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Boys don't cry

Da San Pietroburgo a Kuala Lampur. Un romanzo di non formazione

Di

Editore: Isbn Edizioni

3.3
(76)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 251 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8876380078 | Isbn-13: 9788876380075 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Denise Silvestri ; Curatore: Roberta De Giorgi

Genere: Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
A quindici anni dalla caduta del muro di Berlino i giovani dell'Europa orientale hanno avuto il tempo di innovare la loro grande tradizione letteraria. Uno sguardo privilegiato al futuro dell'Occidente, con il disincanto di chi da tempo ha smesso di sognarlo. Ex commesso di sexy shop,ex dj, ex giornalista di successo, Ilja Stogoff è il più interessante dei giovani scrittori russi. Questo romanzo di non formazione, tra risse e sesso orale a trenta gradi sottozero, descrive la disperazione di queste giovani generazioni, tra un passato impossibile e un futuro inimmaginabile, con la sola consolazione di vivere e morire un po' più di noi.
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  • 3

    nonostante Kuala

    La prima parte è lenta, non arriva a essere faticosa ma è molto al di sotto della parte in cui descrive il viaggio in malesia. Qui artiglia un paio di situazioni, azzecca parecchi passaggi e si riconcilia con la platea. Anche se alla fine preferisco il vecchio Buk

    ha scritto il 

  • 3

    lettura affascinante...

    ...è un testo abrasivo, sensuale e destabilizzante, che ha la pecca di non riuscire a condurti completamente tra le righe dell'opera..quasi come si fosse esagerato con la vodka e si facesse fatica a indovinare la chiave giusta che apre la porta di casa (e del libro..)

    ha scritto il 

  • 1

    Nel vagone c'era davvero poca gente. Un uomo che già portava il cappotto, un paio di ragazze. Una leggeva attentamente un grosso mattone. Sulla copertina si leggeva Dizionario russo-giapponese. Altre persone dormivano con la testa a ciondoloni. Come sempre al mattino avevi la sensazione che fosse ...continua

    Nel vagone c'era davvero poca gente. Un uomo che già portava il cappotto, un paio di ragazze. Una leggeva attentamente un grosso mattone. Sulla copertina si leggeva Dizionario russo-giapponese. Altre persone dormivano con la testa a ciondoloni. Come sempre al mattino avevi la sensazione che fosse accaduta una catastrofe, e che tu te n'eri dimenticato.

    ha scritto il 

  • 4

    Vogliamo chiamarlo un novello Bukowski, questo Stogoff? Be', è per lo meno un emulo, e non dei peggiori. Il libro ha la forza dei racconti sbilenchi, allucinati, sconclusionati, appassionati e disperati che tanto ci hanno fatto amare una certa generazione di scrittori americani "maledetti". Solo ...continua

    Vogliamo chiamarlo un novello Bukowski, questo Stogoff? Be', è per lo meno un emulo, e non dei peggiori. Il libro ha la forza dei racconti sbilenchi, allucinati, sconclusionati, appassionati e disperati che tanto ci hanno fatto amare una certa generazione di scrittori americani "maledetti". Solo che qui è tutto trasposto ad Est. Così ci si accorge che, da un certo punto in poi della nostra Storia, l'America non è poi così lontana da nessun luogo. Io l'ho letto a San Pietroburgo, sul luogo del delitto. Bella esperienza.

    ha scritto il 

  • 1

    La cosa che mi ha fatto più ridere di questo libro è stata l'introduzione che, letteralmente, recita:
    «Questo romanzo è stato concepito per essere letto mentre si ascolta la registrazione dell'album dei Prodigy "The Fat Of The Land". IN CASO CONTRARIO POTRESTE NON SBALLARVI.»
    Ironicam ...continua

    La cosa che mi ha fatto più ridere di questo libro è stata l'introduzione che, letteralmente, recita:
    «Questo romanzo è stato concepito per essere letto mentre si ascolta la registrazione dell'album dei Prodigy "The Fat Of The Land". IN CASO CONTRARIO POTRESTE NON SBALLARVI.»
    Ironicamente, neanche i Prodigy sono bastati a farmelo piacere.

    ha scritto il 

  • 4

    Ok

    L'ho letto per un esame all'università. Miè piaciuto, e su questo non si discute. Ma non so quanto possa piacere a chi vi si avvicini per pura casualità: io avevo una base storico/culturale per capirne la drammaticità. Temo che chi lo legga per curiosità rimanga deluso dalla ripetitività sia del ...continua

    L'ho letto per un esame all'università. Miè piaciuto, e su questo non si discute. Ma non so quanto possa piacere a chi vi si avvicini per pura casualità: io avevo una base storico/culturale per capirne la drammaticità. Temo che chi lo legga per curiosità rimanga deluso dalla ripetitività sia del linguaggio, sia delle vicende.

    ha scritto il 

  • 4

    Non è certo un libro leggero ma comunque è bello. Da leggere quando si è tranquilli, non certo in periodi pesanti. Leggendolo ho avuto la netta sensazione di alcool in bocca.

    ha scritto il 

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