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Blindness

By

Publisher: The Harvill Press

4.4
(10587)

Language:English | Number of Pages: 320 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Portuguese , Spanish , Catalan , Chi traditional , German , Italian , French , Dutch , Swedish

Isbn-10: 1860466850 | Isbn-13: 9781860466854 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , Softcover and Stapled , School & Library Binding , Audio CD , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Social Science

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Book Description
A city is hit by an epidemic of "white blindness" which spares no one. Authorities confine the blind to an empty mental hospital, but there the criminal element holds everyone captive, stealing food rations and raping women. There is one eyewitness to this nightmare who guides seven strangers-among them a boy with no mother, a girl with dark glasses, a dog of tears-through the barren streets, and the procession becomes as uncanny as the surroundings are harrowing. A magnificent parable of loss and disorientation and a vivid evocation of the horrors of the twentieth century, Blindness has swept the reading public with its powerful portrayal of man's worst appetites and weaknesses-and man's ultimately exhilarating spirit. The stunningly powerful novel of man's will to survive against all odds, by the winner of the 1998 Nobel Prize for Literature
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  • 5

    Claustrofobico

    Durante la lettura di alcune pagine sono stata proprio male: mi mancava l'aria, respiravo a fatica il cuore mi batteva all'impazzata!! Crudo, angosciante, terrificante ma senza ombra di dubbio meravig ...continue

    Durante la lettura di alcune pagine sono stata proprio male: mi mancava l'aria, respiravo a fatica il cuore mi batteva all'impazzata!! Crudo, angosciante, terrificante ma senza ombra di dubbio meraviglioso!!

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  • 3

    Avvincente, crudo ma alla fine..

    Fino alla metà tutto bene, anche se alcuni pezzi sono veramente crudi (ma anche il riuscire a rendere la crudeltà attraverso la scrittura è una dote che ritengo lodevole per uno scrittore). Verso la f ...continue

    Fino alla metà tutto bene, anche se alcuni pezzi sono veramente crudi (ma anche il riuscire a rendere la crudeltà attraverso la scrittura è una dote che ritengo lodevole per uno scrittore). Verso la fine ha smesso di attirare la mia attenzione, ho veramente faticato sulle ultime pagine per chiuderlo. Una storia che sicuramente rimane nella mente e fa riflettere sulla parte crudele, più animalesca, della natura umana.

    said on 

  • 5

    Sì, eccezzionale. La trama, la scrittura, il finale.
    Questo libro mi si é appiccicato agli occhi dalla prima riga della prima pagina e mi ha impedito di vedere altro fino all' ultima..adesso peró ho b ...continue

    Sì, eccezzionale. La trama, la scrittura, il finale.
    Questo libro mi si é appiccicato agli occhi dalla prima riga della prima pagina e mi ha impedito di vedere altro fino all' ultima..adesso peró ho bisogno di qualcosa di piú leggero

    said on 

  • 3

    un normale libro di fantascienza

    Non so com'è inquadrato questo autore, ma "Cecità" è un libro fantasociale, molto più vicino alla fantascienza alla Dick che ad un romanzo di narrativa.
    In quest'ottica, niente di che: un libretto di ...continue

    Non so com'è inquadrato questo autore, ma "Cecità" è un libro fantasociale, molto più vicino alla fantascienza alla Dick che ad un romanzo di narrativa.
    In quest'ottica, niente di che: un libretto di fantascienza simpatico, ma inconcludente. Qualsiasi cosa succeda è pressoché normale e scontata in una situazione del genere.
    Il fatto è che almeno nella fantascienza si delineano sempre le cause che portano ad un certo tipo di degenerazione. Qui no. Sempre in fantascienza, se la situazione degenerativa si risolve, ti spiegano perchè si risolve. Qui no.

    La scrittura continua non mi piace per niente. La trovo svilente e toglie quel po' di pathos che avrebbe potuto essere presente in questo libro.

    L'unica nota positiva è il fatto che i protagonisti non hanno nome, ma una descrizione chiara (es: il primo cieco, la donna dagli occhiali scuri, il dottore, ecc). Questo mi è piaciuto tantissimo. E' stato l'unico libro dove non mi sono dovuto sforzare di ricordare i nomi dei protagonisti e quello che facevano. Eccellente. E' l'unico motivo per cui non dò 2 stelle al libro, ma lo faccio arrivare a 3.

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  • 1

    Finalmente è finito!!!

    Riconosco che la mia opinione sia contraria alla quasi totalità dei lettori... a me Saramago NON PIACE. Non lo trovo avvincente, affatto scorrevole; ho cominciato questo libro perchè volevo interrompe ...continue

    Riconosco che la mia opinione sia contraria alla quasi totalità dei lettori... a me Saramago NON PIACE. Non lo trovo avvincente, affatto scorrevole; ho cominciato questo libro perchè volevo interrompere temporaneamente la lettura di un altro, e questo era di gran lunga peggiore del primo. I personaggi hanno effettivamente dei caratteri ben delineati, ma la scrittura dei dialoghi, tutta proposta di getto e senza segni di punteggiatura, proprio non mi piace. Per non parlare poi delle frasi sulla cecità dell'ultimo capitolo, filosofia da due soldi.

    Scusatemi, mi dovevo proprio liberare di un peso.

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  • 4

    Del male altrui si guarisce, del proprio si muore, parole che non pronunciò nessuna, ma che tutte pensarono, in realtà deve ancora nascere il primo essere umano sprovvisto di quella seconda pelle che ...continue

    Del male altrui si guarisce, del proprio si muore, parole che non pronunciò nessuna, ma che tutte pensarono, in realtà deve ancora nascere il primo essere umano sprovvisto di quella seconda pelle che chiamiamo egoismo, più dura dell'altra, che per qualsiasi cosa sanguina.

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  • 5

    Inquietante capolavoro!

    Ogni riga si sente sulla pelle, impossibile non immedesimarsi con i protagonisti.
    Crudo, crudele, disperato. Così reale da portarti ad avere paura di chiudere gli occhi. Assolutamente da leggere, un'e ...continue

    Ogni riga si sente sulla pelle, impossibile non immedesimarsi con i protagonisti.
    Crudo, crudele, disperato. Così reale da portarti ad avere paura di chiudere gli occhi. Assolutamente da leggere, un'esperienza che non si dimentica.

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  • 5

    Un pugno nello stomaco

    Saramago confeziona un romanzo amarissimo, che toglie il fiato e provoca un grandissimo malessere interiore. Ogni pagina è crudele, ogni pagina ti rattrista più della precedente ma diventi consapevole ...continue

    Saramago confeziona un romanzo amarissimo, che toglie il fiato e provoca un grandissimo malessere interiore. Ogni pagina è crudele, ogni pagina ti rattrista più della precedente ma diventi consapevole che ti ritrovi davanti ad una lettura indimenticabile.

    Gli abitanti di una non precisata città vengono colpiti da un morbo che li rende improvvisamente ciechi, eccezion fatta per una donna, tra i protagonisti del libro.

    Diventa evidente fin da subito che l'autore non vuole limitarsi a descrivere gli effetti sugli esseri umani di una cecità "fisica", cosa per altro fa comunque, quanto una cecità dell'animo. Ne vien fuori un intensa analisi della natura umana, che tra indifferenza e prevaricazione riesce a dimostrare quando in basso nella scala dell'abiezione si può scendere. Neanche una condizione così degradante fa emerge un nuovo e collettivo "noi" fatto di soliedarietà, come dovrebbe essere poichè l'egoismo di alcuni prevale sui buoni propositi di altri. La cecità, dunque, diventa quasi una grande allegoria per descrivere l'animo umano.

    "Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono."

    Anche lo stile del testo contribuisce ad accentuare questa spersonalizzazione degli esseri umani diventati ormai ciechi. L'autore non attribuisce mai dei nomi propri ai cinque-sei protagonisti ma li identifica solamente con delle caratteristiche chiave. Per esempio, "la ragazza con gli occhiali scuri", quasi ad esaltare il loro essere, ormai, nient'altro che fantasmi del passato. Nel testo, inoltre, non ci sono segni di punteggiatura che contraddistinguono dialoghi e narrazione; è un flusso continuo di discorsi tra i protagonisti, pensieri e fatti.

    Inevitabilmente questo libro va classificato come distopico ed il gusto squisitamente Orwelliano rendono i confronti con 1984 inevitabili. Inoltre, va assolutamente accostato a Fahreneit 451 di Ray Bradbury.

    Evidentemente, ho gradito moltissimo tale libro e leggerò senza dubbio altro di questo autore.

    said on 

  • 4

    Per quanto non trovi particolarmente invitante lo stile di Saramago, la grande allegoria umana che è Cecità, mi ha conquistato. E tanto mi basta.

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