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Bilal

Il mio viaggio da infiltrato nel mercato dei nuovi schiavi

Di

Editore: Rizzoli

4.6
(462)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 493 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8817018422 | Isbn-13: 9788817018425 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Political , Social Science , Travel

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Descrizione del libro
"Bilal" è un'avventura contemporanea attraverso i deserti e il mare, dall'Africa all'Europa, dalle bidonville al mercato dei nuovi schiavi, vissuta in prima persona dall'autore. Fabrizio Gatti ha attraversato il Sahara sui camion e si è fatto arrestare come immigrato clandestino per raccontare gli atti eroici e le tragedie che accompagnano i protagonisti di una conquista incompiuta.
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  • 5

    Stranded – Nascere dalla parte sbagliata- "Tu hai mai sofferto la fame?"

    Raccolta di inchieste del giornalista infiltrato de "L'Espresso" Fabrizio Gatti nel mondo dell'immigrazione clandestina.
    Mi sono sempre chiesto cosa stia accadendo intorno a una persona nel momento i ...continua

    Raccolta di inchieste del giornalista infiltrato de "L'Espresso" Fabrizio Gatti nel mondo dell'immigrazione clandestina.
    Mi sono sempre chiesto cosa stia accadendo intorno a una persona nel momento in cui la sua mente decide di partire. Mesi o anni prima che il corpo si metta in viaggio o ne sia solo consapevole, quale sia il fatto, l’istante, il motivo per cui il ragionamento s’accorge che non restano alternative.
    Nella prima parte c'è il racconto del viaggio che dal Senegal, attraverso Mali e Niger, porta alle coste libiche. E' un viaggio che rende i lettori testimoni impotenti e angosciati di fronte a continui soprusi per arrivare poi ad imbarcarsi sui famigerati barconi dove almeno il 12% degli uomini e delle donne che ci provano finisce il suo viaggio facendo del Mediterraneo la sua eterna dimora.
    Nella seconda parte Gatti diventa Bilal e s'infiltra nel centro di accoglienza di Lampedusa dove testimonia come per queste persone le angosce non finiscono con il fortunato approdo ma è come se un filo del destino li tenesse legati ad una sorte che li vuole deprivare di ogni rispetto umano. E così questo filo continua a incatenare anche il clandestino che cerca lavoro nelle campagne pugliesi, dove Gatti ci accompagna, per la raccolta di pomodori. Si vuole lavorare per vivere e per riprendersi la dignità calpestata. Si trovano altre forme di schiavismo anche qui. E poi c'è chi dice che qui c'è civiltà....
    Ovviamente è una lettura doverosa.

    ha scritto il 

  • 5

    Non sono una novità, le rotte dei migranti che tentano il tutto per tutto con il sogno di una vita migliore. Il giornalista Fabrizio Gatti le ha seguite ormai quasi dieci anni fa, ed ha pubblicato un ...continua

    Non sono una novità, le rotte dei migranti che tentano il tutto per tutto con il sogno di una vita migliore. Il giornalista Fabrizio Gatti le ha seguite ormai quasi dieci anni fa, ed ha pubblicato un reportage di un viaggio che dovremmo leggere tutti, invece di riempirci la bocca di pregiudizi sui clandestini mantenuti negli hotel a cinque stelle del nostro Stato.
    Gatti attraversa l'Africa, dal Senegal alla Libia; visita le campagne della Puglia dove i braccianti sono ridotti alla schiavitù da italianissimi caporali; si fa rinchiudere nel centro d'accoglienza di Lampedusa, tutt'altro che lucido e ben tenuto come le TV lo mostrano; segue il percorso dei rimpatri forzati, dei deportati di oggi, abbandonati a se stessi al limite del deserto del Sahara.
    "Bilal" è una lettura che dovrebbe essere a mio parere obbligatoria, specialmente per chi si convince ogni giorno che i TG siano una fonte di informazioni imparziali, per chi pensa di saperne abbastanza delle vite degli altri.

    ha scritto il 

  • 4

    Agghiacciante rendersi conto da vicino che le sorti di un essere umano dipendono da confini, pezzi di carta, decisioni arbitrarie, giochi di potere, indifferenza, ignoranza.
    Una volta gli schiavi veni ...continua

    Agghiacciante rendersi conto da vicino che le sorti di un essere umano dipendono da confini, pezzi di carta, decisioni arbitrarie, giochi di potere, indifferenza, ignoranza.
    Una volta gli schiavi venivano rapiti con la forza dalle loro terre, lo schiavismo era messo in pratica alla luce del sole, così qualcuno ha potuto abolirlo. Così siccome ci siamo evoluti e non è vero che dalla storia non abbiamo imparato niente, lo schiavismo adesso è illegale e quindi non può essere abolito. Peccato per tutti quegli schiavi a cui viene persino fatto pagare il biglietto per andare in un posto dove ogni loro speranza in una vita e in un mondo migliore verrà spianata sotto un macigno di silenzio e indifferenza.
    Io non posso credere di appartenere allo stesso genere (umano?) di questi schiavisti moderni (a tutti i livelli: dal politico che "risolve la situazione" rimpatriando gente a caso spesso condannandola a morte, al poliziotto profittatore che si appropria dei pochi soldi di un fuggitivo bloccandolo in mezzo al deserto senza possibilità di andarsene né avanti né indietro, alla (mancata) giustizia europea nei confronti di persone che non hanno apparentemente niente da offrire al Sistema...)
    Non si mette la gente a dormire in mezzo allo sporco e ai parassiti, non li si costringe a condivdere in trecento due gabinetti intasati, non è così che siamo cresciuti in Europa.
    Non si mettono donne che stanno per partorire a raccogliere pomodori sotto il sole cocente per dodici ore senza cibo né acqua, non si picchia un uomo fino a ridurlo invalido o in fin di vita perché ha fatto notare che non riceve la paga da talmente tanto tempo che non riesce più a comprarsi neppure un pezzo di pane. Poi sul giornale leggiamo che un extra-comunitario clandestino ha aggredito qualcuno e ci indignamo, perché "viene qua a rubarci il lavoro e si permette di alzare le mani". Tutte le volte che si sente di una storia di queste "finita bene" lo si deve soltanto al buon cuore di qualcuno, spesso alla carità di avvocati che lavorano gratis, di giornalisti che denunciano situazioni al limite dell'impossibile, rischiando in prima persona, quando nella nostra Europa libera, pacifica, democratica e civile le suddette situazioni non potrebbero esistere per legge.
    Io sono un'idealista, vorrei che il mondo fosse di tutti, che tutti potessero andare dove gli pare e che le possibilità non fossero a senso unico. E vorrei questo anche se sto dalla "parte giusta" del mondo.

    ha scritto il 

  • 5

    E' una cosa orrendamente banale da dire, ma questo libro dovrebbe essere letto nelle scuole. Prende alla gola, ti spiega tante cose e cambia il modo in cui guardi le persone.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro coinvolgente e sconvolgente che andrebbe fatto leggere ai ragazzi nelle scuole per cercare di scardinare un po' di quei luoghi comuni e pregiudizi che sono troppo spesso associati alla "non a ...continua

    Un libro coinvolgente e sconvolgente che andrebbe fatto leggere ai ragazzi nelle scuole per cercare di scardinare un po' di quei luoghi comuni e pregiudizi che sono troppo spesso associati alla "non accoglienza dello straniero". Una testimonianza diretta importantissima.

    ha scritto il 

  • 5

    Vergogna. Vergogna. Vergogna.

    E' quello che si prova come esseri umani per gli esseri umani colpevoli di questi orrori a danno di altri esseri umani.

    Vergogna per questo obbrobrio che avviene sui nost ...continua

    Vergogna. Vergogna. Vergogna.

    E' quello che si prova come esseri umani per gli esseri umani colpevoli di questi orrori a danno di altri esseri umani.

    Vergogna per questo obbrobrio che avviene sui nostri piedi e di cui non si vede la fine.

    E vergogna anche di se stessi, perché nessuno può dirsi innocente e pulito finché queste mostruosità non verranno combattute ed estirpate per sempre dalla storia e dal destino degli uomini.

    ha scritto il 

  • 5

    Bilal -- viaggio da infiltrato nel mercato dei uovi schiavi

    "La grande menzogna è far credere che tutto questo si possa cambiare con le parole....."
    Come già è stato detto più volte questo libro ti apre la mente e il cuore, ma è proprio come un pugno nello sto ...continua

    "La grande menzogna è far credere che tutto questo si possa cambiare con le parole....."
    Come già è stato detto più volte questo libro ti apre la mente e il cuore, ma è proprio come un pugno nello stomaco.
    Sconvolgente, lascia tanto amaro in bocca e la consapevolezza che il traffico di schiavi continuerà, ci sono troppi interessi, in troppi ci guadagnano sopra.
    Bravo Fabrizio Gatti per il modo che ha di raccontare la verità!

    ha scritto il 

  • 0

    La parte meglio scritta secondo me è quella del racconto di viaggio dove emergono le persone che Gatti ha incontrato e che ha fatto maggiormente parlare, mentre la parte più strettamente giornalistica ...continua

    La parte meglio scritta secondo me è quella del racconto di viaggio dove emergono le persone che Gatti ha incontrato e che ha fatto maggiormente parlare, mentre la parte più strettamente giornalistica che si chiude con il suo finto naufragio e la reclusione al CTP mi è sembrato più cronaca che reportage.

    ha scritto il 

  • 5

    Forte e sconvolgente. Un libro che tutti dovrebbero leggere.
    Apre gli occhi su una realtà che pochi conoscono. Impegnativo e commovente, apre la mente e il cuore.

    ha scritto il 

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