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Bröderna Karamazov

By Fjodor Dostojevskij

(4)

| Others | 9789146154785

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Book Description

Bröderna Karamzov anses vara höjdpunkten i Dostojevskijs författarskap. Den omfattande romanen kom ut 1880. Den berättar om skuld och försoning och om en skuldfri mänsklighet. Värderingarna i romanen bygger på den kristna mystikens grund. Dostojekvki Continue

Bröderna Karamzov anses vara höjdpunkten i Dostojevskijs författarskap. Den omfattande romanen kom ut 1880. Den berättar om skuld och försoning och om en skuldfri mänsklighet. Värderingarna i romanen bygger på den kristna mystikens grund. Dostojekvkijs inflytande på 1900-talets europeiska litteratur är mycket stort.

571 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Eccezionale

    E' ritenuto il piu bel romanzo dell'ottocento e tra i migliori romanzi della storia della letteratura. Ne avevo paura, pensando che fosse noioso...Invece è un capolavoro.

    Un romanzo dell'ottocento che entra già nel novecento..introspezione e poi una ...(continue)

    E' ritenuto il piu bel romanzo dell'ottocento e tra i migliori romanzi della storia della letteratura. Ne avevo paura, pensando che fosse noioso...Invece è un capolavoro.

    Un romanzo dell'ottocento che entra già nel novecento..introspezione e poi una storia molto avvincente, molto attuale e pagine che considero bellissimissime. Alcuni personaggi come lo Starec Zosima sono eccezionali..c'è senso religioso, senso politico, sociologia, cronaca, storia, amore..un romanzo in cui c'è veramente tutto...

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    Baronero said on Jul 21, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    I fratelli Karamazov è un romanzo straordinario.
    Il genio di Dostoevskji riesce ad intrecciare con maestria le storie di questi personaggi, che se pur fratelli, sono totalmente diversi tra loro.
    Dimitrj: il maggiore, dissoluto e passionale;
    Ivan: il ...(continue)

    I fratelli Karamazov è un romanzo straordinario.
    Il genio di Dostoevskji riesce ad intrecciare con maestria le storie di questi personaggi, che se pur fratelli, sono totalmente diversi tra loro.
    Dimitrj: il maggiore, dissoluto e passionale;
    Ivan: il filosofo, che darà vita alla intuizione considerata capolavoro assoluto della letteratura, "Il grande Inquisitore";
    ALeksej: il novizio, sensibile e puro
    Smerdjakov: il lacchè.
    Tutti però accomunati dal desiderio viscerale di essere uomini d'onore, di redimersi (in caso di peccato).
    Benchè sin da metà il colpevole appare manifesto, il romanzo diventa sempre più avvincente.
    Ciò che mi colpisce di più è come l'autore parli di ateismo e dissolutezza pur parlando di Dio, pur credendo in Dio, e aspirando come fine ultimo l'ascesa a Lui.
    Mi emoziona la profondità di ciascuno dei personaggi, anche le due protagoniste femmnili, in contrapposizione sia come prototipo che proprio nella storia.
    Bellissima l'arringa del procuratore e dell'avvocato come pre le "tribolazioni"
    Ha qualche capitolo lento (sullo starec Zosima)ma per chi ama Dostoevskji è comunque un immenso piacere.
    Non è escluso che lo rilegga.

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    Nasten'kà said on Jun 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un capolavoro, ma discontinuo

    Sarebbe del tutto improvvido e presuntuoso, per un lettore dilettante, dare valutazioni su uno degli apici della letteratura mondiale (per giudizio unanime della critica e di buona parte dei lettori).

    Mi limito, quindi, alla mia semplice esperienza ...(continue)

    Sarebbe del tutto improvvido e presuntuoso, per un lettore dilettante, dare valutazioni su uno degli apici della letteratura mondiale (per giudizio unanime della critica e di buona parte dei lettori).

    Mi limito, quindi, alla mia semplice esperienza e ad una comparazione con "Delitto e castigo", che ho trovato più scorrevole e perturbante.

    Quest'ultimo si giova, innanzitutto, di una miglior sintesi narrativa, riducendo le digressioni e le sotto-trame che appesantiscono notevolmente la lettura de "I fratelli Karamazov", privi di un reale centro narrativo e di una figura di riferimento (che potrebbe essere - ma non è - Alesa).

    La stessa stilizzazione dei personaggi sembra più riuscita in "Delitto e castigo", mentre in questo romanzo molte figure sono appena abbozzate e talvolta irrisolte, entrando ed uscendo di scena in maniera un po' troppo artificiosa: penso a figure centrali come Fedor e Ivan Karamazov, o Smerdiakov, ma anche a buona parte dei personaggi femminili o dei membri della burocrazia russa che animano la parte finale del romanzo.

    Per quanto riguarda i contenuti, è questione di sensibilità: ma mentre in "Delitto e castigo" il finale turbava, perché la redenzione di Raskolnikov rimaneva per certi aspetti una questione sospesa, ed il suo animo insondabile, la parte conclusiva de "I fratelli Karamazov" cerca nelle parole di Alesa una pacificazione a tratti stucchevole e non all'altezza del contesto narrativo e delle premesse stabilite nella prima e lunga parte del romanzo.

    Si tratta, in ogni caso, di un'opera che, nella vita, bisognerebbe leggere: arricchisce le prospettive, fa conoscere alcuni tratti della cultura e dell'anima russa dell'800, scolpisce personaggi che comunque non si dimenticano, affronta impegnative tematiche filosofiche, religiose, sociali e giuridiche, a vantaggio del lettore comune (e, nel diciannovesimo secolo, dei cittadini più istruiti, che potevano leggere il romanzo come una forma di denuncia dei problemi contemporanei).

    Resta però la sensazione di un lavoro discontinuo, con apici narrativi e speculativi immersi in pagine meno ispirate e non sempre funzionali alla narrazione.

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    Öysterman said on Jun 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    ci sono libri che vorresti abbandonare dopo 20 pagine.
    i fratelli K. mi ha trascinata per 1064 pagine senza mai annoiarmi. solo per questo merita 4 stelline.

    scritto bene, interessante, non mi ha però entusiasmata e sinceramente mi aspettavo qualcos ...(continue)

    ci sono libri che vorresti abbandonare dopo 20 pagine.
    i fratelli K. mi ha trascinata per 1064 pagine senza mai annoiarmi. solo per questo merita 4 stelline.

    scritto bene, interessante, non mi ha però entusiasmata e sinceramente mi aspettavo qualcosa di più.

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    Nadiona said on May 31, 2014 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    Tutto è concesso?

    Imponente e monumentale, per dirne qualcosa forse sarebbe necessario rileggerlo almeno altre due volte, ma le impressioni epidermiche parlano chiaro: i fratelli Karamazov potrebbero essere un piccolissimo Olimpo dell'umanità intera, come se Fedor Pav ...(continue)

    Imponente e monumentale, per dirne qualcosa forse sarebbe necessario rileggerlo almeno altre due volte, ma le impressioni epidermiche parlano chiaro: i fratelli Karamazov potrebbero essere un piccolissimo Olimpo dell'umanità intera, come se Fedor Pavlovic fosse un Crono che viene ucciso per mano di uno dei suoi figli, il quale diventa il protagonista delle vicissitudini seguenti e gli altri fratelli ruotassero attorno a lui come ne fosse il nuovo (ma questa volta tragico e dilaniato) re. Anche se, a dire il vero, niente (anzi! nessuno) è come sembra. Aveva ragione Nietzsche quando diceva che Dostoevskij è stato il più grande psicologo dell'umanità. Certo, forse oggi non più l'unico, ma sicuramente uno dei maestri indiscussi dei più remoti recessi dell'animo umano. E se Dio non esiste, tutto è concesso ? Questa è l'ossessione (perché ridonda proprio come una continua monomania) attorno a cui ruota tutto il romanzo, un romanzo che secondo Dostoevskij avrebbe dovuto parlare perlopiù di questo, ma che in realtà parla anche di molto altro ponendo la questione sullo sfondo, uno sfondo, però, certamente martellante che pervade tutta la vicenda e che si rivelerà, infine, la chiave di volta per poter comprendere fino in fondo ciò che nemmeno un moderno processo giudiziario che si avvale di tutte le più potenti facoltà della ragione potrà mai cogliere dell'essenza dell'agire di un essere umano.

    N.B.: qui in casa l'ho messo sullo scaffale dei libri di filosofia, perché credo sia lì il suo posto.

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    aritmofobico said on May 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    «"Debbo farti una confessione", cominciò Ivan, "non sono mai riuscito a capire come si possa amare il prossimo. È proprio il prossimo, a parer mio, che è impossibile amare, e forse si può amare solo chi ci è lontano".»

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    The march hare said on May 7, 2014 | Add your feedback

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