Blind Assassin

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Publisher: Rebound by Sagebrush

4.1
(109)

Language: English | Number of Pages: 521 | Format: School & Library Binding | In other languages: (other languages) Chi traditional , Portuguese , German , Italian , French , Spanish , Catalan , Czech

Isbn-10: 0613369394 | Isbn-13: 9780613369398 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , Unbound , Mass Market Paperback , eBook , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
Winner of the Booker Prize 2000, The Blind Assassin is a spellbinding novel that spans the decades between the First World War and the present, offering the sweep of an epic and the intimate focus of a family drama.

For the past twenty-five years, Margaret Atwood has written works of striking originality and imagination. In The Blind Assassin, she stretches the limits of her accomplishments as never before, creating a novel that is entertaining and profoundly serious.

The novel opens with these simple, resonant words: "Ten days after the war ended, my sister drove a car off the bridge." They are spoken by Iris, whose terse account of her sister Laura's death in 1945 is followed by an inquest report proclaiming the death accidental. But just as the reader expects to settle into Laura's story, Atwood introduces a novel-within-a- novel. Entitled The Blind Assassin, it is a science fiction story told by two unnamed lovers who meet in dingy backstreet rooms. When we return to Iris, it is through a 1947 newspaper article announcing the discovery of a sailboat carrying the dead body of her husband, a distinguished industrialist.

Told in a style that magnificently captures the colloquialisms and clichés of the 1930s and 1940s, The Blind Assassin is a richly layered and uniquely rewarding experience. The novel has many threads and a series of events that follow one another at a breathtaking pace. As everything comes together, readers will discover that the story Atwood is telling is not only what it seems to be—but, in fact, much more.
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  • 4

    Che penna meravigliosa che ha questa autrice! Alcune pagine sono di una bellezza eccezionale, sono più che prosa, richiamano altre immagini e creano suggestioni. E l'abilità nel gestire una storia che ...continue

    Che penna meravigliosa che ha questa autrice! Alcune pagine sono di una bellezza eccezionale, sono più che prosa, richiamano altre immagini e creano suggestioni. E l'abilità nel gestire una storia che contiene una storia nella storia è eccezionale. Nessuna difficoltà per il lettore che anzi, quasi aspetta l'intarsio che non spezza ma si inserisce perfettamente nel romanzo.
    La storia in sé non è eccezionale: due sorelle legate da un rapporto molto forte di amore e forse rivalità, crescono insieme e la più grande delle due, Iris si sposa costretta dall'interesse per calcoli paterni che si riveleranno sbagliati. Le due sorelle si innamorano dello stesso uomo che pur assente fisicamente nella maggior parte del testo perchè impegnato in qualche guerra/ lotta politica, resta il vero protagonista della storia tirandone i fili.
    L'autrice è così brava, di una bravura rara, che le si perdonano alcune pecche, per chi le riesce a notare, che stanno soprattutto nell'aspetto psicologico dei personaggi e delle loro relazioni. Soprattutto nel rapporto tra le sorelle o tra Iris e il marito o la cognata. Questi rapporti sono caratterizzati da una sottile mancanza di empatia e di spessore. Ma Margaret è così convincente che quasi non si nota nemmeno questa piccola pecca. Nel senso che pur mancando l'empatia nei rapporti umani i dialoghi sono vivi e guizzanti, vivaci e pieni di ironia e di idee. Le due sorelle isolate dalla scrittura non destano particolare simpatia e alcuni aspetti della vicenda mi hanno deluso.Il fatto che Iris non sia andata in ospedale da Laura ad esempio. E anche il chiarimento finale al bar, o il rapporto di Iris con sua figlia. C'è qualcosa che non va. Comunque il romanzo è bellissimo non tanto per la vicenda reale ma nel suo stare in bilico tra più dimensioni spazio temporali. Per il fatto che la storia nella storia esprime quasi il desiderio dei due amanti, Iris e Alex, di vivere in un'altra dimensione diversa da quella della realtà. Anzi la storia che a un certo punto cambia riflette quasi o almeno si potrebbe pensare, il rapporto che cambia tra i due come una specie di specchio magico. Mi piace anche il fatto che Alex usi il poco tempo in cui sta con Iris per raccontarle una storia in una situazione che ricorda vagamente Le mille e una notte. Mi piace che la storia definitiva dell'assassino cieco, quella che finisce nel libro attribuito a Laura, venga scritta come atto d'amore in una tavola che potrebbe essere rotonda.. Bella l'idea delle persone che siedono attorno alla tavola rotonda per cui ognuno ha sempre qualcuno alla sua destra e alla sua sinistra. Al lettore scegliere se il libro è stato scritto con la destra o con la sinistra, in riferimento alla Bibbia (Dio siede alla destra del Padre. Quindi alla sinistra chi ci sta? Le supposizioni potrebbero anche essere inquietanti).
    Il libro è pieno di riferimenti biblici che bisognerebbe saper cogliere come pure di riferimenti letterari ma non è un libro religioso, anzi piuttosto il contrario. Il Diavolo potrebbe citare la Bibbia contro Dio, si dice nel testo. In ogni caso ci sono pagine di meravigliosa perfidia, tutte quelle che riguardano Winifred e di meravigliose riflessioni e di descrizioni che continuano a lasciare echi per la loro bellezza e poesia e dialoghi intelligenti e seducenti per la assoluta mancanza di banalità.
    Insomma un libro da non perdere di quelli che non ti fanno affondare nell'animo umano ma che ti fanno perdere nei riflessi delle immagini come in un gioco di specchi.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Il libro racconta la storia della famiglia Chase e in particolare di due sorelle, Iris e Laura, partendo dalla fondazione, a inizio secolo, della fabbrica di bottoni da parte del nonno, in una città ...continue

    Il libro racconta la storia della famiglia Chase e in particolare di due sorelle, Iris e Laura, partendo dalla fondazione, a inizio secolo, della fabbrica di bottoni da parte del nonno, in una città immaginaria del Canada, Port Ticonderoga, passando per il fallimento durante la grande crisi degli anni 20, e l’acquisizione del patrimonio economico restante ( e delle donne della famiglia) da parte dell’imprenditore Richard Griffen, arrampicatore sociale.
    L’incipit meraviglioso promette bene, la scrittura è notevole, cosi' come l'originalità nell'affiancare le tante storie e i tanti bei passi da citare, ma è stato un libro che non mi ha colpita e che ho fatto una fatica pazzesca a finire. Anzi, la prima volta è stata talmente dura districarsi tra i 3 diversi piani in cui si svolgeva l’azione, visto che mi sembrava che saltasse di palo in frasca da un capitolo all’altro, che ho abbandonato il libro dopo un centinaio di pagine, per poi riprenderlo in mano dopo un anno, perché sono una testona e non volevo arrendermi. In particolare ho trovato il racconto fantascientifico (raccontato da un protagonista del libro che viene raccontato nel libro) proprio troppo astruso e poco pertinente.
    Normalmente le letture mi coinvolgono, provo sentimenti positivi e negativi, ma qui niente, calma piatta. Il racconto è volutamente cinico, ma la sensazione che ho avuto è quella di un libro poco equilibrato nella sua struttura, troppo lungo, che l’editore ha poi costretto a stringere. Le vicende che riguardano la figlia e la nipote di Iris, che dovrebbero essere così importanti visto il rapporto di parentela, sono appena accennate.
    Ho trovato invece fantastica la Iris 80enne narrante, che si autodescrive in modo ironico e estremamente efficace (mirabile qui la Atwood) nella sua anzianità (“Ho il sospetto di avere un odore che non riesco più ad avvertire - un tanfo di carne stantia e di pipì torbida, invecchiata. Asciugata, aspersa di lozione e incipriata, spruzzata come muffa, ero in un certo senso restaurata. Soltanto, c'era ancora la sensazione di assenza di peso, o piuttosto di essere sul punto di cadere da uno strapiombo. Ogni volta che allungo un piede lo metto giù in maniera precaria, come se il pavimento potesse cedere sotto di me. Soltanto la tensione superficiale mi mantiene sul posto“). La storia di Iris mi ha ricordato quella di un altro grande personaggio, quello Stoner che tutti, o quasi, conosciamo: la stessa apparente insignificanza, mancanza di reazione, lo stesso lasciarsi trascinare dagli eventi, lo stesso subire dagli altri comportamenti inaccettabili, ma alla fine il riscatto. Meno efficace la descrizione dei luoghi e degli altri personaggi, compresa la Iris bambina e giovane, che sono tutti un po’ stereotipati e tutti poco simpatici (a parte la grande bambinaia fac-totum Reenie, che trasuda saggezza popolare da tutti i pori). Mirabile anche, ça va sans dire, la descrizione della condizione sociale delle donne, che sappiamo essere molto importante per la Atwood. Come dimenticare la metafora efficacissima "solida come un cesso di mattoni" per descrivere quella che purtroppo era considerata la donna ideale da sposare a quel tempo?

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  • 4

    È un libro dallo stile narrativo interessante perché molto particolare, essendo composto da tre romanzi diversi( una saga familiare; un romanzo rosa; un romanzo fantascientifico), che sono in realtà a ...continue

    È un libro dallo stile narrativo interessante perché molto particolare, essendo composto da tre romanzi diversi( una saga familiare; un romanzo rosa; un romanzo fantascientifico), che sono in realtà avvinti da un legame. Iris Chase a più di ottant'anni comincia a narrare la storia della propria famiglia alla nipote Sabrina. Circostanze avverse hanno segnato tutta la sua vita: di famiglia altisonante ma decaduta, con un padre assente segnato fisicamente e psicologicamente dalla prima guerra mondiale ,sposa per non finire in rovina senza amore( ma nemmeno stima, perché più volte ammette che nemmeno ascoltava i suoi discorsi) il concorrente in affari del padre Richard Griffen, parvenue dai loschi traffici ansioso di ottenere rispetto, e dopo il matrimonio sembra destinata ad una vita di grazioso ornamento alle cene di Richard e di madre dei suoi figli, ignorando ingenuamente tutto ciò che succede intorno a lei e facendosi trasportare da nuove circostanze, come se non avesse una volontà. Laura, sua sorella minore, di cui Iris dopo la morte della madre si è assunta la custodia, è invece molto diversa da lei: una creatura ribelle, noncurante dei doveri sociali, tendente al misticismo e con un'incrollabile fede in un Dio diverso da quello convenzionale. Insopportabile, come dice a più riprese chiaramente Iris, soprattutto per la sua fede incrollabile in un Dio che l'ascolta, a cui Iris non crede e non molto compresa dalla sorella stessa fino alla fine. Laura, morta prematuramente suicida( come chiarisce da subito l'incipit) è l'autrice del romanzo " L'assassino cieco" , che racconta la storia d'amore tra una ricca borghese e un rosso sovversivo, che si incontrano di nascosto e a cui lui racconta una storia fantascientifica( il terzo livello di narrazione). Iris poi improvvisamente decide di cambiare vita ma non riesce a riscattarsi del tutto, continuando con la solfa delle circostanze avverse, che la privano prima della figlia, che si fa portar via senza far praticamente nulla e che muore tragicamente tossicodipendente ( e a cui rimprovera di aver buttato la sua vita, invece di rimproverare più se' stessa per non aver combattuto di più per la sua custodia) e poi della nipote. La principale circostanza avversa di Iris ha un nome e un cognome: Winifred Griffen, la perfida cognata, che le porta via figlia e nipote. La descrizione di Winifred non è però particolarmente riuscita, forse perché la vediamo solo attraverso le parole di una donna che la odia per comprensibili ragioni. Si capisce che si tratta di una donna intelligente, desiderosa di guidare l'ascesa politica del fratello e di arrivare al vertice lei stessa, che non sopporta Iris e la considera una sciocca incapace , ma non si capiscono le reali motivazioni che la spingono ad agire, mentre aggiungere la sua voce al monologo di Iris poteva essere interessante. Più che un mostro sembra semplicemente la classica pettegola che sparla dietro. Quanto al marito Richard, l'altro cattivo, è più riuscito, come classico esempio della banalità del male.Malgrado tutto, non si riesce però a provare molta simpatia per Iris, che continua a giustificarsi ma alla fine, chiarito tutto e dipanati i fili che legano il romanzo di Laura con la storia di Iris, non riesci a non sentire una certa complicità con lei.

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  • 4

    A 92 anni Iris...

    ...inizia a scrivere una lunga confessione, la storia sua e di sua sorella Laura, della loro famiglia... Figlie di un industriale canadese, a causa della crisi del '29 si ritrovano alla bancarotta e I ...continue

    ...inizia a scrivere una lunga confessione, la storia sua e di sua sorella Laura, della loro famiglia... Figlie di un industriale canadese, a causa della crisi del '29 si ritrovano alla bancarotta e Iris dovrà fare un matrimonio di interesse per salvare padre e sorella. Ma le cose non andranno come sperato, il marito si rileverà un essere abietto, la sorella di lui è fin da subito insopportabile, il sacrificio di Iris non salverà Laura. Tante troppe cose resteranno non dette, una lunga storia d'amore finirà tragicamente. Sullo sfondo la grande guerra, la crisi, la guerra di Spagna, la seconda guerra mondiale. Una vita all'apparenza privilegiata, si rileverà essere una trappola mortale, per Laura non ci sarà un futuro, ma Iris riuscirà a costruirselo anche se non sarà certo quello in cui sperava e alla fine sarà solo rimorso e rimpianto. Scritto magnificamente - tra cronaca vera, diario, racconti nel racconto - mescola generi e stili riuscendo a mantenere un perfetto equilbrio e con un solido ancoraggio alla realtà.

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  • 3

    Comincio dicendo che Margaret Atwood scrive benissimo ma, nonostante questo, il libro non scorre, un po’ è colpa mia che non amo le saghe familiari un po’ credo sia colpa della costruzione del libro c ...continue

    Comincio dicendo che Margaret Atwood scrive benissimo ma, nonostante questo, il libro non scorre, un po’ è colpa mia che non amo le saghe familiari un po’ credo sia colpa della costruzione del libro che, essendo strutturato su tre piani narrativi diversi, risulta alle volte difficile da seguire.
    Il libro si apre con una macchina che vola giù da un ponte. Incidente o suicidio? Questo è il mistero che avvolge la fine di Laura Chase. E’ Iris, la sorella maggiore di Laura, che ci racconta la storia della loro famiglia, i nonni, i genitori, loro bambine, adolescenti e poi donne.
    La Atwood descrive con molta forza la posizione della donna in quegli anni, prima sottoposta all’autorità del padre e poi a quella del marito, tanto da diventarne un’ombra e perdere anche il diritto al proprio nome. Una volta sposata, ancora minorenne, Iris Chase non esiste più ma c’è la signora Richard Griffen. Il solo pensarci mi fa rabbrividire.
    In questo scenario si inserisce L’assassino cieco l’unico libro di Laura Chase, pubblicato postumo da Iris stessa. E’ la storia di due amanti che si ritagliano piccoli spazi nelle loro vite e durante questi incontri clandestini lui racconta a lei storie ambientate sul pianeta Zycron o sui potenti uomini lucertola.
    Nulla è come sembra e la Atwood è veramente brava a seminare indizi per portarci alla rivelazione finale. Le cose sono molto più complesse di quello che appare e, nel racconto di Iris, tutto è collegato. E’ in libri come questo che sento la mancanza del volume vero e proprio, negli ebook esistono i segnalibri ma non è la stessa cosa che tornare a sfogliare le pagine appena lette per vedere cosa ci è sfuggito.
    Leggerò sicuramente altro di questa bravissima autrice che mi ha molto colpito per il modo in cui affronta temi molto delicati e per l’ironia con cui descrive certe situazioni. Forse sconsiglierei di scegliere questo libro come prima lettura ma sicuramente consiglio l’autrice.

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  • 3

    Scritto in maniera particolare, a tratti addirittura affascinante, ma ho trovato la storia narrata noiosa, banale e finanche melodrammatica, perciò non ne sono rimasta molto convinta...
    Senza dubbio v ...continue

    Scritto in maniera particolare, a tratti addirittura affascinante, ma ho trovato la storia narrata noiosa, banale e finanche melodrammatica, perciò non ne sono rimasta molto convinta...
    Senza dubbio voglio leggere qualcos'altro di questa scrittrice.

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  • 5

    Superate le prime pagine un po' difficili, ci si trova avvinghiati ad una storia veramente appassionante, intrigante e scritta divinamente.
    Un feuilleton di altissima qualità!

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  • 5

    Da leggere assolutamente!

    Uno dei libri con la trama più avvincente che ho letto negli ultimi anni.
    Completamente giocato sul dualismo,sul detto e non detto ci lasciamo trasportare da ciò che la narratrice desidera svelarci, i ...continue

    Uno dei libri con la trama più avvincente che ho letto negli ultimi anni.
    Completamente giocato sul dualismo,sul detto e non detto ci lasciamo trasportare da ciò che la narratrice desidera svelarci, ignorando ciò che decide di celarci.
    E alla fine quello che pensiamo di aver capito si rivela inevitabilmente falso.

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