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Black and Blue

By Ian Rankin

(14)

| Paperback | 9780752809489

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Book Description

Inspector John Rebus must disinter all four cases to nail just one killer. And do it while facing the glare of an internal inquiry led by a man he has just accused of taking backhanders from Glasgow's Mr Big, and with TV cameras at his back investig Continue

Inspector John Rebus must disinter all four cases to nail just one killer. And do it while facing the glare of an internal inquiry led by a man he has just accused of taking backhanders from Glasgow's Mr Big, and with TV cameras at his back investigating a miscarriage of justice. One mistake is likely to mean an unpleasant and not particularly speedy death or, worse still, losing his job.

With BLACK & BLUE Ian Rankin joins the elite of British crime writing' Marcel Berlins THE TIMES John Rebus, an outstanding creation...very ambitious and very confident with acute observation of the not so bonny side of Scotland' Mike Ripley, DAILY TELEGRAPH `This is the Rebus book that Rankin fans have been waiting for; the one that moves him into the big league' CRIME TIME `An outstanding performance' SUNDAY TIMES

75 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    [黑與藍]

    喜歡這本書的氣氛
    搖滾中帶著藍調

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    八索 said on Dec 23, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Libro dall'architettura poderosa e dalla trama fittissima in cui i filoni di indagine ,circa quattro ,fanno capo a Rebus ispettore di Edimburgo, ex bello, ex fisico palestrato e addestrato dei servizi speciali dell'esercito,attualmente imbolsito, con ...(continue)

    Libro dall'architettura poderosa e dalla trama fittissima in cui i filoni di indagine ,circa quattro ,fanno capo a Rebus ispettore di Edimburgo, ex bello, ex fisico palestrato e addestrato dei servizi speciali dell'esercito,attualmente imbolsito, con un discreto girovita, affetto da tabagismo e, ca va sans dire,alcolismo.Insomma il Mel Gibson prima e dopo Arma letale. Sul fronte ispettore, dunque nulla di nuovo, del resto ogni autore si costruisce il suo eroe come meglio crede dosando gli ingerdienti, sempre gli stessi, a piacimento.
    Di nuovo invece c'è una Scozia, finalmente restituita a sè stessa, ai suoi grigi plumbei alle nebbie alle giornate piovose ai colori ferrosi e tetri del Mare del Nord. Ma anche alla dolcezza dei granpiani e alle distese di verde.Finalmente una Scozia vera!

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    Cristiania said on Aug 31, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Para mi gusto un libro al que le sobran 300 paginas de cerca de las 600 que tiene , una historia que se salva por el buen final que le da el escritor.

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    Over said on Oct 31, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bons records personals

    Interessant novel•la policíaca. Entretinguda i amena. Per a mi una mica especial donat que molta de la trama es desenvolupa a Escòcia i en concret a les Illes Shetland (al mar del Nord). Vaig visitar-les fa un parell d'estius i els records que en tin ...(continue)

    Interessant novel•la policíaca. Entretinguda i amena. Per a mi una mica especial donat que molta de la trama es desenvolupa a Escòcia i en concret a les Illes Shetland (al mar del Nord). Vaig visitar-les fa un parell d'estius i els records que en tinc són meravellosos.

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    Siscu Citron said on Sep 26, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    其實對主角和故事本身只想給3顆半,但我很喜歡他在故事中加了很多70、80年代的搖滾樂,所以再給半顆星

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    joriachung said on Aug 30, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un Rankin sempre più convincente

    «Ripetimi perché le hai uccise.»
    «Gliel'ho detto, è questo bisogno.»
    Rebus controllò gli appunti. «Prima hai usato la parola 'compulsione'.»
    La figura accasciata sulla sedia annuì. Emanava un odore sgradevole. «Bisogno, compulsione... stessa cosa.
    ...(continue)

    «Ripetimi perché le hai uccise.»
    «Gliel'ho detto, è questo bisogno.»
    Rebus controllò gli appunti. «Prima hai usato la parola 'compulsione'.»
    La figura accasciata sulla sedia annuì. Emanava un odore sgradevole. «Bisogno, compulsione... stessa cosa.»
    «Ah, davvero?» Rebus spense la sigaretta nel portacenere di latta stracolmo e un paio di mozziconi traboccarono sul piano metallico del tavolo. «Parlami della prima vittima.»
    Il tizio di fronte a lui bofonchiò qualcosa. Si chiamava William Crawford Shand, più noto come «Craw». Quarant'anni, single, disoccupato da sei, viveva solo in un isolato di case popolari di Craigmillar. Si passò le dita nervose tra i capelli unti e scuri, localizzando e coprendo meccanica-mente una grande chiazza pelata sul cocuzzolo della testa.
    «Forza», insistette Rebus. «La prima. Raccontaci.»
    Raccontaci perché «in sauna», cioè nella stanza degli interrogatori, c'era un altro agente dell'Investigativa, un certo Maclay, che Rebus conosceva poco. In realtà conosceva poco quasi tutti, lì a Craigmillar. Maclay se ne stava appoggiato alla parete, braccia conserte, occhi ridotti a due fessure, come una specie di macchina fuori servizio.
    «L'ho strangolata.»
    «Con cosa?»
    «Con un pezzo di corda.»
    «Dove l'avevi presa?»
    «In un negozio, non ricordo più dove.»
    Tre battiti cardiaci di pausa. «Poi cos'hai fatto?»
    «Dopo che era morta?» Shand si agitò sulla sedia. «L'ho spogliata e ho avuto un rapporto intimo con lei.»
    «Con un cadavere?»
    «Era ancora caldo.»
    Rebus si alzò. I piedi della sedia sfregarono contro il pavimento, cosa che parve innervosire Shand. Un tipo sensibile.
    «Dove l'hai uccisa?»
    «In un parco.»
    «Un parco dove?»
    «Vicino a dove abitava.»
    «Cioè?»
    «A Polmuir Road, Aberdeen.»
    «E cosa ci facevi ad Aberdeen, signor Shand?»
    Craw scrollò le spalle e percorse con le dita il bordo del tavolo, lasciandosi dietro una scia unta e sudaticcia.
    «Al tuo posto non lo farei», disse Rebus. «È molto affilato, potresti tagliarti.»
    Maclay sbuffò. Rebus andò verso di lui, si fermò e lo guardò negli occhi.
    Maclay annuì. Rebus si girò e tornò al tavolo.
    «Descrivi il parco.» Si appoggiò al tavolo, tirò fuori un'altra sigaretta e la accese.
    «Un parco, un parco come tutti gli altri: alberi, erba, giochi per bambini.»
    «I cancelli erano chiusi?»
    «Eh?»
    «I cancelli. Era notte, giusto? Non erano chiusi?»
    «Non ricordo.»
    «Non ricordi.» Pausa: due battiti. «Dove l'avevi incontrata?»
    Risposta pronta: «In discoteca».
    «Strano, non hai l'aria di un topo da discoteca, Shand.» Altra sbuffata dalla macchina fuori servizio. «Descrivimela un po'.»
    Altra scrollata di spalle. «La solita discoteca: buia, luci stroboscopiche, il bar.»

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    Marco said on Aug 16, 2011 | Add your feedback

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