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Boredom

(New York Review Books Classics)

By

Publisher: New York Review of Books

3.8
(1777)

Language:English | Number of Pages: 320 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , German , French , Spanish

Isbn-10: 0940322285 | Isbn-13: 9780940322288 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Angus Davidson

Also available as: Others

Category: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
The novels that the great Italian writer Al berto Moravia produced in the years following the World War II represent an extraord inary survey of the range of human behavior in a fragmented modern society. Boredom, the story of a failed artist and pampered son of a rich family who becomes dangerou sly attached to a young model, examines the complex relations between money, sex, an d imperiled masculinity. This powerful and disturbing study in the pathology of mode rn life is one of the masterworks of a writer who, as Anthony Burgess once rema rked, was always trying to get to the bottom of the human imbroglio.
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  • 5

    Un grande scrittore è sempre un grande scrittore....

    Moravia, conferma un'altra volta nella narrazione di questa storia che il talento nello scrivere è una dote forse innata. Dino e Cecilia sembrano due personaggi complementari, ossessivo lui e totalmente nichilista lei. Intensamente emozionante come romanzo!

    said on 

  • 3

    Potrebbe sembrare una cosa voluta mentre invece è solo una semplice coincidenza. Anche perché da La noia di Alberto Moravia mi aspettavo qualcosa di diverso dal punto di vista dei contenuti. Niente di particolare ma pensavo che il titolo non fosse solo un mero pretesto quanto piuttosto un ...continue

    Potrebbe sembrare una cosa voluta mentre invece è solo una semplice coincidenza. Anche perché da La noia di Alberto Moravia mi aspettavo qualcosa di diverso dal punto di vista dei contenuti. Niente di particolare ma pensavo che il titolo non fosse solo un mero pretesto quanto piuttosto un riassunto di quanto l’autore andava a sviscerare all’interno del romanzo. Invece dopo Un amore di Buzzanti mi sono trovato davanti una nuova storia d’amore tormentata, e tormentata pure in modo assai simile. Anche se sono il primo ad ammettere che in fin dei conti tutti i libri non fanno altro che parlare di storie d’amore, è anche vero che pur cercando di trovare nei due lavori di questi due autori italiani delle differenze quest’ultime risultano essere assai piccole e abbastanza flebili. Anche nel libro di Moravia il protagonista si innamora di una giovane ragazza la quale mantiene il loro rapporto vivo ma non si lascia tarpare per questo le ali per volare in altri amori con altre parsone. Anche nel libro di Moravia il protagonista si lascia prima abbindolare dalle storie inventate dalla sua amante e poi si inchina al suo sentimento per sopportare qualsiasi tradimento come se fosse la cosa più naturale del mondo. Lo stile cambia leggermente e si apprezza forse di più quello di Moravia rispetto a quello di Buzzanti, soprattutto per la scorrevolezza e per l’italiano meno arcaico (ma solo in alcuni punti Un amore risultava avere questa pecca). E se questo aspetto potrebbe far pensare a un giudizio migliore per La noia è anche vero che a discapito di questo libro c’è da dire che l’incipit forte che si basa molto sulla noia e il suo concetto, viene ampiamente tradito per non essere più ripreso nel libro, e se questo avviene viene trattato solo superficialmente. È un problema mio, lo so, ma questo mi fa sembrare Un amore più sincero e meno arrogante rispetto al libro di Moravia. La noia ha la pretesa di volersi vestire di un abito che in fondo non gli appartiene, o meglio: si veste elegante per poi andare a fare una corsa al parco. C’è qualcosa che non va, perché se all’inizio mi dici che il personaggio è affetto da noia e a questa noia dedichi pure il titolo del tuo libro, io lettore mi aspetto che la noia abbia un ruolo centrale nel romanzo, mi aspetto che aprendo il libro la noia venga posta sotto una lente di ingrandimento e venga analizzata con cura. Invece questo non avviene, se non proprio all’inizio, nel prologo, quando c’è la vaga sensazione che la noia sia un aspetto della depressione e quindi che il libro parli in qualche modo del grande male del nuovo millennio (e all’epoca anche in anticipo). Invece no, la noia viene tirata poi in ballo solo raramente e non ha mai più un peso specifico tale da trascinare tutta la storia. Questa è secondo me la grande pecca di La noia: creare delle aspettative sugli argomenti trattati e poi tradirle in modo netto, senza neppure dare la sensazione di pentirsene. Poi ovviamente è pur sempre un libro scorrevole e godibile, ma rimane pur sempre questa macchia indelebile stile peccato originale. Poi, alla fine di tutto, mi dovrete spiegare tutta questa libertà di manovra che avevano le ragazzine minorenni negli anni dei romanzi di Moravia e Buzzanti.

    said on 

  • 2

    Parlo con l'amico che si è costruito la ragazza e mi fa: non hai capito allora, lei, Silvia, ha installato la funzione a me. Io ero confuso ma incuriosito.
    http://popcornpopcornpop.tumblr.com/post/90498496885
    Il mio livello di francese è minimo ma adesso comunichiamo, mi dice quest ...continue

    Parlo con l'amico che si è costruito la ragazza e mi fa: non hai capito allora, lei, Silvia, ha installato la funzione a me. Io ero confuso ma incuriosito. http://popcornpopcornpop.tumblr.com/post/90498496885 Il mio livello di francese è minimo ma adesso comunichiamo, mi dice questo mio amico. Il problema è che da qualche tempo Silvia pensa che non la sto a sentire. Le ho giurato che si sbaglia ma lei ha detto che vuole di più che le parole non contano niente. Allora mi ha installato questo, e mi indica un piccolo pannello avvitato nella parte destra della sua testa. Vedo due spie luminose. Lui mi dice che questa installazione reagisce alla voce di lei, e se la spia si fa verde vuol dire che ho sentito, se è rossa vuol dire che non ho sentito o che ho sentito ma che non ho elaborato la domanda. Adesso è soddisfatta ma sono sicuro che fra un po' vorrà fare delle modifiche. Tipo?, chiedo io. Tipo non so magari vorrà sapere l'ora e poi continua a parlare ma io non lo sto a sentire non so il perché mi è venuta in mente una roba futuristica sui pop corn.

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  • 3

    All'inizio avevo pensato che mai titolo fosse più indovinato per il contenuto. Poi mi sono ricreduto. In effetti il libro deve essere immedesimato, capito la ricerca del protagonista che si sente completamente tagliato fuori dalla vita pur essendone interamente partecipe.
    Ho anche visto il film ...continue

    All'inizio avevo pensato che mai titolo fosse più indovinato per il contenuto. Poi mi sono ricreduto. In effetti il libro deve essere immedesimato, capito la ricerca del protagonista che si sente completamente tagliato fuori dalla vita pur essendone interamente partecipe. Ho anche visto il film del '63. Niente male, molto fedele al testo ma manca della capacità di rendere il tormento del protagonista. (ho cercato di correggere la valutazione a 4* ma aNobii non riesce proprio a farlo)

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  • 1

    Moravia, da vivo, non mi piaceva. Questo è il primo libro che leggo, penso sarà anche l'ultimo. Da morto, Moravia, continua a non piacermi. Amen.

    said on 

  • 3

    "Dunque, in quei giorni, una impazienza straordinaria dominava la mia vita. Niente di quello che facevo mi piaceva ossia mi sembrava degno di essere fatto; d'altra parte, non sapevo immaginare niente che potesse piacermi, ossia che potesse occuparmi in maniera durevole (...)
    Sentivo, d'altra par ...continue

    "Dunque, in quei giorni, una impazienza straordinaria dominava la mia vita. Niente di quello che facevo mi piaceva ossia mi sembrava degno di essere fatto; d'altra parte, non sapevo immaginare niente che potesse piacermi, ossia che potesse occuparmi in maniera durevole (...) Sentivo, d'altra parte, che queste occupazioni non erano che smaniosi travestimenti della noia (...) Ciò che mi colpiva, soprattutto, era che non volevo fare assolutamente niente, pur desiderando ardentemente fare qualcosa. Qualsiasi cosa volessi fare mi si presentava accoppiata come un fratello siamese al suo fratello, al suo contrario che, parimenti, non volevo fare (...) In realtà, come pensavo qualche volta, io non volevo tanto morire quanto non continuare a vivere in questo modo.

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  • 5

    Uno scrittore potente

    La Noia non è malessere, ma solo incapacità di cogliere il punto preciso dei fatti e scoraggiamento sulla possibilità di raggiungerlo. "L'incomunicabilità con la realtà", l'incapacità di rapportarsi al mondo che ci circonda e il fallimento che ne consegue in tutti i campi del vivere. La capacità ...continue

    La Noia non è malessere, ma solo incapacità di cogliere il punto preciso dei fatti e scoraggiamento sulla possibilità di raggiungerlo. "L'incomunicabilità con la realtà", l'incapacità di rapportarsi al mondo che ci circonda e il fallimento che ne consegue in tutti i campi del vivere. La capacità di Moravia di raccontare è cristallina, limpida, avvolgente, intrisa di pathos.

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  • 3

    "- Ci pensi ora. - Non posso pensarci. Non si può pensare apposta a qualcuno o a qualche cosa. O viene fatto di pensarci naturalmente oppure non ci si pensa. - In questo momento a che cosa penserebbe, come lei dice, naturalmente? - A lei."

    said on 

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