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Biscotti al malto fiore per un mondo migliore

Di

Editore: Mondadori (Scrittori Italiani e Stranieri)

3.3
(184)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 210 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804586192 | Isbn-13: 9788804586197 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Romance

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Descrizione del libro
Chi ricorda la propria nascita? Leda Rothko sì. In mezzo a infermiere bellissime, un incantevole papa la depone tra le braccia di una mamma radiosa. Poi, sorridendo, tutti sgranocchiano biscotti color malto... Crescendo, Leda dovrà rendersi conto che la sua famiglia è diversa da quel ricordo. In una grande villa di campagna vivono con lei: suo padre, scultore, sempre chiuso nel suo laboratorio; sua madre, immersa in un misterioso dolore; la nonna, famosa ex cantante lirica; e i fratelli gemelli, che passano l'intera vita a menarsi. La sola persona con i piedi per terra pare essere Maria, la governante, che però all'insaputa di tutti integra il proprio stipendio affittando la villa e la stessa Leda ai produttori di spot televisivi. A casa Rothko la tv è un oggetto sconosciuto, e solo da grande Leda potrà scoprire che quel primo ricordo risale alla sua partecipazione alla pubblicità dei biscotti di marca Fiore. Ma questa è solo una delle rivelazioni che la attendono dal momento in cui, iniziata la scuola, dovrà avventurarsi fuori dal grande giardino. Con la sua Migliore Amica e la sua Peggior Nemica affronterà la sfida di diventare grande senza perdere il suo sguardo stupito.
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  • 3

    C'è qualcosa che non mi convince.La storia è interessante e abbastanza originale.A tratti è anche divertente ed un po' surreale.Ma secondo me si perde un po' per strada e verso la fine sembra un po' raffazzonata.Inoltre spesso pare che l'autrice si compiaccia della propria cultura inserendo vocab ...continua

    C'è qualcosa che non mi convince.La storia è interessante e abbastanza originale.A tratti è anche divertente ed un po' surreale.Ma secondo me si perde un po' per strada e verso la fine sembra un po' raffazzonata.Inoltre spesso pare che l'autrice si compiaccia della propria cultura inserendo vocaboli ricercati a casaccio.Peccato perché poteva essere un piccolo gioiello.

    ha scritto il 

  • 2

    Superficiale

    Un libro che si legge con facilità, ben scritto, a tratti divertente. Ma la superficialità con cui Laura Sandi ha affrontato il dolore rende il suo lavoro vuoto e, talvolta, persino irritante.

    ha scritto il 

  • 3

    La trama prometteva bene, è scritto in modo abbastanza ricercato ma piacevole.
    Con il dipanarsi della storia, però, non succede granchè, rimane sempre un pò ferma...
    I personaggi sono interessanti ma si poteva fare di meglio.

    ha scritto il 

  • 4

    Credo che la foto di copertina faccia perdere parecchio interesse, potrebbe sembrare una storia chick-lit. Ed invece... Invece inizia molto bene, con ritmo e una sequenza rapida di immagini colorate. L'autrice ha uno stile personale parecchio interessante, riconoscibile, mai banale. La trama è de ...continua

    Credo che la foto di copertina faccia perdere parecchio interesse, potrebbe sembrare una storia chick-lit. Ed invece... Invece inizia molto bene, con ritmo e una sequenza rapida di immagini colorate. L'autrice ha uno stile personale parecchio interessante, riconoscibile, mai banale. La trama è deliziosa e simpatica. Non concedo il massimo dei voti perchè: 1- Quando si arriva all'episodio della casetta rosa e della madre ammalata la storia comincia a prendere una dimensione poco credibile perchè una vera commozione non traspare. Forse l'intenzione era di ammortizzarla, perchè avrebbe stonato con tutto il resto; andava comunque raccontata diversamente a mio parere. 2- Nella seconda parte del romanzo l'autrice dimostra di sapere troppo, sia nella costruzione delle frasi (meno spontanee), sia nel contenuto. 3- Non avrei fatto coincidere la fine della fanciullezza con un fattore fisico. Complimenti per la bontà vera che trasuda, e trasmette, questo romanzo di madre veneta, come me!

    ha scritto il 

  • 4

    “Bello è così che non si può sognar di più. Mi pare un re. Vale un Perù.”

    Ho iniziato a leggere “Biscotti al malto fiore per un mondo migliore” di Laura Sandi per estrema curiosità che il titolo mi ha suscitato. Protagonista è Leda Rothko ragazza dolce e sensibile, candida e fragrante come biscotti al malto, figlia di una scultore russo e di una madre affetta da una cr ...continua

    Ho iniziato a leggere “Biscotti al malto fiore per un mondo migliore” di Laura Sandi per estrema curiosità che il titolo mi ha suscitato. Protagonista è Leda Rothko ragazza dolce e sensibile, candida e fragrante come biscotti al malto, figlia di una scultore russo e di una madre affetta da una crisi depressiva, cresciuta con una nonna famosa cantante lirica e ossessionata dall’opera lirica “Madame Butterfly” , e sorella di due fratelli gemelli, più grandi di lei, che faranno della lotta e delle liti il loro futuro lavoro. Ad occuparsi veramente di Leda, c’è Maria la tata, ma non solo, una specie di governante sarebbe più giusto definirla. Vissuta in una bolla di sapone, fuori da ogni contatto con i coetanei, immersa solo nel suo verde parco e nei vecchi racconti della nonna, che diventeranno la sua arma di difesa contro un’estranietà al mondo, e al continuo prendersi gioco di lei da parte delle compagne, nel Collegio delle Devote, dove conoscerà la sua migliore amica Noemi, e la sua peggior nemica Ludovica, dal corpo perfetto e che cercherà in tutti i modi di imitare, e in ultimo non meno importante, apprenderà la parola di Dio a lei sconosciuta, un essere come tutti gli altri, comune, che lei cerca di razionalizzare, e che è frutto di un’ateità familiare. Grazie potremmo dire ad un aiuto divino, che si prefigura in Mario, Leda riuscirà a crescere, grazie ai consigli datogli dal suo “amore” come lei ama definirlo, l’accudirà con semplici parole e non con sofismi facendogli prendere coscienza della realtà che sembra essergli avversa: “[…]Nun importa. Va bbene uguale. Allora... er teleggiornale è uguale al radioggiornale, solo che invece de sentì solo cosa sta a capità ner monno, te lo fanno anche vedé. Alle sette te la accendi e sposti 'a rotella su 99.3, che a quell'ora ce sta er notiziario e te immagini quello che dicono. Poi. I quiz sono dei ggiochi dove ce stanno le persone che devono indovinà 'na cosa e uno vestito bbene che je domanda. Chi indovina vince 'na barca de sordi. I film sono le storie che te racconta tu' nonna, solo che i personaggi sono veri. I cartoni sono uguali a li film, solo che invece de vedé le persone vere vedi i disegni che fai tu a scola fatti mejo.” Laura Sandi da vita ad una vita di una ragazza, che par essere un Alice carrolliana, forse un sogno, un risveglio inaspettato, un estate furente, un sera al teatro, un bacio dettato da battiti del cuore che mai si erano spenti, forse come quelle vecchie pubblicità che ci accompagnano per sempre nella nostra mente e che a volte vengono imbiancate, solo per poi esser rispolverate con trepidazione e falso gelo riportandoci alla mente vecchi cataclismi.

    “A differenza di mia madre, che credeva nel futuro a tal punto da farselo predire da una dozzina di uova sode, io nel futuro non riponevo alcuna speranza. Il presente era l'unica condizione possibile, per me. E il mio presente in quel momento era amore assoluto, senza parole.”

    “Tonda e tersa, cristallina come un diamante, le si coagulò sul bordo inferiore dell'occhio, piegando appena le ciglia come la corolla di un fiore sotto una gocciola fresca di rugiada, e scivolò luccicante sulla guancia, dove si trattenne un istante, poi piroettò co aggraziata lentezza verso il mento, mandando bagliori di stelle tutto intorno prima di colare giù e scomparire lasciando dietro di sé una scia di prezioso dolore.”

    ha scritto il 

  • 2

    Delusione... inizia benino e la trama sembra piuttosto "nuova" ed accattivante. Ma lo stile narrativo proprio non mi piace, ridondante e quasi auto-compiacente. Non so perche' ma l'unica sensazione che questo libro mi ha lasciata e' che l'autrice ne fosse molto soddisfatta....

    ha scritto il 

  • 4

    "Se qualcuno mi fosse passato accanto in quel momento non avrebbe visto niente. Ma se mi fosse passato dentro sarebbe rimasto accecato.
    Il silenzio in cui non dicevo nulla era quello in cui non dice nulla chi entra alla Sainte Chapelle. Un silenzio cromatico. Il silenzio di seicento sacri m ...continua

    "Se qualcuno mi fosse passato accanto in quel momento non avrebbe visto niente. Ma se mi fosse passato dentro sarebbe rimasto accecato.
    Il silenzio in cui non dicevo nulla era quello in cui non dice nulla chi entra alla Sainte Chapelle. Un silenzio cromatico. Il silenzio di seicento sacri metri quadri di caleidoscopici vetri colorati controluce"

    ha scritto il 

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