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Blinde wilg, slapende vrouw

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3.8
(1263)

Language:Nederlands | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Spanish , Catalan , German , Portuguese , French , Polish , Italian

Isbn-10: 9045000849 | Isbn-13: 9789045000848 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 3

    Murakami in pillole

    In discordanza con altri commenti che ho letto, a me non pare che la dimensione “racconto” si addica particolarmente alla narrativa di Murakami, sebbene possa trattarsi piuttosto di una mia personale ...doorgaan

    In discordanza con altri commenti che ho letto, a me non pare che la dimensione “racconto” si addica particolarmente alla narrativa di Murakami, sebbene possa trattarsi piuttosto di una mia personale scarsa propensione a tale genere di formato.

    Nei racconti di “I salici ciechi e la donna addormentata” i temi cari al grande autore giapponese ci sono tutti ed anzi alcuni spunti sembrano prefigurare il canovaccio da cui lo scrittore trarrà, con ben altra avvolgente potenza, uno dei suoi romanzi. Ma è come se questi frammenti si fermassero allo stato di schizzo, di idea, a volte molto suggestiva in tipico stile Murakami a volte meno, in cui la parola “fine” giunge troppo presto a spezzare l’incantesimo che spesso non ha avuto neppure il tempo di cominciare a stimolare la fantasia del lettore.

    I romanzi più riusciti dell’autore hanno una struttura inafferrabile, un procedere onirico, che non sai dove possa portare e a cui ci si abbandona seguendo le divagazioni del racconto e le peregrinazioni di un personaggio di solito piuttosto opaco in un mondo dalle sfumature cangianti e nel rapporto con personaggi sfuggenti e dal comportamento spesso contraddittorio. La magia della narrazione di M. si produce un po’ alla volta dall’accumulo di temi, situazioni, dialoghi anche spiazzanti che, non sùbito ma una volta inoltrati nelle pieghe della storia, genera un mondo sfaccettato e caleidoscopico, un puzzle che può essere assemblato in diverse maniere dalla fantasia del lettore oltre che dall’abilità dell’autore.

    Lasciati a sé stessi e isolati i frammenti di questo puzzle (i racconti) possono ancora emanare la loro qualità suggestiva ma più spesso si appannano e si esauriscono nell’arco della lettura del racconto, dimenticati quando si inizia il successivo.

    Non a caso è proprio nei racconti più lunghi, come ad esempio l’ultimo della raccolta, che tale suggestione ha l’opportunità di manifestarsi, mentre il fatto stesso che i racconti inclusi siano ben 24 fa sì che in diversi casi si tratti di fotografie, immagini, spezzoni che a me sembrano esercizi, prove d’autore, più che forme narrative compiute. Lasciano una percezione di assenza, sospensione e incompiutezza che a volte, almeno in me, rischia di generare una vaga insoddisfazione e una sensazione di gioco fine a sé stesso e in parte ripetitivo.

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  • 5

    splendido

    Devi superare i primi quattro racconti. Questi ultimi sono così banali, inconsistenti e sconclusionati che ti fanno girare il libro per leggere, in copertina, il nome dell' autore. Ma dopo, dopo si sp ...doorgaan

    Devi superare i primi quattro racconti. Questi ultimi sono così banali, inconsistenti e sconclusionati che ti fanno girare il libro per leggere, in copertina, il nome dell' autore. Ma dopo, dopo si spalanca un mondo: tutta la gamma delle emozioni vi è rappresentata. Poesia e bellezza, surreale e cruda realtà si mescolano in trame sempre diverse, che leggi di fila, una dietro l' altra, senza fiato, perché le fil rouge è la maestria di un grandissimo narratore.

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  • 3

    Il mio rapporto con Murakami è altalenante; ho adorato Dance dance dance e odiato Norwegian wood, ho apprezzato La fine del mondo e il paese delle emraviglia e disprezzato a Sud del confine. Questo li ...doorgaan

    Il mio rapporto con Murakami è altalenante; ho adorato Dance dance dance e odiato Norwegian wood, ho apprezzato La fine del mondo e il paese delle emraviglia e disprezzato a Sud del confine. Questo libro di racconti lunghi un ventennio è un bignami dei miei rapporti con lui. I temi sono multipli e lo stile è diverso, va dal Carveresco del racconto che da il titolo alla raccolta (o di Hanalei bay) al simbolismo più smaccato di La scimmia di Shinagawa (o Storia di una zia povera, che però ha un sentore di Buzzati), nel mezzo ci stanno alcuni racconti del Murakami che apprezzo di più quello equidistante dal verosimile e dall'assurdo come in Nausea 1979, Nell'anno degli spaghetti o Granchi, con qualche incursione nell'assurdo non standard (per lui) come ne Splendore e decadenza delle ciambelle a cono. Nel complesso quindi ha tutti i pregi e tutti i difetti dei suoi libri; una certa noia, banalità e sensazione di falso quando parla di fatti realistici, una leggerezza e verosimglianza quando aprli di eventi fantastici.
    Nel complesso però la sensazione è stata più positiva che altro.

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  • 1

    Non comprate questo libro. Andate in biblioteca o in una di quelle grandi librerie dove ci sono divanetti, comode seggiole, morbide panchine. Prendete questo libro dallo scaffale, se proprio siete inc ...doorgaan

    Non comprate questo libro. Andate in biblioteca o in una di quelle grandi librerie dove ci sono divanetti, comode seggiole, morbide panchine. Prendete questo libro dallo scaffale, se proprio siete incuriositi dall'autore, dal titolo, dalla quarta di copertina, dalla copertina. Sedetevi sui sopra citati posti a sedere. Aprite il libro e leggete, tra tutti i 24 racconti, solo ed esclusivamente: lo specchio; i gatti antropofagi; il settimo uomo - il più bello; Tony Takitani; i percorsi del caso.
    Tutti gli altri non sono degni di essere letti: l'incompletezza, spesso la caratteristica di qualsivoglia racconto breve, raggiunge in quest'opera il suo apice, la mancanza di senso e significato il suo paradiso, la noia la sua apoteosi, la passione di leggere la sua tomba.

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  • 4

    Sólo he leído dos novelas de Murakami, una de las cuales no me gustó, así que no sabía qué esperar de sus relatos. Gracias a Dios no me ha decepcionado en lo absoluto y creo que en estos relatos, por ...doorgaan

    Sólo he leído dos novelas de Murakami, una de las cuales no me gustó, así que no sabía qué esperar de sus relatos. Gracias a Dios no me ha decepcionado en lo absoluto y creo que en estos relatos, por su misma composición, demuestra con creces el talento que tiene para enganchar al lector y mezclar, de manera sutil, la realidad y la fantasía, de tal modo que aunque narra hechos "cotidianos", estos no resultan aburridos, sino todo lo contrario: fascinan, impelen a seguir leyendo y encontrar qué sucede, pues el descenlace dista mucho de ser común.

    Uno no sabe qué esperar de Murakami y creo que esta es su mejor y peor cualidad. En el caso de esta compilación, sirve como ventaja. Cada relato es un mundo nuevo, en donde nada está escrito y el factor sorpresa siempre está presente. Murakami explora la psicología humana, así como la vida cotidiana desde ángulos extraños, desde la fantasía y la metáfora; no da soluciones, plantea preguntas y deja que el lector se responda, creando así una serie de cuentos muy ricos.

    Mi favorito es "El espejo" seguido de "El mono de Shinagawa" y son, sin duda para los iniciados en la obra de Murakami, la condensación de los temas que suele tratar en sus relatos, sean éstos cortos o novelas. Recomiendo la lectura de esta compilación pues así sabrán si desean continuar leyéndolo o no. Incluso tiene un extracto de lo que después llegó a ser Tokio Blues. Si les gusta adelante, sino, es mejor que no gasten más su dinero y su tiempo en él.

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  • 4

    24 racconti che coprono 20 anni della vita e della produzione di Haruki Murakami. In alcuni si sente che era molto molto giovane, in altri si ritrova la sua scrittura più matura. Bello
    "Sapete cosa pe ...doorgaan

    24 racconti che coprono 20 anni della vita e della produzione di Haruki Murakami. In alcuni si sente che era molto molto giovane, in altri si ritrova la sua scrittura più matura. Bello
    "Sapete cosa penso? Che noi esseri umani non dobbiamo temere la paura in sé. La paura esiste, è vero. Si mostra prendendo forme diverse, e a volte opprime la nostra vita... La cosa più terribile però, è voltare le spalle alla paura, chiudendo gli occhi per non vederla. Perché così facendo consegniamo la cosa più preziosa che abbiamo in noi a qualcos'altro..."

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