Blade Runner

Unabridged Reading by Scott Brick

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Publisher: Random House Audio

4.1
(5210)

Language: English | Number of Pages: | Format: Audio CD | In other languages: (other languages) Spanish , French , Chi traditional , German , Italian , Catalan , Portuguese , Slovenian , Czech , Norwegian , Polish , Greek , Chi simplified

Isbn-10: 1415936390 | Isbn-13: 9781415936399 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , School & Library Binding , Audio Cassette , Mass Market Paperback , Others , Leather Bound , eBook

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 5

    Restiamo umani

    Questo è un Philip Dick d'annata: 1968. Ci sono tutte le ambiziose tematiche che lo ossessionavano in quegli anni: la tensione verso il divino e l'assoluto, il labile confine che separa la realtà dall ...continue

    Questo è un Philip Dick d'annata: 1968. Ci sono tutte le ambiziose tematiche che lo ossessionavano in quegli anni: la tensione verso il divino e l'assoluto, il labile confine che separa la realtà dall’allucinazione, che distingue la vita umana da quella artificiale. Con la forza visionaria di un paranoico Dick ci contagia, dopo poche pagine siamo intrappolati nel mondo claustrofobico in cui fa agire i suoi anti-eroi, personaggi disperatamente soli e privi di punti d'appiglio, immersi in una realtà inconoscibile nella quale anche Dio potrebbe essere una finzione. Li sentiamo così vivi e plausibili forse perché ci ricordano quanto ci sentiamo a nostra volta isolati e confusi, nel nostro "precariato" economico, affettivo, esistenziale, circondati da una tecnologia che rischia di alienarci ulteriormente. Eppure Dick ci esorta, per quanto angosciante possa essere la situazione, a non smettere chiederci cos'è che ci rende umani, ed a comportarci di conseguenza.
    Se l’aver visto ed apprezzato Blade Runner vi frena dal leggere il romanzo, non esitate oltre; bellissimo il film, ma qui c'è molto di più

    said on 

  • 4

    Libro molto bello e coinvolgente, capace di trasportare interamente il lettore nel suo futuro distopico. Ti incuriosisce e ti illude innumerevoli volte, ti interroga e lascia a te le risposte ( o l' i ...continue

    Libro molto bello e coinvolgente, capace di trasportare interamente il lettore nel suo futuro distopico. Ti incuriosisce e ti illude innumerevoli volte, ti interroga e lascia a te le risposte ( o l' interpretazione delle sue risposte ). Viaggia in innumerevoli tematiche, dalla filosofia esistenziale, alla religione e alla sociologia nonostante sia superficialmente un fanta-poliziesco. Se devo proprio trovare un difetto è che ci sono piccole parti o trovate di Dick in cui non sono rimasto convinto.
    Comunque un gran libro.

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  • 4

    Opera imprescindibile nel suo genere, cupa e ipnotica, ben più del film di Ridley Scott, anch'esso scuro e magnetico, ma per certi versi assai diverso dall'opera cui si ispira. Il libro di Dick è affa ...continue

    Opera imprescindibile nel suo genere, cupa e ipnotica, ben più del film di Ridley Scott, anch'esso scuro e magnetico, ma per certi versi assai diverso dall'opera cui si ispira. Il libro di Dick è affascinante, poiché si basa su un concetto molto semplice: cosa rende umani gli umani? Cosa li distingue dagli androidi? Le differenze non sono ovviamente legate solo al provare sentimento, ma a una sorta di pietas che i non umani non possiedono e che è ben caratterizzata dall'anelare al possesso di animali veri e non elettronici o dall'utilizzo della macchina empatica.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    Secondo me sì. Gli androidi sognano pecore elettriche!

    E' piuttosto difficile dare un giudizio su di un romanzo come Blade Runner o meglio "Do androids dream of electric sheep?" (il titolo originale è sicuramente più apprezzabile perchè ha certamente più ...continue

    E' piuttosto difficile dare un giudizio su di un romanzo come Blade Runner o meglio "Do androids dream of electric sheep?" (il titolo originale è sicuramente più apprezzabile perchè ha certamente più a che fare con quello che il testo vuole trasmettere). Ogni volta, o quasi, che si legge un romanzo di Dick ci si trova immersi in un miscuglio di situazioni strane, esperienze mistiche, paradossi, che probabilmente riflettono le "paranoie" dello scrittore. Personalmente ho trovato B.R. un romanzo bellissimo ed altamente coinvolgente. Lo scenario nel quale è ambientata la storia è un mondo devastato dalla guerra e contaminato di polveri radioattive, dove gran parte della razza umana è emigrata su altri mondi (più puliti ma altrettanto inospitali) e dove i pochi rimasti si trovano a fare i conti con la continua pioggia radioattiva, la mancanza di vita (sono rimasti pochissimi animali vivi, che si sono trasformati in uno status-simble per chi li possiede; il sogno più grande di una persona è quello di potersi permettere di spendere un capitale per avere una animale vero, piuttosto che, come succede ai meno abbienti, un animale "meccanico") e la vera grande nemica: la solitudine. Per combattere questi problemi molti umani si affidano alle scatole empatiche e a una dottrina chiamata "Mercerianesimo", grazie ai quali vivono un'esperienza di "empatia" reciproca, trovandosi in qualche strano modo spirituale (ma anche materiale) mentalmente collegati fra di loro, in modo da poter condividere gioie e dolori ed alleviare il più possibile questi ultimi. E questa dell'empatia fra esseri umani è senza dubbio una delle chiavi del romanzo, quella che rimette in discussione il ruolo di uomo e quello di androide. Infatti gli androidi non possono provare empatia per gli esseri umani, ma il cacciatore di taglie Deckard arriverà a provare empatia e forse amore per un androide che non sarà in grado di ricambiare i suoi sentimenti (o forse si?). Le differenze tra uomini e androidi vanno sempre più assottigliandosi e, in alcuni punti del romanzo, ci viene addirittura da chiederci se Rick Deckard è veramente un uomo. Penso inoltre che B.R. rappresenti uno di quei pochi casi nei quali il film rimane bello e avvincente, anche se nella pellicola vengono tralasciati o sottovalutati molti particolari esaltati invece nel romanzo (la scatole empatiche, il mercerianesimo, lo stralunato personaggio di Isidore, ecc.). Nel film si accentra maggiormente l'attenzione sull'importanza che gli androidi danno alla vita in generale, sentendosi penalizzati dal fatto di avere un vita biologicamente limitata; viene data inoltre molta enfasi al personaggio di Roy Baty, visto nel film come un eroe di guerra e spietato leader del gruppo di androidi, mentre è descritto nel romanzo come un duro capo-gruppo, ma che verrà "ritirato" o eliminato senza spettacolari scontri con Deckard. Il film resta comunque bellissimo, con scenari fantastici che riproducono incredibilmente lo squallore ed il decadimento raccontato da Dick, e con un finale che, pur non rispecchiando il romanzo, è veramente bellissimo.

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  • 5

    cosa qualifica un essere umano?

    Pur amando moltissimo il film Blade Runner mi sono avventata in questa lettura preparata ad una delusione (io di Dick avevo letto solo A Scanner Darkly circa mille anni fa) - invece no. Il libro è aff ...continue

    Pur amando moltissimo il film Blade Runner mi sono avventata in questa lettura preparata ad una delusione (io di Dick avevo letto solo A Scanner Darkly circa mille anni fa) - invece no. Il libro è affascinante, pieno di passaggi dove *bisogna* fermarsi a riflettere e a rileggere non tanto perchè la lettura sia impegnativa, ma perchè è talmente ricca di spunti di riflessione che la mente inevitabilmente comincia a vagare su pensieri che piano piano si distaccano dal libro.
    La domanda principale che ci pone il libro è "cosa qualifica un essere umano?" Già cosa? inizialmente pare che sia la capacità di provare empatia, ma piano piano si capisce che questa cosa non è così scontata, e che forse non ha nemmeno senso chiedersi se esiste un *essere umano* per antonomasia. Surreale e pervaso da un senso di impossibilità ad agire nei confronti di un mondo che si sta lentamente disgregando e trasformando in palta, superba metafora del disgregamento di valori. scritto nel 1968 è ancora attualissimo, sebbene il modo di scrivere degli autori oggi sia ben diverso da quello allucinato di K Dick.
    Credo che film e libro siano due cose sostanzialmente diverse, ognuna vive a suo modo.

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  • 4

    Novela en la que se basa la película BLADE RUNNER, si bien la adaptación es muy libre de forma que hay notables diferencias, que se explican detalladamente en la amplia introducción del libro de más d ...continue

    Novela en la que se basa la película BLADE RUNNER, si bien la adaptación es muy libre de forma que hay notables diferencias, que se explican detalladamente en la amplia introducción del libro de más de cien páginas. De hecho se escribió un guión que se desecho y el segundo guionista que retomó el proyecto, siguiendo el consejo del director Ridley Scott, no se leyó el libro.

    Una gran novela, breve y tensa para disfrutar después de ver la película o viceversa.

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  • 4

    Ancora non ci credo che sto per scrivere questa recensione. Eh si perché, a dispetto dell'opinione comune, considero Blade Runner uno dei film più noiosi che abbia mai visto (probabilmente adesso mi t ...continue

    Ancora non ci credo che sto per scrivere questa recensione. Eh si perché, a dispetto dell'opinione comune, considero Blade Runner uno dei film più noiosi che abbia mai visto (probabilmente adesso mi toccherà rivederlo per decidere se confermare o meno la mia opinione). Eppure il romanzo di Dick la cui idea di base ha ispirato il celebre film mi è piaciuto e neanche poco. L'autore immagina una Terra in cui gli unici organismi viventi, a parte i pochi esseri umani non emigrati nella galassia, sono considerati beni di lusso. In un arco narrativo di sole 24 ore ci viene raccontata la storia del cacciatore di taglie Rick Deckard, incaricato di ritirare, ossia di eliminare, 8 androidi modello Nexus 6 fuggiti illegalmente da Marte e rifugiatisi sulla Terra. Il problema è che si tratta di un modello così tecnologicamente avanzato da renderli quasi indistinguibili dai normali esseri umani, salvo che per la loro mancanza di empatia, in particolare nei confronti degli animali.
    La Terra viene descritta come un pianeta in rovina, reso inospitale da una polvere che cade incessantemente dal cielo e che ha con il tempo sterminato la maggior parte delle specie viventi, arrivando persino a causare danni cerebrali a molti uomini, classificati per tale motivo cervelli di gallina o di formica e destinati a svolgere i lavori più umili.
    Una lettura agile e veloce che consiglio a tutti, amanti della fantascienza e non, per i numerosi spunti di riflessione che offre. In particolare è interessante come Dick immagini una realtà distopica in cui non sono più le "cose" ad essere considerati un privilegio da ricchi, ma piuttosto gli animali veri, al punto che il sogno del protagonista è possedere un animale in carne ed ossa, e non la riproduzione meccanica di una pecora ereditata dal suocero.
    Voto: 8/10

    Passate sulla mia pagina Facebook per scambiarci opinioni e consigli! www.facebook.com/quandounlibroticambialavita

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  • 4

    C'è una dimensione di questo avveniristico e profetico romanzo (1968!) poco approfondita che accompagna le solite riflessioni etiche su cosa sia l'umano, sulla realtà in quanto capace di dirci la veri ...continue

    C'è una dimensione di questo avveniristico e profetico romanzo (1968!) poco approfondita che accompagna le solite riflessioni etiche su cosa sia l'umano, sulla realtà in quanto capace di dirci la verità, sui sentimenti e le azioni che rendono l'uomo veramente tale. L'uomo (e anche gli androidi) del futuro (di un futuro - 1992 - che ora è già passato da un pezzo ma senza grandi cambiamenti in merito) è incredibilmente solo. E l'accertamento scientifico di chi sia o non sia umano non è sufficiente, nemmeno procurarsi un rarissimo animale vero sembra tacitare il bisogno dell'altro. In un futuro corrotto nell'intimità di ciò che è veramente umano, l'empatia, la vita, in quanto mera biologia, è messa decisamente in crisi da chi possiede emozioni pur non essendo definito umano.
    PS: alle volte mi chiedo cosa sarebbe stata la mia giovinezza senza la colonna sonora di Vangelis.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    La mia recensione completa la trovate qua
    http://katiusciarigogliosi.blogspot.it/2015/10/ma-gli-androidi-sognano-pecore.html

    In una San Francisco futuristica e deserta - a causa di una guerra nucleare ...continue

    La mia recensione completa la trovate qua
    http://katiusciarigogliosi.blogspot.it/2015/10/ma-gli-androidi-sognano-pecore.html

    In una San Francisco futuristica e deserta - a causa di una guerra nucleare mondiale che ha devastato la Terra - Rick Deckard è un cacciatore di taglie: i suoi obiettivi sono androidi fuggitivi, scappati dalla colonia punitiva su Marte. Si ritroverà nell'arco di 24 ore a dover sostituire uno dei più famosi cacciatori di taglie del momento e a dover dare la caccia a 6 replicanti che, probabilmente, si stanno mimetizzando in mezzo agli esseri umani.
    Tra androidi simili in tutto e per tutto agli esseri umani, animali in via d'estinzione venduti a cifre esorbitanti a collezionisti o semplici amanti, umani relegati in palazzi fatiscenti solo perchè non hanno superato dei test di intelligenza e bestie da compagnia computerizzate ma belle al punto da sembrare vere, Rick dovrà trovare anche la risposta alla domanda che, ad un certo punto, comparirà nella sua mente: dov'è il limite tra il reale e quello che non lo è?

    Posso dire che l'ho adorato?
    Posso dire che non ho chiuso occhio di notte, rapita dalla storia e curiosa di sapere come sarebbe proseguita la trama?

    Non solo mi è piaciuta l'ambientazione - futuristica sì, ma molto simile a certe nostre attuali periferie cittadine, dove degrado, sporcizia e malavita la fanno da padrona, rinchiudendo in casa chi, ahimè, non riesce (o non vuole) a ribellarsi al mondo che lo circonda.
    Non solo mi sono piaciuti i personaggi - Rick, che si metterà in discussione a metà romanzo e dovrà capire effettivamente da che parte stare, se seguire le regole che conosce da una vita o se cominciare a pensare con la propria testa; Rachel, la replicante umana, convinta di essere un qualcosa che in realtà non esiste, subdola, manipolatrice ma, alla fine, migliore di tanti esseri umani di mia conoscenza; Isidore, il cervello di gallina, l'uomo relegato ai margini per la sua scarsa facoltà intellettiva, ma capace di sfidare i pregiudizi ed aiutare chi è in difficoltà fregandosene delle conseguenze.

    Ma la cosa che mi è piaciuta di più in assoluto è la domanda che ti aleggia nella testa fin dall'inizio: cosa è reale e cosa no? Cosa di tutto quello che vediamo, conosciamo, con cui entriamo in contatto, è veramente reale e cosa invece è solamente il frutto dei nostri pensieri, dei nostri preconcetti, dei nostri limiti di immaginazione? Abbiniamo sentimenti a persone che di umano hanno ben poco e siamo convinti che altri esseri non abbiano le stesse sensazioni, sbagliando così completamente il giudizio, non solo su di loro, ma anche su noi stessi.

    Libro consigliatissimo, voto anobiiano 4 stelline (non gli do il top solo perchè ora sono curiosa di sapere se c'è qualche seguito o qualche altra storia simile).

    said on 

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