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Big Sur e le arance di Hieronymus Bosch

Di

Editore: Einaudi

3.7
(80)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 359 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806118099 | Isbn-13: 9788806118099 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: V. Mantovani

Disponibile anche come: Copertina rigida

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Descrizione del libro
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    Un Miller bucolico, fuggito dalla città e dalle tante sue avventure. Dopo Parigi e Creta, dopo averi girato l'America, inseguito dalla censura per i suoi romanzi famosi in tutto il mondo meno ma viet ...continua

    Un Miller bucolico, fuggito dalla città e dalle tante sue avventure. Dopo Parigi e Creta, dopo averi girato l'America, inseguito dalla censura per i suoi romanzi famosi in tutto il mondo meno ma vietati in patria, si rifugia in quello che descrive come un angolo di paradiso nella California, il Big Sur. Un’ angolo allora semi-deserto e poco raggiungibile. Miller arriva in un pezzo di mondo, incredibile (è tra Los Angeles e San Francisco!) pochissimo abitato e comunque vissuto da personaggi quanto mai particolari. Personaggi che hanno, soprattutto, abbandonato la civiltà ed il modello americano per rifuggire denaro e celebrità. Miller vi arriva per scrivere in santa pace ma rimane affascinato oltre che dalla potente natura anche e soprattutto dalla varietà di esseri umani che li si sono concentrati. Tra citazioni colte, ragionamenti sulla religione e avversione alla guerra atomica, Miller ci disegna un'utopia che ha avuto poco seguito: da americani e in America provare a trasgredire al sogno ed al modello dominante, a liberarsi dalla schiavitù del denaro e dalla falsità dei rapporti in nome dell’amicizia e della libertà.

    ha scritto il 

  • 4

    28 Aprile 2013
    - Oggi un sole carico nel cielo e tu a scoppiarmi nelle vene. -

    Big Sur è il luogo in cui Miller ha trascorso parte della sua vita in tranquillità, tra l’incantevole paesaggio delle col ...continua

    28 Aprile 2013
    - Oggi un sole carico nel cielo e tu a scoppiarmi nelle vene. -

    Big Sur è il luogo in cui Miller ha trascorso parte della sua vita in tranquillità, tra l’incantevole paesaggio delle colline e le scogliere che fermano gli urti del mare contro la terra.
    Le prime pagine sono tempestate di personaggio vissuti anch’essi a Big Sur, superate queste pagine per nulla personali si ha modo di leggere di Miller e del rapporto con i figli, Val e Tony, dell’educazione e della sua idea di crescita libera. Un uomo traboccante vita e libertà non poteva non dare tali insegnamenti ai suoi figli.
    Sono molto belle le riflessioni sul luogo, quasi sperduto ed incontaminato, che in un futuro si chiede il mio caro Miller potrebbe essere modificato non lasciando traccia di ciò che si rivela con meraviglia ai suoi occhi.
    L’ultimo capitolo è proprio uno dei suoi libri, Paradiso Perduto, in cui la figura di Conrad Moricand troneggia con i suoi colori cupi.

    “La gioia suprema del sogno giace in questo potere trasformativo. Quando la personalità si liquefà, per così dire, come accade deliziosamente in sogno, e la vera natura del proprio essere viene alchimizzata, quando forma e sostanza, tempo e spazio, diventano docili ed elastici, sensibili ed obbedienti al più piccolo desiderio, colui che si sveglia dal sogno sa con ogni certezza che l’anima immortale che egli dice sua non è un veicolo di questo eterno elemento della mutazione.”

    “La comunità ideale, in un certo senso, sarebbe lo sparso, fluido aggregato di individui che scelsero di star soli e in disparte per essere in armonia con se stessi e tutto ciò che vive e respira.”

    “La mia disperazione arrivò a un punto tale che ero quasi convinto di non sapere più scrivere. A peggiorare la situazione, i miei amici intimi sembravano divertirsi a insinuare che io riuscivo a scrivere solo quando le cose mi andavano male. Era vero che apparentemente non avevo nulla con cui lottare. Stavo solo lottando con me stesso, lottando contro il veleno che avevo inconsciamente accumulato.”

    “Molte cose mi sono accadute, nei tempi andati, mentre passeggiavo in quel luogo familiare. Parlo di avvenimenti interiori, fatti dei quali nessuno si sogna mai di scrivere, perché troppo sfuggevoli, troppo impalpabili, troppo vicino alla sorgente.”

    ha scritto il 

  • 0

    traduzione vincenzo mantovani, gli struzzi 190, prima edizione 1979

    copertina:
    un disegno di henry miller

    Prefazione
    Cronologico
    Topografico
    In principio
    Parte prima: Le arance del "Millennium"
    Parte seconda: Pace e solitudine: potpourri
    Parte terza: Paradiso perduto
    ...continua

    copertina:
    un disegno di henry miller

    Prefazione
    Cronologico
    Topografico
    In principio
    Parte prima: Le arance del "Millennium"
    Parte seconda: Pace e solitudine: potpourri
    Parte terza: Paradiso perduto
    Epilogo

    ha scritto il 

  • 3

    mmmm.... bho ?

    Difficile per me recensire questo libro.
    Se non fosse stato Miller sarebbe stata 1 stella.
    Alla fine l'ho ripreso almeno tre volte ma non sono riuscito proprio a finirlo : palloso ed a tratti scontato ...continua

    Difficile per me recensire questo libro.
    Se non fosse stato Miller sarebbe stata 1 stella.
    Alla fine l'ho ripreso almeno tre volte ma non sono riuscito proprio a finirlo : palloso ed a tratti scontato all'inverosimile e sopratutto non dice nulla e non aggiunge quasi nulla a ciò che dorebbe essere "la descrizione della vita degli autori in voga negli anni '60 della Beat Generation e che si sono insediati nel Big Sur, pionieri di quel magnifico posto, per scoprire ed a volte riscoprire la loro vena letteraria e la loro collocazione nel mondo".
    Niente, niente di tutto questo, solo considerazioni su considerazioni dei sui pensieri.... con qualcosina in più del quotidiano e dei vicini. Insomma, credo che sia il solito libro concepito dalle solite "pressanti" esigenze editoriali, peccato....

    ha scritto il