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Black Dogs

By Ian McEwan

(46)

| Paperback | 9780385494328

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Book Description

Set in late 1980s Europe at the time of the fall of the Berlin Wall, Black Dogs is the intimate story of the crumbling of a marriage, as witnessed by an outsider. Jeremy is the son-in-law of Bernard and June Tremaine, whose union and estrangem Continue

Set in late 1980s Europe at the time of the fall of the Berlin Wall, Black Dogs is the intimate story of the crumbling of a marriage, as witnessed by an outsider. Jeremy is the son-in-law of Bernard and June Tremaine, whose union and estrangement began almost simultaneously. Seeking to comprehend how their deep love could be defeated by ideological differences Bernard and June cannot reconcile, Jeremy undertakes writing June's memoirs, only to be led back again and again to one terrifying encouner forty years earlier--a moment that, for June, was as devastating and irreversible in its consequences as the changes sweeping Europe in Jeremy's own time. In a finely crafted, compelling examination of evil and grace, Ian McEwan weaves the sinister reality of civiliation's darkest moods--its black dogs--with the tensions that both create love and destroy it.

122 Reviews

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    Per me, il secondo tempo di Lettera a Berlino. Anche questa volta sdraiato sul letto, allora per riposare prima della maratona, oggi per il dolore alla schiena. All'indomani della caduta del Muro, ecco il riaffacciarsi del Male, o del fare i conti co ...(continue)

    Per me, il secondo tempo di Lettera a Berlino. Anche questa volta sdraiato sul letto, allora per riposare prima della maratona, oggi per il dolore alla schiena. All'indomani della caduta del Muro, ecco il riaffacciarsi del Male, o del fare i conti con il Male che l'agonismo della guerra aveva soltanto sopito. Gli schieramenti allora forzosi, il razionale e lo spirituale, il politico e il teologico, sintetizzati nei personaggi di Bernard e June, tornano ad allontanarsi, ad aprire i ranghi ad allentare le file e lì, prima lentamente poi con più decisione, ecco avanzare senza ostacoli, scivolare quasi, i Cani Neri, il nuovo Male che si espande sull'Europa. Perché torna? Perché alberga in noi, nella nostra profondità.

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    dreistunden said on May 5, 2014 | Add your feedback

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    Mai come questa volta mi è difficile scrivere una recensione. Il libro è una metafora, altrimenti risulterebbe sciatto e privo di interesse. Bella la scelta stilistica di far raccontare la storia di una coppia con gli occhi di un narrante protagonist ...(continue)

    Mai come questa volta mi è difficile scrivere una recensione. Il libro è una metafora, altrimenti risulterebbe sciatto e privo di interesse. Bella la scelta stilistica di far raccontare la storia di una coppia con gli occhi di un narrante protagonista. I due personaggi vengono raccontati in due momenti diversi e alla fine il lettore trae le proprie conclusioni. La metafora è politica, altamente politica e questo (al netto dei giudizi storici) abbassa ulteriormente il mio voto.
    Preferisco quel tipo di narrativa che ti comunica le idee dell'autore senza spiattellarle chiaramente o, tantomeno, proporle sotto forma di metafora. Ad altri è piaciuto, qualcuno lo considera un capolavoro. Per me è così così.

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    Flavio Firmo said on Apr 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un libro di cui si può fare a meno. La cosa veramente interessante di questo libro è che lo stile è così fluido e scorrevole che alla fine sembra, tutto il romanzo, una parte della biografia dello scrittore. Non è vero niente. Come si evince dall'app ...(continue)

    Un libro di cui si può fare a meno. La cosa veramente interessante di questo libro è che lo stile è così fluido e scorrevole che alla fine sembra, tutto il romanzo, una parte della biografia dello scrittore. Non è vero niente. Come si evince dall'appendice i fatti, seppure non del tutto inventati, sono molto meno veri di quanto sembri. La parte più bella del libro (per la mia sensibilità) è quella della vita da orfano, in tenera età, dell'autore che, tra l'altro, un bellissimo prologo introduce, rendendolo ancora più veritiero. Alla fine la finzione ha preso il colore della menzogna, e questo, credo, dipenda dal fatto che di "letteratura" non ve ne sia molta. Le cose sono narrate in modo asciutto e raramente appassionato, le azioni sono banali e non prendono la dimensione dell'allegoria letteraria, proprio per questo, la prima persona singolare sembra imporsi come una "confessione" sulla propria vita. La devozione per i suoceri nasce infatti dal fatto che l'io narrante è stato orfano e quindi la rende il vero soggetto di questo romanzo. Il fatto che tutto sia stato inventato di sana pianta, beh, non fa una grande impressione, toglie solo l'unica cosa che di interessante sembrava avesse, il romanzo.

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    Acherontia Atropos said on Mar 18, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Premetto che questo libro non mi ha esaltato granchè. E' un discreto libello di 150 pagine circa che si legge molto velocemente, scritto con uno stile molto fluido nonostante non sia un'opera molto nazionalpopolare. Il libro si divide sostanzialmente ...(continue)

    Premetto che questo libro non mi ha esaltato granchè. E' un discreto libello di 150 pagine circa che si legge molto velocemente, scritto con uno stile molto fluido nonostante non sia un'opera molto nazionalpopolare. Il libro si divide sostanzialmente in due parti, la prima molto psicologica nella quale si dà uno spessore e una voce propria ai personaggi (pochi, grazie a Dio, apprezzo molto la semplicità), il secondo più descrittivo e, a mio modestissimo parere, più coinvolgente. Tutto il romanzo ruota sull'opposta visione della vita da parte di due anziani coniugi, il marito, comunista convinto, razionale e distaccato, la moglie profondamente legata al mondo spirituale e alle passioni. Questa contrapposizione nasce da un episodio giovanile vissuto dalla coppia e che vede come protagonisti anche due enormi cani neri che si pensa possano rappresentare il Maligno. Molto bella la seconda parte del romanzo in cui delle splendide descrizioni del paesaggio bucolico francese lo rendono scorrevole e godibilissimo. E certo io non sono un amante delle descrizioni! Da leggere, se non altro perchè si finisce in pochissimi giorni e si può prontamente passare oltre!

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    Dino Ballerini said on Mar 9, 2014 | Add your feedback

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    Non è il mio genere e mcewan non è certo il mio autore preferito, ma riconosco che questo romanzo ha un certo fascino e non faccio fatica a credere che molti ne possano rimanere colpiti.

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    Zuckerman said on Feb 9, 2014 | Add your feedback

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