Binario morto

Lisbona-Kiev. Alla scoperta del Corridoio 5 e dell’Alta velocità che non c’è

Di ,

Editore: Chiarelettere

3.9
(54)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8861903754 | Isbn-13: 9788861903753 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Affari & Economia

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Descrizione del libro
Corridoio 5, ovvero 3200 chilometri di ferrovia ad alta velocità che dovrebbero garantire promettenti sbocchi di mercato. Un “Eldorado”, secondo Piero Fassino, che però, nella migliore delle ipotesi, non comincerà a produrre benefici economici prima del 2073. Fantascienza pura. I due autori hanno provato a rifare tutto il percorso cercando di capire. Le sorprese non sono mancate. Il Portogallo ha già rinunciato, alla Spagna interessa solo l’alta velocità passeggeri e per le merci programma un binario unico, dopo Trieste il corridoio scompare, tanto che per raggiungere Lubiana bisogna prendere la corriera.
Un viaggio nell’Europa più sconosciuta tra proclami altisonanti e la realtà povera di città, pianure, paesi, popoli senza un’identità e una visione comune. Un reportage che è la storia di una grande illusione. L’alta velocità interessa a pochi e a quei pochi interessa non per la sua portata globale ma per le ricadute a brevissimo termine sull’economia locale. Allora per quale ragione l’Italia deve spendere almeno due miliardi e mezzo di euro in un tunnel? E di quale futuro stiamo parlando?
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  • 4

    Alta velocità da bere

    In maniera distratta ho sentito, ma non ascoltato negli anni, il telegiornale parlare del comitato No Tav, di questi “delinquenti, terroristi” che tentavano di fermare il progresso, in quella lontana ...continua

    In maniera distratta ho sentito, ma non ascoltato negli anni, il telegiornale parlare del comitato No Tav, di questi “delinquenti, terroristi” che tentavano di fermare il progresso, in quella lontana Val di Susa. Grazie al Festival di Internazionale di qualche settimana fa, ho potuto vedere un documentario intitolato Una stanza di casa mia. Val Susa e dintorni: una conversazione con Luca Rastello, un’intervista ad un giornalista deceduto lo scorso anno.
    Leggere questo libro è stato come risentire la sua voce, riappassionarsi al racconto di Luca che descrive il viaggio fatto con un collega per scoprire il percorso del famigerato Corridoio 5, che è stato la causa della rivolta, assolutamente apartitica e trasversale, della popolazione di una pacifica valle piemontese. Ed è triste rendersi conto che non ce ne sarebbe stato motivo, perché il Corridoio che attraversa l’Europa da Lisbona a Kiev, non interessa proprio a nessuno, se non alla nostra classe politica, che ormai, lo realizzerà in parte, per solo piglio di principio, perché i francesi, al di là del confine, non ci pensano nemmeno lontanamente a collegarsi con l’Italia, come del resto non interessa proprio nessuno tra quelli che si trovano su quel percorso: dai portoghesi agli ucraini.
    Un reportage intelligente, ironico e dettagliato, che spiega i motivi dell’impossibilità della realizzazione del Corridoio 5, destinato al trasporto di sole merci su alta velocità, anche se le merci perdono le loro proprietà e vengono solo deteriorate viaggiando velocemente… tra tunnel nei quali non possono che passare autobotti e non container, “prove granitiche” poi volatilizzate, strani suicidi, faraonici progetti di scavi attraverso falde di acqua potabile, cifre spropositate e assurde, non ci si dimentica neanche dei pendolari (per i quali ci sono solo tagli di corse e linee) che non hanno nulla da guadagnare dalle meraviglie dell’alta velocità, anzi solo da perdere: “Solo chi non l’ha provata può prendere alla leggera la vita di chi viaggia quotidianamente per lavorare.”
    Un libro per capire qualcosa in più su quello che sta realmente succedendo in questi anni nei nostri confini e non solo. Una voce da ascoltare quella di Luca Rastello:
    http://www.internazionale.it/video/2016/04/12/val-di-susa-no-tav-luca-rastello
    http://www.youtube.com/watch?v=V6I1sutVztY
    http://www.youtube.com/watch?v=vg9hOdUlMKU

    Ps. A presentare il documentario c’era Wu Ming 1 e il suo prossimo libro, Un viaggio che non promettiamo breve, in uscita in questi giorni, ripartirà da dove si era fermato il viaggio di Rastello e de Benedetti (al solito Wu Ming 1 mi ha mesmerizzato!!!).

    ha scritto il 

  • 4

    No Tav, ma quale Tav?

    Un libro che tutti dovrebbero leggere, in primis per sapere (anche se sono passati un paio d'anni dalla sua stesura, la sostanza non muta) davvero qualcosa sulla famigerata Tav, di cui in Italia si pa ...continua

    Un libro che tutti dovrebbero leggere, in primis per sapere (anche se sono passati un paio d'anni dalla sua stesura, la sostanza non muta) davvero qualcosa sulla famigerata Tav, di cui in Italia si parla solo per scontri e polemiche e mai (qui si capisce perché) nel concreto.
    Poi proprio per avere chiaro davanti agli occhi quanto sia facile sviare l'attenzione dalle notizie che non si vogliono dare... l'informazione da tempo è sotto attacco, e la voce di Rastello (qui unita a quella di De Benedetti) era una delle più libere e coraggiose. Quanto se ne sente già la mancanza...

    ha scritto il 

  • 4

    Reportage importante ma un po' troppo "narrato".

    Un po' inchiesta giornalistica e un po' racconto di viaggio, questo lavoro di Luca Rastello e Andrea De Benedetti racconta bene cos'è davvero il famoso e famigerato Corridoio 5. E non sono buone notiz ...continua

    Un po' inchiesta giornalistica e un po' racconto di viaggio, questo lavoro di Luca Rastello e Andrea De Benedetti racconta bene cos'è davvero il famoso e famigerato Corridoio 5. E non sono buone notizie.

    Il libro scorre come un bicchiere d'acqua, con capitoli scritti ora dall'uno ora dall'altro autore. Ma mentre quelli di Rastello sono una garanzia di inossidabile giornalismo (è suo il capitolo sulla val Susa e sugli intrecci di mafia e interessi economici), quelli di De Benedetti sono un po' più deboli, poetici, romanzati e poco utili ai fini di una inchiesta serrata e senza scampo.

    Il corridoio 5 è una cagata pazzesca, e l'accanimento politico, economico e mafioso sulla valle di Susa è il capitolo peggiore e più incredibilmente irritante dell'intera tratta Lisbona-Kiev. Purtroppo non basterà un libro come questo a denunciare abusi e truffe nei confronti del denaro pubblico.

    Oltre al caso italiano, è davvero interessante imparare cosa significa davvero l'alta velocità e il corridoio 5 per tutti gli altri paesi coinvolti. Questo, secondo me, il merito maggiore del libro.

    ha scritto il 

  • 4

    In questo splendido libro si viene a scoprire l'insensatezza generale del fantomatico Corridoio 5 di cui il progetto Tav farebbe parte. La ferrovia, il trasporto merci/persone, l'alta velocità: tutte ...continua

    In questo splendido libro si viene a scoprire l'insensatezza generale del fantomatico Corridoio 5 di cui il progetto Tav farebbe parte. La ferrovia, il trasporto merci/persone, l'alta velocità: tutte fandonie per coprire banalissime speculazioni di carattere affaristico e politico. Leggendo un po' i giornali uno l'idea se la farebbe lo stesso, ma qui, con una scrittura piacevolissima (a lenire l'amarezza, che è tanta tanta tanta), le cose vengono messe in ordine, e soprattutto si inquadra la questione nell'intero panorama geopolitico ed economico. Ci sarebbe da ridere se non fosse tutto tragicamente vero e giocato sulla nostra pelle e sulle nostre tasche.

    ha scritto il 

  • 5

    Come funziona, la nostra democrazia?

    L'Europa aspetta trepidante che noi italiani inconcludenti facciamo questo benedetto pezzo del corridoio numero 5. E poi sarà tutto un fiorire di trasporti moderni da un capo all'altro del continente. ...continua

    L'Europa aspetta trepidante che noi italiani inconcludenti facciamo questo benedetto pezzo del corridoio numero 5. E poi sarà tutto un fiorire di trasporti moderni da un capo all'altro del continente.

    Questo è uno degli argomenti di chi sostiene la TAV. Il problema è che non esiste nessun corridoio numero 5, nella realtà, e che se mai la Torino Lione si farà davvero, sarà l'unico pezzo funzionante di tutta la faccenda.

    Questo libro, però, lascia aperta la domanda: com'è possibile, che una classe politica così sprovveduta come quella che ha voluto e continua a volere la TAV in Val di Susa, possa ancora essere al potere? La nostra democrazia è davvero messa così male?

    ha scritto il 

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