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Blackout

Di

Editore: Guanda

3.7
(1379)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 202 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 888246718X | Isbn-13: 9788882467180 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Un torrido ferragosto a Bologna. Per un blackout tre persone si trovano chiusein un ascensore: Claudia, studentessa omosessuale che per finanziarsi glistudi fa la cameriera in una tavola calda; Tomas, residente in quelcondominio; Ferro, proprietario di una discoteca, efferato serial killer.Ferro non abita in quel condominio, ma vi ha un pied-à-terre che usa perseviziare e torturare le sue vittime. E in quella afosa giornata, Ferro stavaproprio raggiungendo una sua vittima, precedentemente incatenata a una sedia.Nessuno dei tre riesce a comunicare con l'esterno, il condominio è deserto peril ferragosto e le loro grida rimbombano nel vuoto. I pochi metri che i tredevono dividersi diventano sempre più angusti, l'aria irrespirabile...
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  • 4

    Oh che bel romanzo pulp!
    Che poi, a me il pulp non piace nemmeno... Ma ho scoperto di avere feeling con Morozzi, il quale mi fa apprezzare certe sfumature.
    Quando avevo quattro anni, era luglio e non ...continua

    Oh che bel romanzo pulp!
    Che poi, a me il pulp non piace nemmeno... Ma ho scoperto di avere feeling con Morozzi, il quale mi fa apprezzare certe sfumature.
    Quando avevo quattro anni, era luglio e non agosto, sono rimasta chiusa in ascensore per quattro ore e e mezza. Era l'ascensore della casa al mare, ero con mia nonna, in giro non c'era nessuno. Ci hanno tirato fuori i pompieri. L'unico ricordo che ho, a distanza di venticinque anni, è il vigile del fuoco che apre le porte chiedendomi se avessi avuto paura. Paura non ne ho avuta, e nemmeno adesso avverto gli strascichi di quel pomeriggio, tant'è che continuo a prendere l'ascensore e sarò rimasta chiusa dentro altre cinque volte, l'ultima solo qualche mese fa, quando ero attesa per cena, e mi ero preparata tutta bellina e profumata e splendente come una padella, e sono arrivata all'appuntamento che sembravo appena tornata da un safari (quello in cui vieni rincorsa da un rinoceronte).
    Però questo romanzo mi ha messo l'ansia!
    Scorrevolissimo, volgare un pochetto, è vero, ma state chiusi voi in ascensore con trenta gradi, un pacchetto di biscotti e un serial killer, dai.

    ha scritto il 

  • 2

    Deludente

    Ma quanto sono irritanti quei libri italiani che riga dopo riga non fanno altro che rimarcare con miliardi di stereotipi quanto siano ignoranti, inetti, stupidi, banali, corrotti, insulsi, mediocri (e ...continua

    Ma quanto sono irritanti quei libri italiani che riga dopo riga non fanno altro che rimarcare con miliardi di stereotipi quanto siano ignoranti, inetti, stupidi, banali, corrotti, insulsi, mediocri (e chi più ne ha più ne metta..) gli italiani? Davvero non se ne può più di leggere sta roba demoralizzante e diffamante nei confronti dell'Italia. Come se tutte le altre nazioni fossero perfette e altrove non esistessero le stesse identiche negligenze!
    Questo libro di Morozzi lo immaginavo migliore di così. La storia di per sé sarebbe anche originale e con del potenziale, ma lo stile di scrittura non mi è piaciuto per niente, vuole sembrare "ganzo" ma risulta eccessivamente volgare. Doveva essere un thriller ma a causa delle varie divagazioni più volte il lettore è portato a dimenticarselo! Ho trovato irritante il suo modo di lamentarsi tramite i suoi personaggi, aggiungendo sempre quei velati particolari denigratori sull'Italia, tipici del pessimismo del "tutto va male solo qui", caratteristica che nei libri di autori stranieri non si trova mai, eh sì che mica nei romanzi stranieri la società sia un esempio di virtù, anzi, tutt'altro, eppure il modo di vedere le cose, anche i difetti, non è mai quel piangersi addosso rassegnato e deprimente che si trova in questo libro e che mi ha portato varie volte a pentirmi di averne intrapreso la lettura. Il tutto viene poi condito con tanti riferimenti musicali che sinceramente ho trovato superflui e con un ritmo narrativo che vorrebbe stupire e lasciare con il fiato sospeso... ma ahimè.. non c'è riuscito.
    Nota positiva: Il libro è piuttosto breve e scorrevole, leggerlo non costa fatica e circa a metà riesce anche a suscitare la curiosità di scoprire come andrà a finire, perché ripeto, di potenziale nella storia ce n'è, anche se purtroppo l'epilogo è esageratamente costruito. Sicuramente inaspettato, ma al tempo stesso poco credibile. Una lettura mediocre che non mi ha lasciato la voglia di approfondire altri romanzi dell'autore.

    ha scritto il 

  • 4

    claustrofobico e geniale

    Anche chi non soffre di claustrofobia sicuramente a leggere questo libro mancherà l aria. Divorato in pochissimo, ti tiene attaccato e vuoi sapere cosa succede minuto dopo minuto all'interno di quei p ...continua

    Anche chi non soffre di claustrofobia sicuramente a leggere questo libro mancherà l aria. Divorato in pochissimo, ti tiene attaccato e vuoi sapere cosa succede minuto dopo minuto all'interno di quei pochissimi centimetri quadrati. marozzi secondo me è stato geniale sin dalla prima pagina unendo 3 personaggi completamente diversi fra loro in un fantastico thriller. l'unica cosa che potrebbe dar un po di noia è un linguaggio a tratti troppo volgare che comunque tende a caratterizzare uno dei 3 personaggi.

    ha scritto il 

  • 3

    Cuore e batticuore...

    L'autore del libro ci regala una lettura choc, che mette i brividi a chiunque anche ai lettori più navigati...
    Un gruppo di persone prende l'ascensore, sia pure per motivi diversi...
    Ignari che fra di ...continua

    L'autore del libro ci regala una lettura choc, che mette i brividi a chiunque anche ai lettori più navigati...
    Un gruppo di persone prende l'ascensore, sia pure per motivi diversi...
    Ignari che fra di loro vi è l'ipotetico e feroce serial killer, i protagonisti si ritrovano per una banale casualità a vivere un incubo senza fine...
    Cuore e batticuore, direi...per me che preferisco fare decine di piani a piedi, prima che prendere un ascensore, si tratta dell'ennesima conferma...
    Quando tutto va bene...niente da dire...ma se...l'ascensore si fermasse...se...coloro che sono con me non fossero tutti tranquilli e pacifici....? se....
    Io sono clastrofobica, per certi versi...e dopo aver letto questo libro....lo sono ancora di più...
    Una situazione che comunque potrebbe capitare a tutti...
    Datemi retta, cari lettori....evitate, anzi evitiamo di prendere l'ascensore.
    Bello comunque, dà i brividi e per gli amanti del genere è una vera chicca.
    Consigliato.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che fa diventare claustrofobici...

    Davvero un bellissimo thriller, personaggi interessanti, in particolare il sig. Ferro... Il colpo di scena finale fa rimanere a bocca aperta...

    ha scritto il 

  • 4

    Che ansia, vien voglia di far le scale!

    Bello ben scritto a tratti un pò pulp e volgare nel linguaggio ma con i personaggi della storia è azzeccato.
    Mi ha stupito sul finale, non me lo aspettavo un colpo di genio nella trama! Forse mi sarei ...continua

    Bello ben scritto a tratti un pò pulp e volgare nel linguaggio ma con i personaggi della storia è azzeccato.
    Mi ha stupito sul finale, non me lo aspettavo un colpo di genio nella trama! Forse mi sarei stoppata prima dell'ultimo capitolo, era già bello finire così.

    ha scritto il 

  • 2

    Allora meglio Lucarelli

    Forzatamente macabro, inutilmente volgare, mi è sembrato l'infelice scopiazzatura di Almost Blue di Lucarelli. Se proprio siete curiosi, leggete quello.

    ha scritto il 

  • 3

    pulp!

    molto ammanitiano, con un brutto finale ma con un ritmo serrato e uno stile, sebbene non perfetto, divertente da leggere e che non stufa. bellissime (come al solito per morozzi) le mille citazioni mus ...continua

    molto ammanitiano, con un brutto finale ma con un ritmo serrato e uno stile, sebbene non perfetto, divertente da leggere e che non stufa. bellissime (come al solito per morozzi) le mille citazioni musicali.

    ha scritto il 

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