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Bisogno di libertà

Di

Editore: Iperborea

3.9
(249)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 232 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8870911527 | Isbn-13: 9788870911527 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Daniela Crocco ; Postfazione: Paolo Lodigiani

Genere: Biography , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
"Non si nasce liberi, lo si diventa, e non basta né desiderarlo, né sognarlo,né avere la sensazione di esserlo, per diventarlo realmente: essere liberi èuna conquista continua, e precaria, che dura tutta una vita. Ed è la sua vita che Bjorn Larsson sceglie questa volta di raccontarci ad exemplum, il suo apprendistato di quella libertà che è poi il tema di fondo di tutti i suoi romanzi e il filo rosso che unisce i suoi multiformi personaggi, che siano il pirata Long John Silver, MacDuff; Inga o il capitano Marcel. Se già nella"Saggezza del mare" ci ha rivelato quanto un'esistenza nomade e vagabonda a bordo di una barca, lontana dalle convenzioni e dal superfluo, possa essere un antidoto alla schiavitù della routine e dei condizionamenti, qui Larsson si spinge ancora più in là e più a fondo nella sua riflessione. Dal bambino che non piange la morte del padre, al ragazzo che marina la scuola per seguire un suo percorso di studi, al giovane che preferisce la prigione alla cieca disciplina del servizio militare, allo scrittore combattuto tra il vivere e lo scrivere, attraverso i continui viaggi tra terra e mare, amicizie vere e amori che mettono a repentaglio la sua viscerale indipendenza, ci offre il suo vissuto, non per darci di sé un ritratto ideale, anzi con un'onestà e un rigore che sono già di per sé una lezione di libertà intellettuale, ma per passarci quanto la vita gli ha insegnato sul cammino.
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  • 3

    La prima parte autobiografica, la seconda più saggistica. Tema: la libertà. Forse un po’ spocchiosa, come dice qualcuno. Ma a me piacciono le autobiografie degli scrittori che amo e, leggendo questo libro, ho compreso meglio la sua poetica. Consigliato solo per gli aficionados.

    ha scritto il 

  • 2

    Autocompiaciuto e sfiancante

    E fu così che B.Larsson, che tanto mi entusiasmò con il respiro di libertà del capitano Marcel (il porto dei sogni incrociati), è riuscito a rendermi materia noiosa proprio la sua libertà.
    Concetti e spiegazioni già sentiti migliaia di volte. Esatti, condivisibili, certo, ma ripetuti allo sfinime ...continua

    E fu così che B.Larsson, che tanto mi entusiasmò con il respiro di libertà del capitano Marcel (il porto dei sogni incrociati), è riuscito a rendermi materia noiosa proprio la sua libertà. Concetti e spiegazioni già sentiti migliaia di volte. Esatti, condivisibili, certo, ma ripetuti allo sfinimento. Qualcosa manca in questo libro, anzi, qualcosa è di troppo. È di troppo la parola “libertà”; manca il silenzio, e soprattutto manca la leggerezza. La libertà è uno stato del nostro essere che emaniamo. Se cerchiamo di descriverla noi stessi, alla maniera dell’autore, se ne perde il fascino, diventa pesante e autocelebrativa. Viverla (o lasciarla essere in una storia, affidandola ad un personaggio), piuttosto che razionalizzarla, esprime la sua lievità che ci raggiunge.

    ha scritto il 

  • 3

    Son 4 stelle per me. Ma ridimensiono pensando al resto del mondo.
    Se non conoscete Bjorn Larsson non cominciate da questo libro.
    è roba per aficionados.
    Se invece avete amato i suoi romanzi, qui l'autore condivide ragionamenti, pensieri e un po' di autobiografia per spiegare a sè e a noi lettori, ...continua

    Son 4 stelle per me. Ma ridimensiono pensando al resto del mondo. Se non conoscete Bjorn Larsson non cominciate da questo libro. è roba per aficionados. Se invece avete amato i suoi romanzi, qui l'autore condivide ragionamenti, pensieri e un po' di autobiografia per spiegare a sè e a noi lettori, il senso di una vita e della sua scrittura.

    ha scritto il 

  • 2

    Forse il problema è diventare famosi.
    Perchè solo così un colto diportista scandinavo, autore di qualche bel libro, può permettersi di raccontarci la sua vita come una autobiografia noiosetta, che termina in un saggio poco originale sulla libertà del signor Larsson e secondo il signor Larsson. ...continua

    Forse il problema è diventare famosi. Perchè solo così un colto diportista scandinavo, autore di qualche bel libro, può permettersi di raccontarci la sua vita come una autobiografia noiosetta, che termina in un saggio poco originale sulla libertà del signor Larsson e secondo il signor Larsson.

    Qualche rivelazione sul back office dei suoi libri non lo salva affatto ed è del tutto appannata da pagine di ricordi delle sue prime e seconde esperienze emotive.

    Autocelebrativo, autoreferenziato, evitabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro bizzarro: sono stata fortemente tentata di abbandonarlo per ben due volte e ho continuato a leggerlo solo per ragioni contingenti, e non me ne pento affatto. Si presenta a tratti come un manifesto un po' di maniera, superficiale, un'autobiografia senza grande interesse, per poi colpirti ...continua

    Un libro bizzarro: sono stata fortemente tentata di abbandonarlo per ben due volte e ho continuato a leggerlo solo per ragioni contingenti, e non me ne pento affatto. Si presenta a tratti come un manifesto un po' di maniera, superficiale, un'autobiografia senza grande interesse, per poi colpirti quando non te l'aspetti con pezzi del genere:

    La letteratura, come il vero viaggio d'avventura, deve essere un incontro con l'altro da cui non si esce indenni. [...] Non può essere una fuga: fuggire significa comunque approdare da qualche parte, dove bisogna anche cercare di vivere. [...] E ancora deve essere ribelle piuttosto che servile, sradicata piuttosto che integrata, insubordinata piuttosto che obbediente, blasfema piuttosto che encomiastica, nomade piuttosto che sedentaria, eccezionale piuttosto che tristemente normale, scoperta piuttosto che conferma, universale piuttosto che tribale, meticcia piuttosto che monocroma, anticonformista piuttosto che convenzionale, sacrilega piuttosto che sacralizzante. [...] Coi tempi che corrono, è bene ricordarsi che la buona letteratura offre solo insicurezza, ma un'insicurezza salutare. [...] La letteratura è generosa o non esiste. Certo, è pretendere molto. Ma è solo a questo prezzo che mantiene un senso, per chi legge come per chi scrive. Come essere umani? Come restare umani? Come evitare di diventare inumani? Ecco le sole vere domande della letteratura.

    Sì, lo consiglio.

    ha scritto il 

  • 3

    Non lasciatevi incantare, questa è un'autobiografia

    Quando si dice: il libro giusto al momento giusto. Bisogno di libertà è un inno all'indipendenza e al potere dell'autodeterminazione, da parte di un uomo che ha eletto la sua vita a dimostrazione del concetto di libertà. Le scelte che Larsson fa sono decisamente fuori del comune e, per cer ...continua

    Quando si dice: il libro giusto al momento giusto. Bisogno di libertà è un inno all'indipendenza e al potere dell'autodeterminazione, da parte di un uomo che ha eletto la sua vita a dimostrazione del concetto di libertà. Le scelte che Larsson fa sono decisamente fuori del comune e, per certi aspetti, incomprensibili da parte di chi ama la tranquillità ed evita gli imprevisti: renitente alla leva, incapace di accettare un destino fatto di obblighi e orari fissi, continua a cambiare città e rifiuta la sicurezza del posto fisso per abbracciare il mare, il caso, l'insolito. Fin da ragazzo rifiuta il conformismo e manifesta un atteggiamento di panico nei momenti in cui si trova invischiato nella massa indistinta. La sua vita diventa pertanto uno strumento di libertà, che vuole condividere con i suoi lettori. Ero inizialmente scettica nell'approcciare questo libro: non amo i testi "filosofeggianti" che hanno l'ambizione di insegnare a vivere, e la libertà è un tema controverso, che non mi sento in grado di affrontare alla leggera. Tuttavia, lo stile dell'autore e la sua capacità di rendere concetti complessi in maniera semplice e chiara mi hanno subito appassionata, al punto che ricordo ancora ogni singolo passaggio di questo libro. Non posso, però, dirmi del tutto soddisfatta: l'intento autobiografico secondo me traspare prepotente, così come l'implicita volontà di giudicare il comportamento altrui e di smontare gli alibi che, secondo Larsson, ci imbrigliano nei legami e nei doveri della nostra esistenza quotidiana. Forse una maggiore umiltà e una più generosa accettazione delle ragioni individuali avrebbero reso Bisogno di libertà meno odioso e più universale, davvero alla portata di tutti.

    La mia recensione completa su http://librisucculenti.blogspot.it/2013/02/bisogno-di-liberta-anno-ii-lettura-9.html

    ha scritto il 

  • 3

    ...e 1/2
    Un piccolo trattato sulla libertà, piuttosto autoreferenziale nella prima parte dove si è guidati da lezioni da trarre da personali esempi, decisamente più entusiasmante nel finale dove la riflessione sul concetto di libertà è condotta con riferimento a teorie scientifiche e categorie di ...continua

    ...e 1/2 Un piccolo trattato sulla libertà, piuttosto autoreferenziale nella prima parte dove si è guidati da lezioni da trarre da personali esempi, decisamente più entusiasmante nel finale dove la riflessione sul concetto di libertà è condotta con riferimento a teorie scientifiche e categorie di pensiero. Di particolare pregio le meditazioni conclusive.

    ha scritto il 

  • 4

    «È proprio della letteratura, poesia compresa, liberarci della realtà specifica per ritrovarla migliore, veritiera o diversa. La letteratura esiste per svolgere una funzione di cui le altre forme d’arte e di scrittura non sono capaci, vale a dire proporre altri modi di vita, altre possibilità di ...continua

    «È proprio della letteratura, poesia compresa, liberarci della realtà specifica per ritrovarla migliore, veritiera o diversa. La letteratura esiste per svolgere una funzione di cui le altre forme d’arte e di scrittura non sono capaci, vale a dire proporre altri modi di vita, altre possibilità di pensiero, altre maniere di impiegare il linguaggio, al fine di comunicare e capirsi meglio. Esiste perché abbiamo bisogni di sapere che le cose, compresa la lingua, possono essere diverse da come sono. La sua forza non è né dare lezioni né essere un documento veritiero, ma risiede in quell’appello alla libertà del lettore di cui parlava Sartre. O come ben diceva, con la sua arte della formula: “Non si scrive per gli schiavi».

    Il capitolo su letteratura e libertà, da cui è tratto il precedente brano, è il più bello, certamente il più meditato e convincente. Per il resto il libro si snoda fra le esperienze dell’autore presentate come testimonianze del bisogno di libertà che è stato la costante della sua vita in misura, a quanto pare, superiore alla media e che lo ha portato a fare quasi sempre scelte controcorrente. Almeno fino alla soglia dei quarant’anni o poco oltre, perché poi sembra aver rinunciato a parte di quella libertà in nome degli affetti, la compagna e la figlia in particolare. La morale sembra essere “fai il contrario di quello che fanno gli altri e farai quasi sempre bene” e “la libertà ha un costo, ma non così alto”, a patto di essere disposti a lavorare sodo per tener fede alle proprie scelte e forse anche di vivere in una società come quella svedese che, per ammissione dell’autore, lascia a ciascuno ampio spazio per esprimere la propria individualità, a partire dalla struttura familiare.

    Nonostante questo modello di libertà alla Larsson, così come viene raccontato, sembrerebbe andar bene per pochi, la lettura ti lascia una gran voglia di metterlo alla prova o magari di adattarlo alla tue personali circostanze.

    ha scritto il 

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