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Bob Noorda

Una vita nel segno della grafica

Di

Editore: Editrice San Raffaele

4.2
(29)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 159 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8886270828 | Isbn-13: 9788886270823 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Intervistatore: Francesco Dondina

Genere: Art, Architecture & Photography

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Descrizione del libro
"...mi sono sempre considerato un freelance anche quando ero art director alla Pirelli, perchè nella mia vita sono sempre stato un uomo libero".

Bob Noorda

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  • 5

    Dialogo tra babbo e figlia.
    Babbo: "Cosa stai leggendo?"
    Figlia: "Un libro di Bob Noorda."
    Babbo: "Non lo conosco."
    Figlia: "Ti orienti bene nella metropolitana quando vai a Milano?"
    Babbo: "Si!"
    Figlia: "Ti ricordi come è fatto il simbolo dei tuoi autogrill pr ...continua

    Dialogo tra babbo e figlia.
    Babbo: "Cosa stai leggendo?"
    Figlia: "Un libro di Bob Noorda."
    Babbo: "Non lo conosco."
    Figlia: "Ti orienti bene nella metropolitana quando vai a Milano?"
    Babbo: "Si!"
    Figlia: "Ti ricordi come è fatto il simbolo dei tuoi autogrill preferiti, dove di solito ti riposi quando sei in autostrada?"
    Babbo: "Si"
    Figlia: "Identifichi subito guardando la libreria quali sono i volumi della Feltrinelli?"
    Babbo: "Certo! Non sono mica un vecchio rin**********!"
    Figlia: "Allora conosci anche Bob Noorda, almeno un pochino."

    ha scritto il 

  • 4

    Bob Noorda: un nome che è un marchio

    Designer olandese di nascita, ma italiano d'adozione, Bob Noorda è morto a gennaio di quest'anno. Il suo nome forse è poco conosciuto fuori dal mondo del design, molti però ricordano i suoi lavori, avendo lavorato dagli anni 50 ad oggi per notissimi marchi: Pirelli, Agip, Touring Club, Mondadori ...continua

    Designer olandese di nascita, ma italiano d'adozione, Bob Noorda è morto a gennaio di quest'anno. Il suo nome forse è poco conosciuto fuori dal mondo del design, molti però ricordano i suoi lavori, avendo lavorato dagli anni 50 ad oggi per notissimi marchi: Pirelli, Agip, Touring Club, Mondadori, Feltrinelli, Coop, Barilla, ma anche per la Regione Lombardia, alcune edizioni della Biennale di Venezia e la Triennale di Milano ecc. anche se il suo lavoro più famoso rimane forse la progettazione della segnaletica delle metropolitane di Milano, New York e San Paolo.
    L'analisi dei lavori è interessantissima; peccato per le tavole poco leggibili e non integrate nel testo. Un po' freddo forse il modo di condurre l'intervista da parte di Francesco Dondina (Designer milanese, docente alla Facoltà di Design del Politecnico di Milano), ma nel corso dell'incontro emerge anche una riflessione più ampia sul design e sulla necessità di riportare al centro del dibattito del nostro Paese la cultura del progetto

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    C'è chi ha avuto la fortuna di scambiare due parole con lui; io mi son dovuto accontentare di questo libro, una lunghissima ed interessante intervista che ripercorre tutti i principali eventi che hanno contraddistinto la carriera di Bob Noorda in Italia e nel mondo.


    Purtroppo alcuni dei su ...continua

    C'è chi ha avuto la fortuna di scambiare due parole con lui; io mi son dovuto accontentare di questo libro, una lunghissima ed interessante intervista che ripercorre tutti i principali eventi che hanno contraddistinto la carriera di Bob Noorda in Italia e nel mondo.

    Purtroppo alcuni dei suoi ottimi lavori sono stati successivamente manipolati (in peggio) senza alcun rigore logico e questo Bob Noorda lo evidenzia con palpabile rammarico.

    Il libro probabilmente è stato pubblicato prima del "restyling" del marchio della Regione Lombardia, un'operazione di "facciata" di cui non se ne sentiva assolutamente il bisogno. Nel nuovo marchio il carattere Futura è stato sostituito da un carattere scaricabile gratuitamente dal sito "dafont.com". Scelta molto discutibile.
    Sarebbe stato interessante leggere un parere di Noorda a riguardo, ma ovviamente gli eventi più recenti non sono stati trattati.

    Tornando al libro: è una lettura molto scorrevole, si legge praticamente in max 2-3 ore ed è strutturato in 4 parti:

    - Intervista
    - Raccolta dei principali lavori di Noorda
    - Cronologia dei lavori suddivisa per decenni (anni sessanta, settanta, ecc..)
    - Biografia di Bob Noorda e degli altri personaggi citati all'interno dell'intervista

    Il libro si sarebbe potuto impostare diversamente: i lavori rappresentati sono in bianco e nero, scelta dettata da una questione economica ma che non valorizza assolutamente il contenuto.
    Inoltre nella stessa intervista vengono citati dei lavori di Noorda ma non ci sono i riferimenti alla sezione "iconografica" del libro, quindi il lettore deve sfogliare la seconda parte del libro con pazienza e trovare da solo l'immagine, interrompendo ovviamente la lettura: un po' scocciante

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura istruttiva e coinvolgente per tutti coloro che si occupano - o ambiscono a occuparsi - di progetto grafico di qualsiasi genere.<br />Racconta esperienze di un maestro che ha fatto scuola a tutti, come solo di pochissimi altri si può dire (cioè di Paul Rand, Massimo Vignelli, Albe St ...continua

    Lettura istruttiva e coinvolgente per tutti coloro che si occupano - o ambiscono a occuparsi - di progetto grafico di qualsiasi genere.<br />Racconta esperienze di un maestro che ha fatto scuola a tutti, come solo di pochissimi altri si può dire (cioè di Paul Rand, Massimo Vignelli, Albe Steiner, Bruno Munari, Max Huber e forse di nessun altro).<br />Purtroppo l'apparato iconografico è in bianco e nero e di cattiva qualità ma pare che presto uscirà un "librone" monografico col colori "giusti".<br />Si legge tutto d'un fiato. Poi, a chi resta ancora un po' di fiato, resta il compito di fare, per lo meno, un po' di autocritica.

    Aggiunta postuma
    Noorda è morto da un paio di giorni. Soliti piagnistei sui giornali. Una colpa abbastanza evidente da parte, quantomeno, della stampa: quella di aver citato poco e male il lavoro e il pensiero di questo designer, riportando parzialmente o male alcune opinioni che erano lo specchio del suo essere inattuale (cioè storicamente ed ideologicamente "morto" già trant'anni fa). Sarebbe stato meglio se se ne fosse illustrato più ampiamente il lavoro, come lui stesso - non certo un grande ideologo - avrebbe preferito.

    ha scritto il 

  • 5

    «Qualche anno fa Giancarlo Iliprandi mi chiese di guardare le cose che stava facendo con i suoi ragazzi durante un semestre al Politecnico: l'esercitazione che aveva predisposto consisteva nel disegnare un manifesto che aveva impostato per la Croce Rossa. Bene, anzitutto ho scoperto che la matita ...continua

    «Qualche anno fa Giancarlo Iliprandi mi chiese di guardare le cose che stava facendo con i suoi ragazzi durante un semestre al Politecnico: l'esercitazione che aveva predisposto consisteva nel disegnare un manifesto che aveva impostato per la Croce Rossa. Bene, anzitutto ho scoperto che la matita, per loro, è quella che si trova in cucina: la HB, quella che serve per fare la lista della spesa. E poi, tutte le scritte erano tracciate in modo approssimativo, senza riprodurre un carattere preciso - chessò, un Bodoni, un Helvetica... - ma solo un generico alfabeto mal fatto e, soprattutto, in maiuscolo. [...]
    Uno di loro, ad esempio, aveva scritto in grande, come fondo del manifesto, su una linea sola, con la matita HB: "CROCE ROSS". Gli ho detto "Ma qui la parola non è finita, manca una lettera". Sai qual'è stata la sua risposta? "Bè, sì, lo so, ma non ci stava." Queste cose non riesco proprio a concepirle... »

    A dir poco stupendo. In un'intervista con Francesco Dondina, Bob Noorda svela la sua vita professionale, dagli studi fino al successo milanese.
    Ciò che ho pensato leggendo il libro è di essere cresciuta guardando le opere di questo uomo senza nemmeno esserne consapevole.
    Il marchio Pavesini, Enel, Agip, Mondandori, La Rinascente, La Feltrinelli, sono tutti stati creati da lui.
    La stessa "fascia continua" che vediamo alla Metro di Milano è opera sua, adottata poi sia nelle metropolitane di New York che San Paolo.
    Un uomo umile che non si crede un artista ma un comunicatore.
    Straconsigliato a tutti coloro che operano nel campo della grafica ma soprattutto ai giovani con una formazione più o meno solida alle spalle che troppo spesso si sentono già arrivati e formati prima ancora di aver iniziato la loro carriera. ;)

    ha scritto il