Blues in sedici

Ballata della città dolente

Di

Editore: Feltrinelli

3.7
(736)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 58 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000016776 | Data di pubblicazione: 

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Musica

Ti piace Blues in sedici?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
L'Indovino cieco, il Padre, la Madre, il Figlio, Lisa, la Città, iil Killer, il Teschio: otto voci, otto personaggi che per due volte entrano in scena a dire il dolore di una realtà ingombrante come la Storia, desolante coma la Moda, feroce come l'assenza di Futuro. Stefano Benni torna alla poesia per affidare al ritmo del verso la percezione della tasicenza sociale e morale, il brulicare di una rabbia senza nome, la volontà di vedere oltre la cecità e l'invisibilità, la necessità di un sacrificio e l'ostinazione della speranza.Contemplato con pietà e orrore, il teatro della metropoli che uniforma emozioni e culture è ancora un teatro vivo che porge una sorta di ultima occasione: quella di ritrovare un senso al vuoto, al caos, alla violenza, al disincanto. Il blues, si sa, non è musica remissiva: Stefano Benni ci fa sedere insieme a lui a cantare quello che ci è sempre più difficile cantare, ai bordi della strada o dietro una finestra, "le stelle malate" e "il sorriso del figlio".
Ordina per
  • 4

    Per me si va ne la città dolente, per me si va tra la perduta gente...

    Il Sacrificio e il Destino che si compiono a ritmo di blues in una spaventosa notte della periferia metropolitana.
    Benni, che è uno scrittore che amo profondamente, ha sempre dichiarato che Blues in s ...continua

    Il Sacrificio e il Destino che si compiono a ritmo di blues in una spaventosa notte della periferia metropolitana.
    Benni, che è uno scrittore che amo profondamente, ha sempre dichiarato che Blues in sedici è l'opera che più ama. Lo capisco: è il Benni che non ti aspetti e che forse non si aspettava nemmeno lui.
    La sua ironia e fantasiosa comicità - anche se a me piace dire comica fantasiosità - sono messe da parte: questo è un dramma, una canzone di gesta eroiche in un tempo e in uno spazio in cui tutto è inghiottito dai fenomeni di massa e in cui la morale è così decaduta che l'idea di sacrificarsi per un'altra persona, fosse anche un padre per un figlio, non è poi così scontata.
    E' ispirato ad un fatto di cronaca. E' tutto scritto nelle sue pagine, provare per credere.

    "Amore che hai sulla bocca
    un segno amaro di lotta
    io vedo vite che la speranza tocca
    pulsare, vibrare, rivivere
    come fa il pesce
    restituito all'acqua."
    (l'indovino)

    ha scritto il 

  • 2

    Questa canzone a più voci, in versi dolenti dal sapore fortemente metropolitano, evoca una storia notturna di sofferenze, luci fasulle di videogiochi, sentimenti veri nascosti da maschere mute o defor ...continua

    Questa canzone a più voci, in versi dolenti dal sapore fortemente metropolitano, evoca una storia notturna di sofferenze, luci fasulle di videogiochi, sentimenti veri nascosti da maschere mute o deformate.
    I versi però, salvo pochi momenti, risultano secondo me troppo verbosi e poco incisivi, evocano immagini e sprazzi di personaggi senza che si riesca mai ad afferrare bene un sia pur tenue filo conduttore.
    Per questo ho fatto molta fatica a portare a termine la lettura, nonostante si tratti di un libro davvero agile: peccato, perchè lo spunto era davvero interessante e mi ha lasciato un senso fastidioso di acerbo e incompiuto.
    Io non frequento i buoni
    né i cattivi sentimenti
    ma i sentimenti, e basta
    veri, spesso indicibili
    (Lisa)

    ha scritto il 

  • 0

    Per una valle

    [...] universale amore,
    ferrate vie, molteplici commerci
    vapor, tipi e cholera i più divisi
    popoli e climi stringeranno insieme

    Anche Benni è stato in carcere.

    ha scritto il 

  • 3

    Niente di particolare ... Ho preferito il secondo movimento al primo, vi sono stanze davvero interessanti, ma credo che la metrica sia troppo incasinata. Preferisco, di Benni, la prosa alla poesia. Or ...continua

    Niente di particolare ... Ho preferito il secondo movimento al primo, vi sono stanze davvero interessanti, ma credo che la metrica sia troppo incasinata. Preferisco, di Benni, la prosa alla poesia. Ora lo posso dire con certezza.

    ha scritto il 

  • 3

    L'ho trovato bello, ma "difficile".
    In questo momento forse un libro di poesie non era quello che cercavo. Sono senza il tempo necessario per leggere e riflettere..

    ha scritto il 

  • 3

    cupa città

    che città dolente e cupa quella di questi blues, che personaggi senza speranza sospesi nell'assenza cementizia. Benni dopo le Ballate e Prima o poi l'amore arriva dà voce alla propria cupa visione del ...continua

    che città dolente e cupa quella di questi blues, che personaggi senza speranza sospesi nell'assenza cementizia. Benni dopo le Ballate e Prima o poi l'amore arriva dà voce alla propria cupa visione della contemporaneità. Qualche sprazzo poetico cmq c'è

    ha scritto il 

  • 4

    (da leggere, una notte, d'autunno)

    «Io sono un'altra.
    In me ci si può perdere
    ma ritrovarsi è splendida battaglia
    di tutte le bugie e le catene
    almeno da una sii libero
    non dobbiamo sperare
    possiamo,
    ...continua

    (da leggere, una notte, d'autunno)

    «Io sono un'altra.
    In me ci si può perdere
    ma ritrovarsi è splendida battaglia
    di tutte le bugie e le catene
    almeno da una sii libero
    non dobbiamo sperare
    possiamo, ogni istante del giorno.»

    ha scritto il 

  • 3

    Ma sì, carino, cioè, insomma, però...

    ..niente di speciale. Stefano Benni è un talento nella narrativa, ma nella poesia..è un nulla. Mi dispiace essere così drastica, sono sicura che a diversi sarà piaciuta questa ballata, però a me ha su ...continua

    ..niente di speciale. Stefano Benni è un talento nella narrativa, ma nella poesia..è un nulla. Mi dispiace essere così drastica, sono sicura che a diversi sarà piaciuta questa ballata, però a me ha suggerito un tentativo scialbo di cambiare genere (che poi in realtà Benni ha scritto ben tre raccolte di poesie, quindi dovrei proprio stare zitta).
    La ballata è divisa in due movimenti, dove parlano le voci simbolo di una metropoli. Abbiamo l'indovino, una sorta di veterano che osserva la sua metropoli con stanchezza, il Padre e il Figlio (no, lo Spirito Santo non c'è), Lisa, la Città, il killer, il teschio e la Madre.
    Le loro voci si dividono le cinquanta pagine e parlano a turno, continuando una sorta di ballo ininterrotto.

    Un ballo che alla fine si salva, sì. Senza infamia né lode, però. Alcuni versi semplicemente non funzionavano, le immagini che trasmetteva Benni non erano abbastanza interessanti da suscitare interesse, non c'era quasi nessun verso che facesse spalancare gli occhi dalla sorpresa. Si beve come un bicchier d'acqua, ma una volta chiuso il libro, lo si dimentica. Sono sicura che si sarebbe potuto far di meglio per rendere questa "ballata della città dolente".

    ha scritto il 

  • 5

    Ho voluto rileggerlo in attesa della mia amica che a sua volta lo voleva prestato. Che dire? E' sempre un colpo al cuore, una triste realtà narrata in versi dove l'amore diventa morte e viceversa. Bel ...continua

    Ho voluto rileggerlo in attesa della mia amica che a sua volta lo voleva prestato. Che dire? E' sempre un colpo al cuore, una triste realtà narrata in versi dove l'amore diventa morte e viceversa. Bello, angosciante, triste... Io odio la poesia, ma quello che Benni fa in questa Ballata... Un bravo scrittore è tale quando riesce a far piacere un genere odiato ad un lettore pigro.

    ha scritto il 

Ordina per