Blonde

Di

Editore: Bompiani (Narratori Stranieri)

4.2
(237)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 773 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Svedese , Portoghese

Isbn-10: 884524556X | Isbn-13: 9788845245565 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Sergio Claudio Perroni

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Joyce Carol Oates riscrive la vita di Marilyn Monroe e ne fa un romanzo di fantasia, in cui le molte vite e le mille contraddizioni di un'icona contemporanea si fondono e si confondono insieme, in una foto composta da mille tasselli, un'immagine sempre imprendibile eppure eternamente fissata nell'incorruttibile istantanea del Mito.
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  • 4

    Non tanto una biografia quanto un romanzo ispirato dalla vita di marylin, tanto che la Oates ha cambiato alcuni nomi dei protagonisti e ha fatto delle precise scelte sui personaggi e sui film di cui p ...continua

    Non tanto una biografia quanto un romanzo ispirato dalla vita di marylin, tanto che la Oates ha cambiato alcuni nomi dei protagonisti e ha fatto delle precise scelte sui personaggi e sui film di cui parlare.
    Un romanzo che mi ha lasciato una sensazione contraddittoria: da un lato una marylin sfruttata da tutti, bisognosa di amore e riconoscimenti affettivi, dall'altra una donna autodistruttiva che inesorabilmente si è avviata in un processo di distruzione senza essere in grado, nonostante la sua intelligenza, di fermarsi.
    Angoscia forse è la sensazione che più ha accompagnato la lettura.
    Angoscia nella descrizione del personaggio per me è il più riuscito cioè la madre, donna vittima della sua follia.
    Angoscia nella descrizione del mondo di Hollywood dove le donne sono solo carne da macello, da sfruttare sessualmente e come attrici che hanno incassare nei film.
    Angoscia per questi aborti e per i figli voluti e mai arrivati.
    Angoscia per questi amori che causano incomprensioni e dolori.
    Angoscia per la recitazione come puro atto di sofferenza.
    E poi la descrizione del mito degli anni 60: un Kennedy sessuomane, odioso e misogino.
    Insomma: una lettura che ti coinvolge ma che lascia davvero l'amaro in bocca al pensiero di questa donna splendida e fuori dal comune che è stata un oggetto per tutti.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Blonde - Joyce Carol Oates

    Un libro sconvolgente, che ti manovra le viscere, a tratti (molti) scabroso.

    Scrittura perfetta: perdoni le ridondanze della Oates per la sua capacità di andare a fondo e p ...continua

    Blonde - Joyce Carol Oates

    Un libro sconvolgente, che ti manovra le viscere, a tratti (molti) scabroso.

    Scrittura perfetta: perdoni le ridondanze della Oates per la sua capacità di andare a fondo e penetrare la psiche di Marilyn Monroe con precisione certosina. Certo, ti chiedi quanto di suo abbia proiettato la scrittrice in questo libro. Nondimeno, viene fuori un ritratto struggente di un'attrice che, più che una donna, è stata una mera icona commerciale. Anche l'ipotesi del complotto regge (ammiro il coraggio di esporsi così tanto).

    La Marilyn di Blonde rimarrà per sempre impressa nella mia memoria: troppa la fragilità in comune tra lei e il lettore che arriva in fondo alle centinaia di pagine.

    ha scritto il 

  • 5

    La Oates è una delle mie autrici preferite e anche questo libro lo conferma.
    Si tratta di un romanzo sulla vita di Marilyn Monroe (meglio sarebbe dire Norma Jeane), non di una biografia, poiché la O. ...continua

    La Oates è una delle mie autrici preferite e anche questo libro lo conferma.
    Si tratta di un romanzo sulla vita di Marilyn Monroe (meglio sarebbe dire Norma Jeane), non di una biografia, poiché la O. utilizza sineddoche e non vuole - secondo me - dover giustificare delle imprecisioni e degli avvenimenti forse simbolici, forse realmente avvenuti (chi lo sa?). Un esempio a caso, l'incontro segretissimo fra MM e JFK in un albergo a New York dove il tanto amato presidente non fa propriamente la figura del signore.

    Il libro ha diverse voci, ogni tanto un personaggio senza presentarsi decide di prendere la parola per poi scomparire nuovamente nel filo impersonale della narrazione.
    La storia di Norma Jeane Baker Mortenson è drammatica, raccoglie ingiustizie, soprusi sebbene questa giovane donna diventi, suo malgrado Marilyn Monroe, un simbolo, la bionda svampita in cui non si riconosce se non davanti alla macchina da presa.
    Marilyn bomba sexy inconsapevole, con la voce da bambina e il corpo e le movenze da donna di vita. Incapace di far valere i propri diritti anche economici (se si pensa ai milioni che fece guadagnare alla Fox che la pagava una sciocchezza quando a Litz Taylor invece erano garantiti ingaggi milionari).
    Molti si vantano di aver avuto rapporti sessuali con lei, che subiva le avances, che subiva i soprusi di produttori, registi, uomini di potere anche quando avrebbe potuto far valere il suo potere mediatico. Non era una santa, ma una donna debole, impaurita e sola, sì.
    E poi c'è il discorso dei farmaci, delle droghe, ma un'anima abbandonata, a cui i medici dedicavano meno attenzione di quella che dedico io al gatto (non si accorgevano che era strafatta il 90% della giornata!) cercando solo di preservare una continuità minima sul set, non poteva che richiamare la morte prima del tempo. Questo vale sia nel caso in cui fosse morta per overdose prodotta dai suoi miscugli sconsiderati, sia nel caso in cui qualcuno abbia approfittato dei suoi "vizi" per eliminare una donna che avrebbe potuto parlare troppo.

    "Il mio problema è che con le persone vere non è come coi personaggi, mi sento come se girassi una scena che non finisce mai, senza un regista che dia mai lo stop - e mi viene un'angoscia terribile.!

    ha scritto il 

  • 4

    Sin dudarlo por un momento esta es una novela para fans, muy fans, de Marilyn Monroe "la ambición rubia" que nos cuenta en ocasiones en primera persona otras veces por sus amantes o maridos o gente qu ...continua

    Sin dudarlo por un momento esta es una novela para fans, muy fans, de Marilyn Monroe "la ambición rubia" que nos cuenta en ocasiones en primera persona otras veces por sus amantes o maridos o gente que la conoció su vida, su personalidad, su gran lucha con sus miedos, inseguridades y desgracias que logró superar o no, como la deseaba a la vez que la abandonaban todos los hombres que no lograban entenderla ni comprenderla como ella realmente se merecía, todo ello contado en un estilo ameno aunque en ocasiones pesado y repetitivo, es lo que tiene al ser una novela tan sumamente gruesa.
    Cuenta la clase de mujer que era Norma Jean Baker, no Marilyn, tan frágil pero afortunada al mismo tiempo, sus trabajos y a qué actores y actrices conoció en su carrera, sin duda la adoraron tanto como odiaron.
    Ante todo aclarar que es una NOVELA no un ENSAYO, una novela con tintes biográficos claro está, pero narrado en un estilo no demasiado informativo o simple aporte de datos. Es válida para todo aquel que sea fan de esta maravillosa actriz y mujer y para aquellos que no la conocen tanto y simplemente saben de ella por el mito que fue no por la clase de mujer que se escondía detrás. Confieso que en ocasiones se me ha hecho pelín pesada por el exceso de importancia que le daban a su personalidad pero no, no es prescindible ese apartado es totalmente necesario para llegar a saber qué mujer perdió el cine y que joya perdimos los mitómanos.

    ha scritto il 

  • 5

    Blonde prende spunto dalla vita di Marilyn Monroe e racconta una sua versione della donna più bella del mondo. Molti dei fatti narrati, quindi, non sono reali e molti di quelli reali sono stati voluta ...continua

    Blonde prende spunto dalla vita di Marilyn Monroe e racconta una sua versione della donna più bella del mondo. Molti dei fatti narrati, quindi, non sono reali e molti di quelli reali sono stati volutamente alterati e amplificati, perché colei che è considerata la DONNA per antonomasia diventi l’archetipo di tutte le donne: delle loro paure, manie, tormenti, illusioni e ambizioni. Norma Jeane Baker è, per molti versi, estremamente moderna per la sua epoca, così da poter ritrovare in lei e nel suo contesto sociale gli stereotipi e le situazioni con cui le donne devono confrontarsi ancora oggi.
    È un libro estremamente doloroso, il più doloroso che io abbia mai letto sino ad ora.
    Si viene letteralmente trascinati “dentro Marilyn”, all’interno della mente e delle emozioni di Norma Jeane e non ci viene risparmiato nulla: le sue insicurezze che sono poi quelle in cui a tutte è capitato di incappare, le sue fragili illusioni, il suo desiderio di essere amata, il suo bisogno di conferme, il volersi riscattare dal ruolo di fragile bambolina/bionda senza cervello/razza di cagna patetica che le viene assegnato dall’universo maschile che la circonda.
    Devasta leggere nero su bianco quanto Norma desiderasse essere Norma, una persona di sesso femminile, talentuosa e capace nel suo lavoro, intelligente, rispettata come ogni altra persona e quanto invece il mondo esterno non facesse che ricacciarla nei limiti che le avevano cucito addosso. Devasta perché a chi, in termini diversi e, se vogliamo, minori, certo, non è capitato?
    Quante donne hanno vissuto anche solo (e per fortuna) episodi simili? Quanto costa, ogni volta, dover dimostrare il proprio valore, ALDILA’ dell’essere femmina?
    Il peggio: il desiderio costante di essere perfetta, di essere brava, buona, compiacente, di essere come mi volete perché è solo così che mi amerete. Un tormento inenarrabile. Un tormento in cui chiunque, è passato almeno una volta.
    Vivere per due settimane la mente e la personalità di Marilyn, travolti dalla scrittura sapiente e volutamente dolorosa di Joyce Carol Oates (che non risparmia nulla al lettore: sa come fare male con la narrazione e lo fa), non può non lasciare un segno indelebile di consapevolezza e tristezza, perché scoprire i tormenti interiori, i desideri più profondi e la fragilità umana di un mito come lei non può lasciare indifferenti. Arrivi a “sentirti” Marilyn, a seguire il filo dei suoi ragionamenti lucidamenti folli, ad immedesimarti nelle sue diverse personalità, a immaginare cosa voglia dire essere lacerati tra il bisogno di mostrare sé stessa e le proprie capacità e la fame disperata di amore e approvazione. Vivi la sua inimmaginabile solitudine, le umiliazioni, i trionfi.
    Pur alterando il corso degli eventi e inventandone una parte, l’autrice è una profonda conoscitrice della reale biografia dell’attrice, e deve averne amato moltissimo la figura tragica, la donna al di là del mito (titolo anche di una bellissima mostra che ha da poco chiuso i battenti in quel di Torino).
    Tutto questo amore e questo dolore arrivano dalle pagine al lettore con bellezza e violenza inaudite, siate preparati: è un’esperienza meravigliosa e terribile, un tormento di incomparabile valore letterario e umano, anche se sarà difficile, per un po’, scrollarsi Mailyn di dosso.
    Grazie Joyce Carol Oates e addio, Norma Jeane, che almeno la terra ti sia davvero lieve.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho letto questo libro perché mi piaceva l'idea di "conoscere" un personaggio storico entrando nella sua vita, nei suoi pensieri, nella sua storia personale. Letta la prefazione non so più bene quali s ...continua

    Ho letto questo libro perché mi piaceva l'idea di "conoscere" un personaggio storico entrando nella sua vita, nei suoi pensieri, nella sua storia personale. Letta la prefazione non so più bene quali sono gli eventi reali e quali sono le parti romanzate del libro, che nondimeno mi è piaciuto perché mi ha fatto venir voglia di guardare i vecchi film con la Monroe e perché racconta in maniera spietata ma pervasa di umana pietà la storia di una donna in balia di eventi, situazioni e persone fuori dal suo controllo, chiarendomi un po' di più le ragioni della sua scomparsa.
    Molto frettoloso sul finale, non lascia spazio (per fortuna) alle varie teorie intorno alla morte di Marilyn. Tuttavia, pur lasciando in sospeso e quasi sfumato il momento della scomparsa, in tutte le settecento e passa pagine il romanzo è un'esplorazione minuziosa degli anfratti di dolore di quella che fu tutt'altro che un'oca bionda, ma una persona complessa e sfortunata. E questo, in fondo, è l'aspetto che mi fa amare il romanzo: la restituzione della tridimensionalità e dell'umanità a un'icona del nostro tempo.

    ha scritto il 

  • 3

    A distanza di un mese dalla sua fine, posso dire che di questo libro non conservo un buon ricordo. Mi da nausea, disgusto, un dolciastro di marcescenza.
    Non ho trovato la Marilyn che si è formata nell ...continua

    A distanza di un mese dalla sua fine, posso dire che di questo libro non conservo un buon ricordo. Mi da nausea, disgusto, un dolciastro di marcescenza.
    Non ho trovato la Marilyn che si è formata nella mia testa soprattutto grazie a documentari come "Love, Marilyn" o l'analisi dei nastri segreti in un documentario de "La storia siamo noi". In questi due frangenti mi sono innamorata di una Marilyn della quale ho visto la complessità e la fragilità della sua persona e sono riuscita ad andare oltre lo stereotipo di oca bionda che Hollywood ha voluto - per convenienza $$$ - propinarci.
    Però qui non l'ho trovata. Almeno non sempre. E la scrittura della Oates a volte è decisamente troppo cruda.
    Marilyn non abita qui.

    ha scritto il 

  • 0

    Difficile dare un voto

    È un libro a cui ho difficoltà a dare un voto, perché non riesco a trovargli alcun difetto salvo l'essere angosciante (che non è un difetto) e l'essere impossibilmente dettagliato (anche qui, non nece ...continua

    È un libro a cui ho difficoltà a dare un voto, perché non riesco a trovargli alcun difetto salvo l'essere angosciante (che non è un difetto) e l'essere impossibilmente dettagliato (anche qui, non necessariamente un difetto). La storia di Marylin non è solo la storia di Marylin, me ne rendo conto, ma se non avete interesse per il suo personaggio o per la vecchia Hollywood, allora pensateci bene prima di prenderlo in mano.

    ha scritto il 

  • 4

    767 pagine di sofferenza senza un attimo di tregua. È una delle poche volte che finisco con sollievo un libro che mi è piaciuto. È ormai risaputo che Marilyn Monroe sia stata più della bionda svampit ...continua

    767 pagine di sofferenza senza un attimo di tregua. È una delle poche volte che finisco con sollievo un libro che mi è piaciuto. È ormai risaputo che Marilyn Monroe sia stata più della bionda svampita che sembrava, e questo libro tiene incatenati e trascina nell'abisso di dolore che deve essere stata la vita di questa donna. Ho bisogno di aria fresca.

    ha scritto il 

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