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Blues in sedici

Ballata della città dolente

Di

Editore: Feltrinelli

3.7
(722)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 58 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000016776 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , Humor , Musica

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Descrizione del libro
L'Indovino cieco, il Padre, la Madre, il Figlio, Lisa, la Città, iil Killer, il Teschio: otto voci, otto personaggi che per due volte entrano in scena a dire il dolore di una realtà ingombrante come la Storia, desolante coma la Moda, feroce come l'assenza di Futuro.
Stefano Benni torna alla poesia per affidare al ritmo del verso la percezione della tasicenza sociale e morale, il brulicare di una rabbia senza nome, la volontà di vedere oltre la cecità e l'invisibilità, la necessità di un sacrificio e l'ostinazione della speranza.
Contemplato con pietà e orrore, il teatro della metropoli che uniforma emozioni e culture è ancora un teatro vivo che porge una sorta di ultima occasione: quella di ritrovare un senso al vuoto, al caos, alla violenza, al disincanto. Il blues, si sa, non è musica remissiva: Stefano Benni ci fa sedere insieme a lui a cantare quello che ci è sempre più difficile cantare, ai bordi della strada o dietro una finestra, "le stelle malate" e "il sorriso del figlio".
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  • 2

    Conosco Palermo da almeno 12 anni ma l'ho vista solo 3 volte, tutte e 3 le volte aveva 17 anni e delle 3 le volte 2 io avevo 18 anni 1 30. Chattiamo molto chattiamo di media 2 volte al mese, le ...continua

    Conosco Palermo da almeno 12 anni ma l'ho vista solo 3 volte, tutte e 3 le volte aveva 17 anni e delle 3 le volte 2 io avevo 18 anni 1 30. Chattiamo molto chattiamo di media 2 volte al mese, le nostre pause sono fenomenali, sono perfette, sono calibrate, sono talmente indovinate che se ogni coppia adottasse le nostre pause non ci sarebbero più divorzi, certo forse neanche matrimoni. Oggi mi ha chiesto di mandarle 1 foto recente, vedeva solo quella in cui mangio pop corn e indosso gli occhiali viola che insomma, è ancora recente, ma è di 3 anni fa e gli occhiali sono della mia ex ragazza. Allora mi sono messo, mi sono fatto 10 selfie, - lungo momento di vergogna per i(le?) selfie(s?) -, su 10 scatti uno solo è decente, sembro il fratello sfigato di Mickey Rourke (giovane, che quello vecchio è un altro fratello sfigato), stessa madre padre diverso, Carlo Verdone il mio. Guardandomi ho notato la lunghezza dei capelli e mi sono ricordato perché ci ho messo così tanto a rompere con la mia ex. Vivo in questo quartiere da 4 anni e conosco lavanderie, kebabbari, ferramenta, fermate del bus, stradine nascoste, scorci meravigliosi, ma non ho idea di dove trovare 1 barbiere.

    ha scritto il 

  • 0

    Per una valle

    [...] universale amore, ferrate vie, molteplici commerci vapor, tipi e cholera i più divisi popoli e climi stringeranno insieme

    Anche Benni è stato in carcere.

    ha scritto il 

  • 3

    Niente di particolare ... Ho preferito il secondo movimento al primo, vi sono stanze davvero interessanti, ma credo che la metrica sia troppo incasinata. Preferisco, di Benni, la prosa alla poesia. ...continua

    Niente di particolare ... Ho preferito il secondo movimento al primo, vi sono stanze davvero interessanti, ma credo che la metrica sia troppo incasinata. Preferisco, di Benni, la prosa alla poesia. Ora lo posso dire con certezza.

    ha scritto il 

  • 3

    L'ho trovato bello, ma "difficile". In questo momento forse un libro di poesie non era quello che cercavo. Sono senza il tempo necessario per leggere e riflettere..

    ha scritto il 

  • 3

    cupa città

    che città dolente e cupa quella di questi blues, che personaggi senza speranza sospesi nell'assenza cementizia. Benni dopo le Ballate e Prima o poi l'amore arriva dà voce alla propria cupa visione ...continua

    che città dolente e cupa quella di questi blues, che personaggi senza speranza sospesi nell'assenza cementizia. Benni dopo le Ballate e Prima o poi l'amore arriva dà voce alla propria cupa visione della contemporaneità. Qualche sprazzo poetico cmq c'è

    ha scritto il 

  • 4

    (da leggere, una notte, d'autunno)

    «Io sono un'altra. In me ci si può perdere ma ritrovarsi è splendida battaglia di tutte le bugie e le catene almeno da una sii libero non dobbiamo ...continua

    (da leggere, una notte, d'autunno)

    «Io sono un'altra. In me ci si può perdere ma ritrovarsi è splendida battaglia di tutte le bugie e le catene almeno da una sii libero non dobbiamo sperare possiamo, ogni istante del giorno.»

    ha scritto il 

  • 3

    Ma sì, carino, cioè, insomma, però...

    ..niente di speciale. Stefano Benni è un talento nella narrativa, ma nella poesia..è un nulla. Mi dispiace essere così drastica, sono sicura che a diversi sarà piaciuta questa ballata, però a me ...continua

    ..niente di speciale. Stefano Benni è un talento nella narrativa, ma nella poesia..è un nulla. Mi dispiace essere così drastica, sono sicura che a diversi sarà piaciuta questa ballata, però a me ha suggerito un tentativo scialbo di cambiare genere (che poi in realtà Benni ha scritto ben tre raccolte di poesie, quindi dovrei proprio stare zitta). La ballata è divisa in due movimenti, dove parlano le voci simbolo di una metropoli. Abbiamo l'indovino, una sorta di veterano che osserva la sua metropoli con stanchezza, il Padre e il Figlio (no, lo Spirito Santo non c'è), Lisa, la Città, il killer, il teschio e la Madre. Le loro voci si dividono le cinquanta pagine e parlano a turno, continuando una sorta di ballo ininterrotto.

    Un ballo che alla fine si salva, sì. Senza infamia né lode, però. Alcuni versi semplicemente non funzionavano, le immagini che trasmetteva Benni non erano abbastanza interessanti da suscitare interesse, non c'era quasi nessun verso che facesse spalancare gli occhi dalla sorpresa. Si beve come un bicchier d'acqua, ma una volta chiuso il libro, lo si dimentica. Sono sicura che si sarebbe potuto far di meglio per rendere questa "ballata della città dolente".

    ha scritto il 

  • 5

    Ho voluto rileggerlo in attesa della mia amica che a sua volta lo voleva prestato. Che dire? E' sempre un colpo al cuore, una triste realtà narrata in versi dove l'amore diventa morte e viceversa. ...continua

    Ho voluto rileggerlo in attesa della mia amica che a sua volta lo voleva prestato. Che dire? E' sempre un colpo al cuore, una triste realtà narrata in versi dove l'amore diventa morte e viceversa. Bello, angosciante, triste... Io odio la poesia, ma quello che Benni fa in questa Ballata... Un bravo scrittore è tale quando riesce a far piacere un genere odiato ad un lettore pigro.

    ha scritto il 

  • 3

    LA MADRE: "Laggiù, crocifisso in cucina ancora sei come ti amavo non vinto, orgoglioso, mio uomo lo grido, ma non puoi più sentirmi"

    L'INDOVINO: "Io vecchio, cieco, e atteso vedo sul ponte due ...continua

    LA MADRE: "Laggiù, crocifisso in cucina ancora sei come ti amavo non vinto, orgoglioso, mio uomo lo grido, ma non puoi più sentirmi"

    L'INDOVINO: "Io vecchio, cieco, e atteso vedo sul ponte due ragazzi abbracciati l'acqua è nera non li riflette ma so quanto profondi sono i loro sogni e quanta pena può guarire per un attimo un bacio"

    LISA: "Signori di tutti gli Schermi voi che chiamate sogni ciò che state perdendo quello che più non vedete è ciò che rimane nel mondo"

    STEFANO BENNI

    ha scritto il 

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