Bröderna Karamazov

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Förlag: Wahlström & Widstrand

4.6
(4991)

Language: Svenska | Number of Pages: 845 | Format: Others | På andra språk: (andra språk) English , Chi traditional , Spanish , German , Italian , French , Dutch , Portuguese , Catalan , Polish , Finnish

Isbn-10: 9146154787 | Isbn-13: 9789146154785 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

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Bokbeskrivning
Bröderna Karamzov anses vara höjdpunkten i Dostojevskijs författarskap. Den omfattande romanen kom ut 1880. Den berättar om skuld och försoning och om en skuldfri mänsklighet. Värderingarna i romanen bygger på den kristna mystikens grund. Dostojekvkijs inflytande på 1900-talets europeiska litteratur är mycket stort.
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  • 5

    Ah, i due abissi dell'uomo! Dostoevskij li conosce a menadito. Sa benissimo quali squilibri alimentino la lotta tra il bene e il male, sa benissimo il modo in cui una grande mente può essere sedotta e ...fortsätt

    Ah, i due abissi dell'uomo! Dostoevskij li conosce a menadito. Sa benissimo quali squilibri alimentino la lotta tra il bene e il male, sa benissimo il modo in cui una grande mente può essere sedotta e, in virtù di questa conoscenza, ci propone un romanzo che non ha eguali nella storia della letteratura. Nella produzione dostoevskijana, i Karamazov sono l'orgasmo alla fine di un rapporto sessuale travolgente e meraviglioso; sono il parto alla fine di un travaglio durato una vita; sono il non plus ultra, en fin bref.
    Ci sarebbero tante, TROPPE, cose da evidenziare, cosa che è impossibile in una recensione sul web (cosa che è impossibile in una vita intera), eppure il commento che voglio lasciare è il seguente: i FK sono la parte di noi che ha paura, che striscia nel fetido e nell'ipocrita cercando costantemente di tendere a Dio. Un Dio che ci tormenta con il dubbio e che, seppur ritenuto da qualcuno inesistente e astratto, è un tarlo quanto mai concreto.

    sagt den 

  • 5

    null

    Dostoevskij è un genio della letteratura, ciò è innegabile e innegabile è il fatto che "I fratelli Karamazov" sia un capolavoro assoluto! Una prima vista del libro può scoraggiare il lettore... il let ...fortsätt

    Dostoevskij è un genio della letteratura, ciò è innegabile e innegabile è il fatto che "I fratelli Karamazov" sia un capolavoro assoluto! Una prima vista del libro può scoraggiare il lettore... il lettore svogliato e non appassionato; non concepisco come questo romanzo possa esser stato definito "noioso": lunghezza non equivale a noia.
    Dostoevskij non stufa mai, coinvolge, indaga le menti, rende partecipe il lettore delle riflessioni che ogni personaggio compie, scava dell'intimità umana.
    È un libro che sicuramente va letto più di una volta nella vita.

    sagt den 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Non sto qui a negare che sia un incredibile mattonazzo, però che libro! I personaggi de "I fratelli Karamazov" sono pieni di spessore psicologico, sono vivi e incasinati e pesanti, qualche volta, ma s ...fortsätt

    Non sto qui a negare che sia un incredibile mattonazzo, però che libro! I personaggi de "I fratelli Karamazov" sono pieni di spessore psicologico, sono vivi e incasinati e pesanti, qualche volta, ma sempre notevoli. Non riesco a non cercare di immaginare lo scrittore dietro le parole, che lo so che non si dovrebbe fare e che l'opera è solo l'opera, però sarà che ho letto troppo Freud ultimamente, ma questo Dostoevskij nevrotico, geniale e delinquente non può sfuggire alla regola di Holden, quella sui libri che ti sono veramente piaciuti e vorresti tirare su la cornetta del telefono...

    Spesso quando un romanzo mi ha colpito veramente tanto finisco per non scrivere alcun commento, almeno in un primo momento, perché mi sento sopraffatta, allora magari trascrivo una citazione, chessò, qualcosa che mi pare abbia un senso particolare o al quale questo senso lo do io. Eppure su i Karamazov vorrei dire di più oggi, a rischio della piccolaggine, della banalità e dell'imprecisione.

    Ho amato la rappresentazione del reale che ne emerge, soprattutto in Ivan, quel geniaccio che ha scritto "Il grande inquisitore" e ci ha detto che il prezzo da pagare per prendere questo treno è troppo alto e allora al diavolo, lui scende. Che poi in fondo si capisce che i viaggi in treno gli piacciono un botto, soprattutto quando li deve fare in piedi, e di fianco a lui c'è quello col kebab e odore di cibo di sporco e di vita. Voglio dire che è molto frustrante accorgersi che la vita ti piace anche se - proprio se - è corrotta. E allora poi succede che ti appare satana in persona che ti sbeffeggia e ti mette di fronte al tuo profilo peggiore...e io ho adorato quel passaggio, sul serio sul serio.

    E poi succede che l'autore soffre di epilessia, o isteroepilessia ma chi lo sa, e allora va a finire che il parricida è proprio l'epilettico, come se Dostoevskij per tutto il tempo ci avesse gridato: "l'assassino sono io, l'ho ucciso io il Padre". E Freud aggiungerebbe: "neanche tutti voi siete innocenti, belli de mamma". Però Dostoevskij è anche il Padre, voglio dire, è anche Fedor, quel maiale lussurioso nel quale in fondo pare si identifichi un poco. Dosto avevo proprio questo difetto penso, era sempre, almeno in parte, anche dalla parte delle brutte facce; sarà stato per via di quei suoi dannati sensi di colpa.

    Freud ci sguazzava dentro tutte queste belle nevrosi di D., così poteva definirlo masochista e anche sadico, dato che era un giocatore di quelli del jeu pour le jeu, che dopo aver perso tutto scriveva come un Dio, che gli piaceva autopunirsi e che insomma aveva avuto una vita abbastanza burrascosa, dicono.

    Insomma non riesco proprio mai a resistere al fascino dei cattivi ragazzi. Chapeau!

    sagt den 

  • 5

    Questa frase

    Se avrò veramente la forza di guardare le foglioline tenere – riprese Ivan – sarà solo ricordandomi di te, Alioscia, che le amerò. Mi basterà sapere che in un angolo di mondo esisti tu per non perdere ...fortsätt

    Se avrò veramente la forza di guardare le foglioline tenere – riprese Ivan – sarà solo ricordandomi di te, Alioscia, che le amerò. Mi basterà sapere che in un angolo di mondo esisti tu per non perdere la voglia di vivere, per non considerare il mondo con disgusto. Ti basta? se vuoi, prendi pure le mie parole per una dichiarazione d’amore, mi è rimasta per lunghi anni. L'ho scritta e riscritta dappertutto, sui banchi, sui libri, nei miei diari di scuola, finché un giorno l'ho scritta sul quaderno di mio fratello, perché sapesse quanto l'amavo.

    sagt den 

  • 5

    Ah! Dosto, Dosto! Cosa vuoi che scriva, cosa mai potrei dire, e in che modo? Hanno scritto di te e delle tue opere penne blasonate, grandi menti capaci di penetrare ogni parola, d’interpretare ogni pe ...fortsätt

    Ah! Dosto, Dosto! Cosa vuoi che scriva, cosa mai potrei dire, e in che modo? Hanno scritto di te e delle tue opere penne blasonate, grandi menti capaci di penetrare ogni parola, d’interpretare ogni pensiero. Come potrei?
    Sto qua, seduta e muta cercando di raccogliere i cocci del caos. Si sono mescolati tutti i contrari, si sono toccati gli estremi; si sono mostrati simultaneamente i due abissi, quello dei più alti ideali e quello della più vergognosa bassezza.
    In questo caos hai messo l’uomo e tutto ciò che lo rappresenta. E hai messo Dio. E hai messo l’immortalità dell’anima.
    E hai messo la condizione più grande, più ambita e temuta: la libertà. Ecco, il dono più grande che l’uomo possa ricevere. Il Creatore l’ha offerta agli uomini. Cristo l’ha resa ancora più grande. Tragico dono, greve fardello. Lo sa bene l’inquisitore, che essi "nella loro semplicità e innata sregolatezza, non possono nemmeno concepire, una libertà che temono e paventano, giacché non c’è mai stato nulla di più insopportabile, per l’uomo e per la società umana, della libertà! ". E rivela a Cristo d’aver corretto la Sua opera fondandola sul miracolo, sul mistero e sull’autorità rendendo lieti gli uomini d’essere condotti come un gregge, e liberati del terribile dono, frutto di tanti tormenti.
    Dio e l’immortalità dell’anima esistono? Lo sa il diavolo: “dal momento che Dio e l’immortalità non esistono, all’uomo nuovo è permesso di diventare un uomo-dio, anche se dovesse essere l’unico in tutto il mondo, e, promosso alla sua nuova posizione, a cuor leggero scavalcherà tutte le barriere della vecchia morale di uomoschiavo, se sarà necessario. Per un dio non c’è legge che tenga!”
    E il diavolo, esiste? Lo chiede Fëdor Pavlovič a Ivan, che risponde:
    «No, non esiste neanche il diavolo».
    «Peccato. Al diavolo! Che cosa gli farei a quello che ha inventato Dio, se stanno così le cose! Neanche essere impiccato a una tremula gli basterebbe».
    «Non ci sarebbe stata la civiltà se non avessero inventato Dio».

    Dosto, riusciremo mai a trovare il senso dell’esistenza?
    Sai, ho provato tanto affetto per Ivan. Abbraccialo per me.
    Ora continuo a raccogliere i cocci.
    Grazie, Dosto.

    sagt den 

  • 5

    La "Bibbia " dei romanzi

    Un solo filo d'erba, un solo scarabeo, una sola formica, un'ape dai riflessi d'oro... testimoniano d'istinto il mistero divino

    Più di romanzo; in queste pagine c'è l'Uomo in tutte le sue sfumature. ...fortsätt

    Un solo filo d'erba, un solo scarabeo, una sola formica, un'ape dai riflessi d'oro... testimoniano d'istinto il mistero divino

    Più di romanzo; in queste pagine c'è l'Uomo in tutte le sue sfumature.

    sagt den 

  • 5

    Il romanzo perfetto

    Dopo quarant'anni ho riletto questo capolavoro e questa nuova esperienza è stata appagante quanto la prima, adolescenziale.
    Vengono in mente cose strane..
    Se all'epoca, anni 70-80 dell'Ottocento, foss ...fortsätt

    Dopo quarant'anni ho riletto questo capolavoro e questa nuova esperienza è stata appagante quanto la prima, adolescenziale.
    Vengono in mente cose strane..
    Se all'epoca, anni 70-80 dell'Ottocento, fosse già esistita la prova del DNA, questo libro, o almeno la parte "poliziesca", il "noir", non avrebbe avuto senso di esistere, perché non ci sarebbero stati dubbi sulla colpevolezza del "materiale" assassino di Fedor Pavlovic Karamazov.
    Dunque il progresso della polizia scientifica ha certamente consentito un'evoluzione della criminologia, ma ha forse precluso la creazione di possibili capolavori letterari,che, come questo, trovano il loro senso più profondo nell'ambiguità.
    Ambiguità - nella specie - che trova riscontro nell'impossibilità di inviduare un solo assassino: la società, le amanti, Satana, tre fratelli su quattro, tutti concorrono all'uccisione di uno dei personaggi letterari (shakespeariano direi, un Lear al negativo) più straordinari d sempre: il buffone, l'umiliato, il masochista, il parassita, il cinico padre.
    Archetipo letterario immortale:in fondo i Karamazov ricordano Pinocchio (meglio sarebbe dire viceversa):
    - Dimitri è Pinocchio
    - Ivan è il gatto e la volpe
    - Grusenka è la fata bambina, mentre Katja Ivanovna è la fata mamma
    - Alosa è il grillo parlante
    - Fedor Pavlovic è Mangiafuoco
    Altro archetipo: tutti colpevoli; mi ricorda Dieci piccoli indiani (è questo il titolo?) di Agata Christie.
    Che altro dire? Certo non ha senso recensire questo libro, occorre solo amarlo. Lascio ad altri dotte disquisizioni sul tema religioso, sulla teodicea, sui bambini (ma che pagine indimenticabili su Koloa e Iliuscia!).
    Lascio ad altri il commento sulle figure femminili, sempre sopra le righe - ma tutto il romanzo lo è - ben oltre la crisi di nervi (siamo nel baratro, nell'abisso delle febbri cerebrali…siamo in pieno Ottocento, ma già l'inconscio balza al comando!)
    Il romanzo è un mare perennemente in tempesta, agitatissimo, con rari momenti di quiete. I personaggi, tutti, sono la vera suspense narrativa, le loro "metabolé" da tragedia greca sono la dinamica sottesa alla struttura del romanzo, la cui coesione è peraltro granitica, come lo è ogni macchina narrativa perfetta.

    sagt den 

  • 3

    Para mi gusto, demasiado extenso y lento.

    Es rico en disquisiciones filosóficas sobre dios, el espíritu ruso, la iglesia y el Estado que, personalmente, me han dejado indiferente.

    A pesar de todo ha ...fortsätt

    Para mi gusto, demasiado extenso y lento.

    Es rico en disquisiciones filosóficas sobre dios, el espíritu ruso, la iglesia y el Estado que, personalmente, me han dejado indiferente.

    A pesar de todo hay que admitir el ingenio del autor a la hora de narrar los hechos, determinados pasajes son pura delicia, así como de describir y crear personajes. Fiodor y Dmitri me han parecido simplemente geniales.

    Para lectores con mucha paciencia...

    sagt den 

  • 5

    Dostoyevski te devuelve a la tiera,si tenías alguna pretensión,vanidad,prejuicio,si a lo largo de su novela sientes alguna especie de animadversión por alguien,este desaparece,porque te cuenta sus viv ...fortsätt

    Dostoyevski te devuelve a la tiera,si tenías alguna pretensión,vanidad,prejuicio,si a lo largo de su novela sientes alguna especie de animadversión por alguien,este desaparece,porque te cuenta sus vivencias,le da humanidad,te narra el motivo que le ha llevado a ser así y te sientes cerca e identificado con todos los personajes sean como sean.ríes,lloras,reflexionas.Esa forma de analizarnos. Recomiendo totalmente su lectura.

    sagt den 

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