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Black Dogs

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Publisher: Anchor Books

3.7
(1324)

Language:English | Number of Pages: 176 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Latvian

Isbn-10: 0385494327 | Isbn-13: 9780385494328 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , eBook , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
Set in late 1980s Europe at the time of the fall of the Berlin Wall, Black Dogs is the intimate story of the crumbling of a marriage, as witnessed by an outsider. Jeremy is the son-in-law of Bernard and June Tremaine, whose union and estrangement began almost simultaneously. Seeking to comprehend how their deep love could be defeated by ideological differences Bernard and June cannot reconcile, Jeremy undertakes writing June's memoirs, only to be led back again and again to one terrifying encouner forty years earlier--a moment that, for June, was as devastating and irreversible in its consequences as the changes sweeping Europe in Jeremy's own time. In a finely crafted, compelling examination of evil and grace, Ian McEwan weaves the sinister reality of civiliation's darkest moods--its black dogs--with the tensions that both create love and destroy it.
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  • 4

    mcewan deve avere qualcosa con i neosposi. non gli vanno giù, si direbbe. i cani neri saranno probabilmente pregni di simbolismi, ma nel complesso non mi pare che il tutto regga il confronto con bambi ...continue

    mcewan deve avere qualcosa con i neosposi. non gli vanno giù, si direbbe. i cani neri saranno probabilmente pregni di simbolismi, ma nel complesso non mi pare che il tutto regga il confronto con bambini nel tempo.

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  • 3

    Two opposite worlds

    A strange book as to say a book that is very difficult to set in a specific category: psychological, relational, historical, political... all of that but not only. I came to read this book after readi ...continue

    A strange book as to say a book that is very difficult to set in a specific category: psychological, relational, historical, political... all of that but not only. I came to read this book after reading the book of Susanna Basso about translation. She translated this novel into Italian. At the center of the plot there are the two main characters, June and Bernard, a married couple that after WWII join the Communist Party full of ideals for a better and more equal world. Their gender Jeremy, the narrating voice of the novel, tries to collect their memories and finds out how different each of them remembers the same events. On their honeymoon in France June lives a strange experience that leads her to change her vision of life completely and she turns to mysticism, whereas Bernard, a scientist, keeps on seeing the world through more realistic eyes. June isn’t able to accept her husband’s way of perceiving reality and decides to live in France while Bernard goes back to England. They live separate lives but until the death of June they remain attached.

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  • 5

    Il male è dentro di noi

    L'apparizione dei cani neri può essere reale o immaginaria, ma è la personificazione del male che è dentro tutti noi e che dobbiamo tenere a bada. Bello e scritto magnificamente

    said on 

  • 5

    Per me, il secondo tempo di Lettera a Berlino. Anche questa volta sdraiato sul letto, allora per riposare prima della maratona, oggi per il dolore alla schiena. All'indomani della caduta del Muro, ecc ...continue

    Per me, il secondo tempo di Lettera a Berlino. Anche questa volta sdraiato sul letto, allora per riposare prima della maratona, oggi per il dolore alla schiena. All'indomani della caduta del Muro, ecco il riaffacciarsi del Male, o del fare i conti con il Male che l'agonismo della guerra aveva soltanto sopito. Gli schieramenti allora forzosi, il razionale e lo spirituale, il politico e il teologico, sintetizzati nei personaggi di Bernard e June, tornano ad allontanarsi, ad aprire i ranghi ad allentare le file e lì, prima lentamente poi con più decisione, ecco avanzare senza ostacoli, scivolare quasi, i Cani Neri, il nuovo Male che si espande sull'Europa. Perché torna? Perché alberga in noi, nella nostra profondità.

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  • 3

    Mai come questa volta mi è difficile scrivere una recensione. Il libro è una metafora, altrimenti risulterebbe sciatto e privo di interesse. Bella la scelta stilistica di far raccontare la storia di u ...continue

    Mai come questa volta mi è difficile scrivere una recensione. Il libro è una metafora, altrimenti risulterebbe sciatto e privo di interesse. Bella la scelta stilistica di far raccontare la storia di una coppia con gli occhi di un narrante protagonista. I due personaggi vengono raccontati in due momenti diversi e alla fine il lettore trae le proprie conclusioni. La metafora è politica, altamente politica e questo (al netto dei giudizi storici) abbassa ulteriormente il mio voto.
    Preferisco quel tipo di narrativa che ti comunica le idee dell'autore senza spiattellarle chiaramente o, tantomeno, proporle sotto forma di metafora. Ad altri è piaciuto, qualcuno lo considera un capolavoro. Per me è così così.

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  • 3

    Un libro di cui si può fare a meno. La cosa veramente interessante di questo libro è che lo stile è così fluido e scorrevole che alla fine sembra, tutto il romanzo, una parte della biografia dello scr ...continue

    Un libro di cui si può fare a meno. La cosa veramente interessante di questo libro è che lo stile è così fluido e scorrevole che alla fine sembra, tutto il romanzo, una parte della biografia dello scrittore. Non è vero niente. Come si evince dall'appendice i fatti, seppure non del tutto inventati, sono molto meno veri di quanto sembri. La parte più bella del libro (per la mia sensibilità) è quella della vita da orfano, in tenera età, dell'autore che, tra l'altro, un bellissimo prologo introduce, rendendolo ancora più veritiero. Alla fine la finzione ha preso il colore della menzogna, e questo, credo, dipenda dal fatto che di "letteratura" non ve ne sia molta. Le cose sono narrate in modo asciutto e raramente appassionato, le azioni sono banali e non prendono la dimensione dell'allegoria letteraria, proprio per questo, la prima persona singolare sembra imporsi come una "confessione" sulla propria vita. La devozione per i suoceri nasce infatti dal fatto che l'io narrante è stato orfano e quindi la rende il vero soggetto di questo romanzo. Il fatto che tutto sia stato inventato di sana pianta, beh, non fa una grande impressione, toglie solo l'unica cosa che di interessante sembrava avesse, il romanzo.

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  • 3

    Premetto che questo libro non mi ha esaltato granchè. E' un discreto libello di 150 pagine circa che si legge molto velocemente, scritto con uno stile molto fluido nonostante non sia un'opera molto na ...continue

    Premetto che questo libro non mi ha esaltato granchè. E' un discreto libello di 150 pagine circa che si legge molto velocemente, scritto con uno stile molto fluido nonostante non sia un'opera molto nazionalpopolare. Il libro si divide sostanzialmente in due parti, la prima molto psicologica nella quale si dà uno spessore e una voce propria ai personaggi (pochi, grazie a Dio, apprezzo molto la semplicità), il secondo più descrittivo e, a mio modestissimo parere, più coinvolgente. Tutto il romanzo ruota sull'opposta visione della vita da parte di due anziani coniugi, il marito, comunista convinto, razionale e distaccato, la moglie profondamente legata al mondo spirituale e alle passioni. Questa contrapposizione nasce da un episodio giovanile vissuto dalla coppia e che vede come protagonisti anche due enormi cani neri che si pensa possano rappresentare il Maligno. Molto bella la seconda parte del romanzo in cui delle splendide descrizioni del paesaggio bucolico francese lo rendono scorrevole e godibilissimo. E certo io non sono un amante delle descrizioni! Da leggere, se non altro perchè si finisce in pochissimi giorni e si può prontamente passare oltre!

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  • 3

    Non è il mio genere e mcewan non è certo il mio autore preferito, ma riconosco che questo romanzo ha un certo fascino e non faccio fatica a credere che molti ne possano rimanere colpiti.

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  • 4

    Romanzo breve ma intenso scritto da Ian McEwan nel 1992.
    Orfano inconsolabile, aveva perso i suoi all’età di 8 anni, Jeremy trascorre l’adolescenza alla ricerca di genitori putativi spesso trovati nel ...continue

    Romanzo breve ma intenso scritto da Ian McEwan nel 1992.
    Orfano inconsolabile, aveva perso i suoi all’età di 8 anni, Jeremy trascorre l’adolescenza alla ricerca di genitori putativi spesso trovati nelle famiglie dei suoi amici.
    Attraverso spostamenti cronologici e geografici tra Inghilterra, Francia e Germania, dagli anni 40 agli anni 90, Jeremy si farà portavoce della storia dei suoceri, con i quali ha stretto un forte legame di ascolto empatico. June e Bernard, i genitori di Jenny la donna che ha sposato, diventano così i personaggi principali del racconto che dalla sfera privata si sposta lentamente in quella dell’analisi storica e politica su un’Europa appena uscita dal disastro delle guerre e del nazismo, fino alle intuitive conseguenze sulla rottura di alcuni equilibri politici post bellici. Particolarmente significativo il viaggio a Berlino di Jeremy e Bernard effettuato proprio in occasione della caduta del muro.
    Così il racconto di alcune vite private diventa allegoria di un processo storico e generazionale. La stessa necessità di Jeremy di trovare un senso alla propria vita, attraverso le esistenze di una donna e un uomo che hanno vissuto a pieno il loro tempo, incarnando quella parte di umanità capace di riprendere in mano le redini di un secolo devastato guidandolo alla rinascita, rappresenta l’urgenza da parte di un’intera generazione di colmare quel vuoto di impegni civili e richiami spirituali di cui è affetta.
    Le personalità opposte di June e Bernard simbolizzano i due aspetti preponderanti dell’atteggiamento umano nei confronti della vita: la spiritualità di June e lo scetticismo di Bernard, il cambiamento individuale di June in nome di una rivoluzione interiore indispensabile a quella collettiva e l’ostinazione di Bernard sulle sue statiche posizioni mentali, se pur motivate da un profondo senso di giustizia. Eppure si erano incontrati ed amati follemente, anche se destinati a stare separati per sempre. Tutto ciò diventa spunto per Jeremy ad una riflessione superiore, distaccata, sulla quale si esime dall’esprimere giudizi proprio come se entrambi gli aspetti fossero esclusivamente da riconoscere in quanto esistenti e, nonostante l’apparente contrapposizione, sicuramente complementari.
    Inquietante quanto accattivante l’incontro di June con i cani neri. Entità allegoriche del male che aveva imperversato durante il nazismo e soprattutto allegoria di una forza malefica che campeggia costantemente all’interno della natura umana. Illuminanti le riflessioni che ne conseguono: i cani neri non dimorano mai da una parte sola. Essi vagano con la loro forza agghiacciante e vagamente sensuale alla ricerca di nuovi territori dell’anima disponibili ad essere conquistati, diventando così i manipolatori degli eventi storici determinando le sorti dell’umanità. Un’unica forza si oppone ai cani neri, indubbiamente, la forza dell’Amore, e questo June lo aveva senz’altro compreso.

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