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Blacklands

Di

Editore: Marsilio (Farfalle)

3.7
(77)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 295 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8831709984 | Isbn-13: 9788831709989 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: F. Zucchella

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Steven Lamb ha dodici anni e scavare buche nell'Exmoor ha dato uno scopo alla sua vita. Spera di trovare un corpo. Sono passati quasi vent'anni da quando lo zio Billy, allora undicenne, è scomparso, e anche se tutti sono convinti sia tra le vittime di Arnold Avery, serial killer ora in carcere, la nonna di Steven lo sta ancora aspettando. Intanto, la famiglia intorno a lei va in pezzi, incapace di superare una perdita così crudele. Per chiudere finalmente i conti con il passato, Steven decide di scrivere ad Avery una lettera anonima, e di chiedergli di rivelare il luogo in cui ha sepolto il fratello di sua madre. Ma appena Avety capisce di avere di fronte un bambino, in lui ritorna prepotente l'istinto omicida. Tra le brughiere avvolte dalla nebbia del sud dell'Inghilterra, comincia un gioco molto pericoloso tra un ragazzino disperato e un serial killer annoiato...


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  • 4

    atmosfere cupe e desolanti descritte alla perfezione come sono descritte bene anche le turbe psicologiche del serial killer, pathos ; un ottimo thriller che mi sento di consigliare

    ha scritto il 

  • 3

    “Unputdownable” dicono gli inglesi, cioè che non si può mettere giù, non si può abbandonare, e questo è di sicuro l’aggettivo più adatto per riferirsi a “Blacklands” di Belinda Bauer.
    Steven scava da solo nella brughiera nebbiosa. Non scava per divertimento infantile, scava per dare un sens ...continua

    “Unputdownable” dicono gli inglesi, cioè che non si può mettere giù, non si può abbandonare, e questo è di sicuro l’aggettivo più adatto per riferirsi a “Blacklands” di Belinda Bauer.
    Steven scava da solo nella brughiera nebbiosa. Non scava per divertimento infantile, scava per dare un senso alla sua vita, al suo dolore sordo e mai sopito. Mentre l’umidità gli s’incolla alla pelle, cerca il corpo di suo zio Billy, ucciso quando era bambino da Arnold Avery, un serial killer rinchiuso in una prigione di massima sicurezza. Steven crede che, se riuscirà a trovare i resti dello zio, questo lo renderà di nuovo visibile agli occhi della sua infelice famiglia, di sua nonna, ancora tramortita dal dispiacere, di sua madre, abbrutita dagli stenti, e attenuerà il suo senso di frustrazione perenne, la sua impotenza di fronte ai bulli che lo perseguitano. Per raggiungere il suo scopo, per ritrovare Billy e rimettere il moto il cuore pulsante della sua casa senza gioia né amore dimostrato, Steven chiede aiuto proprio all’assassino, allo psicopatico Avery, il quale, non appena comprende di avere a che fare con un bambino, intraprende con lui un gioco feroce e perverso. Comincia così, mossa dopo mossa, un’ideale partita fra la vittima e il suo aspirante carnefice. La scoperta finale, da parte del protagonista, che “la vita è transitoria e occorre lasciare un segno” coinciderà con la perdita definitiva dell’innocenza e la sofferta conquista della maturità.
    Sopra a tutto, intorno a tutto, giganteggia la brughiera, protagonista onnipresente del romanzo, con la sua erica bagnata, con gli affioramenti rocciosi, la ginestra spazzata dal vento. Nella tensione allucinata delle scene, nella capacità della Bauer di entrare in empatia con la mente del bambino e del serial killer, e nella sua conoscenza profonda dell’animo umano, il romanzo ricorda il migliore Stephen King.

    ha scritto il 

  • 4

    A me ha messo una grande inquietudine. Non sono affatto esperta di gialli, ma mi sembra che l'autrice sia riuscita in un modo convincente a mettersi nei panni sia del piccolo protagonista (terribile la scena dell'inseguimento suo e del fratellino da parte dei bulli) sia degli adulti sia del seria ...continua

    A me ha messo una grande inquietudine. Non sono affatto esperta di gialli, ma mi sembra che l'autrice sia riuscita in un modo convincente a mettersi nei panni sia del piccolo protagonista (terribile la scena dell'inseguimento suo e del fratellino da parte dei bulli) sia degli adulti sia del serial killer pedofilo.

    ha scritto il 

  • 5

    ¡Genialoso!

    Tenía mucha las expectativas muy altas con esta novela, y decir que no me ha defraudado sería quedarse cortos... ¡es genial!
    Reseña:
    http://historias-de-un-lugar-llamado-mundo.blogspot.com.es/2013/06/blacklands-belinda-bauer_13.html

    ha scritto il 

  • 5

    Propio come diceva lo zio Jude, aveva deciso ciò che voleva e qual' era l' unico modo per ottenerlo. Quindi adesso - proprio come faceva Devey - avrebbe dovuto diventare amico di Frankenstein.

    ha scritto il 

  • 4

    Scritto bene e avvincente. Se un "giallo" esamina a fondo i sentimenti dei protagonisti e riesce a trasmettere al lettore un quadro accurato della psicologia degli stessi diventa narrativa di alto profilo. Io ho apprezzato molto questa prima opera dell'autrice e spero che ne seguiranno altre. ...continua

    Scritto bene e avvincente. Se un "giallo" esamina a fondo i sentimenti dei protagonisti e riesce a trasmettere al lettore un quadro accurato della psicologia degli stessi diventa narrativa di alto profilo. Io ho apprezzato molto questa prima opera dell'autrice e spero che ne seguiranno altre.

    ha scritto il 

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