Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Boy

Tales of Childhood

By

Publisher: Penguin Books Ltd

4.0
(894)

Language:English | Number of Pages: 192 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , French , German , Catalan , Dutch

Isbn-10: 0141903120 | Isbn-13: 9780141903125 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio Cassette , Hardcover , School & Library Binding , Library Binding , Audio CD , Others

Category: Biography , Children , Fiction & Literature

Do you like Boy ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description

'An autobiography is a book a person writes about his own life and it is usually full of all sorts of boring details. This is not an autobiography' - Roald Dahl

Boy is the story of Roald Dahl's very own boyhood, including tales of sweet shops and chocolate, mean old ladies and a Great Mouse Plot - the inspiration for some of his most marvellous storybooks in the years to come.

Like his stories, Dahl's childhood tales are unmissable.

Including additional fun pages at the end of the book which give even more insight into the World's No.1 Storyteller.

Sorting by
  • 3

    Il libro e' un'auto- biografia scritta da Roald Dahl -inizia descrivendo la sua famiglia di origine norvegese che si trasferisce in Inghilterra perché il papà desiderava per i figli un'eccellente educazione. Infatti Roald frequentò diversi college inglesi e ne conserva belli ma soprattutto brutt ...continue

    Il libro e' un'auto- biografia scritta da Roald Dahl -inizia descrivendo la sua famiglia di origine norvegese che si trasferisce in Inghilterra perché il papà desiderava per i figli un'eccellente educazione. Infatti Roald frequentò diversi college inglesi e ne conserva belli ma soprattutto brutti momenti, questi sono quelli che racconta di più perché sono quelli che ricorda meglio , ma anche perche' lui dice: " mi ha sempre sconvolto il fatto che agli insegnanti venisse accordato il privilegio di ferire i ragazzini " Certo che Roald non era un " angioletto " , ma era dispettoso e le sue " marachelle " narrate nel libro sono veramente divertenti _ nonostante siano passati quasi cento anni da quando Roald andava a scuola le cose non sono molto cambiate , cambiano i modi, oggi il ragazzo fa il bullo e gli adulti a volte con l' indifferenza o l' assenza di dialogo infliggono " punizioni". ALLORA CHI O CHE COSA DEVE CAMBIARE??? Secondo me la risposta sta nel mezzo_

    Alessia Turani

    said on 

  • 5

    Roald Dahl non delude mai. Devo ammettere di non aver ancora letto alcuni dei suoi romanzi più famosi, ma anche adesso che sono cresciuta capita che sfogli qualche suo libro.
    Ho letto Boy diverso tempo fa, ma me lo ricordo bene: gli aneddoti che l'autore racconta sono indimenticabili. Dahl ha sap ...continue

    Roald Dahl non delude mai. Devo ammettere di non aver ancora letto alcuni dei suoi romanzi più famosi, ma anche adesso che sono cresciuta capita che sfogli qualche suo libro. Ho letto Boy diverso tempo fa, ma me lo ricordo bene: gli aneddoti che l'autore racconta sono indimenticabili. Dahl ha saputo cogliere i momenti significativi della sua infanzia (ma c'erano dubbi?) e scriverli in modo da farli vivere anche ai lettori. Questo è senza dubbio un libro che rileggerei sempre, a tutte le età.

    said on 

  • 4

    Un libro che si legge con il sorriso sulle labbra, circa vent'anni di ricordi che l'autore ha voluto condividere, raccontati con semplicità e naturalezza.
    Piacevoli da vedere anche le foto personali, lui bambino, la sua famiglia, e i suoi luoghi, teatro di qualche avventura particolare, come quel ...continue

    Un libro che si legge con il sorriso sulle labbra, circa vent'anni di ricordi che l'autore ha voluto condividere, raccontati con semplicità e naturalezza. Piacevoli da vedere anche le foto personali, lui bambino, la sua famiglia, e i suoi luoghi, teatro di qualche avventura particolare, come quella di una pipa caricata con tabacco di... capra.

    said on 

  • 5

    Il dahl che si consiglia assolutamente assieme a Going solo e a Danny il campione del mondo. beh1 si certo le streghe ... Matilda ... ma la biografia è da leggere come romanzo di formazione 1 e 2.

    said on 

  • 3

    «love from Boy»

    Boy. Tales of childhood, 1984


    «Questa non un'autobiografia».
    E' una breve raccolta di ricordi personali di Dahl, dalla prima infanzia alla fine della scuola e al suo primo impiego.
    Famiglia, giochi, scuola; dottori e insegnanti; amicizie e punizioni. I suoi primi vent'anni ci scorr ...continue

    Boy. Tales of childhood, 1984

    «Questa non un'autobiografia». E' una breve raccolta di ricordi personali di Dahl, dalla prima infanzia alla fine della scuola e al suo primo impiego. Famiglia, giochi, scuola; dottori e insegnanti; amicizie e punizioni. I suoi primi vent'anni ci scorrono davanti agli occhi in un attimo, la vita nel Galles del sud, le vacanze in Norvegia dai nonni, il collegio; Roald ci racconta tanti episodi belli e brutti con il suo stile lieve e ironico, e condanna con decisione quell'abitudine sacrosanta di picchiare i bambini e i ragazzi a scuola. E ci ritorna più e più volte.

    << Certamente vi domanderete come mai insisto tanto, in queste pagine, sulle punizioni corporali. La risposta è che non posso farne a meno. Durante tutti i miei studi mi ha sempre sconvolto il fatto che agli insegnanti e agli alunni più grandi venisse accordato il privilegio di ferire, a volte gravemente, i ragazzini più piccoli. Non potevo farci l'abitudine. Non mi ci sarei abituato mai. Sarebbe naturalmente ingiusto dire che tutti gli insegnanti dell'epoca passassero il tempo a picchiare i loro piccoli allievi. Certamente no. Alcuni soltanto, ma questo bastava a ispirarmi un permanente sentimento d'orrore. E ancora un'altra sensazione fisica perdura in me: ancora oggi, quando rimango seduto un po' a lungo su un banco duro o su una sedia scomoda, il cuore comincia a battermi lungo quelle vecchie cicatrici che la canna mi ha tracciato sul sedere ben cinquantacinque anni fa. >>

    E poi traccia un bel ritratto della madre, una giovane norvegese rimasta sola in un paese straniero, con tre bambini suoi, due della prima moglie del marito, incinta; una donna coraggiosa, forte e buona. Per fortuna i soldi non mancavano. Una donna che conservò ognuna delle sue seicento lettere, da quelle scritte dal St Peter's, dove vigeva l'obbligo di scrivere a casa ogni domenica mattina, e poi da Repton, e dall'Africa Orientale, e infine durante la guerra.

    << Molte mamme, di fronte a una situazione simile, avrebbero lasciato trasparire un certo dispiacere. Tre anni sono lunghi e l'Africa era lontana. Non ci sarebbe stato possibile incontrarci, durante quel periodo. Ma mia madre non mostrò il più lieve rammarico per non turbare la mia gioia. «E bravo il mio piccolo!» esclamà. «Che magnifica notizia! E' proprio dove volevi andare, vero? >>

    said on 

  • 4

    Bellissima autobiografia di Roald Dahl. Anche se mi piacerebbe leggere su di lui qualcosa di più, anche sui suoi fratelli, Boy è un libro meraviglioso.
    Traspare una persona sensibile, affettuosa, un po’ monella e indipendente.
    La tristezza delle sue giornate passate nei collegi, vittima di ...continue

    Bellissima autobiografia di Roald Dahl. Anche se mi piacerebbe leggere su di lui qualcosa di più, anche sui suoi fratelli, Boy è un libro meraviglioso. Traspare una persona sensibile, affettuosa, un po’ monella e indipendente. La tristezza delle sue giornate passate nei collegi, vittima di professori e direttori violenti che non avevano nessuna remora ad alzare le mani su dei ragazzini indifesi. E allo stesso tempo la gioia di ritrovarsi in famiglia, la sua numerosa famiglia, il piacere delle vacanze trascorse nel paese natale dei genitori, la Norvegia…

    È un libro scritto per bambini, perché Dahl si rivolgeva prevalentemente a loro, scrivendo le sue opere. Ma è l’adulto quello che si commuove: leggendo delle punizioni corporali, o delle lettere che lui scrisse a sua madre per tutta la vita - e che lei conserverà tutte, dalla prima all’ultima che ricevette. Come si fa a non farsi venire il magone quando, parlando della morte di una sorella, butta lì, con una noncuranza che non riesce a nascondere il dolore, una frase sulla perdita della sua bambina? Un uomo che ha sofferto tanto, ma tanto ha anche dato.

    Ma non mancano anche i momenti divertenti, come le sue fantasie sulla fabbrica di cioccolato che inviava campioni a scopo di test (viene in mente qualcosa?), oppure lo scherzo ai danni del cognato, costretto a fumare “tabacco di capra”. Molto, molto bello. Prima pensavo che Roald Dahl fosse uno scrittore geniale ma inquietante (guardatevi le foto on line, e mi darete ragione). Ora lo penso ancora, ma credo anche che fosse una persona stupenda.

    said on 

Sorting by