Blues, ballate e canzoni

Testo inglese a fronte

Di

Editore: Newton & Compton

4.1
(237)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: Altri

Isbn-10: 8881833158 | Isbn-13: 9788881833153 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Musica

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Descrizione del libro
Questo volume di poesie, introdotto dall'esperta di letteratura americanaFernanda Pivano, è il ritratto di un profeta, di un'icona e di una star, ma èsoprattutto l'autobiografia di un uomo che canta le problematiche del suotempo e la sua personale solitudine, come se, in fondo, fossero la stessacosa.
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    Bob Dylan ha meritato il Nobel per la letteratura, si o no? Certo, avrei preferito che a vincerlo fossero Don De Lillo, Thomas Pynchon o Philip Roth, ma come può un romanziere competere con l’immedia ...continua

    Bob Dylan ha meritato il Nobel per la letteratura, si o no? Certo, avrei preferito che a vincerlo fossero Don De Lillo, Thomas Pynchon o Philip Roth, ma come può un romanziere competere con l’immediatezza e la diffusione capillare di una canzone? Negli anni ’60 Dylan era un best-seller da jukebox. Echeggiava Mr. Tambourine Man e tutti sapevano che Mr. Tambourine era la marca di cartine in voga per i joints senza bisogno di internet. Blowin' in the Wind divenne subito il manifesto del Movimento dei Diritti Civili. Tutti abbiamo cantato almeno una volta nella vita “How does it feel, how does it feel?/To be on your own, with no direction home”. La rivoluzione di Bob Dylan è stata quella di proporre canzoni che invece di parlare d’amore in modo convenzionale parlavano dell'orrore della violenza e di ingiustizia, di sopprusi e dei Padroni della guerra, dei diritti civili e di solitudine pubblica.

    Nella splendida Jokerman (da Infidels, il grande album del 1983 che segnò una svolta dalla proclamazione aperta della sua fede cristiana), il protagonista metaforico della canzone è in parte un ricercatore della salvezza e in parte un ingannatore satanico, il che riassume un po’ quello che io penso di Dylan. L’arte è sempre inganno e, in un certo suo modo, anche una ricerca personale. Il Dylan che preferisco è quello di Blood On The Tracks (1975) e Desire (1976), assenti da questo volume che arriva fino al '71, quello che canta Simple Twist of Fate e Hurricane. Il poeta Allen Ginsberg definì le canzoni di Desire ”romanzi in miniatura”. Sara, la mia canzone di Dylan preferita, “sembra” una confessione senza pudori a sua moglie, ma il gioco è ambiguo e sottile. Questa “Sfinge dello Scorpione”, questa “moglie mistica” è il desiderio incarnato. La canzone è un appello al perdono e alla comprensione. La melodia e il canto sono dolorosi. Tutto Desire è dominato dalle divinità femminili e le voci femminili contro quella di Dylan costituiscono un altro esperimento nella struttura della canzone.

    Io non appartengo alla scuola di quelli che “i testi delle canzoni sono poesia” come rivendicano gli afecionado del rock. Ma sospetto che molti scrittori sarebbero assurdamente orgogliosi di scrivere una qualsiasi delle canzoni più celebrate di Dylan o anche solo che la loro opera gettasse un’ombra altrettanto lunga sulla posterità. Oppure, più semplicemente, vorrebbero saper dire altrettanto bene "No, there's nothing that I wouldn't do/ to make you feel my love" con la stessa voce nasale e un po’ roca. Perchè tutto nell'arte, come nella vita, è questione di stile.

    ha scritto il 

  • 5

    Genio poetico! A me queste poesie o canzoni hanno aperto gli occhi sulla vita...mi hanno dato una visione e tanta volte ripeto fra me e me alcuni passaggi che mi aiutano e mi spingono ad andare avanti ...continua

    Genio poetico! A me queste poesie o canzoni hanno aperto gli occhi sulla vita...mi hanno dato una visione e tanta volte ripeto fra me e me alcuni passaggi che mi aiutano e mi spingono ad andare avanti.
    Quando sono perso, mi basta leggere "It's alright Ma" per ritrovarmi.
    Grazie Bob!

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro fondamentale per conoscere a fondo l'anima di uno dei più grandi paroleri della storia della musica. Libro indispensabile per conoscere il pensiero di Dylan. Utile a chi ama la scrittura. Fon ...continua

    Un libro fondamentale per conoscere a fondo l'anima di uno dei più grandi paroleri della storia della musica. Libro indispensabile per conoscere il pensiero di Dylan. Utile a chi ama la scrittura. Fonte raffinata di idee per chi ama la lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Introduzione di Fernanda Pivano, scritta nel dicembre 1971.
    Tutte le ballate e le canzoni di Dylan sono riportate in originale con a fronte la traduzione in italiano, a cura di Stefano Rizzo ...continua

    Introduzione di Fernanda Pivano, scritta nel dicembre 1971.
    Tutte le ballate e le canzoni di Dylan sono riportate in originale con a fronte la traduzione in italiano, a cura di Stefano Rizzo

    ha scritto il 

  • 5

    Belle canzoni e belle parole, poesia e blues-rock-folk, bibbia e opposizione. In quei tempi qui si pensava a Marx per ribellarsi anche all'educazione cattolica di un certo tipo, in America un libro re ...continua

    Belle canzoni e belle parole, poesia e blues-rock-folk, bibbia e opposizione. In quei tempi qui si pensava a Marx per ribellarsi anche all'educazione cattolica di un certo tipo, in America un libro religioso serviva per scoprire un diverso modo di vivere. Sembrerebbero due mondi inconciliabili ma non era così. Non eravamo tanto stupidi (non tutti per la verità), sapevamo che la buona musica e le novità in quel campo venivano dal mondo anglosassone e le aspettavamo con impazienza.

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  • 0

    Che Bob Dylan fosse un poeta si sapeva...per questo il libro merita a pieno titolo di svettare sulle vostre mensole tra i grandi autori...
    Beh per questo e -diciamocelo-anche per poter cantare a squarc ...continua

    Che Bob Dylan fosse un poeta si sapeva...per questo il libro merita a pieno titolo di svettare sulle vostre mensole tra i grandi autori...
    Beh per questo e -diciamocelo-anche per poter cantare a squarciagola dopo aver imparato i testi delle sue canzoni!

    ha scritto il 

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