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Book Description
Sulla costa californiana è Big Sur, Haut-Lieu della giovane america e luogo di pellegrinaggio, da quando là vive il guru Henry Miller, da quando gli dedicò questo romanzo Kerouac. Big Sur è la storia di una solitaria estate sul mare: un concerto per ricordi e risacche, una suite davantContinue
2 Reviews
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Dan78 said on Jan 16, 2012 | 2 feedbacks
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Misterlibero said on Dec 19, 2011 | Add your feedback
Book Details
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Rating:




(466)
- Libri Italiani
- Others 208 Pages
- Edition: 12
- ISBN-10: 8804450894
- ISBN-13: 9788804450894
- Publisher: Mondadori
- Pub date: Jan 01, 1998
- Also available as: Paperback and Hardcover
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| ISBN | Edition | List | Sale | Seller |
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| 9788804450894 | Others | €9.00 | €7.92 | IBS.IT |
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Romanzo spudoratamente autobiografico, Big Sur è il resoconto, narrataci in prima persona dal suo alterego Jack Duluoz, di un’estate trascorsa da Jack Kerouac tra San Francisco e Big Sur, località che si affaccia sul Pacifico situata poco più di 100 miglia a sud di Frisco. Il soggiorno nelle intezio ... (continue)
Romanzo spudoratamente autobiografico, Big Sur è il resoconto, narrataci in prima persona dal suo alterego Jack Duluoz, di un’estate trascorsa da Jack Kerouac tra San Francisco e Big Sur, località che si affaccia sul Pacifico situata poco più di 100 miglia a sud di Frisco. Il soggiorno nelle intezioni di Jack e di chi gliel’aveva proposto (Lawrence Ferlinghetti, proprietario di una casa a Big Sur) doveva servire all’autore per combattere i suoi demoni allontanandolo dai clamori che la fama aveva generato e possibilmente anche dall’abuso di alcol. Kerouac sta vivendo un periodo estremamente difficile, non fa altro che bere da mattina a sera e prova enorme fastidio nel venir cercato ed osannato dai fans; proprio non sopporta più tutte quelle intromissioni nella sua vita privata, quei ragazzi che prendendolo come modello dopo aver letto “Sulla strada” non esitano ad andare a bussargli alla porta aspettandosi di trovare ad aprigli un giovane ragazzo come loro pronto a condividere avventure liberatorie e ad andarsene in giro in autostop per tutta l’America. Non si rendono conto che l’autore di quel libro-culto non è più un ragazzino e che da ormai diversi anni non fa più l’autostop. Ma più di tutto a sconvolgere Kerouac è il non capirci niente. Pensa alla morte, direi che è ossessionato dalla morte, è ossessionato dal desiderio di conoscere, di capire, di “vedere il volto di Dio” come tante volte parlando di lui ci ha detto l’indimenticata e indimenticabile Fernanda Pivano. E beve, beve, beve.
All’inizio sembra che quel soggiorno solitario possa fargli bene ma, come lui stesso ci rivela ben presto, il tutto si trasformerà in un incubo. Narrandoci di quell’estate nella quale ritroverà anche molti amici del cosiddetto gruppo dei poeti beatnik di San Francisco, compreso l’amico più caro, quel Neal Cassady (che qui assume l’identità di Cody Pomeray) da poco uscito di prigione dove era finito per una questione di droga, Jack ci porta sin dentro il “suo” inferno. Dico “suo” proprio perché l’inferno che ci fa esplorare e che ci descrive in modo magistrale è proprio il suo, quello situato dentro di lui, quell’inferno dal quale saprà uscire, purtroppo, solo nel mondo romanzato. La sua biografia ci dice che circa 9 anni dopo le vicende di Big Sur morirà a causa dell’abuso di alcol, evidentemente il demone fu più forte dello scrittore.
Il suo guaio è che pensa troppo, ma non riesce a fare a meno di porsi domande alle quali non trovando una risposta convincente tenta di opporre il lenitivo contenuto nelle bottiglie. Ma Kerouac ha con se anche carta e matita e talento. Cosicché la sua discesa non è stata forse vana, poiché descrivendocela ce l’ha fatta vedere, ci ha fatto provare quello che si sente fin dentro le viscere.
Jack io non vorrei mai soffrire come hai sofferto tu ma, cazzo, anche io tendo a pensare troppo. So che alcuni, forse molti, riterranno questo libro solo il frutto dei deliri di un ubriacone, io lo ritengo, invece, la testimonianza di un uomo estremamente sensibile che c’ha provato, ce l’ha messa tutta e poi … e poi è andata come è andata. “Non c’è bisogno di aggiungere altro”
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