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Boy A

Storia di un ragazzo sbagliato

Di

Editore: Isbn Edizioni

4.1
(209)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8876381414 | Isbn-13: 9788876381416 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
Jack ha 24 anni ed è come se fosse appena nato. Non si è mai ubriacato, non ha mai avuto una ragazza, non si è mai regalato un paio di scarpe. "Jack" non è il suo vero nome, se lo è scelto da solo. Ha passato quasi tutta la vita in prigione, e ne è uscito con un lavoro, una diversa identità e un amico, Terry. Terry è il suo tutore, l'unico che sappia chi sia veramente Jack. Jack cammina libero nella sua nuova vita, mentre la gente si interroga su dove sia, ora, il mostro che anni prima ha compiuto un crimine spaventoso. Che un mostro si nasconda in Inghilterra, e che possa essere stato perdonato, per l'opinione pubblica e i tabloid è qualcosa di intollerabile. Una bomba a orologeria. Ispirato a un vero fatto di cronaca del 1993, l'assassinio del piccolo James Bulger per mano di due bambini poco più grandi, Boy A è un romanzo d'esordio struggente e appassionato. Il lucido, spietato racconto di come sia difficile lasciarsi il passato alle spalle. Chi decide a chi è concessa una seconda possibilità?
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  • 1

    Sono rimasta molto sorpresa dalla scoperta che questo libro e Avete visto JJ? sono usciti lo stesso anno (2004). Sorpresa perchè ho cercato le date di pubblicazione originale per capire chi avesse ...continua

    Sono rimasta molto sorpresa dalla scoperta che questo libro e Avete visto JJ? sono usciti lo stesso anno (2004). Sorpresa perchè ho cercato le date di pubblicazione originale per capire chi avesse copiato chi. Dalle primissime pagine e per tutto il libro ho avuto una sensazione di dejà-vu, non solo per la coincidenza dell'argomento (minore omicida in cerca di redenzione con una nuova identità), ma anche per le modalità e lo stile con cui viene trattato. Ed è soprattutto lo stile che non mi è piaciuto: una narrazione troppo colloquiale e da "diario segreto", mentre risulta velleitaria la scelta di raccontare la storia utilizzando anche i punti di vista dei personaggi secondari, senza, peraltro, che lo stile cambi di una virgola, rendendoli piatti come il protagonista. Meglio Avete visto JJ?

    ha scritto il 

  • 5

    Questa è la casa che Jack si è costruito. Questo nascondiglio di foglie e sterpi. Ogni giorno un ramoscello in più, per mimetizzare meglio. Un nuovo piccolo tralcio di bugie, che poi dovrà ...continua

    Questa è la casa che Jack si è costruito. Questo nascondiglio di foglie e sterpi. Ogni giorno un ramoscello in più, per mimetizzare meglio. Un nuovo piccolo tralcio di bugie, che poi dovrà ricordare e a cui dovrà credere, oppure morire. Non può far altro che rimanere dentro la capanna e sperare di essere al riparo da occhi indiscreti. Salvo pregare, se ne è ancora capace, che nessuno si metta a tirare calci alle fondamenta di sabbia. E che a nessuno venga in mente di controllare i fragili fuscelli che tengono su il tetto di paglia. E soprattutto, che nessuno aliti o sbuffi.

    ha scritto il 

  • 3

    Un bambino sbagliato che cerca, una volta pagato il debito con la giustizia, di ricostruirsi una vita. Ancora non so capire se mi è piaciuto oppure no, a tratti l’ho trovato molto noioso.

    ha scritto il 

  • 5

    Boy A era un bambino che ha sbagliato ed é stato punito per i suoi sbagli. Boy A é uscito dal carcere e ora si chiama Jack, nessuno sa chi sia veramente tranne Terry, il suo tutore. Jack deve ...continua

    Boy A era un bambino che ha sbagliato ed é stato punito per i suoi sbagli. Boy A é uscito dal carcere e ora si chiama Jack, nessuno sa chi sia veramente tranne Terry, il suo tutore. Jack deve cercare di crearsi una nuova vita anche se il passato continua a tormentarlo così come la paura di non essere accettato e perdonato se si venisse a sapere la veritá. Basato su una storia vera non può lasciare indifferenti.

    E voi lo perdonereste?

    ha scritto il 

  • 4

    Due bambini fanno una cosa terribile a una bambina. Uno dei due cresce in prigione con un unico amico, il suo custode. Seguo le storie di boy A che esce di prigione adulto e ricomincia in incognito, ...continua

    Due bambini fanno una cosa terribile a una bambina. Uno dei due cresce in prigione con un unico amico, il suo custode. Seguo le storie di boy A che esce di prigione adulto e ricomincia in incognito, dei suoi nuovi amici, della sua fidanzata, del suo custode, ma soprattutto del mondo marcio. Mi rimane un tremendo sapore amaro in bocca e non so come fare a togliermelo.

    ha scritto il 

  • 5

    A e B sono due bambini respinti dalle ostilità dei rapporti che si instaurano tra bambini, sono due tasselli difficili da collocare la cui non appartenenza ad un gruppo li induce ad un'inevitabile ...continua

    A e B sono due bambini respinti dalle ostilità dei rapporti che si instaurano tra bambini, sono due tasselli difficili da collocare la cui non appartenenza ad un gruppo li induce ad un'inevitabile unione. A e B trovano un equilibrio perfetto, insieme sono una fortezza inespugnabile. Dietro le due lettere non si celano i resti dei nomi dei due bambini ma delle identità tenute anonime. Le lettere sono il simbolo di un futuro che necessità salvezza, che sia una redenzione per il male fatto. Quando A esce dal carcere sceglie come nome Jack, il suo mondo è sempre fatto di tensioni perché la nuova vita deve essere costruita, non può far trapelare nessun elemento del suo passato. Adesso che è un ragazzo il suo volto ha trovato maggiore equilibrio, si è fatto più armonico, ha avuto una metamorfosi che lo ha allontanato dalla cattiveria che raccontava a chiunque vi posasse gli occhi. Il mondo esterno è ogni giorno una scoperta, uno scoprire continuo su come comportarsi anche nelle banali relazioni che chi è fuori ha imparato crescendo. Per Jack è tutto diverso perché le pareti del carcere sono così spesse da separano anche chi ci vive dentro, lasciando ognuno nella propria solitudine, nel proprio bisogno di difendersi, di sopravvivere. Dover scrivere di questo libro mi è un po' difficile, dopo giorni ho ancora nella testa l'idea che tutti con grande facilità indossiamo le vesti di un giudice, annunciamo sentenze che non offrono spiragli di luce, non conosciamo assoluzioni. I reati commessi da un bambino possono avere un peso differente? Le nostre sentenze possono trasformarsi in assassinii?

    ha scritto il 

  • 4

    Fine pena mai

    If you put a bad apple in a box of apples then they all go bad

    Ma può accadere – molto spesso accade – anche il contrario: se si lasciano una o più meline ancora verdi in un cesto di mele ...continua

    If you put a bad apple in a box of apples then they all go bad

    Ma può accadere – molto spesso accade – anche il contrario: se si lasciano una o più meline ancora verdi in un cesto di mele marce, le piccole mele si guasteranno in brevissimo tempo. E in questo romanzo ispirato ad un fatto di cronaca nera, anzi nerissima, accaduto nel 1993 (me lo ricordo bene) di mele marce ce ne sono molte. E non sono certo quelle più piccole. La domanda che mi posi allora e che mi pongo anche oggi, terminato di leggere questo libro, è la seguente: può considerarsi veramente civile un paese che non concede a due bambini di dieci anni e pochi mesi, anche se hanno commesso un crimine orrendo, una seconda possibilità, dopo un adeguato periodo di rieducazione? una rieducazione che coinvolga ovviamente anche gli adulti che hanno trascurato, o fallito, il loro compito di educatori? In Gran Bretagna, per la giustizia, se un minore ha compiuto dieci anni (dieci anni!) è già pienamente responsabile delle azioni illegali che ha commesso. Il fatto che gli adulti, tutti quelli che avrebbero dovuto aver cura di lui non l'abbiano fatto (genitori, insegnanti, assistenti sociali… ) non cambia di molto, pare, il verdetto della giuria che deve stabilire l'entità della pena. Pena magari da scontare, fino al raggiungimento della maggiore età, nel famigerato riformatorio di Feltham, dove la cosa meno grave che potrà capitare al piccolo detenuto è di essere violentato dai ragazzi più grandi. Ma potrà anche venir picchiato a sangue fra l'indifferenza delle guardie carcerarie. Oppure, nel peggiore dei casi, appeso per vendetta alle sbarre con una corda e lì lasciato penzolare. Suicidio, dichiareranno le autorità. Suicidio scriveranno compiaciuti i tabloid popolari. Un piccolo delinquente in meno. I benpensanti potranno dormire sonni più tranquilli. Oggi come ai tempi di Dickens? Si stenta a crederlo, veramente. Eppure...

    Non c’è altro che tu possa fare… tranne… forse… potresti dirgli anche altre cose. Che c’ho provato. Puoi dirgli che non sono tutto cattivo.

    Ci sono molte pagine in questo libro (scritto benissimo) che mi hanno causato un malessere diffuso, un brivido incessante lungo la schiena. Ma c'è un passo in particolare, una vera scossa elettrica, perché mi riguarda da vicino, ed è questo: Gli insegnanti preferivano sorvolare sulle sue assenze, perché quando lui non c’era era tutto più gradevole. Si scioglieva la tensione, quell’aria pesante che aleggia quando sta per succedere qualcosa. O almeno questo è quello che dissero in seguito. Dissero questo riferendosi al bambino B. Dell'esistenza del bambino A forse non si erano neppure accorte.

    ha scritto il 

  • 0

    Sono perplesso. Il libro parte bene, ti invoglia a non mollarlo, a vedere cosa succede. E ti aspetti il colpo di scena, una svolta che ti dice che sei davanti a un grande, o quantomeno a uno bravo. ...continua

    Sono perplesso. Il libro parte bene, ti invoglia a non mollarlo, a vedere cosa succede. E ti aspetti il colpo di scena, una svolta che ti dice che sei davanti a un grande, o quantomeno a uno bravo. Invece col passare delle pagine tutto sempre già letto, la scrittura perde forza e anche la trama si rivela debole, quasi scontata. Peccato. Vino in abbinamento. Ho la fortuna/sfortuna di essere piemontese, e di essere nato e cresciuto bevendo i grandi rossi della mia regione, che è patria di uno dei più grandi vitigni del mondo, il nebbiolo. Ma sono anche curioso, per cui non assaggio e bevo anche altri vini. Anzi se sono fuori mi dimentico dei piemontesi a cerco altro. Ma spesso – parlo sempre si rossi, che i banchi sono un’altra storia – dopo l’assaggio subentra la stessa sensazione che ho avuto leggendo il libro di Trigell: tutto qui?. Magari le premesse ci sono, il colore e il naso mi promettono grandi cose. Ma poi tutto scema, e le attese vengono vanificate. Nomi? Neanche sotto tortura!

    ha scritto il 

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