Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Blu

Storia di un colore

Di

Editore: Ponte alle Grazie

4.1
(88)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 237 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8879289551 | Isbn-13: 9788879289559 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Fabrizio Ascari

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Art, Architecture & Photography

Ti piace Blu?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ormai è il colore preferito dalla maggior parte delle persone, eppure la storia ci insegna che non è sempre stato così: presso gli antichi Greci e Romani, per esempio, il blu aveva una connotazione fortemente negativa, tanto da essere associato agli spregevoli Barbari. A documentare la lenta ma progressiva inversione di tendenza che lo riguarda è un esperto in materia come Michel Pastoureau, che ripercorre le principali tappe di questo significativo rovesciamento e dà vita a un articolato excursus storico che mette in luce l'uso quotidiano, la "rivalità" con gli altri colori, il valore simbolico, il ruolo economico, artistico e letterario che il blu ha avuto dal Neolitico sino ai giorni nostri. Considerato un fatto sociale in piena regola, il blu e le sue alterne fortune rappresentano pertanto il ritratto in continuo divenire di una società, quella umana, costantemente impegnata a fissare e ridefinire la propria scala di valori.
Ordina per
  • 4

    Un racconto affascinante delle sorti alterne di questo colore e, soprattutto, delle sue ragioni simboliche. Ai giorni nostri è colore predominante, eppure Greci e Romani non lo vedevano, tanto da non avere nemmeno un termine per nominarlo (blu deriva infatti dalla lingua parlata da chi, in epoca ...continua

    Un racconto affascinante delle sorti alterne di questo colore e, soprattutto, delle sue ragioni simboliche. Ai giorni nostri è colore predominante, eppure Greci e Romani non lo vedevano, tanto da non avere nemmeno un termine per nominarlo (blu deriva infatti dalla lingua parlata da chi, in epoca romana, era definito Barbaro). Un testo fondamentale per chi avesse dubbi su come le influenze culturali e sociali abbiano un peso nell'evolversi e cambiare delle abitudini e del senso comune degli uomini, con buona pace di chi vorrebbe tutto ricundurre ad un determinismo di stampo biologico-neuroscientifico.
    Certo l'autore non è grande estimatore del colore: associa alle ragioni del suo attuale successo il suo essere, fondamentalmente, "innocuo", privo di una connotazione precisa, e sottolinea come la sua natura fredda (che gli è comunque stata affibbiata in epoca moderna poiché nell'alto medioevo era colore caldo) ben si addica ai nostri tempi e lo renda, per eccellenza, simbolo delle società occidentali contemporanee.
    Un solo appunto: l'autore è esperto di araldica, titolato studioso della materia, ed in una nota sottolinea come sia incomprensibile che l'Italia abbia, come colore distintivo a livello sportivo, l'azzurro che, pare, non sia assolutamente colore che possa contraddistinguere la casata dei Savoia o altre casate influenti nell' Italia che fu. Quindi tutta quella manfrina sull'azzurro Savoia è una bufala? Purtroppo non ho conoscenze per potermi orientare: da un lato una nota scritta da uno studioso titolato e dall'altro wikipedia che mi rassicura sull'azzurro come colore dei Savoia per uno scialle azzurro di devozione alla Madonna, con tanto di stelle, nel 1300. Avendo letto questo libro mi vien da dubitare di questo scialle ma, ripeto, non ho strumenti per sciogliere il nodo. Quindi, se mai questa nota venisse letta da esperti in araldica e simili, sarei grata volesse illuminarmi (e illuminare anche l'autore, visto che, nella nota suddetta, vorrebbe che qualcuno gli spiegasse il mistero dell'aver adottato l'azzurro come nostro colore emblematico).

    ha scritto il 

  • 4

    Interessantissimo

    Un saggio, tanto per cambiare. Un libro che con argume descrive la storia sociale del colore negli ultimi diecimila anni, dal neolitico ad oggi. E' la storia di tutti i colori ma è imperniata sul blu, il colore oggi preferito in Occidente, ma con un ruolo sociale molto debole nell'antichità. Per ...continua

    Un saggio, tanto per cambiare. Un libro che con argume descrive la storia sociale del colore negli ultimi diecimila anni, dal neolitico ad oggi. E' la storia di tutti i colori ma è imperniata sul blu, il colore oggi preferito in Occidente, ma con un ruolo sociale molto debole nell'antichità. Per gli antichi romani era il colore dei barbari e aveva connotazioni negative, tanto da preferire loro stessi il bianco e il rosso. Le cose hanno iniziato a cambiare nel Medio Evo, soprattutto nella religione e successivamente col romanticismo, facendo in modo che oggi il blu sia il colore preferito in Europa e in tutto l'Occidente. Interessante è la effettiva riflessione sulla connessione sociale dei colori a cui venivano indicati regole e obblighi a seconda della categoria di appartenenza, per esempio gli ebrei dovevano vestire di giallo o di nero con qualcosa di giallo e le prostitute di rosso. La storia del blu è la storia dei tintori e dei pigmenti nel medioevo e conseguentemente nel rinascimento, dove apprendo che la scala dei colori di base era 3, con il divieto assoluto di mischiare le tinte, per diventare poi 6 e usare finalmente il blu e il giallo per fare il verde, cosa impensabile nel medioevo. Addirittura c’erano leggi che vietavano al tintore di una colore di poter tingere in un altro. Entrare nella storia dei colori significa toccare l’arte e la pittura e insomma insieme alla storia dei popoli diverranno anche l’incarnazione di idee politiche oltre che nel gusto dell’abbigliamento. Per esempio in Francia il blu diventa anche e quindi un colore politico in cui si identificano i difensori della Repubblica, i liberali e i moderati. Al blu si opponeva politicamente il bianco che era invece il colore della monarchia.
    Il blu è soprattutto e anche la storia dei jeans, che tra l’altro voglio raccontare perché non è scevra di un certo mistero, visto che il grande incendio di San Francisco nel 1906, a seguito del terremoto, distrusse gli archivi della Levi Strauss. Ma chi era costui? Il giovane Levi Strass, piccolo venditore ambulante di New York di tela da tenda e da carri, grazie all’incontro con un pioniere che gli spiega la necessità in California di pantaloni più robusti e funzionali più che tele da tende ed è allora che lui pensa di usare proprio quella tela resistente per tagliare dei pantaloni da lavoro. Il successo è immediato; sono nati i Jeans che non sono ancora blu e invece tendono ad un bianco cassè o bruno scuro. Questa tela molto dura da lavorare verrà da lui stesso sostituita con il denim, tela di sargia tinta con l’indaco e proveniente dall’Europa. Fu allora che nacquero i blue jeans. E altra piccola curiosità, essendo questo cotone troppo pensate per assorbire totalmente il colore, rendeva il colore non stabile e proprio questa imperfezione ne decretò la particolarità.
    La percezione del colore è diversa da continente a continente, oriente e occidente e quindi tanto per saperlo, lo dobbiamo solo al Giappone se noi oggi abbiamo i colori in stampa brillanti, perché per loro la suddivisione dei colori è sempre stata tra opaco o brillante.
    Per esempio per gli africani è fondamentale sapere se i colori sono secchi o umidi, tenero o duro, liscio o rugoso, sordo o sonoro, allegro o triste. Il colore quindi visto con altri parametri sensoriali, che per noi sono incomprensibili, anche se anche per noi occidentali ma solo in un secondo momento, i colori sono anche caldi o freddi. Quindi il blu come pace e armonia, equilibrio e compostezza. Personalmente lo adoro, anzi è tra i miei colori preferiti oltre il bianco e il crema. Direi però che sia un colore tiepido più che freddo. Voi che dite?...

    ha scritto il 

  • 4

    La storia del colore blu lascia stupefatti se si pensa che in età moderna e contemporanea è diventato uno dei colori più apprezzati e diffusi in Occidente, caricandosi di significati simbolici nobilissimi sostenuti da motivazioni religiose, morali,spirituali e perfino patriottiche. Invece nelle e ...continua

    La storia del colore blu lascia stupefatti se si pensa che in età moderna e contemporanea è diventato uno dei colori più apprezzati e diffusi in Occidente, caricandosi di significati simbolici nobilissimi sostenuti da motivazioni religiose, morali,spirituali e perfino patriottiche. Invece nelle epoche più antiche era il rosso a essere ritenuto il colore più nobile. In età preistorica e nella pittura parietale del Paleolitico, addirittura, il colore blu, pur esistendo in natura, non era utilizzato affatto. Un ampio excursus ricco di riferimenti alla storia dell'arte e dei tessuti d'abbigliamento; curiose le note relative all'invenzione chimica delle diverse gradazioni di questo colore.

    ha scritto il 

  • 3

    Il libro meriterebbe anche quattro stelle, se fosse privo di quel gallicanesimo che tende a permeare quasi tutti i libri scritti da francofoni, che sinora ho letto almeno, e se all'argomento trattato fossero state dedicate più pagine.
    E' un compendio piuttosto breve sulla storia di un unico ...continua

    Il libro meriterebbe anche quattro stelle, se fosse privo di quel gallicanesimo che tende a permeare quasi tutti i libri scritti da francofoni, che sinora ho letto almeno, e se all'argomento trattato fossero state dedicate più pagine.
    E' un compendio piuttosto breve sulla storia di un unico colore, che instilla, ed è questa secondo me la sua caratteristica più pregevole, curiosità riguardo ad alcuni argomenti sommariamente trattati nel corso delle pagine.
    Una buona lettura, preludio ad altre letture in argomento in futuro.

    ha scritto il 

  • 5

    ...Ma nell'immaginario e nella vita quotidiana c'è voluto ancora del tempo, molto tempo, perché l'acqua diventasse blu, e il blu freddo.
    Freddo come le nostre società occidentali contemporanee, di cui il blu èè al tempo stesso l'emblema, il simbolo e il colore preferito.

    ha scritto il 

  • 3

    E' un libro "furbo", nel senso che pesca qua e là, sintetizza e confeziona elegantemente, in prima istanza per il pubblico francese (che con il blu ha familiarità, dalla bandiera in poi).
    La tesi di fondo è che il blu, da tinta rara e impopolare, diventi gradualmente un colore tanto diffuso ...continua

    E' un libro "furbo", nel senso che pesca qua e là, sintetizza e confeziona elegantemente, in prima istanza per il pubblico francese (che con il blu ha familiarità, dalla bandiera in poi).
    La tesi di fondo è che il blu, da tinta rara e impopolare, diventi gradualmente un colore tanto diffuso e familiare da risultare quasi "neutro", come un paio di blue jeans. Tale e voluzione viene seguita dal punto di vista della storia sociale.
    Come spesso accade nelle rassegne diacroniche, il risultato è diseguale: il capitolo dedicato a presistoria e antichità, per esempio, traballa parecchio.

    ha scritto il 

  • 3

    Più che un libro sembra un brogliaccio per progetti da complare nel futuro. Talvolta si percepisce un po' di pedanteria, di volontà didattica, di semplificazione. Credo però che tutto questo faccia parte dei progetto originario. l'argomento si meritava un numero di pagine superiori a quelle asseg ...continua

    Più che un libro sembra un brogliaccio per progetti da complare nel futuro. Talvolta si percepisce un po' di pedanteria, di volontà didattica, di semplificazione. Credo però che tutto questo faccia parte dei progetto originario. l'argomento si meritava un numero di pagine superiori a quelle assegnateli.
    E' l'unioca osservazione veramente negativa che posso fare su un testo per altro godibile

    ha scritto il 

  • 4

    Libro bellissimo in lettura e osservazione del ricco apparato iconografico, avrebbe meritato un'impaginazione "d'autore" anziché la solita routine.
    Per fortuna la qualità del testo fa perdonare ogni eventuale debolezza estrinseca.

    ha scritto il