Boy in the striped pyjamas

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Publisher: Black Swan

4.1
(7532)

Language: English | Number of Pages: 224 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Catalan , German , French , Italian , Chi simplified , Galego , Chi traditional , Spanish , Dutch , Japanese , Basque , Portuguese , Russian , Czech

Isbn-10: 0552773808 | Isbn-13: 9780552773805 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , Others , Softcover and Stapled , eBook

Category: Children , Fiction & Literature , History

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Book Description
Nine year old Bruno knows nothing of the Final Solution and the Holocaust. He is oblivious to the appalling cruelties being inflicted on the people of Europe by his country. All he knows is that he has been moved from a comfortable home in Berlin to a house in a desolate area where there is nothing to do and no-one to play with. Until he meets Shmuel, a boy who lives a strange parallel existence on the other side of the adjoining wire fence and who, like the other people there, wears a uniform of striped pyjamas. Bruno's friendship with Shmuel will take him from innocence to revelation. And in exploring what he is unwittingly a part of, he will inevitably become subsumed by the terrible process.
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  • 4

    Bruno ha nove anni e nel 1942 vive a Berlino insieme a sua madre, sua sorella maggiore e suo padre, che è un soldato. Della guerra Bruno non ne sa nulla e ancor meno capisce dei suoi personaggi e dei ...continue

    Bruno ha nove anni e nel 1942 vive a Berlino insieme a sua madre, sua sorella maggiore e suo padre, che è un soldato. Della guerra Bruno non ne sa nulla e ancor meno capisce dei suoi personaggi e dei suoi luoghi; per lui Hitler è soltanto il Furio, un ometto insignificante e poco garbato con una donna molto più bella di lui. Proprio durante una cena nella loro grande casa berlinese il Furio incarica il papà di Bruno di un trasferimento e un nuovo impiego, e così l'intera famiglia è costretta a trasferirsi in un luogo lontano e deprimente che Bruno chiama Auscit.
    Dalla finestra della sua nuova stanza Bruno vede un grande recinto di rete metallica in lontananza, dove si muovono figure umane che indossano tutte lo stesso pigiama righe, e non sembrano affatto felici. Durante un'esplorazione, un pomeriggio, Bruno si spinge fino al reticolato e dall'altra parte c'è Shmuel, che è nato il suo stesso giorno ed è polacco, e diventerà il suo migliore amico. Bruno non comprende perché Shmuel viva dietro il reticolato e non possa uscirne, ma non comprende nemmeno perché lui non possa andare dall'altra parte a giocare e indossare un comodo pigiama al posto delle camicie a cui lui è obbligato. Bruno di Auscit non comprende molte cose: perché il tenente Kotler sia crudele con Shmuel e con il cuoco Pavel, chi siano questi ebrei di cui Gretel dice di essere il contrario, perché la nonna e il papà abbiano litigato così ferocemente per il trasferimento ad Auscit. Un anno in quel luogo, un anno di chiacchiere con Shmuel al di là della rete, non gli basteranno a comprendere l'orrore della magrezza dell'amico, delle grida dei soldati, dei pigiami a righe di tutte quelle persone. Quando però la mamma decide che lei e i bambini faranno ritorno a Berlino, Bruno coglie l'ultima occasione di giocare con Shmuel, cosa che insieme non hanno mai fatto, e di aiutare l'amico a cercare il padre scomparso. Si traveste allora con un pigiama a righe trafugato dal campo e, complici i pidocchi che lo hanno costretto a rasarsi la testa, si infila sotto la rete nel mondo dell'amico, che immediatamente lo spaventa a morte. Ma mentre i due bambini esplorano, alla ricerca di una traccia che li aiuti a rintracciare l'uomo, un soldato intima un ordine e così Shmuel e Bruno si trovano coinvolti in una marcia e vengono rinchiusi in un edificio in muratura (noi lettori esterni sappiamo, una camera a gas) dal quale non usciranno mai più -ed il padre di Bruno ci metterà un anno a rendersi conto della tragica verità, e all'arrivo dell'esercito russo non avrà più alcun motivo per difendersi.

    Un punto di vista innocente sull'Olocausto, interessante ed originale nel panorama delle mie letture sull'argomento il fatto che Bruno non sia una vittima del lager ma viva lo sterminio dalla parte dei nazisti pur senza rendersene conto: ad esempio per lui il papà è senza dubbio un soldato bravo e giusto, e non comprende come Shmuel possa esserne terrorizzato.
    Il finale riesce ad essere comunque delicato nonostante la sua drammaticità, ed il romanzo di Boyne nel complesso è apprezzabile anche per un pubblico adulto, oltre che per affrontare la tematica della Shoà con un lettore in età da scuole medie. Ricordo che a quell'età vidi il film "Jona che visse nella balena", a dir poco straziante (tutt'ora mi angoscia sentire il canto Gam Gam): senza dubbio preferirei approcciare il dramma di quegli anni partendo da un romanzo più lieve come questo, oppure da un classico come il Diario di Anne Frank, o dalle loro trasposizioni cinematografiche.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    L’assurdità dei lager nazisti visti con gli occhi di un bambino di 9 anni. Bruno è ancora troppo piccolo per capire che lavoro faccia suo padre per conto del “Furio” e perché per questo lavoro tutta l ...continue

    L’assurdità dei lager nazisti visti con gli occhi di un bambino di 9 anni. Bruno è ancora troppo piccolo per capire che lavoro faccia suo padre per conto del “Furio” e perché per questo lavoro tutta la famiglia debba lasciare Berlino per un posto lontano, di cui non riesce neanche a pronunciare bene il nome, Auscit. A maggior ragione quindi è incapace di comprendere perché dall’altra parte del reticolato che divide il giardino della propria casa da una brutta zona piena di baracche ad un piano abitata da una moltitudine di gente abbigliata tutta con uno strano pigiama a righe.
    Per rompere la monotonia della vita nella nuova casa ricomincerà con le sue esplorazioni, e, dato che la piccola abitazione non offre gli spunti della magiore di cinque piani di Berlino, andrà ad esplorare l’esterno, per vedere dove termini quella strana recinzione di filo spinato. Procederà fino a quando dall’altro lato non vedrà seduto tutto solo un bambino, Shmuel, che scoprirà essere nato il suo stesso giorno, il 15 aprile 1934. Iniziano così una serie di pomeriggi passati a chiacchierare, dato che con la recinzione tra loro non possono fare altro, fino a quando per Bruno non verrà il momento di ritornare con la madre e la sorella a Berlino. Prima di lasciare il nuovo amico accetta però di aiutarlo a cercare suo padre, sparito misteriosamente da un giorno all’altro, per farlo dovrà passare dall’altra parte del filo spinato, mimetizzandosi con gli altri abitanti in “pigiama a righe”.
    Una storia semplice che va dritta al cuore del lettore.

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  • 5

    Molto bello e delicato, nonostante questo aggettivo sembri inadatto per un argomento del genere. In sè il libro è straziante, soprattutto per noi adulti che possiamo mettere a confronto l'ingenuità de ...continue

    Molto bello e delicato, nonostante questo aggettivo sembri inadatto per un argomento del genere. In sè il libro è straziante, soprattutto per noi adulti che possiamo mettere a confronto l'ingenuità del bambino tedesco che non capisce cosa succede attorno a lui e le atrocità del campo, ma trovo sia adatto per ragazzi delle medie che possono così capire cosa è successo veramente, senza descrizioni traumatizzanti.

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  • 3

    Questo libro ha toccato la sensibilità di milioni di persone.
    Boyne tratta un tema molto delicato e lo adatta per i ragazzi delle medie.
    Credo sia un buon libro per far approcciare i ragazzini al tema ...continue

    Questo libro ha toccato la sensibilità di milioni di persone.
    Boyne tratta un tema molto delicato e lo adatta per i ragazzi delle medie.
    Credo sia un buon libro per far approcciare i ragazzini al tema dell'olocausto.
    Anche perchè,diciamocelo,alle elementari non puoi pretendere che i bambini prendano veramente atto del passato: io a nove anni ancora guardavo i cartoni...immaginate.

    Ovviamente per quanto il tema sia delicato e per quanto Boyne abbia colpito milioni di persone ci sono cose di questo libro che non mi sono proprio piaciute.

    In primis,credo che Bruno sia troppo ingenuo. Viene descritto come un bimbo brillante,intelligente e curioso ma la maggior parte delle volte si perde in un bicchiere d'acqua.
    Ho capito che è un bambino ma viene descritto in un modo troppo inverosimile.

    Un altro aspetto veramente inverosimile di questo libro è il contesto storico: Bruno è figlio del generale incaricato di Auschwitz eppure non sa cosa sia il saluto nazista: continua a dire "Heil Hitler" convinto che significhi "arrivederci" o saluti simili.
    In più non sa pronunciare Auschwitz e Fuhrer, li chiama rispettivamente "Auscit" e "Furio".
    Eppure è un bambino tedesco,dovrebbe riuscire a pronunciarli correttamente.
    Per rimanere nel tema "contesto storico" c'è da dire che i bambini di otto anni venivano uccisi al loro arrivo nei campi di concentramento perchè troppo deboli per lavorare;se erano tenuti in vita era per usarli come cavie per gli esperimenti.
    Sono leggermente pignola...non so se si nota.

    Per quanto riguarda lo stile è molto fluido e semplice. Adatto a un pubblico di ragazzini.
    Usa espressioni ricorrenti come "Spalancare la bocca in una grossa O".
    Per capire meglio il suo stile vorrei leggere anche qualche suo libro scritto per un pubblico più adulto...Per ora,non riesco a capire se mi piaccia o no.

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  • 5

    Il libro parla di un ragazzo che si trasferisce a Auschwitz per il lavoro del padre, un giorno scopre che c'è una rete e dietro la rete ci sono delle persone con il pigiama a righe.
    Questo libro mi è ...continue

    Il libro parla di un ragazzo che si trasferisce a Auschwitz per il lavoro del padre, un giorno scopre che c'è una rete e dietro la rete ci sono delle persone con il pigiama a righe.
    Questo libro mi è piaciuto, la cosa che mi ha colpito è l'amicizia che nasce tra Bruno e Shmuel perché mi ha ricordato quanto è bello avere degli amici che giocano con te e ti diverti con loro. Il finale è triste e mi ha fatto riflettere che queste cose non si dovrebbero più ripetere nella vita, anche se posti come questi nel mondo ce ne sono ancora e spero che nella vita non ne conosca mai uno.
    Frase preferita: "tu sei il mio miglior amico Schmuel, il mio amico per la pelle". Consiglierei questo libro a Fabio.

    Martino - seconda media

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  • 5

    Commovente

    Auschwitz visto con gli occhi di due bambini, uno dentro, uno fuori, nessuno dei due che capisce bene cosa stia succedendo, cio' che sanno e' che si sentono soli e formano una bella amicizia, di quell ...continue

    Auschwitz visto con gli occhi di due bambini, uno dentro, uno fuori, nessuno dei due che capisce bene cosa stia succedendo, cio' che sanno e' che si sentono soli e formano una bella amicizia, di quelli semplici che solo i bambini riescono a creare. Commovente, triste, toccante.

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  • 4

    Trovato sulla bancarella del mercatino dell'usato. Non l'avrei mai comprato a prezzo pieno, se non altro perché avevo già visto il film. Devo dire che il POV di Bruno risulta ancora più vincente rispe ...continue

    Trovato sulla bancarella del mercatino dell'usato. Non l'avrei mai comprato a prezzo pieno, se non altro perché avevo già visto il film. Devo dire che il POV di Bruno risulta ancora più vincente rispetto alla trasposizione cinematografica, è una nota di tenerezza che spezza piacevolmente la durezza della parentesi storica raccontata nel romanzo.

    Considerandolo un romanzo per ragazzi, lo reputo un buon libro.

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  • 5

    作者以輕描淡寫的幽默筆法,刻劃出一個既悲傷又叫人痛心的故事。這不只是兩個小男孩間的故事,也是一個時代的故事。悲劇的產生絕對不僅是來自於無知,更多是人的自以為是。非常推薦的一本書。

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  • 3

    Lo sguardo di un bambino sugli orrori del passato.

    L’Assemblea generale delle Nazioni Unite proclamò, durante la riunione tenutasi il primo novembre 2005, il 27 gennaio “Giornata internazionale della Memoria” per commemorare tutti coloro che, per colp ...continue

    L’Assemblea generale delle Nazioni Unite proclamò, durante la riunione tenutasi il primo novembre 2005, il 27 gennaio “Giornata internazionale della Memoria” per commemorare tutti coloro che, per colpa del regime totalitario e repressivo instauratosi nella Germania nazionalsocialista a partire dal 1933, morirono a causa della...
    http://forestadicarta.altervista.org/il-bambino-con-il-pigiama-a-righe-john-boyne/

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  • 4

    Una piccola freccia nel cuore

    "Se comincerai a leggere questo libro,farai un viaggio.
    Un viaggio con un bambino di nove anni che si chiama Bruno(ma questo non è un libro per bambini di nove anni).E presto o tardi arriverai con lui ...continue

    "Se comincerai a leggere questo libro,farai un viaggio.
    Un viaggio con un bambino di nove anni che si chiama Bruno(ma questo non è un libro per bambini di nove anni).E presto o tardi arriverai con lui in un luogo circondato da un recinto.Di luoghi così al mondo ne esistono molti,ma speriamo che tu non ne conosca mai uno.

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