Bröderna Karamazov

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Förlag: Wahlström & Widstrand

4.6
(4979)

Language: Svenska | Number of Pages: 845 | Format: Others | På andra språk: (andra språk) English , Chi traditional , Spanish , German , Italian , French , Dutch , Portuguese , Catalan , Polish , Finnish

Isbn-10: 9146154787 | Isbn-13: 9789146154785 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

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Bokbeskrivning
Bröderna Karamzov anses vara höjdpunkten i Dostojevskijs författarskap. Den omfattande romanen kom ut 1880. Den berättar om skuld och försoning och om en skuldfri mänsklighet. Värderingarna i romanen bygger på den kristna mystikens grund. Dostojekvkijs inflytande på 1900-talets europeiska litteratur är mycket stort.
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  • 5

    Questa frase

    Se avrò veramente la forza di guardare le foglioline tenere – riprese Ivan – sarà solo ricordandomi di te, Alioscia, che le amerò. Mi basterà sapere che in un angolo di mondo esisti tu per non perdere ...fortsätt

    Se avrò veramente la forza di guardare le foglioline tenere – riprese Ivan – sarà solo ricordandomi di te, Alioscia, che le amerò. Mi basterà sapere che in un angolo di mondo esisti tu per non perdere la voglia di vivere, per non considerare il mondo con disgusto. Ti basta? se vuoi, prendi pure le mie parole per una dichiarazione d’amore, mi è rimasta per lunghi anni. L'ho scritta e riscritta dappertutto, sui banchi, sui libri, nei miei diari di scuola, finché un giorno l'ho scritta sul quaderno di mio fratello, perché sapesse quanto l'amavo.

    sagt den 

  • 5

    Ah! Dosto, Dosto! Cosa vuoi che scriva, cosa mai potrei dire, e in che modo? Hanno scritto di te e delle tue opere penne blasonate, grandi menti capaci di penetrare ogni parola, d’interpretare ogni pe ...fortsätt

    Ah! Dosto, Dosto! Cosa vuoi che scriva, cosa mai potrei dire, e in che modo? Hanno scritto di te e delle tue opere penne blasonate, grandi menti capaci di penetrare ogni parola, d’interpretare ogni pensiero. Come potrei?
    Sto qua, seduta e muta cercando di raccogliere i cocci del caos. Si sono mescolati tutti i contrari, si sono toccati gli estremi; si sono mostrati simultaneamente i due abissi, quello dei più alti ideali e quello della più vergognosa bassezza.
    In questo caos hai messo l’uomo e tutto ciò che lo rappresenta. E hai messo Dio. E hai messo l’immortalità dell’anima.
    E hai messo la condizione più grande, più ambita e temuta: la libertà. Ecco, il dono più grande che l’uomo possa ricevere. Il Creatore l’ha offerta agli uomini. Cristo l’ha resa ancora più grande. Tragico dono, greve fardello. Lo sa bene l’inquisitore, che essi "nella loro semplicità e innata sregolatezza, non possono nemmeno concepire, una libertà che temono e paventano, giacché non c’è mai stato nulla di più insopportabile, per l’uomo e per la società umana, della libertà! ". E rivela a Cristo d’aver corretto la Sua opera fondandola sul miracolo, sul mistero e sull’autorità rendendo lieti gli uomini d’essere condotti come un gregge, e liberati del terribile dono, frutto di tanti tormenti.
    Dio e l’immortalità dell’anima esistono? Lo sa il diavolo: “dal momento che Dio e l’immortalità non esistono, all’uomo nuovo è permesso di diventare un uomo-dio, anche se dovesse essere l’unico in tutto il mondo, e, promosso alla sua nuova posizione, a cuor leggero scavalcherà tutte le barriere della vecchia morale di uomoschiavo, se sarà necessario. Per un dio non c’è legge che tenga!”
    E il diavolo, esiste? Lo chiede Fëdor Pavlovič a Ivan, che risponde:
    «No, non esiste neanche il diavolo».
    «Peccato. Al diavolo! Che cosa gli farei a quello che ha inventato Dio, se stanno così le cose! Neanche essere impiccato a una tremula gli basterebbe».
    «Non ci sarebbe stata la civiltà se non avessero inventato Dio».

    Dosto, riusciremo mai a trovare il senso dell’esistenza?
    Sai, ho provato tanto affetto per Ivan. Abbraccialo per me.
    Ora continuo a raccogliere i cocci.
    Grazie, Dosto.

    sagt den 

  • 5

    La "Bibbia " dei romanzi

    Un solo filo d'erba, un solo scarabeo, una sola formica, un'ape dai riflessi d'oro... testimoniano d'istinto il mistero divino

    Più di romanzo; in queste pagine c'è l'Uomo in tutte le sue sfumature. ...fortsätt

    Un solo filo d'erba, un solo scarabeo, una sola formica, un'ape dai riflessi d'oro... testimoniano d'istinto il mistero divino

    Più di romanzo; in queste pagine c'è l'Uomo in tutte le sue sfumature.

    sagt den 

  • 5

    Il romanzo perfetto

    Dopo quarant'anni ho riletto questo capolavoro e questa nuova esperienza è stata appagante quanto la prima, adolescenziale.
    Vengono in mente cose strane..
    Se all'epoca, anni 70-80 dell'Ottocento, foss ...fortsätt

    Dopo quarant'anni ho riletto questo capolavoro e questa nuova esperienza è stata appagante quanto la prima, adolescenziale.
    Vengono in mente cose strane..
    Se all'epoca, anni 70-80 dell'Ottocento, fosse già esistita la prova del DNA, questo libro, o almeno la parte "poliziesca", il "noir", non avrebbe avuto senso di esistere, perché non ci sarebbero stati dubbi sulla colpevolezza del "materiale" assassino di Fedor Pavlovic Karamazov.
    Dunque il progresso della polizia scientifica ha certamente consentito un'evoluzione della criminologia, ma ha forse precluso la creazione di possibili capolavori letterari,che, come questo, trovano il loro senso più profondo nell'ambiguità.
    Ambiguità - nella specie - che trova riscontro nell'impossibilità di inviduare un solo assassino: la società, le amanti, Satana, tre fratelli su quattro, tutti concorrono all'uccisione di uno dei personaggi letterari (shakespeariano direi, un Lear al negativo) più straordinari d sempre: il buffone, l'umiliato, il masochista, il parassita, il cinico padre.
    Archetipo letterario immortale:in fondo i Karamazov ricordano Pinocchio (meglio sarebbe dire viceversa):
    - Dimitri è Pinocchio
    - Ivan è il gatto e la volpe
    - Grusenka è la fata bambina, mentre Katja Ivanovna è la fata mamma
    - Alosa è il grillo parlante
    - Fedor Pavlovic è Mangiafuoco
    Altro archetipo: tutti colpevoli; mi ricorda Dieci piccoli indiani (è questo il titolo?) di Agata Christie.
    Che altro dire? Certo non ha senso recensire questo libro, occorre solo amarlo. Lascio ad altri dotte disquisizioni sul tema religioso, sulla teodicea, sui bambini (ma che pagine indimenticabili su Koloa e Iliuscia!).
    Lascio ad altri il commento sulle figure femminili, sempre sopra le righe - ma tutto il romanzo lo è - ben oltre la crisi di nervi (siamo nel baratro, nell'abisso delle febbri cerebrali…siamo in pieno Ottocento, ma già l'inconscio balza al comando!)
    Il romanzo è un mare perennemente in tempesta, agitatissimo, con rari momenti di quiete. I personaggi, tutti, sono la vera suspense narrativa, le loro "metabolé" da tragedia greca sono la dinamica sottesa alla struttura del romanzo, la cui coesione è peraltro granitica, come lo è ogni macchina narrativa perfetta.

    sagt den 

  • 3

    Para mi gusto, demasiado extenso y lento.

    Es rico en disquisiciones filosóficas sobre dios, el espíritu ruso, la iglesia y el Estado que, personalmente, me han dejado indiferente.

    A pesar de todo ha ...fortsätt

    Para mi gusto, demasiado extenso y lento.

    Es rico en disquisiciones filosóficas sobre dios, el espíritu ruso, la iglesia y el Estado que, personalmente, me han dejado indiferente.

    A pesar de todo hay que admitir el ingenio del autor a la hora de narrar los hechos, determinados pasajes son pura delicia, así como de describir y crear personajes. Fiodor y Dmitri me han parecido simplemente geniales.

    Para lectores con mucha paciencia...

    sagt den 

  • 5

    Dostoyevski te devuelve a la tiera,si tenías alguna pretensión,vanidad,prejuicio,si a lo largo de su novela sientes alguna especie de animadversión por alguien,este desaparece,porque te cuenta sus viv ...fortsätt

    Dostoyevski te devuelve a la tiera,si tenías alguna pretensión,vanidad,prejuicio,si a lo largo de su novela sientes alguna especie de animadversión por alguien,este desaparece,porque te cuenta sus vivencias,le da humanidad,te narra el motivo que le ha llevado a ser así y te sientes cerca e identificado con todos los personajes sean como sean.ríes,lloras,reflexionas.Esa forma de analizarnos. Recomiendo totalmente su lectura.

    sagt den 

  • 0

    Adoro Fedor Pavlovié quando è ubriaco

    "....per me... Eh, ragazzi! Figlioletti, porcellini miei da latte, per me... in tutta la mia vita, non c'è mai stata una donna brutta per me, ecco la mia regola! Riuscite a capire questo? Ma come fate ...fortsätt

    "....per me... Eh, ragazzi! Figlioletti, porcellini miei da latte, per me... in tutta la mia vita, non c'è mai stata una donna brutta per me, ecco la mia regola! Riuscite a capire questo? Ma come fate a capirlo voi: nelle vostre vene scorre latte non sangue, non siete ancora usciti dal vostro guscio! Secondo la mia regola in ogni donna si può trovare qualcosa di estremamente, diabolicamente interessante che non troverai mai in nessuna altra donna, solo che bisogna saperlo trovare, questo è il punto! È un talento questo! Per me non sono mai esistite donne bruttine: basta che siano donne e siamo già a metà strada... ma come fate a capirlo voi questo! Persino nelle vieilles filles, persino in quelle scoverai qualcosa che ti farà restare con tanto d'occhi per tutti quegli imbecilli che le hanno lasciate stagionare senza notarle! Per primissima cosa, le ragazzette scalze, come anche le bruttine, vanno colte di sorpresa, questo è il verso giusto con loro. Non lo sapevi? Ciascuna di loro va sorpresa sino a mandarla in estasi, sino a farla strillare....."

    sagt den 

  • 5

    Illuminante

    Ho appena finito di leggere "I fratelli Karamazov", un libro che mi ha nutrito per un mese e mezzo, che ho letto con voluta lentezza e goduto letteralmente pagina dopo pagina.
    Qualcuno mi disse che do ...fortsätt

    Ho appena finito di leggere "I fratelli Karamazov", un libro che mi ha nutrito per un mese e mezzo, che ho letto con voluta lentezza e goduto letteralmente pagina dopo pagina.
    Qualcuno mi disse che dopo questa lettura avrei guardato il mondo con altri occhi, e aveva ragione.
    Ciò che mi ha lasciato è una voglia di amare, a prescindere da tutto!
    Sono sempre stata una persona piuttosto buona, ma lo ero così, istintivamente. Adesso ho una motivazione fortissima, che non saprei spiegare, e che mi spinge a comportarmi bene, ad amare il prossimo - perché ho pietà di esso, oltre che di me stessa - a porgere l'altra guancia!
    Perché è così che si fa.
    Perché me l'ha insegnato Aleksej Fëdorovic Karamazov.
    Perché io un Aleksej lo conosco - chi non ne conosce almeno uno nella vita?? - e si chiama (guarda caso!) Alessandro :-)
    È stato un viaggio indimenticabile, mi capitava durante la lettura di appisolarmi e avere la visione di una pioggia di luce dorata venire giù dal cielo.
    Ecco l'effetto che mi ha fatto...
    Luce d'orata.
    Qualcosa di unico, mai sperimentato prima. E che questa mattina mi ha portato a pensare che grazie a questo libro avrò meno paura della vita, meno paura della morte. Perché qualunque cosa mi accadrà, Aleksej, Ivàn e Dmitrij saranno sempre con me.
    Non sarò più sola!
    "I fratelli Karamazov", la mia Bibbia.
    Peccato solo che Dostoevskij sia morto prima di portare a compimento quest'opera, di cui questo libro non è che una prima parte.
    Nella divertente prefazione, manifestò il suo desiderio di dimostrare, attraverso questo romanzo, il motivo per cui Aleksej - una persona qualunque - fosse il suo eroe. Scrisse che non sapeva se ci sarebbe riuscito, ma che ci avrebbe provato.
    Ecco, nonostante in questo capolavoro dia più risalto ad altri personaggi - agli effetti, è la biografia del padre - il suo tentativo è riuscito alla perfezione.
    Non si nasce GENI mica per niente.

    sagt den 

  • 4

    Una vera e propria odissea la lettura di questo romanzo, iniziato ad Agosto sotto l’ ombrellone, terminato quattro mesi dopo. Nella prima metà del libro, giusto quelle quattrocento pagine, ho dovuto t ...fortsätt

    Una vera e propria odissea la lettura di questo romanzo, iniziato ad Agosto sotto l’ ombrellone, terminato quattro mesi dopo. Nella prima metà del libro, giusto quelle quattrocento pagine, ho dovuto trovare il giusto ritmo con il mio primo viaggio nel mondo di Dostoevskij e più in generale nella letteratura russa di fine Ottocento. Ok, lo so, il mare d’ Agosto e la Russia ottocentesca non sono un accostamento molto sensato, ma nonostante le evidenti difficoltà ad entrare in sintonia con una scrittura d’ altri tempi sorseggiando birra coi piedi in ammollo, essendo di natura testardo, ho tirato dritto. Nei mesi seguenti la lettura è proseguita a strappi. Per settimane fingevo di dimenticare il macigno sul comodino, poi in preda ai sensi di colpa trascorrevo intere giornate tentando affannosamente di recuperare il passo. Alla fine ha prevalso la tenacia ed è un gran bene perché terminata l’ ultima facciata ho provato un inaspettato senso di compiutezza, di perfetto equilibrio, il cerchio si é chiuso e la consapevolezza che ogni personaggio, ogni digressione, ogni pagina era necessaria, mi ha fatto sentire in pace con il mondo, ma soprattutto con me stesso che è poi quello che conta. Se dovessi descrivere questo romanzo direi che è un’ opera monumentale dove la natura umana viene messa a nudo attraverso tutte le sue contraddizioni, i conflitti interiori, mistici e religiosi che da sempre tormentano e che per sempre tormenteranno l’ essere umano durante questa breve, violenta, drammatica, complessa, imprevedibile, assurda e meravigliosa esistenza.

    sagt den 

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