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Billy Budd

Di

Editore: Feltrinelli

3.8
(467)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 148 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Olandese

Isbn-10: 8807822016 | Isbn-13: 9788807822018 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Alessandro Ceni

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Fiction & Literature , Sports, Outdoors & Adventure , Travel

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Descrizione del libro
"Billy è l'ultimo. E Billy Budd è una parabola. In questo discorso in forma di racconto (che, come è noto, fu redatto tra il 1886-1888 e il 1891, anno della morte dell'autore, e uscì nella prima edizione soltanto nel 1924) infatti Billy da vita alla figura angelicata di colui che sempre e comunque subisce e subirà il torto, l'ingiustizia, la prepotenza, l'illegalità (per dirla melvillianamente, le mire del maligno su questa terra). Pertanto Billy - che è una specie di 'umiliato e offeso' eroicizzato sorto dalla commistione di un Oliver Twist rimasto immune ai bassifondi e ormai giovanotto con un santo martire e con qualcosa del dostoevskiano 'idiota' principe Myskin - è anche il sacrificato per eccellenza, cioè, l'innocente, il puro." (dall'introduzione di Alessandro Ceni)
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  • 1

    L'ho trovato una porcheria. Un continuo virtuosismo linguistico da parte dell'autore che narra una storia che in realtà avrebbe potuto sviluppare in dieci paginette. Tutto il resto è un fastidioso e pedante contorno.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bel libro, leggero, tipicamente ottocentesco nella struttura e nella morale contenuta (il bene non sempre prevale, la cattiveria umana spesso e volentieri gli è superiore). La trama si potrebbe risolvere in poche righe, ma Melville è bravissimo a ricamargli intorno una bella storia e a farti a ...continua

    Un bel libro, leggero, tipicamente ottocentesco nella struttura e nella morale contenuta (il bene non sempre prevale, la cattiveria umana spesso e volentieri gli è superiore). La trama si potrebbe risolvere in poche righe, ma Melville è bravissimo a ricamargli intorno una bella storia e a farti apprezzare così a fondo il bravo marinaio Billy Budd, protagonista suo malgrado dell'invidia di alcuni marinai di bordo che porterà al fatto attorno al quale ruota il racconto.

    ha scritto il 

  • 5

    Herman Melville “Billy Budd” o “della potenza della pubblicità”:
    un romanzo breve, o un racconto lungo, poco più di cento paginette nella mia edizione.
    “Paginette!?”
    Se qualcuno di voi subito mi interrompesse bruscamente a questo punto, capirei che questa breve nota, almeno per ...continua

    Herman Melville “Billy Budd” o “della potenza della pubblicità”:
    un romanzo breve, o un racconto lungo, poco più di cento paginette nella mia edizione.
    “Paginette!?”
    Se qualcuno di voi subito mi interrompesse bruscamente a questo punto, capirei che questa breve nota, almeno per lui, sarebbe totalmente inutile. Di sicuro questo qualcuno ha già letto questo testo.
    E io sarei completamente daccordo con lui, pronto a scusarmi e ad eliminare quel sostantivo del tutto inadeguato. Non esistono “paginette” in questa breve narrazione, come non esitono pennelli grandi ma solo grandi pennelli, ricordando quella vecchia pubblicità con un omino che con una bicicletta portava un enorme, inutile pennello. Melville in queste pagine densissime elimina tutto ciò che potrebbe essere inutile. Eliminando la testa e la coda, mantenendo solamente il cuore, come succedeva in un'altra altrettanto famosa pubblicità di una nota grappa, riesce a produrre un distillato umanoe letterario di alta qualità, forte, robusto e fine, finissimo, capace di infiltrarsi e depositarsi nelle nostre profondità. Come ne “La linea d'ombra” di Conrad, pochissimi personaggi Billy, Claggart, Vere, il comandande della Bellinport, la nave militare luogo della tragedia. che riempiono la mente e la pancia. Poche le descrizioni ambientali, la vita di bordo è un pretesto comodo per Melville per ambientare una piccola grande tragedia classica, dove al povero Billy non rimane che soccombere di fronte al Fato, impassiibile e immanente, contro cui l'Uomo sembra potere fare nulla. Al contrario di Conrad (La linea d'ombra) o di Poe (Storia di Gordon Pim) qui la natura, e la sua forza, non è più matrigna, rimane sullo sfondo, appena accennata o che fa da quinta alla tragedia tutta umana, come nello splendido tragico epilogo. Un romanzo modernissimo, profondo, appagante.
    E, per concludere un consiglio che, rimanendo in tema, ci obbliga a ritornare alle parole di un grande comunicatore, cantore del metodo italiano allo sviluppo insostenibile, che con il suo sguardo ammiccante e il pollice verso l'alto ci consigliava “provare per credere”.
    Io ci ho provato e non me ne sono pentito affatto … o no?

    ha scritto il 

  • 5

    Perfezionamenti dell’indicibile.

    Quello che fa Melville al tempo e allo spazio della narrazione non l’ho visto fare a nessuno. Rallenta e analizza, velocizza quando vuole, va pianissimo, pianissimo, e non lo vedi più, è sparito come un fulmine. Ogni cosa è precisa, nel suo racconto. Ogni azione è inquadrata alla perfezione, sull ...continua

    Quello che fa Melville al tempo e allo spazio della narrazione non l’ho visto fare a nessuno. Rallenta e analizza, velocizza quando vuole, va pianissimo, pianissimo, e non lo vedi più, è sparito come un fulmine. Ogni cosa è precisa, nel suo racconto. Ogni azione è inquadrata alla perfezione, sulla nave e nell’epoca. I caratteri vengono svelati, sminuzzati. Tutto è preparato eppoi aver preparato tutto non è servito a niente, perché succede quello che le circostanze hanno sì reso possibile, ma non inevitabile e neppure prevedibile. Melville scrive quanto è terribile l’uomo, persino l’uomo che tutto sarebbe dovuto essere, tranne che terribile. Melville è il profeta della impreveggenza.

    Discorsi a parte sarebbero consentiti sulla questione del desiderio maschile tabuizzato, grande maelstrom della letteratura di Melville, però io troverei ancora più interessante discutere di Billy Budd come rappresentazione dell’uomo buono, dell’innocente. Non credo che Billy Budd sia qualcosa di così semplice, non è neppure l’uomo selvaggio. Billy Budd, semmai, è un uomo che non si è mai staccato dalla sua purezza originaria – purezza intesa come identità non interrogata, come carattere ricevuto e mai lavorato. Purezza, allora, non come qualità del bene, ma come quintessenza o sestessenza o settensenza del male.

    ha scritto il 

  • 0

    vedo un amico dopo tanto tempo e gli faccio
    allora, come andiamo? e lui "la mia ragazza rompe i

    maroni, il lavoro una merda, e infine ho un ginocchio
    che mi fa male". Ah, gli ho detto, poveretto e lui

    "non ci hai mica un bel libro da consigliarmi con
    bandiere ross ...continua

    vedo un amico dopo tanto tempo e gli faccio
    allora, come andiamo? e lui "la mia ragazza rompe i

    maroni, il lavoro una merda, e infine ho un ginocchio
    che mi fa male". Ah, gli ho detto, poveretto e lui

    "non ci hai mica un bel libro da consigliarmi con
    bandiere rosse che garriscono al vento e lanciano

    lampi come fan gli scudi?" E io gli ho detto senza
    esitare "Budd, Billy, gabbiere di

    parrocchetto". E lui "grazie vecchio mio, tu sì che
    servi a qualcosa, in questa esistenza triste e senza

    vie d'uscita".
    e siamo andati ognuno per la propria strada - lui verso
    l'ingiusta giustizia di Budd, io verso i sonetti di ciro

    di pers, grandissimo friulano e poeta.
    Ognuno ha ciò che si merita. Prima o poi.

    ha scritto il 

  • 4

    Guizzi di genialità

    Livelli di lettura: Melville riesce ad impostare così tanti livelli di lettura che viene da chiedersi se ne era consapevole.
    Claggart: il personaggio del maestro d'armi entrerà per sempre nella storia proprio per la sua ambigua, crudele, normalità. O panabnormalità. Il lato crudele che un p ...continua

    Livelli di lettura: Melville riesce ad impostare così tanti livelli di lettura che viene da chiedersi se ne era consapevole.
    Claggart: il personaggio del maestro d'armi entrerà per sempre nella storia proprio per la sua ambigua, crudele, normalità. O panabnormalità. Il lato crudele che un po' è in tutti noi. E' un personaggio che buca le pagine e dirige la trama, come lo Iago di Otello. Più di Billy Budd, è lui a gestire la storia.
    Non ho molto amato tutti i riferimenti cristiani. La storia avrebbe girato forse meglio senza quella terminologia, ma solo descrivendo il sacrificio del bel marinaio, che è comunque salvifico, senza tirare in ballo il solito Cristo. Posso sperare che sia aggiunte della moglie, dato che il libro è uscito postumo e non completo.

    ha scritto il 

  • 4

    Ma siccome l'invidia alberga nel cuore, non nel cervello, nessun grado di intelligenza offre garanzia contro di essa.


    Una storia "di mare" che è una storia universale di quanto l'invidia sia pericolosa e di quanto il destino sia beffardo, anche davanti ad una creatura limpida come B ...continua

    Ma siccome l'invidia alberga nel cuore, non nel cervello, nessun grado di intelligenza offre garanzia contro di essa.

    Una storia "di mare" che è una storia universale di quanto l'invidia sia pericolosa e di quanto il destino sia beffardo, anche davanti ad una creatura limpida come Billy Bud.
    Non basta l'innocenza per combattere il male e per salvare chi è puro di cuore, da quanto di peggio può nascondersi nell'animo umano.

    ha scritto il 

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