Blade Runner

Unabridged Reading by Scott Brick

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Publisher: Random House Audio

4.1
(5468)

Language: English | Number of Pages: | Format: Audio CD | In other languages: (other languages) Spanish , French , Chi traditional , German , Italian , Catalan , Portuguese , Slovenian , Czech , Norwegian , Polish , Greek , Chi simplified

Isbn-10: 1415936390 | Isbn-13: 9781415936399 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , School & Library Binding , Audio Cassette , Mass Market Paperback , Others , Leather Bound , eBook

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 0

    Bello, ma con riserve

    Era il 1983, quando al vecchio cinema all'aperto ""Il padiglione spiaggiato"" di Marina di Grosseto, vidi "Blade Runner". Un caleidoscopio noir di cupezza, distopia, colori, funghi prataioli, allucin ...continue

    Era il 1983, quando al vecchio cinema all'aperto ""Il padiglione spiaggiato"" di Marina di Grosseto, vidi "Blade Runner". Un caleidoscopio noir di cupezza, distopia, colori, funghi prataioli, allucinazioni e trote cyberpunk che non poté non far sobbalzare il tenero virgulto Tozzetti. La pellicola di Scott era veramente il capolavoro di cui mi parlò il mio amico Cafiero Scololapasta proprio l'inverno precedente.

    Ed è così che, a distanza di più di due decenni, mi ritrovo col suo equivalente letterario tra le mani; della serie: ecco come tutto ebbe inizio.
    Non starò qui a discorrere la felice penna del Filippo Dick: il romanzo è stato di mio gradimento, tanto che ne ho spedita una copia autografata da Gatto Panceri proprio al caro vecchio Cafiero.
    Ma mai arriverò a concepire l'idea di un titolo così: "Ma gli androidi sognano pecore elettriche?".
    Ma che titolo è? Com'è possibile una tale idiozia? Avrebbe potuto intitolarsi "Ma i montoni sognano androidi a metano?" e non sarebbe cambiato nulla. Sarebbe rimasto un ottimo testo, comunque messo in ridicolo da un titolo francamente idiota; e non lo dico nel senso dostoieschiano del termine, eh.
    Rimane semplicemente una domanda inevasa: se gli androidi sognano pecore elettriche, il signor Dick non ha saputo dirmelo.

    Scriverò a breve una lettera di lamentele a una delle sue ex-mogli.

    said on 

  • 0

    Bello, ma con riserve

    Era il 1983, quando al vecchio cinema all'aperto "Il padiglione spiaggiato" di Marina di Grosseto, vidi "Blade Runner". Un caleidoscopio noir di cupezza, distopia, colori, funghi prataioli, allucinaz ...continue

    Era il 1983, quando al vecchio cinema all'aperto "Il padiglione spiaggiato" di Marina di Grosseto, vidi "Blade Runner". Un caleidoscopio noir di cupezza, distopia, colori, funghi prataioli, allucinazioni e trote cyberpunk che non poté non far sobbalzare il tenero virgulto Tozzetti. La pellicola di Scott era veramente il capolavoro di cui mi parlò il mio amico Cafiero Scololapasta proprio l'inverno precedente.

    Ed è così che, a distanza di più di due decenni, mi ritrovo col suo equivalente letterario tra le mani; della serie: ecco come tutto ebbe inizio.
    Non starò qui a discorrere la felice penna del Filippo Dick: il romanzo è stato di mio gradimento, tanto che ne ho spedita una copia autografata da Gatto Panceri proprio al caro vecchio Cafiero.
    Ma mai arriverò a concepire l'idea di un titolo così: "Ma gli androidi sognano pecore elettriche?"
    Ma che titolo è? Com'è possibile una tale idiozia? Avrebbe potuto intitolarsi "Ma i montoni sognano androidi a metano?" e non sarebbe cambiato nulla. Sarebbe rimasto un ottimo testo, comunque messo in ridicolo da un titolo francamente idiota; e non lo dico nel senso dostoieschiano del termine, eh.
    Rimane semplicemente una domanda inevasa: se gli androidi sognano pecore elettriche, il signor Dick non ha saputo dirmelo.

    Scriverò a breve una lettera di lamentele a una delle sue ex-mogli.

    said on 

  • 4

    Gli uomini sognano donne elettroniche?

    L'uomo del futuro, in questo classico dei romanzi distopici, costruisce androidi. Questa era una delle ossessioni della fantascienza di una cinquantina di anni fa, probabilmente non giustificata, vist ...continue

    L'uomo del futuro, in questo classico dei romanzi distopici, costruisce androidi. Questa era una delle ossessioni della fantascienza di una cinquantina di anni fa, probabilmente non giustificata, visto che quasi nessuno oggi pensa più di realizzare esseri sostituenti gli umani; troppo costoso, troppo complicato, troppo inutile. Ma sto divagando.

    Nel libro gli androidi sono quasi uguali agli umani. L'unica differenza è la durata ridotta della vita (per modo di dire...) e la mancanza di... qualcosa.

    Ma cosa? Ecco, qui sta il senso del romanzo, la domanda angosciante: cos’è che rende unici noi umani?

    Per Dick la risposta è l'empatia e, in fondo, la "consapevolezza" di essere vivi. Ma trasmettendo ad una macchina la capacità di pensare, intrinsecamente si trasmette anche la consapevolezza di esistere. E forse l'empatia (e la capacità di avere emozioni) segue di conseguenza...

    Quindi? Cosa faremo quando saremo in grado di generare androidi perfettamente simili agli umani? L'umanità sarà annientata? Il nostro sarà un futuro di solitudine, di polvere e rapporti promiscui con androidi? Dobbiamo pensarci ora e mettere un freno al progresso tecnologico? Ci sono scelte etiche che dobbiamo fare oggi?

    Il tema è affascinante, anche se personalmente non credo arriveremo mai a questo punto e non sono affatto d'accordo nel mettere limiti al progresso tecnologico (sempre che ci riuscissimo, cosa che vedo alquanto difficile).

    Molto interessante il libro, non tanto per lo svolgimento (un pochino datato, onestamente) quanto per gli interrogativi che pone.
    Come al solito, i grandi libri fanno buone domande e danno poche risposte...

    PS: Mai una volta che questi libri di fantascienza ipotizzino un futuro migliore... pure l'amplesso uomo/androide ci voleva!

    said on 

  • 4

    Distopia fantascientifica allucinoggena!

    Credo che definire Dick un autore di fantascienza sia riduttivo e ingiusto: certamente lo si può leggere come tale riconoscendogli una fervida immaginazione riguardo le soluzioni tecniche future, oppu ...continue

    Credo che definire Dick un autore di fantascienza sia riduttivo e ingiusto: certamente lo si può leggere come tale riconoscendogli una fervida immaginazione riguardo le soluzioni tecniche future, oppure possiamo leggerlo, se proprio si deve dare una catalogazione più corretta, come uno scrittore distopico estremamente pessimista nel prevedere il futuro non tanto tecnico quanto sociale,  che forse pessimista non lo é neppure tanto. Prendendo questo "ma gli androidi..." O se vi garba di più"il cacciatore di androidi" o se volete capire meglio"blade runner" si potrebbe anche pensare ad un romanzo allegorico ambientato nel futuro. Ci si trova l'ambizione di possedere rarissimi animali vivi dove oggi ci potrebbe essere quella di comprare grosse auto, grosse case, o la borsa di Luigi Vittone, un'ambizione non fine all'oggetto  ma solo strumentale a dimostrare tramite esso un nostro presunto successo; non importa che non si riesca a raggiungere l'obbiettivo, il sistema ha creato il surrogato, l'animale meccanico, l'importante é possedere, o almeno farlo credere, ostentare. Poi mi viene da pensare ad una civiltà che crea automi raggiungendo una tale perfezione nel costruirli da arrivare a temerli; un'altra peculiarità dell'uomo moderno: pensare di sostituirsi a Dio, creare, farsi scappare di mano le cose per poi combatterle cercando di distruggerle autodistruggendosi; che siano oggetti animati(come gli androidi) o che siano cose(come la terra annientata dalla guerra nucleare). Credo che le chiavi di lettura per interpretare questo Dick siano molteplici, tutte per quanto disincantate e pessimiste, come la mancanza di luce, il pessimismo, il sudiciume imperante(resa fedelmente anche nel film) sono espresse con stoica ironia che rende piacevole la lettura. Si può riflettere contemplando la caducità della specie umana, oppure leggere con leggerezza considerando che forse lo scrittore americano, mentre scriveva questi deliri visionari era strafatto di anfetamina, e comunque é un bel viaggio. Scegliete voi.

    said on 

  • 3

    Cosa è reale e cosa no?

    Uno dei più celebri romanzi di Dick, soprattutto grazie al bel film di Ridley Scott da esso tratto, Blade Runner. Il tema che Dick analizza, come in quasi tutte le sue opere, è il rapporto tra reale e ...continue

    Uno dei più celebri romanzi di Dick, soprattutto grazie al bel film di Ridley Scott da esso tratto, Blade Runner. Il tema che Dick analizza, come in quasi tutte le sue opere, è il rapporto tra reale e artificiale, che in questa storia si evidenzia negli androidi identici nell'aspetto agli esseri umani. Il protagonista è un cacciatore di androidi, ovvero cerca e ferma quelli che sono evasi. Sicuramente una lettura interessante, che dovrò ripetere perché letto in un periodo di distrazione.

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  • 4

    Sospeso

    Adoro i finali aperti a più letture come quelli di Philip Dick, non giudica mai, non propone soluzioni: ciò che scrive è, semplicemente. Se non ci piace, saremo tristi, se ci piace saremo entusiasti, ...continue

    Adoro i finali aperti a più letture come quelli di Philip Dick, non giudica mai, non propone soluzioni: ciò che scrive è, semplicemente. Se non ci piace, saremo tristi, se ci piace saremo entusiasti, come nella vita. Bellissimo.

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  • 3

    C'è chi sostiene che un buon romanzo debba essere composto al 90% di forma e al 10% di contenuto. Questo romanzo è composto al 90% di contenuto per giunta geniale, e del 10% di forma, davvero poco cur ...continue

    C'è chi sostiene che un buon romanzo debba essere composto al 90% di forma e al 10% di contenuto. Questo romanzo è composto al 90% di contenuto per giunta geniale, e del 10% di forma, davvero poco curata. Lunga e irrisolta la questione su quanto la droga sia foriera di tali scritti visionari, sta di fatto che la coerenza fantascientifica di Dick (propinata al lettore senza inutili enfasi ma come se fosse una realtà davvero costituita) penso non abbia pari, anche se non è il mio genere letterario preferito. L'angoscia del film di Scott è del tutto asportata chirurgicamente, sembra anzi esserci una sottile ironia sotto le righe. Lettura veloce, dialoghi vivaci e la traduzione di Riccardo Duranti che non sembra brillare particolarmente. Bel libro.

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  • 5

    若是當作對《鋼穴》的回應就太有意思了,且主角不知怎麼讓人想起錢德勒《大眠》……最後出現那隻歷劫倖存「蟾蜍」也很耐人尋味,幾年後《永遠的狄家》末尾也是用蟾蜍收場啊,莫非蟾蜍在西方文學中有甚麼特別的象徵意涵?

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  • 5

    Capolavoro della letteratura fantascientifica e distopica sul significato della vita umana.

    La vicenda si svolge nel 1992 su un pianeta Terra che è stato quasi completamente distrutto dagli effetti di ...continue

    Capolavoro della letteratura fantascientifica e distopica sul significato della vita umana.

    La vicenda si svolge nel 1992 su un pianeta Terra che è stato quasi completamente distrutto dagli effetti di una guerra mondiale nucleare. Il pianeta è stato abbandonato dalla maggior parte della popolazione, tranne pochi testardi ed i cosiddetti “speciali”, individui che hanno subito danni significativi dagli effetti delle radiazioni e sono confinati sulla Terra perché ritenuti un pericolo per la sopravvivenza della razza umana. Tutte le altre forme di vita sono andate quasi completamente distrutte. I pochi sopravvissuti vivono in uno stato di assenza totale di rapporti sociali e cercano in tutti i modi di crearsene dei surrogati: dall’attaccamento maniacale per gli animali (possedere ed occuparsi un animale vivo è simbolo di grande elevazione sociale), che siano vivi o elettrici, alla dipendenza dalla macchina empatica che li fa sentire in sintonia con altri esseri umani.
    Tra gli ultimi epigoni della razza umana si nascondono diversi androidi, robot umanoidi che sono stati costruiti per fungere da schiavi degli uomini sui pianeti colonizzati e che si sono evoluti a tal punto da avere una propria coscienza e provare sentimenti, tra cui aspirare ad una vita analoga agli uomini. Gli androidi sono stati confinati sui pianeti colonizzati ma diversi di loro sono riusciti a fuggire ed approdare sulla Terra per inseguire il loro sogno di indipendenza. La loro perfezione gli permette di confondersi facilmente tra la gente. L’unica caratteristica che sembra non siano capaci di assimilare ed emulare è la capacità di provare empatia. Questa caratteristica è alla base del test che i cacciatori di taglie utilizzano per riconoscere gli androidi ed è anche l’elemento caratterizzante di una misteriosa religione transmoderna, il Mercenariesimo, a cui hanno aderito la maggior parte degli umani e che è basata sulla capacità di entrare in sintonia con tutti gli altri adepti e farsi carico e partecipare alle sofferenze di tutti.

    La vicenda si svolge in una San Francisco cupa e tenebrosa, in inesorabile disfacimento sotto gli effetti della polvere radioattiva che tutto ricopre. La polvere radioattiva ha coperto l’intero pianeta e sta lentamente distruggendo l’intero pianeta. Il cacciatore di taglie Rick Deckard ha il compito di riconoscere e “ritirare” androidi. Il riconoscimento si basa su un metodo infallibile per identificare le capacità empatiche dell’individuo. Le cose per Dick si complicano notevolmente quando si imbatte dei nuovissimi e sofisticatissimi androidi NEXUS-6. Dick stringe dei rapporti troppo stretti con alcuni androidi femmine e scopre di provare sentimenti anche per loro. Questo scuote alle fondamenta le sue convinzioni. Il finale è abbastanza oscuro e soggetto a varie interpretazioni. Devo ammettere che non tutto mi è chiaro e ci sono ancora domande non risposte che mi frullano per la testa ma la lettura è stata straordinaria. Un grande classico da leggere assolutamente.

    said on 

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