Blindness

a novel

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Publisher: Vintage

4.4
(11691)

Language: English | Number of Pages: 309 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Portuguese , Spanish , Catalan , Chi traditional , German , Italian , French , Dutch , Swedish

Isbn-10: 1860462979 | Isbn-13: 9781860462979 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Softcover and Stapled , School & Library Binding , Audio CD , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Social Science

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Book Description
Translated from the Portuguese by Giovanni Pontiero, a thriller about a city hit by an epidemic of sudden blindness, where the authorities herd the afflicted into camps, and the criminal element among the blind soon starts to make its mark. From the author of THE STONE RAFT and THE YEAR OF THE DEATH OF RICARDO REIS.
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  • 5

    Travolgente, angosciante, crudo

    La lettura di Cecità è stata per me una vera e propria esperienza, un'immersione in un altro mondo con un senso di disagio e angoscia inframezzato da qualche frammento di parentesi di lieve sollievo g ...continue

    La lettura di Cecità è stata per me una vera e propria esperienza, un'immersione in un altro mondo con un senso di disagio e angoscia inframezzato da qualche frammento di parentesi di lieve sollievo grazie all'umanità dimostrata da alcuni personaggi.
    La cecità rappresenta in questo caso sia una malattia immaginaria (coloro che ne sono affetti -senza apparente motivo- vedono tutto bianco) che uno spunto di una metafora per descrivere gli aspetti peggiori dell'uomo.
    Non si salva quasi nessuno: le parole che descrivono chi non ne è affetto sono sintetizzabili in paura, emarginazione (verso i malati), violenza, menefreghismo e scherno. Coloro che vengono ghettizzati formano invece una piccola società a sé stante che invece deve fare i conti con lotta per la sopravvivenza, avidità per scarsità di risorse di ogni tipo ed egoismo. Qui vige la legge del più forte in cui chi ha il sopravvento usa il proprio potere per accaparrarsi le risorse, sfruttando ed umiliando i più deboli nei modi peggiori. Quando invece questa piccola società si estende su grande scala, ecco che regna caos e panico generalizzato, indifferenza e solidarietà assente, se non quella all'interno di piccoli gruppi che si sono venuti a formare.
    Lo stile usato da Saramago non è comune, senza pause, il luogo e il tempo non sono precisati, così come i nomi propri delle persone che non vengono mai menzionati.
    Tutto questo contribuisce a creare il senso di disagio ed immergerti in quella realtà di cui ti sembra fare parte.
    Libro non semplice, ma vale la pena fare un piccolo sforzo: la lettura stessa é una vera e propria esperienza

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  • 5

    Molto interessante...

    Questo libro "esplora" un mondo segreto, quello dei ciechi, che alla maggior parte delle persone risulta del tutto ignoto... affascinante e, oserei dire, "illuminante"!

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  • 5

    A mio parere un vero capolavoro, degno di un premio Nobel quale Saramago.
    La cecità improvvisa e completa di tutta la popolazione serve a Saramago come spunto per mostrarci la vera natura degli esseri ...continue

    A mio parere un vero capolavoro, degno di un premio Nobel quale Saramago.
    La cecità improvvisa e completa di tutta la popolazione serve a Saramago come spunto per mostrarci la vera natura degli esseri umani. Ridotti a uno stato primitivo, quasi animale, costretti a vivere in condizioni disumane, a lottare per il cibo e per la sopravvivenza, i ciechi tirano fuori tutta la malvagità, la mancanza di rispetto, l'egoismo di cui un essere umano può essere capace, in un mondo in cui ormai l'evoluzione, la tecnologia, le scoperte scientifiche, le invenzioni, non servono più a niente. In realtà la cecità fisica rimanda alla cecità della ragione e dei sentimenti, fino a denunciare che solo l’indifferenza e l’egoismo governano il mondo.
    Inconfondibile lo stile di scrittura di Saramago, fluido e con dialoghi senza punteggiatura che si mescolano in un flusso continuo con le descrizioni. Uno stile che insieme ai contenuti a tratti choccanti spinge a leggere senza soluzione di continuità fino a giungere alla fine di questa incredibile epopea.

    said on 

  • 3

    Angoscia, ripugnanza e a tratti una sensazione di forte disagio.
    E' quello che ho provato durante la lettura del libro e a caldo non appena l'ho terminata. Forse è ciò che l'autore sperava di suscitar ...continue

    Angoscia, ripugnanza e a tratti una sensazione di forte disagio.
    E' quello che ho provato durante la lettura del libro e a caldo non appena l'ho terminata. Forse è ciò che l'autore sperava di suscitare nel lettore, insieme alla riflessione sulla percezione e consapevolezza di come ruota il mondo intorno a noi e di come ne siamo sovente ignari.

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  • 5

    Recensione completa: http://feliceconunlibro.blogspot.it/2017/03/cecita-jose-saramago-recensione-no.html

    Saramago ci racconta la nascita di un nuovo mondo di ciechi, ci fa vedere tutte le difficoltà c ...continue

    Recensione completa: http://feliceconunlibro.blogspot.it/2017/03/cecita-jose-saramago-recensione-no.html

    Saramago ci racconta la nascita di un nuovo mondo di ciechi, ci fa vedere tutte le difficoltà che questa nuova condizione comporta ma soprattutto ci mostra l'emergere della vera natura dell'uomo. La cecità diventa un mezzo attraverso il quale ogni persona viene messa a nudo, mostrando il suo vero io. Essendo tutti ciechi, protetti dal fatto che non possono essere giudicati né riconosciuti, gli uomini compiono le azioni che rispecchiano la loro vera natura, senza vergogna né pudore.

    La visione complessiva che Saramago ci dà di questo nuovo mondo popolato dalla cecità, è principalmente pessimista. Gli uomini sono ridotti a uno stato primitivo, animale, costretti a vivere in condizioni disumane, a lottare per il cibo e per la sopravvivenza. Cieco in mezzo ai ciechi, ogni uomo è solo con se stesso, tutta l'evoluzione, la tecnologia, le scoperte scientifiche, le invenzioni, non servono più a niente.

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  • 5

    In una città sconosciuta inaspettatamente scoppia un'epidemia di cecità bianca che colpisce pian piano tutti gli abitanti tranne una donna, unica testimone oculare di quel che accade.. Nessuno ha un n ...continue

    In una città sconosciuta inaspettatamente scoppia un'epidemia di cecità bianca che colpisce pian piano tutti gli abitanti tranne una donna, unica testimone oculare di quel che accade.. Nessuno ha un nome, ciascuno è identificato da una caratteristica che fatalità, fa sempre riferimento agli occhi (il medico che è un oculista, il primo cieco, la ragazza dagli occhiali scuri, il vecchio dalla benda nera, il ragazzino strabico ecc..).. E' molto più di un libro, è un'allegoria sulla natura umana che nel momento del disagio mette in evidenza tutta la malvagità, la mancanza di rispetto, l'egoismo di cui un essere umano può essere capace. Un romanzo che rimane dentro, che colpisce e fa riflettere. Un vero e proprio CAPOLAVORO

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  • 5

    Capolavoro immenso di un immenso scrittore. L'umanità accecata che brancola in una cecità che si trasforma presto in sonno della ragione. Grandiosa citazione dei Promessi sposi nell'epidemia che viene ...continue

    Capolavoro immenso di un immenso scrittore. L'umanità accecata che brancola in una cecità che si trasforma presto in sonno della ragione. Grandiosa citazione dei Promessi sposi nell'epidemia che viene debellata con la pioggia.

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  • 0

    Non male ma neanche niente di speciale, sicuramente sopravvalutato. Spunto originale, sviluppo abbastanza prevedibile.
    Si fa leggere, ma non è sicuramente un obbligo averlo letto.

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  • 5

    Ingredienti: un’umanità intera annegata in una cecità bianco latte, una donna sola in grado di vedere il mondo, la disumanità guadagnata in cambio di un senso perduto, la sopravvivenza ottenuta con gl ...continue

    Ingredienti: un’umanità intera annegata in una cecità bianco latte, una donna sola in grado di vedere il mondo, la disumanità guadagnata in cambio di un senso perduto, la sopravvivenza ottenuta con gli occhi del cuore e della ragione.
    Consigliato: a chi è curioso di “vedere” cosa c’è dentro gli uomini, a chi vive nella luce pensando nel buio (e viceversa).

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