesso cosa dirò alle donne? Che mi innamoro ogni tanto di qualche scrittore diverso, tra l'altro tutti furiosamente pazzi come te che fuggono dalla contaminata città per buttarsi in un tutt'uno coll'intimità più sessuale della natura umana, tra le braccia di un Dio alcolista che non si è mai pentito neanche nel delirio tremolante che fa bava alla bocca. Una discesa spirituale piuttosto che un'ascesa, ma chi può dire con certezza quale sia davvero la salita o la discesa, ciò che porta allo spirito (alcolico) ? E' stato un viaggio all'inferno questo qui ma un viaggio fatto in buona compagnia è decisamente meglio di un viaggio fatto da soli in paradiso. Ciao Jack... e spero di vivere non troppo a lungo come te, ma intensamente. Un bacio.

    said on 

  • 5

    Riconoscimento formale degli attributi di Jack Kerouac.

    Benissimo, salve.
    Sono perfettamente consapevole che non farò con queste mie dichiarazioni altro se non cacciare in faccia ai miei numerosi (lol) lettori la falsata (!) immagine della sottoscritta qua ...continue

    Benissimo, salve.
    Sono perfettamente consapevole che non farò con queste mie dichiarazioni altro se non cacciare in faccia ai miei numerosi (lol) lettori la falsata (!) immagine della sottoscritta quale fallita groupie immancabilmente minorenne almeno dal punto di vista cerebrale che sviene di fronte alle virili e possenti braccia dell'Artista, ma mi accingo a scriverle ugualmente.

    Io, dall'alto della mia auctoritas, proclamo Jack Kerouac il più grande scrittore della galassia e di tutti i tempi e me ne assumo la responsabilità.
    Scontata la quaestio circa la legittimazione attiva a far valere tale responsabilità; ebbene, vi dico, vige in questo caso un principio di assolutezza.
    Mi assumo questa responsabilità nei vostri confronti (ma tanto chissene, cioè) MA ANCHE nei confronti di Jack Kerouac medesimo: il quale mi sta rimbrottando dal suo cantuccio dell'autore nel mio cervello sostenendo con severo cipiglio da angelo sognante che tale titolo spetti invece a Neal Cassady.
    Tutto ciò mi porterà a gravi sdoppiamenti della personalità e a conflitti insanabili nella mia stessa psiche di cui Jack è parte integrante, ma non me ne curo; tale affermazione era per me doverosa: quest'uomo ha scritto la vita!, e a parte gli scherzetti, le stronzatelle, le recensioni serie con le quali potrei sfoggiare la mia abilità o persuadervi a leggerlo, io sono soltanto dannatamente felice che ci sia qualcuno che l'abbia fatto.

    said on 

  • 0

    "siamo tutti d'accordo che è troppo per poterci stare dietro, che siamo circondati dalla vita, che non ce la faremo mai a capirla, così ci cocentriamo a tracannare scotch dalla bottiglia e quando è vu ...continue

    "siamo tutti d'accordo che è troppo per poterci stare dietro, che siamo circondati dalla vita, che non ce la faremo mai a capirla, così ci cocentriamo a tracannare scotch dalla bottiglia e quando è vuota, schizzo fuori dalla macchina a comprarne un'altra, punto".

    said on 

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