Black Album

By

Publisher: Faber & Faber Ltd

3.7
(281)

Language: English | Number of Pages: 276 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Slovenian

Isbn-10: 0571203922 | Isbn-13: 9780571203925 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Audio Cassette , eBook

Category: Fiction & Literature , Political , Social Science

Do you like Black Album ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Set in London in 1989, the year of the fatwah and the fall of the Berlin Wall, this is a thriller with a background of raves, ecstasy, religious ferment and sexual passion. By the author of "The Buddha of Suburbia" and "Sammy and Rosie Get Laid".
Sorting by
  • 4

    Giusto un mese fa mi sono fratturato un piede. La maggior parte dei miei conoscenti, facendomi gli auguri di pronta guarigione, mi ricordavano che la nuova immobilità casalinga alla quale sarei stato ...continue

    Giusto un mese fa mi sono fratturato un piede. La maggior parte dei miei conoscenti, facendomi gli auguri di pronta guarigione, mi ricordavano che la nuova immobilità casalinga alla quale sarei stato costretto giocoforza, mi avrebbe dato tutto il tempo per leggere chissà quanti libri. Ma come avviene talvolta ai pronostici più scontati, tutto ciò non è avvenuto. Per la gran parte del lungo e tediosissimo tempo che sono stato bloccato in casa, non ho praticamente letto niente, almeno fino a qualche giorno fa quando mi è arrivato dalla biblioteca questo §The Black Album§ di H. Kureishi che ho divorato in 4 giorni.
    Scritto nel 1995, ambientato nel 1989, questo romanzo sembra raccontarci l'Oggi.
    Narra infatti le vicende di Shahid un giovane pakistano che studia a Londra senza particolare successo e con in testa la confusione tipica dei vent'anni, quando il mondo ti si para davanti complesso e troppo pieno di possibilità inesplorate. Fin da subito il giovane Shahid, solo nella metropoli – a parte un fratello con una personalità troppo esuberante e dominante per essergli veramente di aiuto – si trova in mezzo a due realtà contrapposte e in conflitto che lo esortano a schierarsi. Shahid infatti inizia a frequentare un gruppetto di connazionali che si sono radicalizzati all'islam e lo fanno sentire parte di una comunità che riscopre le proprie tradizioni, che contrappone all'annientamento nella “corrotta” società edonistica, atea, immorale inglese, il culto dell'abbandono e dell'ubbidienza a Dio, ma anche la voglia di rivalsa nei confronti di una politica che li ha messi ai margini, umiliandoli e ghettizzandoli. Ma contemporaneamente il giovane pakistano prenderà ad uscire anche con la disinibita professoressa, Deedee Osgood, che assume assieme a lui ecstasy, ballando fino all'alba trascinati dal morbido e splendido calore sensuale della chimica e soprattutto gli fa scoprire il vero sesso, quello giocoso e privo di stupide inibizioni. Due mondi in forte contrasto: quello dei fondamentalisti fatto di moschee, citazioni dal libro sacro, proibizioni, veli, repressioni delle pulsioni sessuali e l'altro, fatto di rave londinesi di periferia, feste nelle quali ritrovarsi abbracciati a sconosciuti, ma anche cene romantiche assieme alla professoressa consumando vino e marijuana. Cosa preferirà Shahid, l'appartenenza e le tradizioni o il nuovo, l'eccitante inesplorato mondo della “sporca” società capitalistica?
    Ora, chi vi scrive se a vent'anni fosse stato posto di fronte al dilemma di scegliere fra Droghe&Sesso da una parte e Tradizione&Rinuncia per una Rinascita dall'altra, ad optare per la prima ci avrebbe messo molto meno che un velocista ad uscire dai blocchi, ma già il fatto che Kureishi ti faccia immedesimare in Shahid e spingerti a “scegliere” al posto suo, rappresenta una vittoria per lo scrittore. Perché la vicenda ti rapisce fin da subito e ti fa sentire in mezzo a questi due mondi contrapposti nel quale il protagonista si dibatte. Una manciata di personaggi, tutti più o meno delineati con un certo garbo, una serie di posizioni filosofiche, intellettuali, sociali espresse quasi sempre attraverso il dialogo, il confronto fra i personaggi, una vicenda che si dipana in un percorso temporale limitato, un ritmo sempre piuttosto alto, sono tutti ingredienti di questo romanzo che si legge con piacere. Forse non siamo al cospetto di un libro importante o perfettamente riuscito, né, persino, troppo originale, ma per quanto mi riguarda Kureishi fa centro, senza alcun tentennamento.

    said on 

  • 3

    Gli opposti estremismi

    “L’evoluzione sentimentale” di Shahid, studente pakistano benestante nella Londra del 1989, anno della caduta del muro di Berlino e della condanna a morte di Salman Rushdie.
    Le periferie multietniche, ...continue

    “L’evoluzione sentimentale” di Shahid, studente pakistano benestante nella Londra del 1989, anno della caduta del muro di Berlino e della condanna a morte di Salman Rushdie.
    Le periferie multietniche, fra sporcizia degrado e disperazione. La notte, i locali più trendy, la musica più trendy.
    Shahid si dovrà districare fra due opposti estremismi: le esperienze di piacere hard boiled fra sesso droghe e alcol della professoressa Deedee Osgood, ex femminista progressista che rappresenta il pensiero libero occidentale e la libertà di godere di tutto ciò che la vita offre - anche se in modo un po’ disperato, alla rave party, alla sballiamoci fino a cadere in terra senza sensi. E gli amici fondamentalisti islamici che tentano di trascinarlo nel seno pericolosamente caldo dell’identità di origine e religione, ammaliandolo con l’idea che affidarsi all’ordine precostituito di Dio sia l’unico modo di essere felici e di riscattarsi da un mondo di ingiustizie e soprusi. Lasciarsi andare fiduciosi a un Dio che governa ogni norma di comportamento, che ti libera dai travagli terreni, un Dio che indica il cammino, che promette e rassicura. Il Dio monoteista della verità assoluta e del tutto il resto è da combattere con ogni mezzo.

    E intanto che ci siamo, iniziamo dai libri, bruciamoli tutti quei libri blasfemi! E poi distruggiamo case, picchiamo, uccidiamo. Creiamo armate di combattenti, creiamo l’ISIS.

    L’attualità di questo libro un po’ datato sta proprio qui, nei meccanismi di reclutamento che oggi non devono essere tanto diversi da quelli descritti.
    Il voto giusto sarebbe tre e mezzo.

    said on 

  • 3

    La vita di un giovane, le prove, le scelte. Se poi la scelta e tra l'abbraccio dell'integralismo islamico e il capitalismo occidentale da spunti per capire una realtà complessa che ad oggi non vede s ...continue

    La vita di un giovane, le prove, le scelte. Se poi la scelta e tra l'abbraccio dell'integralismo islamico e il capitalismo occidentale da spunti per capire una realtà complessa che ad oggi non vede segni di riappacificazione. Quindi il rifugio nell'individualismo anche se a due.

    said on 

  • 0

    Tra gli scrittori della diaspora indiana, probabilmente Kureishi è quello più “sex, drugs e rock’n’roll”, triade che in questo romanzo – quelli bravi lo definirebbero di formazione – troviamo rapprese ...continue

    Tra gli scrittori della diaspora indiana, probabilmente Kureishi è quello più “sex, drugs e rock’n’roll”, triade che in questo romanzo – quelli bravi lo definirebbero di formazione – troviamo rappresentata quasi paradigmaticamente. Ma nel libro c’è, soprattutto, tanta altra roba, e anche dannatamente attuale. E c’è un ritmo narrativo pressante, che ti martella le tempie e lo stomaco ma ti impedisce di respirare e di abbandonare la lettura.
    Vino in abbinamento. Ci sono vini che si fanno aspettare ed escono alla distanza, altri che impressionano immediatamente ma si dimenticano dopi il primo sorso. Altri invece, come il romanzo di Kureishi, non mollano e continuano a regalare sensazioni ed emozioni forti. Per fortuna la scelta è abbastanza ampia, anche senza scomodare i soliti noti. Un nome? Il Galea dell’azienda I Clivi.

    said on 

  • 4

    Interessante, multietnico, esplicito, londinese anni '80

    Fatemi metabolizzare il finale e poi vi racconto un paio di cosucce qui:
    http://twilightfandom.wordpress.com

    said on 

  • 3

    An intertext of Rushdie's densely postmodern and multicultural novel The Satanic Verses. A contemplation on faith, fundamentalism and liberalism crystallised in the identity crises of Shahid and his s ...continue

    An intertext of Rushdie's densely postmodern and multicultural novel The Satanic Verses. A contemplation on faith, fundamentalism and liberalism crystallised in the identity crises of Shahid and his secret love affair with Deedee. The political pretensions of the novel makes the characterisation look contrived, more nuances can be added to the binary oppositional setting. That said, same as Kureishi's other novels, this book offers very good and truthful dialogues

    said on 

  • 4

    Immigrato pakistano di seconda generazione, Shahid è alla ricerca della sua identità. Attratto dalle idee progressiste della nuova Londra si sposta dai sobborghi nel centro della capitale inglese dove ...continue

    Immigrato pakistano di seconda generazione, Shahid è alla ricerca della sua identità. Attratto dalle idee progressiste della nuova Londra si sposta dai sobborghi nel centro della capitale inglese dove 3 guide lo accompagnano alla ricerca del sè. Dedee, la professoressa indipendente, libera, moderna e disinibita, Il fratello Chili completamente dimentico delle sue origini, votato ai piaceri dell'Occidente. Riaz, fondamentalista islamico convinto, votato alla lotta contro l'Occidente.
    Tra la ricerca del piacere sessuale letterario musicale e culturale e la ricerca di appartenenza a qualcosa che sente essere dentro di lui si colloca la storia di Shahid, negli anni della Tatcher, della crisi economica e del ritrovato imperialismo inglese che si ripercuote nel razzismo xenofobo. Dovrà scegliere da che parte andare per ritrovarsi e l'episodio della condanna di Rashdi forse riuscirà a chiarirgli le idee.
    Musica, letteratura, religione, appartenenza e identità sono i temi ripercorsi sulla descrizione di una Londra di fine anni 80, con uno stile fluido e accattivante.

    said on 

  • 4

    Avevo letto tanti anni fa "Il budda delle periferie", di Kureishi e debbo dire che serbo ancora oggi un ottimo ricordo, anzi mi sono da tempo ripromesso di rileggerlo per vedere che effetto mi fa oggi ...continue

    Avevo letto tanti anni fa "Il budda delle periferie", di Kureishi e debbo dire che serbo ancora oggi un ottimo ricordo, anzi mi sono da tempo ripromesso di rileggerlo per vedere che effetto mi fa oggi la descrizione che l'autore tracciava delle comunità islamiche(Kureishi è di padre pakistano). Anche questo titolo tratta di storie ambientate a Londra e fa un quadro interessante relativamente al vivere quotidiano nella metropoli multiculturale, vista dagli occhi di cerca nell'integrazione una speranza di riscatto sociale. Kureishi a mio parere era molto avanti nell'analisi di tale processo di integrazione, anticipando un tema che poi è tornato tragicamente d'attualità in occasione degli attentati che hanno funestato Londra nel 2005.
    A mio parere è una lettura molto godibile.Il titolo del romanzo si ispira ad un famoso disco "fantasma" di Prince, annunciato in uscita alla fine degli anni '80 e pubblicato in realtà molti anni dopo.
    Si insomma, qui si parla anche di musica e non ci si annoia di certo.

    said on 

  • 3

    Se ne stava nella libreria da un mucchio di tempo – il prezzo è ancora in lire – ed un motivo ci doveva essere. E difatti la scintilla non è scattata: il romanzo di formazione di Shahid, un giovane pa ...continue

    Se ne stava nella libreria da un mucchio di tempo – il prezzo è ancora in lire – ed un motivo ci doveva essere. E difatti la scintilla non è scattata: il romanzo di formazione di Shahid, un giovane pakistano inurbato a Londra, sconta piani narrativi che si sovrappongono senza amalgamarsi e alcuni snodi narrativi fastidiosamente legnosi. La parte più interessante è quella che descrive la comunità di giovani estremisti islamici: una realtà che abbiamo imparato a conoscere, ma che quando il libro uscì, nella prima metà degli anni novanta, non era così di dominio pubblico. Un po’ stucchevole invece l’iniziazione sessuale e superficiale la descrizione del lato selvaggio della strada, dove il protagonista viaggia miracolosamente indenne all’ombra del caricaturale fratello. Anche il finale lascia un po’ di amaro in bocca, facendo incontrare le varie esperienze di Shahid e concludendole in maniera frettolosa: non si capisce neppure quanto si sia veramente ‘formato’ lo stesso protagonista, quanto abbia capito cosa vuol fare della sua vita. Così il libro resta in altalena - sempre ben scritto, è a volte interessante e divertente, come in tutto l’episodio della melanzana, ed altre noioso e banale – ed una volta girata l’ultima pagina il lettore si ritrova contento di potersi dedicare ad altro.

    said on