Blood noir

Di

Editore: Nord

3.5
(268)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 416 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8842921289 | Isbn-13: 9788842921288 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Serie Anita Blake vol. 16

Per la seconda volta in un mese, Anita Blake è costretta ad affrontare la sua paura più grande: prendere l'aereo. Ha infatti accettato di accompagnare Jason a trovare il padre, ricoverato in ospedale ad Asheville, nel North Carolina, nonché di "fare la parte" della sua fidanzata: presentando ai genitori la promessa sposa, Jason spera infatti di riconciliarsi con loro, che hanno sempre criticato il suo stile di vita troppo libero. Per la Sterminatrice e quasi una gita di piacere, se non fosse che, non appena arrivato, Jason viene scambiato per suo cugino Keith, e lui e Anita vengono letteralmente presi d'assalto dalla stampa, convinta di aver sorpreso uno dei politici più conservatori della citta con un'amante. Per sfuggire ai paparazzi, i due si rifugiano in albergo, dove però li attende una minaccia ben più grave. Perché in quella stanza, lontana dalla potente influenza di Jean-Claude, Anita e più vulnerabile che mai, e c'è qualcuno deciso ad approfittarne per toglierla di mezzo una volta per tutte...
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Quando avevo chiesto più Jean-Claude e Jason nel commento ad Harlequin, di certo non è questo che avrei voluto.
    Tanto, tantissimo Jason, e zero Jean-Claude.
    Ma una via di mezzo, no?
    Jason mi piace eh, ...continua

    Quando avevo chiesto più Jean-Claude e Jason nel commento ad Harlequin, di certo non è questo che avrei voluto.
    Tanto, tantissimo Jason, e zero Jean-Claude.
    Ma una via di mezzo, no?
    Jason mi piace eh, l'ho sempre detto, ma sinceramente un intero capitolo dedicato a lui che va a trovare il papà morente in ospedale, e al fatto che assomigli pericolosamente al cugino Keith, il quale rischia la morte, non mi entusiasma.
    Dalla trama, le prime 250 pagine di lettura, e la consapevolezza che JC non ci sarebbe stato per niente (perlomeno fisicamente), avevo capito che questo libro avrebbe fatto schifo.
    Poi, per qualche miracolo, si è leggermente sollevato, anche se non so neanche bene io come e perché, visto che:
    A) le mille pagine restanti sono state riempite da ardeur con conseguente aggiunta di amanti alla lista di Anita;
    B) sempre zero JC;
    C) decisamente troppo Richard, il quale in tre secondi ha l'ineguagliabile potere di fare casini su casini, mettendo a rischio la stessa Anita.
    Ma io dico, Richard, quando decidi a toglierti dalle scatole?
    Quando ci sei, cioè sempre, ti lamenti, ti incazzi, ti ingelosisci. Ogni cosa che dici, è quella sbagliata; sei così preso da te stesso che, volente o nolente, ti metti sempre al primo posto. Neanche l'amore che dici di provare per Anita basta a tenerti un minimo a freno.
    Anzi, se possibile, diventi ancora più insopportabile.
    Quando decideranno a farti fuori per sempre? Probabilmente mai.
    Tuttavia, dopo averlo massacrato per bene, posso dire che nelle 250 pagine finali - le più decenti, ardeur a parte che mo basta ha rotto - abbiamo una svolta interessante del suo personaggio. O, per meglio dire, una scoperta.
    Prima di tutto sembrerebbe che, con il triumvirato tra lui, Anita e JC, Richard abbia inglobato la collera propria di Anita, rendendolo un pazzo violento rompipalle.
    Due, ha inglobato da Jean-Claude la capacità di soggiogare le menti e ha acquisito un ardeur tutto suo, ossessivo e malato, paragonabile allo stupro.
    Spero che questa sia la chiave per togliercelo dai piedi, anche se ogni volta che sembra così, poi rispunta per magia.

    Ho letto un commento ad un capitolo successivo, infischiandomene oramai degli spoiler, in cui una ragazza fosse sempre più certa, a malincuore, che Jean-Claude non finirà mai con Anita.
    Questa frase mi ha rattristata, non solo perché il vampiro sia il mio personaggio preferito e lo ami incondizionatamente con la cacciatrice, ma soprattutto perché, leggendo Blood noir, io avessi avuto completamente l'opposta sensazione.
    È ovvio che la ragazza in questione fosse "avvantaggiata" dall'aver letto i prossimi due libri, quindi lei sa cosa succeda ed io no, ma in questo capitolo che sto commentando, la flebile presenza di JC mi ha fatto credere altro.
    Sono arrivata alla conclusione che è nei momenti in cui Anita sia lontana da lui e non abbia la possibilità di averlo accanto, quelli in cui il loro amore brilla ed è forte più che mai.
    Vi sono scambi di dichiarazioni dirette, o indirette (i pensieri di Anita), che non solo mi hanno fatto sciogliere il cuore, ma me l'hanno anche riempito di speranza. Speranza che, sì, nonostante tutto, nonostante tutti gli amanti e i fidanzati, l'amore tra Anita e JC è unico e raro. Ed io, in mezzo a questo, vedo una possibilità.
    Non so bene se la saga terminerà (se terminerà, perché ormai mi sta pure salendo il dubbio su questo) con Anita e mille fidanzati, o se ne sceglierà solo uno (cosa che spero. Ma và?), non ho idea di cosa la Hamilton voglia fare, tuttavia, ogni continuazione mi sta dando perle che mai avrei creduto di vedere nei capitoli scorsi.
    E ora le trascrivo tutte anche se così facendo questo commento diventerà infinito, ma capitemi.
    Da brava lettrice ho segnato tutto minuziosamente:

    «Jason vuole partire domattina. Di chi ti nutrirai durante la nostra assenza?»
    «I donatori di sangue volontari non mancano mai.»
    Non mi piacque il modo in cui lo disse. Comunque soffocai un sussulto di gelosia prima che trapelasse dalla mia voce. «Non nutrirti di niente che sia in disaccordo con te.»
    «Sei gelosa?»
    «Forse.»
    «Anch'io.»
    «Che vuoi dire?»
    «Incontrerai la famiglia di Jason e farai cose molto ordinarie e molto umane, a me negate per sempre.»
    «Non capisco.»
    «I miei genitori sono morti molto tempo prima che tu nascessi, ma petite. Non posso presentarti a mia madre, né a mia sorella. Non posso offrirti la normalissima esperienza di conoscere le mie origini e i miei parenti.»
    [...] «Sei geloso di Jason perché ha una famiglia di vivi e me la può presentare!»
    «Oui.»
    [...]
    «Tu non hai ancora trent’anni e lui ne ha ventitré. Siete tutti e due giovanissimi. Andrete nella cittadina in cui lui è nato, e sarete giovanissimi insieme. È una cosa che non posso condividere con te. Non posso essere giovane, ingenuo, incerto...»
    «Non saresti tu, se fossi una qualsiasi di queste cose. Ti amo per come sei, Jean-Claude.»
    «Hai avuto l’impressione che avessi bisogno di sentirmelo dire, ma petite?»
    «Sì.»
    «[...] Lui è giovane, bello, affascinante.»
    «Non puoi essere insicuro...»
    «Perché no?»
    «Perché sei bello, sei meraviglioso a letto, e io ti amo.»

    ..in fondo a tutta quella calma fu sfondato il muro che mi separava da Jean-Claude...nel tentativo di eliminare ciò che non mi apparteneva, ritrovai il mio amore.
    Allora Jean-Claude mi guardò con i suoi foschi occhi blu, come se il cielo crepuscolare potesse ricambiare uno sguardo, e sussurrò: «Ma petite...»
    Con quelle due semplici parole i marchi che ci univano furono ripristinati. Lo percepivo di nuovo, ero di nuovo sua, appartenevo a lui [...] In quel momento esistevano soltanto il sorriso di Jean-Claude, la sua voce, la sensazione di essere di nuovo a casa.

    Il mio cuore era freddo. Così ero vissuta per anni, tra freddo e caldo, tra sofferenza e furore. Quello era stato il mio mondo, fino a quando Jean-Claude non aveva saputo abbattere le mura che avevo innalzato intorno a me stessa.
    In quel momento, finalmente, compresi il motivo per cui era stato proprio lui, e non Richard. Quando c'eravamo conosciuti, anche Jean-Claude era colmo di sofferenza e di furore. Era consapevole di cosa significasse avere tutto ciò che desiderava, vero amore, vera sicurezza, e perdere ogni cosa. Invece Richard non lo sapeva [...]
    Talvolta non ci s'innamora della luce di una persona, bensì della sua tenebra. A volte non si ha bisogno di un ottimista, bensì di un altro pessimista, da cui essere affiancati nel cammino, e capace di comprendere nella maniera più assoluta che il rumore nell'oscurità è un mostro, davvero tanto cattivo quanto si crede.

    Ho acconsentito a essere meno rompipalle con Jean-Claude, in modo che la comunità dei vampiri mi veda più simile a una brava serva umana. [...] Jean-Claude assicura che così guadagno punti, dato che lui sa quanto tutto ciò sia contrario alla mia personalità. È inevitabile amare un uomo che ti ama nonostante i tuoi piccoli difetti, e talvolta proprio a causa di questi.

    Lascio a voi il giudizio, signori.

    ha scritto il 

  • 3

    Non ho molto da dire su questo libro, a parte che la Hamilton è diventata davvero ripetitiva. Per vendere butta li scene di sesso a caso dopo nemmeno 10 pagine, un sacco di casini metafisici e poi all ...continua

    Non ho molto da dire su questo libro, a parte che la Hamilton è diventata davvero ripetitiva. Per vendere butta li scene di sesso a caso dopo nemmeno 10 pagine, un sacco di casini metafisici e poi alla fine che cosa resta? L'aggettivo adeguato per questo libro è: inconcludente

    ha scritto il 

  • 5

    Anita, un nome...una garanzia!!!!

    Quanto mi era mancata Anita!!! Finalmente sono riuscita ha leggere anche questo libro e come sospettavo è stato incredibile!!! Anita riesce sempre a coinvolgermi e a sconvolgermi ma è proprio questo i ...continua

    Quanto mi era mancata Anita!!! Finalmente sono riuscita ha leggere anche questo libro e come sospettavo è stato incredibile!!! Anita riesce sempre a coinvolgermi e a sconvolgermi ma è proprio questo il bello di questa saga, niente è mai come uno immagina e le situazioni sono sempre più estreme...Spettacolare!!!

    ha scritto il 

  • 3

    arrampicarsi sugli specchi!

    Ormai gli ultimi libri della Hamilton della saga di Anita Blake stanno diventando imbarazzanti. Manca completamente la trama, gli eventi sono spogli e non succede MAI nulla, se non per un blando colpo ...continua

    Ormai gli ultimi libri della Hamilton della saga di Anita Blake stanno diventando imbarazzanti. Manca completamente la trama, gli eventi sono spogli e non succede MAI nulla, se non per un blando colpo di scena verso il finale (e che colpo di scena, Anita salta la pillola per due giorni! Come se non fosse mai successo a nessuno!). Dite pure addio all'Anita che avevamo conosciuto nei primi romanzi, alla donna forte, indipendente, sicura di se, adrenalinica e sempre alle prese con cattivoni soprannaturali; e date il benvenuto ad una donnicciola tutta orge, sesso e noiosa vita di "coppia". Sarà che Anita (e la Hamilton) sta invecchiando ma non le succede più nulla, la sua vita scorre tranquilla se non fosse per quei due radi vampiri che cercano di nuocere al suo nuovo amante. La fiera della noia. Peccato perché i primi 6 romanzi erano davvero stupendi ed emozionanti!

    ha scritto il 

  • 2

    Purtroppo la speranza di ritrovarsi un bel libro con una bella trama come i primi è quasi sfumata. La mia Anita pensa solo a una cosa.... e non combatte più come una volta! La scelta di mettere tanto ...continua

    Purtroppo la speranza di ritrovarsi un bel libro con una bella trama come i primi è quasi sfumata. La mia Anita pensa solo a una cosa.... e non combatte più come una volta! La scelta di mettere tanto tanto ma proprio tanto sesso ovviamente non rientra nei miei gusti non è più un libro di vampiri licantropi negromanti ecc ecc ma è solo un libro erotico molto esplicito che si paga un sacco di soldi senza avere nulla in cambio....insomma sono molto delusa ma continuerò comunque a leggere la serie, sperando di ritrovare qualcosa di interessante....

    ha scritto il 

  • 2

    Che palle

    A prescindere che non mi piacciono le sfumature (nda di grigio rosso o qualunque colore siano) questo libro è stato un parto l'ho finito con la speranza che verso la fine migliorasse e così è stato. P ...continua

    A prescindere che non mi piacciono le sfumature (nda di grigio rosso o qualunque colore siano) questo libro è stato un parto l'ho finito con la speranza che verso la fine migliorasse e così è stato. Per più della metà ci sono solo scopate con orgia finale l'orrore raggiunge l'apice quando Anita dimentica di prendere la pillola per due giorni. Un supplizio di una pesantezza incredibile due stelle solo perché c'è mammina che blocca l'oramai ninfomane Blake, spero Anita diventi frigida!!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Dobbiamo farcene una ragione, ormai il sesso è irrinunciabile per la piega che ha preso la storia.

    Auspico sempre che la Hamilton lo ridimensioni un pò per lasciar spazio alla trama principale o qualc ...continua

    Dobbiamo farcene una ragione, ormai il sesso è irrinunciabile per la piega che ha preso la storia.

    Auspico sempre che la Hamilton lo ridimensioni un pò per lasciar spazio alla trama principale o qualche racconto diverso da dettagli nelle pratiche sessuali.

    Per questo il libro è iniziato male. Si è ripreso un pò nel seguito. In verità preferisco di gran lunga perdermi in pagine e pagine di problemi relazionali tra i vari protagonisti che leggere lunghi e dettagliati racconti sulle prestazioni di Anita.

    Entrambe le cose però, alla fine, non fanno che allungare il brodo e basta. Sicuramente è bello leggere e conoscere maggiormente ogni personaggio, ma non a discapito della trama principale.

    Ormai è da un pò di tempo, credo almeno tre libri, che siamo fermi nell'attesa di qualcosa. Questo libro non fa altro che aumentare l'attesa e basta. Cambia qualche carta in tavola in meno di 1/3 del libro e la restante parte si divide tra esperienze sessuali di anita e tutti i problemi che le comporta gestire tutte queste relazioni.

    Lontano anni luce dalla prima Anita. La risvegliante, cacciatrice di "mostri".

    ha scritto il 

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