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Blancanieves debe morir

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Publisher: Maeva

3.8
(565)

Language:Español | Number of Pages: 432 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , Dutch , Chi traditional , Portuguese

Isbn-10: 8415120877 | Isbn-13: 9788415120872 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: eBook , Hardcover

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
Un sombrío día de noviembre unos obreros encuentran un esqueleto humano en un antiguo aeródromo del Ejército norteamericano en un pueblo cerca de Frankfurt. Poco después alguien empuja a una mujer desde un puente. La investigación lleva a los comisarios Pia Kirchhoff y Oliver von Bodenstein al pasado: hace muchos años, en la pequeña localidad de Altenhain, desaparecieron dos muchachas sin dejar rastro. Un proceso judicial basado en pruebas circunstanciales hizo que el presunto autor Tobias acabara entre rejas. Ahora este ha vuelto a su pueblo. La desaparición de otra chica desatará una auténtica caza de brujas.
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  • 5

    Me ha gustado mucho.
    La novela me ha mantenido enganchada desde las primeras páginas. No tiene acción trepidante, pero te mantiene enganchado porque quieres saber que pasó realmente diez años antes, t ...continue

    Me ha gustado mucho.
    La novela me ha mantenido enganchada desde las primeras páginas. No tiene acción trepidante, pero te mantiene enganchado porque quieres saber que pasó realmente diez años antes, todos te parecen culpables. Es verdad que antes de que acabe la historia ya ves por donde van a ir los tiros, pero aún así no pierde tirón.
    Me ha parecido un gran thriller, que me ha recordado en cierta medida a La verdad sobre el caso Harry Quebec.
    Si te gusta la novela negra, te lo recomiendo.

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  • 2

    Se in un GIALLO (chiamiamolo così, e non noir!) si capisce a pagina 180 chi è l’assassino, di certo non è un buon libro. Non è questo il caso, per fortuna, del romanzo in questione, in cui l’intuizion ...continue

    Se in un GIALLO (chiamiamolo così, e non noir!) si capisce a pagina 180 chi è l’assassino, di certo non è un buon libro. Non è questo il caso, per fortuna, del romanzo in questione, in cui l’intuizione di pag 180 (per dire… non cercatela precisamente lì) è solo una delle tante, non è risolutiva o forse è anche sbagliata, in un intreccio in cui l’orchestrazione è piuttosto complessa e quindi le ipotesi si generano in modo continuo e nello stesso modo poi muoiono o si perfezionano. I numerosi personaggi risultano, alla fine, piuttosto ben definiti, nonostante la fatica iniziale che si fa per identificarli (complici anche le presentazioni, piuttosto tradizionali). Un difetto grosso è semmai il voler rincorrere la fiction televisiva, e adeguarvisi: c’è bisogno, ad esempio, di fornire di episodi di vita privata tutti, e dico tutti, i poliziotti? Era proprio necessario dedicare pagine e sottotrame alle loro questioni, riportate a volte come se fossero inserite in contesti più ampi? L’autrice ha scritto altri libri con gli stessi protagonisti quindi c’è forse, per chi ha letto gli altri, un piacevole rimando a fatti noti, ma, insomma, per noi lettori occasionali è già difficile fare conoscenza con tutti gli abitanti del paese!
    Qualche guizzo ironico, qualche spunto acuto. Una dose di tensione non elevata, che ti fa spegnere la luce e dormire subito, sereno. Un libro che, temo, non lascerà tracce a distanza di tempo. Miss you, Agatha Christie!

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  • 3

    Un po' troppo complicata la trama, dove davvero succede di tutto. Specialmente nelle ultime pagine, dove si è già capito dove stia il colpevole, gira un po' la testa e si pensa con nostalgia ai rigoro ...continue

    Un po' troppo complicata la trama, dove davvero succede di tutto. Specialmente nelle ultime pagine, dove si è già capito dove stia il colpevole, gira un po' la testa e si pensa con nostalgia ai rigorosi intrecci nel teatrino inglese della Christie, che come analisi psicologica valeva meno di zero e il cui stile di scrittura lasciava molto a desiderare, ma conduceva il lettore attraverso i suoi schemi geometrici senza lasciare nessuna sbavatura.

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  • 4

    Un paese contro un uomo

    Potrebbe essere anche questo il titolo del libro "un paese contro un uomo". Non svelo altro anche perché consiglio a tutti di leggerlo. E' vero come ho letto da altri commenti che alla fine sembra tan ...continue

    Potrebbe essere anche questo il titolo del libro "un paese contro un uomo". Non svelo altro anche perché consiglio a tutti di leggerlo. E' vero come ho letto da altri commenti che alla fine sembra tanto articolato, tanti personaggi, tanta carne al fuoco però il libro scorre veloce e non vedi l'ora di girare pagina.

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  • 2

    Sarebbe potuto essere un buon giallo, ma è troppo lungo. Ha troppi personaggi affinché questi siano raccontati decentemente, una storia troppo intrecciata per essere credibile, e una struttura troppo ...continue

    Sarebbe potuto essere un buon giallo, ma è troppo lungo. Ha troppi personaggi affinché questi siano raccontati decentemente, una storia troppo intrecciata per essere credibile, e una struttura troppo "cinematografica" affinché il libro sia chiaro e fruibile. Stilisticamente, è anche un prodotto ben fatto, l'autrice ha una penna scorrevole e alcuni passi sono così felici da ricongiungere il lettore con la ragione per cui ha scelto di leggere il libro. E proprio da questi riusciti passi nasce il mio rammarico, in quanto questi dimostrano come l'autrice abbia in effetti un'ottima penna e tutte le potenzialità per confezionare un prodotto migliore di questo. Purtroppo, essa appartiene mi pare di capire a quella schiera di scrittori che per generare suspence infarciscono la storia di complicazioni, scritte pure con la tecnica derivata dal cinema del "montaggio parallelo" per cui si raccontano più vicende alternate spezzando l'una con l'altra, al punto culmine della sotto-storia. I personaggi non sfuggono da una obbligata, vista la mole del racconto, stereotipizzazione, ma forse in una vicenda così intrecciata è la lacuna che disturba meno.

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  • 3

    Mappazzone di reati...

    Sarebbe stato un bel giallo se l'autrice non avesse deciso di infilarci un po' tutti i reati del mondo... il paesino tedesco sperso fra i monti fa un baffo al vaso di Pandora, sigh!

    6/10 ...continue

    Sarebbe stato un bel giallo se l'autrice non avesse deciso di infilarci un po' tutti i reati del mondo... il paesino tedesco sperso fra i monti fa un baffo al vaso di Pandora, sigh!

    6/10

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Si legge spesso in cronaca nera di quanto la Germania sia piena di mafiosi: mafia nelle pizzerie, mafia nelle gelaterie, mafia a Duisburg, ammazzatine, regolamenti di conti che iniziano in Sassonia ma ...continue

    Si legge spesso in cronaca nera di quanto la Germania sia piena di mafiosi: mafia nelle pizzerie, mafia nelle gelaterie, mafia a Duisburg, ammazzatine, regolamenti di conti che iniziano in Sassonia ma la partita di ritorno si tiene a San Luca in Calabria, etc. etc.
    Be', questo giallo dà a noi poveri terroni d'Europa una nuova visione della faccenda: nel senso che la Germania ha già le sue belle consuetudini mafiose, con tanto di omertà, silenzi pregni di significati, paesini dove tutti mentono alla polizia, tutti hanno partecipato a qualcosa di mica tanto bello, tutti scrivono lettere anonime, tutti hanno paura di tutti e si ricattano che è un piacere.

    A parte questo, e' anche un discreto giallo, che, se consideriamo l'apparentemente insostenibile contraddizione tra la logica ferrea della filosofia tedesca e l'empirismo terra terra da cui sgorga il giallo, dimostra che ormai ogni paese si sente in dovere di sfornare la sua bella narrativa di genere.

    Certo, siamo ancora indietro: per almeno due terzi, la storia procede a forza di preterintenzioni, conseguenze logiche, deduzioni ultra logiche e fin troppo immediate (da far rimpiangere! butto lì un esempio di buon livello, la lentezza, la burocrazia, insomma la verosimiglianza delle indagini del buon Henning Mankell).
    Poi, però, lo stile migliora, la faccenda si fa sempre più interessante e, in definitiva, arriviamo alla fine soddisfatti. Giustizia e' stata fatta, presto o tardi, e tardi è meglio che mai.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Primo libro della Neuhaus che leggo, la trama mi aveva incuriosito e devo dire che l'interesse si è mantenuto costante fino a tre quarti ma verso la fine ci sono troppi cambi di direzione, morti che i ...continue

    Primo libro della Neuhaus che leggo, la trama mi aveva incuriosito e devo dire che l'interesse si è mantenuto costante fino a tre quarti ma verso la fine ci sono troppi cambi di direzione, morti che io reputo gratuite e il tutto diventa troppo caotico e non piu' cosi' avvincente.
    Ammetto comunque di averlo letto in un giorno e mezzo usando tutti gli scampoli di tempo possibili, perchè ugualmente era doveroso arrivare alla fine un po' forzata e confusa.

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  • 4

    In un borgo della Germania si consumano crimini e misfatti, che una comunità ottusa e impermeabile cerca in tutti i modi di seppellire nell'oblio. Sembra quasi di trovarsi in un paesino dell'Italia Me ...continue

    In un borgo della Germania si consumano crimini e misfatti, che una comunità ottusa e impermeabile cerca in tutti i modi di seppellire nell'oblio. Sembra quasi di trovarsi in un paesino dell'Italia Meridionale. L'autrice sfata luoghi comuni ancestrali: non è Berlino e non è Francoforte il luogo ove si annidano le più crudeli perversioni, ma la piccola provincia, apparentemente idilliaca, l'ambiente ristretto, la piccola comunità che, nel suo complesso, è autistica (nel romanzo è autistico il personaggio di Thies, figlio del ricco imprenditore locale). C'è una grande abilità nel creare una tensione narrativa spasmodica, in modo da incatenare il lettore alla pagina. Ma è anche assai profonda l'introspezione psicologica dei personaggi e finanche la sottile, ma evidente, indagine sociologica. Non solo giallo. Una scrittrice davvero molto interessante.

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