Blonde

Di

Editore: Bompiani (Narratori Stranieri)

4.2
(219)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 773 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Svedese , Portoghese

Isbn-10: 884524556X | Isbn-13: 9788845245565 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Sergio Claudio Perroni

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Joyce Carol Oates riscrive la vita di Marilyn Monroe e ne fa un romanzo di fantasia, in cui le molte vite e le mille contraddizioni di un'icona contemporanea si fondono e si confondono insieme, in una foto composta da mille tasselli, un'immagine sempre imprendibile eppure eternamente fissata nell'incorruttibile istantanea del Mito.
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  • 3

    A distanza di un mese dalla sua fine, posso dire che di questo libro non conservo un buon ricordo. Mi da nausea, disgusto, un dolciastro di marcescenza.
    Non ho trovato la Marilyn che si è formata nell ...continua

    A distanza di un mese dalla sua fine, posso dire che di questo libro non conservo un buon ricordo. Mi da nausea, disgusto, un dolciastro di marcescenza.
    Non ho trovato la Marilyn che si è formata nella mia testa soprattutto grazie a documentari come "Love, Marilyn" o l'analisi dei nastri segreti in un documentario de "La storia siamo noi". In questi due frangenti mi sono innamorata di una Marilyn della quale ho visto la complessità e la fragilità della sua persona e sono riuscita ad andare oltre lo stereotipo di oca bionda che Hollywood ha voluto - per convenienza $$$ - propinarci.
    Però qui non l'ho trovata. Almeno non sempre. E la scrittura della Oates a volte è decisamente troppo cruda.
    Marilyn non abita qui.

    ha scritto il 

  • 0

    Difficile dare un voto

    È un libro a cui ho difficoltà a dare un voto, perché non riesco a trovargli alcun difetto salvo l'essere angosciante (che non è un difetto) e l'essere impossibilmente dettagliato (anche qui, non nece ...continua

    È un libro a cui ho difficoltà a dare un voto, perché non riesco a trovargli alcun difetto salvo l'essere angosciante (che non è un difetto) e l'essere impossibilmente dettagliato (anche qui, non necessariamente un difetto). La storia di Marylin non è solo la storia di Marylin, me ne rendo conto, ma se non avete interesse per il suo personaggio o per la vecchia Hollywood, allora pensateci bene prima di prenderlo in mano.

    ha scritto il 

  • 4

    767 pagine di sofferenza senza un attimo di tregua. È una delle poche volte che finisco con sollievo un libro che mi è piaciuto. È ormai risaputo che Marilyn Monroe sia stata più della bionda svampit ...continua

    767 pagine di sofferenza senza un attimo di tregua. È una delle poche volte che finisco con sollievo un libro che mi è piaciuto. È ormai risaputo che Marilyn Monroe sia stata più della bionda svampita che sembrava, e questo libro tiene incatenati e trascina nell'abisso di dolore che deve essere stata la vita di questa donna. Ho bisogno di aria fresca.

    ha scritto il 

  • 5

    A poco meno di un quarto dalla fine ho pensato di abbandonarlo, perché per me era diventato insostenibile. Importante avvertenza: cercare di fare tutto il possibile per leggere mantenendo più possibil ...continua

    A poco meno di un quarto dalla fine ho pensato di abbandonarlo, perché per me era diventato insostenibile. Importante avvertenza: cercare di fare tutto il possibile per leggere mantenendo più possibile il distacco. Non immedesimarsi perché il rischio è di soffrire tanto da pensare che non ce la fai, è impossibile andare avanti. Il linguaggio sconnesso, a tratti sconclusionato, completamente in balia della sofferenza di Marilyn/Norma impediscono di mantenere la lucidità di un sano distacco e ti trascinano in un vortice di dolore terribile. E’ un libro meraviglioso. Meraviglioso e insostenibile, pieno di sofferenza, pieno di una fame d’amore e di pace che non verranno mai saziate.

    ha scritto il 

  • 4

    QUEL CHE NE PENSO IO

    Salvo qualche eccezione, ad esempio l’appartamento, o la serie di appartamenti tutti uguali della madre, o le immagini sbiadite dell’orfanotrofio, oppure la clinica dove verrà ricoverata la madre, o, ...continua

    Salvo qualche eccezione, ad esempio l’appartamento, o la serie di appartamenti tutti uguali della madre, o le immagini sbiadite dell’orfanotrofio, oppure la clinica dove verrà ricoverata la madre, o, infine, il più nitido di tutti, la casa in riva all’oceano che per qualche mese contiene la vita dell’attrice e del drammaturgo; non ci sono veri e propri luoghi descritti: una stanza d’albergo, una casa in stile messicano, pochi altri.
    Le città stesse hanno solo un nome, e neanche quello, come la città di sabbia (L.A.).
    Il Giappone consiste in un albergo dove soggiornare, insomma, non ci sono luoghi, ma solo persone, o, meglio, personaggi, di cui contano le parole, i ruoli, i pensieri, i punti di vista. È come se la scena, che cambia di volta in volta con abbozzate e sbiadite quinte alle spalle, si svolgesse in un teatro, illuminato solo al centro, che vede protagonisti non più di due per volta: lei e la madre, lei e i surrogati di madre poi, lei e l’uomo di turno che l’accompagna, ma che non l’ama, o non la capisce, o tutte e due le cose. Il pubblico in sala rimane in ombra: è quello che vede i suoi film, o che per strada vuole da lei un autografo o una foto, e siamo anche noi che leggiamo.
    Lei ha più volti e più nomi, c’è Norma Jeane, c’è Marylin che è solo una piccola parte di lei, e ce ne sono mille altri fra cui i personaggi dei film che recita. È un crescere nel tempo o un semplice divenire emotivo a cui, di volta in volta, si dà un nome diverso. E fra tutti questi personaggi più o meno reali, solo ad alcuni è concesso un nome, come Gladys (la madre) o nonna Della, o lei stessa, Norma Jeane. Gli altri sono individuati solo dal loro ruolo, come l’attrice bionda, l’ex atleta, il drammaturgo; a volte solo un’iniziale, come C, o mister Z (i peggiori, a pensarci). Paradossalmente i personaggi più veri dentro di lei sono gli strascichi dei ruoli che ha interpretato, lei che diventa loro ad ogni nuovo film, loro che rimangono in lei anche dopo e occupano quel pezzo di personalità che prima mancava, andando quindi a riempire un vuoto.
    L’insicurezza costante, la voglia di essere migliore, migliore come attrice, migliore come persona, più colta, intelligente, malgrado la sua bellezza e l’essere bionda: sono queste le forze che la muovono, oltre alla volontà di essere amata, il desiderio di un marito, una famiglia, un figlio.
    Fin da subito la si prende in simpatia, per la sua mancanza di cattiveria, per la sua ingenuità, perché merita compassione.
    Un viaggio di 800 pagine, tutta una vita seguita passo passo. Ma a far pensare è l’amore che JCO deve aver versato mentre scriveva questa non biografia, come se la scrittrice, che sfodera uno stile convincente e variegato che in altri libri le manca, sia diventata l’angelo custode di Norma Jeane per ripercorrere la sua vita standole accanto, nel bene e nel male. Tanto che alla fine Norma Jeane / Marylin sono diventate così vere per JCO, e un po’ anche per chi legge, che sono loro, morte, a far compagnia a lei, viva.
    È un romanzo al femminile, dove una vena di follia passa dalla madre alla figlia, dove ogni uomo mostra il peggio di sé, anche quando è buono, anche quando ama. Alla fine rimane molta tristezza e la curiosità di rivedere i suoi film con spirito nuovo, cercandole negli occhi i segni dei capillari scoppiati per via delle droghe.
    Per alcuni forse il rimpianto di quella Hollywood, dopo aver letto il libro, scompare. Per chi, come me, Marylin non è mai stato un mito perché troppo distante, ora è diventata un triste e solitario uccellino caduto dal nido, un colibrì che avrebbe meritato un po’ più di felicità.

    ha scritto il 

  • 4

    La magnifica preda

    Proprio bello questo lungo romanzo, ispirato alla vita di Marilyn Monroe. Ma è tutto tranne che una biografia, perché a partire dai fatti della vita dell'attrice la Oates ne reinterpreta la storia, sc ...continua

    Proprio bello questo lungo romanzo, ispirato alla vita di Marilyn Monroe. Ma è tutto tranne che una biografia, perché a partire dai fatti della vita dell'attrice la Oates ne reinterpreta la storia, scegliendo alcuni episodi, condensandone altri, non citando affatto alcuni tra i più noti e più fecondi di gossip. E così restituisce il ritratto di una donna tormentata, bella ma soprattutto viva solo quando si cala in una parte, quando davanti alla macchina da presa può far emergere quella che lei chiama l'Amica, cioè "Marilyn" mentre lei è Norma Jeane Baker dalla vita intricata, dai rapporti tormentati con gli uomini e sempre combattuta tra la paura, l'impossibilità e il desiderio di mostrarsi com'è.
    Capisco che la mole possa spaventare ma è avvincente e soprattutto, almeno secondo me, vale un po' di fatica.

    ha scritto il 

  • 5

    Una biografia romanzata, bellissima, travolgente , un vero fiume in piena di oltre settecento pagine. Alla fine della lettura si e' consapevoli di aver conosciuto la vera Norma Jean Baker, dall'infanz ...continua

    Una biografia romanzata, bellissima, travolgente , un vero fiume in piena di oltre settecento pagine. Alla fine della lettura si e' consapevoli di aver conosciuto la vera Norma Jean Baker, dall'infanzia sino alla morte, passando per i suoi sogni e le sue delusioni. Penso che la Oates non fosse interessata a scrivere della diva Marilyn ma ha puntato unicamente sull' adolescente Norma, una tipica ragazza americana della seconda metà del ventesimo secolo, che cercava un marito e di riuscire nella vita.Difatti l'autrice sostiene che Norma Jeane in realtà era qualcuno che era stato costretto a evolvere in Marylin.

    ha scritto il 

  • 5

    specchi

    "Erano americani qualsiasi degli anni Cinquanta, eppure per te erano misteriosi perché li avevi conosciuti tanti anni prima quando il mondo era misterioso e persino la tua stessa faccia, vista in uno ...continua

    "Erano americani qualsiasi degli anni Cinquanta, eppure per te erano misteriosi perché li avevi conosciuti tanti anni prima quando il mondo era misterioso e persino la tua stessa faccia, vista in uno specchio, per esempio nello specchio del distributore automatico della stazione dei pullman o nello specchio scheggiato di un cesso pubblico, era un mistero impossibile da risolvere."

    ha scritto il 

  • 5

    Blonde

    Blonde è un libro speciale. la storia di una malattia mentale progressiva in un contesto storico ricostruito benissimo dove trapelano i sogni, le aspirazioni di intere generazioni. Monroe non è mai st ...continua

    Blonde è un libro speciale. la storia di una malattia mentale progressiva in un contesto storico ricostruito benissimo dove trapelano i sogni, le aspirazioni di intere generazioni. Monroe non è mai stata così intensa come nelle pagine della Oates se non nella sua vita tutt'altro che dorata. E' un libro che non può lasciare indifferenti. Struggente.

    ha scritto il 

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