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Black Boy

By Richard T. Wright

(8)

| Paperback | 9782070369652

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Book Description

With an introduction by Jerry W. Ward, Jr.

Black Boy is a classic of American autobiography, a subtly crafted narrative of Richard Wright's journey from innocence to experience in the Jim Crow South. An enduring story of one young man's co Continue

With an introduction by Jerry W. Ward, Jr.

Black Boy is a classic of American autobiography, a subtly crafted narrative of Richard Wright's journey from innocence to experience in the Jim Crow South. An enduring story of one young man's coming off age during a particular time and place, Black Boy remains a seminal text in our history about what it means to be a man, black, and Southern in America.

"Superb...The Library of America has insured that most of Wright's major texts are now available as he wanted them to be tread...Most important of all is the opportunity we now have to hear a great American writer speak with his own voice about matters that still resonate at the center of our lives."
--Alfred Kazin, New York Time Book Review

"The publication of this new edition is not just an editorial innovation, it is a major event in American literary history."
--Andrew Delbanco, New Republic

69 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Mi mancherai, Richard

    Un libro scorrevole, profondo, ricco di spunti di riflessioni che spesse volte sono riusciti a toccarmi dentro come raramente è accaduto con altri testi, forse perché pareva parlassero della mia vita.
    Questa è la storia di un diverso, e non di ...(continue)

    Un libro scorrevole, profondo, ricco di spunti di riflessioni che spesse volte sono riusciti a toccarmi dentro come raramente è accaduto con altri testi, forse perché pareva parlassero della mia vita.
    Questa è la storia di un diverso, e non di certo per il colore della sua pelle. In un contesto stagnante e degradante come quello vissuto dal nostro protagonista, intriso di razzismo, povertà e violenza, chiunque avrebbe ceduto. Chiunque. Ma non lui. La sua spiccata intelligenza, sensibilità, il suo sguardo sempre lucido ed oggettivo sul mondo gli hanno concesso di salvarsi, se non dalla fame, dal quel conformismo e quella mentalità tipici della sua comunità, atteggiamenti chiaramente conseguenti al modo in cui dalla comunità bianca veniva trattata. Se è vero che la cosiddetta "razza pura" ha generato e diffuso il terrore tra "i negri", questi, a loro volta, hanno chinato il capo, lasciandosi plasmare da questo odio immotivato che li ha portati ad incattivirsi, a cancellare in loro ogni traccia di umano, a vivere pensando solo ed esclusivamente a sopravvivere. E questo Richard lo sa sin dai primi anni della sua vita, e lo sa perché nonostante il suo ambiente abbia notevolmente influenzato gran parte del suo essere, la sua forza d'animo e la SPERANZA di credere che la vita vera sia un libro ancora da scrivere e che non si limiti ai confini della squallida Jackson, non gli permetteranno mai di spegnersi, di omologarsi a quella comunità, alla sua comunità così apparentemente vicina, ma così profondamente lontana.
    Richard è una fiaccola che non si spegne mai. Non si è spenta quando la sua famiglia ha tentato più volte, e con metodi spesse volte poco ortodossi, di plasmarlo e di conformarlo ai canoni a cui ogni buon 'negro' dovrebbe aderire; e non si è spenta neppure in età adulta, quando entrando in contatto diretto coi bianchi, ha sperimentato sulla propria pelle cosa significhi sentirsi disumanizzati, annientati, privati di ciò che ci rende nel profondo realmente uomini: la nostra dignità.
    Richard sopravvive, e ci riesce grazie alla cultura, ai libri, che se da bambino gli hanno concesso di evadere in mondi lontani, una volta adulto gli donano finalmente la consapevolezza di comprendere quanto poco si conoscesse e conoscesse il mondo in cui è sempre vissuto e di cui credeva di conoscere le principali dinamiche. La consapevolezza lo rende libero. La consapevolezza che bianchi e neri volevano non acquisisse mai, lo rende pienamente padrone della sua esistenza.
    Sarà dura dirti addio, Richard! Grazie per avermi reso partecipe della tua toccante storia. Grazie per aver aperto il tuo cuore ad un semplice estraneo che porterà sempre vivo dentro di sé il ricordo della tua vita!

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    enzo said on Oct 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Richard è un bambino di 4 anni, di colore, nato a Natchez, Mississippi, nei primi anni del Novecento. Il suo primo scontro con il mondo è dettato dal silenzio; così, quando sua madre gli intima di star zitto per via della nonna malata, Richard cerca ...(continue)

    Richard è un bambino di 4 anni, di colore, nato a Natchez, Mississippi, nei primi anni del Novecento. Il suo primo scontro con il mondo è dettato dal silenzio; così, quando sua madre gli intima di star zitto per via della nonna malata, Richard cerca un modo per dar adito alla sua energia di bambino, dando accidentalmente fuoco alla casa in cui vive. Un inizio violento che presagisce una costante della sua vita: la ribellione al silenzio, in tutte le sue forme.
    Scritto nel 1945, Ragazzo negro è il romanzo autobiografico di Richard Wright, in cui il percorso dall’infanzia alla giovinezza sembra essere perennemente scandito dagli echi del silenzio, della fame e della violenza.

    Qui, la mia recensione completa:
    http://ildilemmadelporcospino.wordpress.com/2014/09/03/…

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    Miss P. said on Sep 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    uno sguardo approfondito sul Sud degli Stati Uniti

    all'inizio del secolo scorso. Fa riflettere (molto) e lascia perplessi (molto). Rivelante, coinvolgente, letto d'un fiato!

    P.S. mi è molto piacuta all'inizio del libro la serie di "vi fu..." che raccontano la fanciullezza di Richard ;-)

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    Atramir said on Aug 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mah... Io non so se sono una voce fuori dal coro, ma questo supposto classico a me non è che sia piaciuto tanto...
    L'autore racconta poco più di dieci anni della sua vita, quelli dell'infanzia e della prima adolescenza, nel girare di città in città ...(continue)

    Mah... Io non so se sono una voce fuori dal coro, ma questo supposto classico a me non è che sia piaciuto tanto...
    L'autore racconta poco più di dieci anni della sua vita, quelli dell'infanzia e della prima adolescenza, nel girare di città in città e di casa in casa dopo l'abbandono del padre. In tutto questo, la presa di coscienza del suo essere nero in un paese dove vige la legge del bianco e la forza della cultura e della letteratura, come mezzo di riscatto, insieme alla volontà di non annullarsi mai nella propria personalità, nonostante i notevoli rischi del vivere in alcune zone degli Stati Uniti del sud negli anno 10-20 del '900.
    Ma la noia... i concetti detti e stradetti... lo stile così obsoleto! Ho letto da poco "Il buio oltre la siepe", in cui è affrontato lo stesso tema della segregazione razziale, ma con quale poesia, con quale forza e allo stesso tempo con quanta delicatezza! Un romanzo che, rispetto a questo di Wright, sembra scritto oggi. Povero Wright... Avrà forse pagato lo scotto di essermi venuto in lettura dopo Atticus Finch e Boo Radley, che non mi si tolgono di mente.

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    claudia said on Apr 29, 2014 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Continua la mia nuova Rubrica mensile “Un classico al mese” e per il mese di febbraio ho scelto di leggere “Ragazzo negro”. L’imput mi è arrivato tramite consiglio da un’amica che frequenta la pagina facebook che spesso cito “Un buon libro, un ottimo ...(continue)

    Continua la mia nuova Rubrica mensile “Un classico al mese” e per il mese di febbraio ho scelto di leggere “Ragazzo negro”. L’imput mi è arrivato tramite consiglio da un’amica che frequenta la pagina facebook che spesso cito “Un buon libro, un ottimo amico” e quando mi sono ritrovata in una libreria di Torino ho soppesato l’acquisto del volume. Ho attentamente letto la quarta di copertina, ammirato l’immagine del bambino nero che si affaccia dal bus ridendo e che troneggia in copertina di questa nuova edizione Einaudi. L’ho preso in mano, posato, fatto un altro giro, ripreso, e comprato. Che posso dire se non un banale “è uno dei romanzi più belli che io abbia mai letto”? Sì, è banale, ma è vero.
    Richard è un ragazzino sveglio di tre anni che vive nel Sud degli Stati Uniti, assieme alla sua famiglia, la sua vita scorre tra le marachelle e le lezioni di sua mamma che gli insegna poco per volta le lettere dell’alfabeto. Fin qui sembrerebbe un’esistenza del tutto comune a tanti, tranne che per un piccolo dettaglio: Richard è nero, e nei Sud i bianchi vedono di malocchio i neri, anzi li trattano come schiavi e hanno una serie di leggi – le Leggi Crow – che per i neri prevedono moltissime restrizioni. La schiavitù è ufficialmente stata abolita dopo la fine della Guerra di Secessione, ma al Sud l’odio razziale è ancora forte e violento.

    La vita di Richard prende una piega drammatica quando il padre abbandona la famiglia per un’altra donna e la madre di Richard deve lavorare moltissime ore al giorno per portare a casa i soldi per sfamare Richard e suo fratello.

    I due finiscono in un orfanotrofio, ma anche qui fanno la fame e Richard tenta la fuga. L’infanzia di Richard trascorre tra lavoretti umili per i bianchi per guadagnare qualche dollaro, le lezioni alla scuola pubblica per ragazzi neri, la malattia della madre e molti trasferimenti in diverse città del Sud. Infine, proprio a causa della malattia della madre, i fratelli vengono divisi e Richard finisce tra le grinfie di sua nonna, una donna estremamente religiosa ma molto violenta.

    Richard ha però qualcosa di grande nel proprio cuore: la speranza che la condizione dei neri prima o poi cambi e non si piegherà mai alla pietà dei bianchi nè alle loro ingiurie. Piuttosto resta senza cibo, ma non accetta le elemosine dei bianchi, lui i soldi li vuole guadagnare. E’ vero, qualche volta commetterà qualche piccolo crimine e lo farà per mettere da parte i soldi per sfuggire dalla nonna violenta.

    Richard termina le scuole e trova un lavoro che gli permette di mettere dei soldi da parte per scappare da Jackson a Memphis. A Memphis immagina di avere più possibilità e viene assunto in una fabbrica dove si producono gli occhiali. Il suo vero sogno però è un altro: diventare scrittore e andare al Nord, a Chicago, dove non ci sono leggi razziali e dove i neri stanno un po’ meglio che al Sud. Finalmente a Memphis incontra un irlandese che gli permette di usare la sua tessera della biblioteca e Richard si avvicina alla letteratura con insaziabile avidità. Scopre un mondo che non si immaginava e legge romanzi anziché dormire.

    Ed è attraverso i libri che Richard scopre la speranza di poter essere diverso, la speranza di poter diventare quello che vuole lui, un uomo fatto con le proprie mani non fatto come dicono o vogliono gli altri. Andando via dal Sud, quel Sud che suo malgrado l’ha cresciuto, Richard è colmo di speranze verso il futuro ed è grazie alla conoscenza che potrà diventare un uomo migliore e uno scrittore come sogna da tempo.

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    Claudia (Il giro del mondo attraverso i libri) said on Feb 4, 2014 | 2 feedbacks

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    Si tratta di uno splendido, avvincente e doloroso romanzo autobiografico scritto, alla fine degli anni Trenta, da Richard Wright, un autore statunitense che ha fatto delle proprie opere un inno in prosa, impietoso ma realistico, a favore della libert ...(continue)

    Si tratta di uno splendido, avvincente e doloroso romanzo autobiografico scritto, alla fine degli anni Trenta, da Richard Wright, un autore statunitense che ha fatto delle proprie opere un inno in prosa, impietoso ma realistico, a favore della libertà dei negri. Richard racconta gli anni della propria difficile e durissima infanzia, resa ancor più ardua dalla morte del padre, evento che costringerà la famiglia, soprattutto la madre, ad escogitare vari espedienti per sopravvivere. Lentamente egli si rende conto e prende consapevolezza delle disumane condizioni di vita e dello sfruttamento a cui sono sottoposti lui ed i suoi simili, grazie anche alla segreta lettura di libri banditi a tutti coloro che hanno il suo colore della pelle. Fino a quando non riesce a partire per il Nord, dove le condizioni di vita dei negri sono più dignitose, coltivando la malcelata speranza che, un giorno, anche il Sud potrà diventare patria di giustizia e di libertà.

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    Salvatore Palma said on Feb 3, 2014 | Add your feedback

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