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Biondo era e bello

Di

Editore: Oscar MOndadori

3.2
(382)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 195 | Formato: Tascabile economico

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 3

    Di libri scritti bene ormai ne ho letti tanti: ho visto Hugo rendere affascinante e necessaria la lunghezza, Saramago fare il giocoliere con la grammatica e l'ironia, McCarthy scandagliare l'animo con punture, colpi pesanti e brevissimi.
    Ma una cosa del genere non l'avevo vista mai.
    ...continua

    Di libri scritti bene ormai ne ho letti tanti: ho visto Hugo rendere affascinante e necessaria la lunghezza, Saramago fare il giocoliere con la grammatica e l'ironia, McCarthy scandagliare l'animo con punture, colpi pesanti e brevissimi.
    Ma una cosa del genere non l'avevo vista mai.
    Questo libro è scritto in poesia. Solo, sotto forma di prosa. Ogni riga, paragrafo, capitolo di queste settanta pagine è scritta in poesia nascosta. E trattando il libro di Dante non era facile.
    È incredibile.
    Ma c'è un ma. Tanto è bello scrivere così tanto rischia di rendere il libro ridicolo: basta sconfinare un minimo nel pomposo e subito l'effetto diventa grottesco. Ecco, questo libro è costantemente sul margine, ma riesce a prendere quasi sempre la strada giusta, a scegliere l'espressione che si incastra perfettamente nel contesto. Quasi sempre, perché alcune licenze poetiche sono forse un po' troppo spinte (io resto dell'idea che il ma però non ci stia neanche quando lo usa Dante, figuriamoci Tobino).

    La storia lascia invece qualche dubbio in più. Posto che la vita di Dante è romanzata è che questa non è una "biografia ufficiale" certe scelte non mi convincono. Il rapporto con Beatrice per esempio è solo accennato e occupa un ruolo di sufficiente rilievo solo nel momento della morte della ragazza. Allo stesso modo tutte le opere poetiche e non di Dante vengono solo citate, ad eccezione della tenzone con Forese Donati. È chiaramente una decisione presa dall'autore, ma non la condivido. Per tutto quello che Dante ha scritto e fatto, le sue opere, soprattutto la vita nova, devono avere un ruolo fondamentale nella sua crescita come uomo e autore. Dov'è la scelta di Dante di non scrivere più dell'amata finché non comporrà il più grande poema della storia? Dove emerge la potenza dell'amore del poeta per Beatrice? Questo manca. E non è poco.

    ha scritto il 

  • 5

    Bravissimo Mario Tobino. Ci descrive un Dante umanissimo, grandissimo con parole semplici, sentite, quasi poetiche. E' un libro che rileggerò ancora più volte: ho il solo rammarico di non averlo potuto leggere ai tempi lontanissimi in cui studiavo la Divina Commedia di malavoglia per racimolare ...continua

    Bravissimo Mario Tobino. Ci descrive un Dante umanissimo, grandissimo con parole semplici, sentite, quasi poetiche. E' un libro che rileggerò ancora più volte: ho il solo rammarico di non averlo potuto leggere ai tempi lontanissimi in cui studiavo la Divina Commedia di malavoglia per racimolare un sei!!!
    Certo io ero svogliato e pensavo ad altro ma, se avessi avuto un professore che me lo avesse descritto come fa Tobino, le cose sarebbero andate diversamente.
    Lo consiglio vivamente a tutti i giovani studenti e anche a tutti i professori di italiano.

    ha scritto il 

  • 4

    "Un grande poeta è un cataclisma che non si può prevedere, un fenomeno inarrestabile che dura nei secoli e, più trascorre il tempo, con maggiore dolcezza convince e conquista sia i cuori semplici che le anime elette"

    ha scritto il 

  • 3

    "Un grande poeta è un cataclisma che non si può prevedere, un fenomeno inarrestabile che dura nei secoli e, più trascorre il tempo, con maggiore dolcezza convince e conquista sia i cuori semplici che le anime elette"

    Tobino viaggia, leggero e silenzioso, sopra la città di Firenze; tutto ciò che vede durante il volo (un volo che attraversa i secoli ed ha il potere di resuscitare fantasmi grazie ad un'attività di documentazione che si percepisce accuratissima: nomi, date, luoghi vi compaiono nitidi, precisi, pu ...continua

    Tobino viaggia, leggero e silenzioso, sopra la città di Firenze; tutto ciò che vede durante il volo (un volo che attraversa i secoli ed ha il potere di resuscitare fantasmi grazie ad un'attività di documentazione che si percepisce accuratissima: nomi, date, luoghi vi compaiono nitidi, precisi, pur in un'atmosfera sfumata, simile a quella che domina i sogni) viene da lui raccolto ed intrecciato in un racconto che pare fatto di nulla, tessuto trasparente dagli orli ricamati.
    Sono anni macchiati di sangue, quelli raccontati da Tobino, anni di vendette, di guerre (fratricide), di intrighi; anni bui di un Medioevo culla violenta per grandi scienze e per uomini che seppero dare lustro alla specie (tra questi certamente Dante Alighieri, il quale, pur vivendo soltanto cinquantasei anni di vita terrena, anni che sono nulla, nel gran mare degli anni della Storia, riuscì a significare tanto sia per le Lettere che per un'Italia che non era ancora, immaginando già l'importanza della lingua nella creazione di un'identità nazionale), anni abitati da cavalieri di valore, da dame di grande bellezza e virtù (Alighieri si divertì a stilare la lista delle sessanta dame fiorentine più belle), da papi gentili ammazzati con il veleno, da papi feroci e senza clemenza.
    Tra lazzi e scherzi, amicizie importanti, impegno politico, Guelfi e Ghibellini, fragore d'urla e di spade, ombroso silenzio di chiostri, la figura di Dante si staglia, luminosa e gentile, presente eppure discosta. Tobino ne aumenta l'eco, restituendoci il grande poeta nella sua dimensione di uomo, di padre (e rimane impressa, come atto di straziante gentilezza, quella carezza sulla testa del piccolo Petrarca), d'artista, di politico, in un ritratto lusinghiero ma affatto adulatorio.

    p.s.: Le camerette sembrano proprio ambienti fertilissimi per la malinconia di futuri grandi artisti.

    ha scritto il 

  • 4

    Papa Bonifacio , ma ti rendi conto chi avevi davanti a te? E lo hai trattato così? Hai avuto il privilegio di conoscere personalmente uno dei più grandi poeti di ogni epoca, eccezionale conversatore dalla parlata accattivante, amante dell'astrologia, della politica, della poesia, lo avevi li, in ...continua

    Papa Bonifacio , ma ti rendi conto chi avevi davanti a te? E lo hai trattato così? Hai avuto il privilegio di conoscere personalmente uno dei più grandi poeti di ogni epoca, eccezionale conversatore dalla parlata accattivante, amante dell'astrologia, della politica, della poesia, lo avevi li, in Vaticano, davanti a te e invece di ascoltarlo, fargli domande sulle sue idee, sulle sue opere, discutere con lui di filosofia e teologia lo hai trattato così? Imbecille! E voi fiorentini, gli avreste permesso di ritornare dall'esilio non per incoronarlo Grande Poeta, ma a condizione che accettasse di prostrarsi, andare in ginocchio in Battistero con un cero in mano e in ceppi e chiedere perdono come un malfattore qualsiasi. E siccome non ha accettato queste infamanti condizioni per il suo rientro lo avete condannato a morte una seconda volta (ogni soldato fiorentino aveva l'ordine di tagliargli la testa se osava entrare in Firenze). Infami! Voi che conoscevate già a memoria parecchi canti del bestseller del momento, la Divina Commedia! Voi che già da parecchi anni vi innamoravate al suono dei suoi versi d'amore! Ha fatto bene a scrivervi quella letteraccia e a mandarvi a quel paese! Trattato malissimo dai suoi concittadini perchè Guelfo Bianco quando a Firenze regnavano i Guelfi Neri, Dante Alighieri veniva accolto con ammirazione e riverenza in tutte le altre corti d'Italia e d'Europa, e non ha mancato di riconoscenza nei confronti della maggior parte di coloro che lo hanno amorevolmente accolto, ospitato, aiutato quando era povero e solo, ed essendo senza sostanze (le sue personali erano state confiscate) per riconoscenza ha dato gloria eterna menzionando loro o i loro parenti nella sua Commedia. Molti si sono guadagnati la fama eterna per essere stati benevolenti con lui, dall'altero, aristocratico Guido Cavalcanti, che credette in lui quando ancora era un giovanetto che cominciava appena a sgrossare il bel volgare toscano per elevarlo a lingua nazionale, a Forese Donati, che sfidava a serventesi e sonetti sarcastici, ecco che una cortese amicizia lo lega, a Ravenna, alla figlia di Paolo Malatesta, e lei gli narra dell'infelice amore del padre per la bella cognata Francesca da Polenta, ecco che viene ospitato da un nipote di lei, Guido Novello da Polenta, che acquisisce gloria e fama eterne per aver ospitato con grande generosità Dante Alighieri. Ecco che conosce la nipote del Conte Ugolino, a cui dedicherà pagine strazianti nell'Inferno. E poi l'incontro con il bambino Francesco Petrarca. Questi e tanti altri episodi della vita di Dante Alighieri sono narrati in questa deliziosa biografia del Divino Poeta il cui autore, il medico Tobino, era non solo amante della poesia, dell'arte e della forza del linguaggio, ma dotato soprattutto di uno spiccato senso morale e etico. Non ci deve quindi sorprendere che provasse non solo ammirazione ma anche autentico affetto per un personaggio che impersona la poesia, la forza della parola raccolta dal vivo della realtà, la concezione dell'esistenza come un servizio per la giustizia. Il sentimento amorevole del toscano Tobino per il suo illustre conterraneo lo si riscontra non solo nell'insolito titolo, ma anche nel linguaggio fresco e affettuoso che rende questa piccola opera un romanzo delizioso.

    ha scritto il 

  • 3

    Biografia molto romanzata su Dante Alighieri. Una storia molto sentita dall’autore, partecipe della vita del sommo poeta, delle sue opere e del suo esilio.
    Le vicende politiche e storiche sono tratteggiate quel che basta per comprendere il mondo in cui si muoveva Dante, ma non molto di più. ...continua

    Biografia molto romanzata su Dante Alighieri. Una storia molto sentita dall’autore, partecipe della vita del sommo poeta, delle sue opere e del suo esilio.
    Le vicende politiche e storiche sono tratteggiate quel che basta per comprendere il mondo in cui si muoveva Dante, ma non molto di più.
    Biondo era e bello è un buon libro, ma oggi risulta piuttosto pesante. Andrebbe letto pian piano, un capitolo alla volta, per poterlo interiorizzare, e magari farsi coinvolgere dall’entusiasmo di Mario Tobino.

    ha scritto il 

  • 5

    “Un grande poeta è un cataclisma che non si può prevedere, un fenomeno inarrestabile che dura nei secoli e, più trascorre il tempo, con maggiore dolcezza convince e conquista sia i cuori semplici che le anime elette. Possiede la serena folgore della giustizi, illumina la verità, svela i peccati, ...continua

    “Un grande poeta è un cataclisma che non si può prevedere, un fenomeno inarrestabile che dura nei secoli e, più trascorre il tempo, con maggiore dolcezza convince e conquista sia i cuori semplici che le anime elette. Possiede la serena folgore della giustizi, illumina la verità, svela i peccati, la vergogna. E, certamente, mentre è in vita, difficile capire che lo si ha davanti, arduo indovinarlo, prevedere quel cataclisma.”
    Impossibile leggere questo e rimanere indifferenti, qualche lacrima senza nemmeno accorgersene viene fuori spontaneamente.

    ha scritto il 

  • 5

    contagioso dante

    "Perfino i sassi a Firenze avevano grazia, ogni strada sfaccettava il diamante, esatto equilibrio tra raziocinio e passione; le case erano intime e superbe, vive e loquaci anche quando i cittadini dormivano; le torri una selva." (pag. 15)

    ha scritto il