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Boccamurata

Di

Editore: Feltrinelli (I narratori)

3.4
(1047)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 271 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8807017121 | Isbn-13: 9788807017124 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Chi è stata la madre di Tito? Una poco di buono, come dicono certe vocicattive? O una signora di buona famiglia costretta a "sparire", come ha sempredetto il padre Gaspare? Tito è alla guida di un pastificio, fonte non solo diricchezza ma anche di conflitti, tensioni e invidie in seno a una famigliaallo sbando. È soltanto la sua autorità a tenerla insieme, a volerla unita,con il sostegno forte della mite presenza di una vecchia zia: zia Rachele havegliato su Tito e poi sui figli di lui e non ha perso la capacità di intuireanche quello che le si vorrebbe tener nascosto, ma nel suo sguardo comincianoad affiorare a poco a poco ricordi confusi e brandelli di segreti custodititenacemente per più di mezzo secolo. A smuovere ulteriormente le acquetorbide, insieme alla bellissima Irina, spregiudicata e intraprendente, arrivaall'improvviso Dante, figlio di una ex compagna di collegio della zia. E c'èchi sospetta oscuri moventi. Quanto più la storia si apre a inattesi sviluppinel presente, tanto più il passato viene folgorato da una nuova luce e ilmistero che nascondeva si dischiude lentamente con la forza di una grandestoria d'amore.
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  • 3

    Boccamurata, un altro libro di Simonetta

    Non il più bello dell'autrice, che peraltro amo molto. Forse l'aver aperto molte porte e introdotto personaggi che poi non vengono caratterizzati a sufficienza, né le loro storie portate a ...continua

    Non il più bello dell'autrice, che peraltro amo molto. Forse l'aver aperto molte porte e introdotto personaggi che poi non vengono caratterizzati a sufficienza, né le loro storie portate a compimento, mi fa trovare il romanzo meno avvincente dei precedenti.

    ha scritto il 

  • 4

    mi è piaciuto tantissimo e mi stupisco delle poche stelline e delle critiche degli altri lettori. entrare nel mondo di Simonetta A H è sempre un regalo, una sorpresa. ho amato tutti i personaggi ...continua

    mi è piaciuto tantissimo e mi stupisco delle poche stelline e delle critiche degli altri lettori. entrare nel mondo di Simonetta A H è sempre un regalo, una sorpresa. ho amato tutti i personaggi del romanzo e mi dispiace doverli lasciar andare. spero che l'autrice decida di continuare a scrivere di tito, titino e di tutti gli altri. la quinta stella non l'ho data solo per quello: un finale troppo aperto

    ha scritto il 

  • 3

    non all'altezza degli altri

    devo dire che dei tre che fanno parte della trilogia familiare siciliana (insieme a la mennulara e la zia marchesa) questo è quello che mi è piaciuto meno forse perché sin dall'inizio si capisce ...continua

    devo dire che dei tre che fanno parte della trilogia familiare siciliana (insieme a la mennulara e la zia marchesa) questo è quello che mi è piaciuto meno forse perché sin dall'inizio si capisce la storia, o forse i personaggi alcuni sono delineati in modo approssimativo e non si capisce che ruolo abbiano, o forse tutto insieme. in ogni caso rimane una lettura piacevole e si merita le tre stelline

    ha scritto il 

  • 3

    L'idea di fondo che completa la trilogia siciliana della Hornby è sempre la stessa, sviscerare i conflitti interni delle benestanti famiglie siciliane di quest'ultimo secolo. Famiglie, spesso, ...continua

    L'idea di fondo che completa la trilogia siciliana della Hornby è sempre la stessa, sviscerare i conflitti interni delle benestanti famiglie siciliane di quest'ultimo secolo. Famiglie, spesso, travolte anche dagli eventi storici che hanno cancellato la nobiltà ed il latifondo senza però produrre un'alternativa realmente democratica e di sviluppo. Il silenzio dell’anziana e mai maritata zia Rachele e il segreto che nasconde riguardo la propria famiglia, sulla quale ha sempre lucidamente vegliato, diventa per il nipote Tito un vero cruccio, nel momento in cui vicende del passato riaffiorano a causa dell'inattesa visita di Dante, un fotografo-viaggiatore che reca con se alcune vecchie lettere. Tito ha una famiglia numerosa composta da moglie, figli e nipoti. Nella famiglia ci sono molti contrasti ed invidie, ma anche molte risposte… La voglia di stupire a volte l’ho trovata un po’ eccessiva ed i "colpi di scena" , ad un certo punto, risultano prevedibili ed esasperati. Mi aspettavo un po’ di più … Ma comunque è un romanzo leggibile. E come sempre c’è il paesaggio siciliano descritto in modo sublime, a volte dal libro ne esce il profumo…

    ha scritto il 

  • 3

    BOCCAMURATA

    Simonetta Agnello Hornby conclude con “ Boccamurata” il trittico siciliano iniziato nel 2002 con “ La Mennulara” e proseguito nel 2004 con “ La zia Marchesa”. Una vera e propria saga ...continua

    Simonetta Agnello Hornby conclude con “ Boccamurata” il trittico siciliano iniziato nel 2002 con “ La Mennulara” e proseguito nel 2004 con “ La zia Marchesa”. Una vera e propria saga familiare, affrescata come sempre con maestria e con piccolissime pennellate di lingua dialettale che rinfrescano i dialoghi e rafforzano la grande capacità descrittiva dell’autrice. Il sessantenne Tito, proprietario di un pastificio ereditato dal nonno e dal padre, è riluttante a lasciare le redini del comando ai figli. Santi è l’unico maschio che già si occupa, e con successo, della direzione della fabbrica. Poi vengono Teresa sposata con un giudice e in procinto di seguire il marito nel suo trasferimento in un’altra città e Elisa, donna molto problematica sposata con Antonio. Seguono tanti nipotini, tra i quali Titino, il preferito, si scopre essere affetto da una malattia ereditaria inesorabile per la sua vita futura. La famiglia è composta ancora da Mariola, la moglie di Tito, tranquilla e rotondetta, sempre un po’ defilata all’ombra del consorte e da Rachele, ormai anziana ma mentalmente lucida zia di Tito, sorella del padre Gaspare, che vive in casa loro assistita dalla badante rumena Dana. Tito non conosce le sue origini. Non sa chi sia sua madre. Sa solo che il padre non ha potuto sposarla. Chi era, chi è la madre di Tito? Una prostituta o una signora maritata e perbene che ha dovuto abbandonare il figlio per non essere coinvolta in uno scandalo? E’ stata la zia Rachele ad occuparsi di lui e ad aiutare il fratello Gaspare ad allevarlo. Per fare ciò, ha dovuto rinunciare alla sua vita privata e non si è mai sposata. Per tutta la vita, Tito ha molto sofferto per questa situazione ma ora, l’arrivo di Dante, un fotografo dai modi strani, che dice di essere figlio della migliore amica della zia ai tempi della loro permanenza in collegio, Dante che reca con sé una raccolta di lettere giovanili di Rachele, potrebbe gettare luce sul mistero della sua nascita e svelare quel segreto nascosto, cementificato nella “bocca murata” di chi, per tanti anni’ l’ha tenuto dentro di sé. Tra gli attuali conflitti interni della famiglia, in cui si agitano passioni ed invidie, trasgressioni e recriminazioni, si inserisce una storia che ha radici nel passato e che ha influenzato la vita di tutti. Tanti sono i temi importanti che vengono toccati durante lo svolgimento del racconto: la seduzione, il sesso in tutte le sue sfumature, le dinamiche familiari piene di “non detti” che covano sotto il rancore alimentato dal tempo, il mistero, la scomparsa improvvisa di certi personaggi, le storie forti, invivibili, la carcerazione dell’anima e del corpo per non rendere visibili peccati troppo grandi e passioni proibite, sacrifici estremi che solo un cuore di madre può essere in grado di sopportare, segreti inconfessabili ed inconfessati mantenuti per non ledere l’onore e la rispettabilità della famiglia, ad ogni costo. Non all’altezza dei precedenti, anche per un inizio troppo lento e confuso, per la minore incisività di alcuni personaggi e per l’inutilità di certi altri, per il segreto che dovrebbe stupire ma che si intuisce già dalle prime pagine, il libro è comunque pieno di fascino e di sensualità e di descrizioni paesaggistiche piene di colori e profumi, solo in alcuni tratti forse troppo minuziose. E questo conferma la buona qualità e la gradevolissima scrittura della Hornby che ci regala sempre degli stupendi personaggi femminili pieni di coraggio, di forza, di sentimento e di grande sensibilità.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo familiare con splendida ambientazione siciliana. Una grande famiglia e i suoi segreti che man mano vengono alla luce con un intreccio narrativo che spazia tra il presente e gli anni Trenta e ...continua

    Romanzo familiare con splendida ambientazione siciliana. Una grande famiglia e i suoi segreti che man mano vengono alla luce con un intreccio narrativo che spazia tra il presente e gli anni Trenta e i cambi dei punti di vista tra Tito e la zia Rachele.

    ha scritto il 

  • 2

    Signora Agnello Hornby, se dovesse mai leggere questa recensione sappia che non c’è nulla di personale e, anche se non la conosco, sono sicuro che lei è un’ottima persona con mille qualità. E ...continua

    Signora Agnello Hornby, se dovesse mai leggere questa recensione sappia che non c’è nulla di personale e, anche se non la conosco, sono sicuro che lei è un’ottima persona con mille qualità. E potrà facilmente liquidare questa mia recensione come la solita manifestazione di invidia meschina, visto che Feltrinelli le ha dato fiducia pubblicandola ed evidentemente non ha sbagliato, se migliaia di persone hanno letto i suoi libri. Ma non c’è nulla da fare: il suo libro mi è sembrato di sconcertante mediocrità e sono arrivato in fondo solo per senso del dovere. Un linguaggio legnoso, che ricorda a volte lo svolgimento dei temi alle superiori e a volte sembra riprendere le frasette idiomatiche dei manuali di lingua italiana per stranieri, “arricchito” qua e là da qualche sicilianismo paracamilleresco, così, tanto per fare colore. Personaggi che quasi mai riescono a trovare vita nelle pagine e il più delle volte restano puri nomi, come generi e nuora di Tito. Trama principale strascinata e scontata (si capisce da subito quale sia il turpe segreto dell’origine di Tito), con sottotrame che non si amalgano con la principale, abbozzate, inconcluse e inconcludenti: le vicende del pastificio, la malattia di Titino, l’omosessualità repressa di Santi, la fine di Irina, i maneggi di Elisa… Quindi signora Agnello Hornby mi scuso fin da ora nel caso la mia recensione le dovesse procurare qualche minuto di malumore, ma si consoli: come avrà capito il suo libro ha procurato a me qualche ora di noia.

    ha scritto il 

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