Branchie

Di

Editore: Einaudi Tascabili (Stile Libero, 444)

3.4
(4171)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 185 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese , Olandese

Isbn-10: 8806143549 | Isbn-13: 9788806143541 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Protagonista di Branchie è Marco Donati, un ragazzo che studia il comportamento dei pesci, malato terminale, con madre ossessiva e fidanzatina. Dall'abulico trascinarsi da una festa all'altra nella Roma dei quartieri alti, Marco precipita in una avventura senza limiti, come un cavaliere senza paura, in un'India che sembra il capolavoro di un falsario pazzo. Road movie, videogame, quiz col domandone nei momenti più critici, demenziali sport estremi, manie generazionali e molto altro, tutto Ammaniti frulla come in un «tramezzino ripieno di baccalà, broccoli, maionese e cipolle al curry».
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  • 3

    la nascita di Ammaniti

    e dopo aver letto le sue opere principali, ho deciso di leggere il suo primo libro. ho così scoperto un Niccolò studente, che invece si scrivere la tesi riusciva solo a scrivere di pesci, con una gran ...continua

    e dopo aver letto le sue opere principali, ho deciso di leggere il suo primo libro. ho così scoperto un Niccolò studente, che invece si scrivere la tesi riusciva solo a scrivere di pesci, con una gran bella base di pazzia che col tempo si affinerà, disarmante nella sua gestione precisa della confusione. un mix socio-psico-culturale che fa apprezzare ancora di più quel matto che poi è diventato. consigliatissimo

    ha scritto il 

  • 4

    Una delle storie di Ammaniti che preferisco.
    Ma che storia!? E’piuttosto un delirio.
    Ripensandoci Branchie continua ad affascinarmi perché è il primo romanzo di Niccolò. Sfogliandolo adesso si sente f ...continua

    Una delle storie di Ammaniti che preferisco.
    Ma che storia!? E’piuttosto un delirio.
    Ripensandoci Branchie continua ad affascinarmi perché è il primo romanzo di Niccolò. Sfogliandolo adesso si sente forte l’influsso dei suoi inconcludenti studi di biologia, ma anche una macabra passione per il pulp e l’assurdo. Biologia, cinema, videogiochi, il tutto frullato assieme e pronto per essere trangugiato. E poi rigettato con un getto di vomito variopinto. Insomma, vi rimarrà tra le mani bel mix di roba inqualificabile.
    Non siamo davanti ad una narrativa levigata come in"ti prendo e ti porto via" ma troviamo una cattiveria che rasenta quella di"come Dio comanda". Solo che tutto è un po’ più anarchico.
    Sconsigliato a chi ama le letture edificanti, consigliato a chi non ha paura di confrontarsi con l’assurdo.

    ha scritto il 

  • 1

    FA SCHIFO!MANNAGGIA A ME CHE PERDO TEMPO A LEGGERE STE SCHIFEZZE!

    penso che il titolo la dica già tutta, ma se ancora non fosse chiaro: MANNAGGIA A ME QUANDO, dopo aver divorato "ti prendo e ti porto via" HO DECISO DI SUICIDARMI CON LA LETTURA DI UN AMMANITI PSICOPA ...continua

    penso che il titolo la dica già tutta, ma se ancora non fosse chiaro: MANNAGGIA A ME QUANDO, dopo aver divorato "ti prendo e ti porto via" HO DECISO DI SUICIDARMI CON LA LETTURA DI UN AMMANITI PSICOPATICO NELLA STESURA DI BRANCHIE (ASSOLUTAMENTE INSULSO) E FANGO (MISTUPISCE LA CASA EDITRICE CHE HA DECISO ADDIRITTURA DI PUBBLICARE UNO SCHIFO TALE!)

    ha scritto il 

  • 3

    Non al livello dei successivi dell'autore, comunque gustosissimo: ironico, splatter al punto giusto e mai banale, con trovate comiche così surreali da strappare sonore risate. Ottima lettura per risol ...continua

    Non al livello dei successivi dell'autore, comunque gustosissimo: ironico, splatter al punto giusto e mai banale, con trovate comiche così surreali da strappare sonore risate. Ottima lettura per risollevare l'umore rimanendo però nella letteratura e senza sconfinare nella spazzatura.

    ha scritto il 

  • 4

    Marco Nel Paese delle Meraviglie

    Un romanzo che fonde black comedy, horror, thriller, letteratura rosa e pulp in un unico e grottesco fiume in piena. Il risultato è scombinatissimo, ma avvincente. Sicuramente non è il suo migliore, m ...continua

    Un romanzo che fonde black comedy, horror, thriller, letteratura rosa e pulp in un unico e grottesco fiume in piena. Il risultato è scombinatissimo, ma avvincente. Sicuramente non è il suo migliore, ma merita assolutamente una lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    Primo libro scritto da Ammaniti che, però, ho letto dopo "Io non ho paura", "Fango", "Ti prendo e ti porto via" e "Come Dio comanda". Beh, devo dire che inconsapevolmente ho fatto la scelta giusta e c ...continua

    Primo libro scritto da Ammaniti che, però, ho letto dopo "Io non ho paura", "Fango", "Ti prendo e ti porto via" e "Come Dio comanda". Beh, devo dire che inconsapevolmente ho fatto la scelta giusta e consiglio di fare la stessa cosa a coloro che vogliono avvicinarsi a quest'autore. Cominciate da altro, non da questo libro che sembra essere stato scritto da un'altra persona tanto è diverso dal resto della sua produzione. Inferiore agli altri libri sotto molti punti di vista: stile, linguaggio, tematiche. Una cosa però bisogna ammetterla, quattro risate me le sono fatte, forse anche di più. Surreale, ma divertente.

    ha scritto il 

  • 2

    In una parola, e perdonate il francesismo: cazzeggiante. Questo romanzo è un gigantesco cazzeggio, che incrementa il tasso di cazzeggio man mano che si va avanti (partiamo dai tornei di tre-tre-giù-gi ...continua

    In una parola, e perdonate il francesismo: cazzeggiante. Questo romanzo è un gigantesco cazzeggio, che incrementa il tasso di cazzeggio man mano che si va avanti (partiamo dai tornei di tre-tre-giù-giù per arrivare ai dettagliatissimi menu gastronomici calabro-indiani). Ammaniti dev'essersi divertito un bel po' a scriverlo, non dico di no, ma pur da accanito sostenitore della sua particolare "maniera" devo dire che ho fatto un po' di fatica e provato un po' di fastidio. Anche perché la prima parte, diciamo fino al viaggio in India, aveva catturato la mia attenzione e la mia empatia nei confronti del protagonista. Poi però il tutto diventa un enorme giro sulle montagne russe e si perde il focus su quel poco di introspezione che si era potuto apprezzare. Aleggia per la storia una feroce critica alla chirurgia plastica, ma i toni sono talmente surreali che si fatica a capire se sia solo funzionale alla trama.

    ha scritto il 

  • 4

    E' pazzo. E io lo adoro. Questo è il suo primo romanzo e lascia presagire di cosa sarà capace in seguito. Per seguito non intendo Ti prendo e ti porto via o Come Dio comanda, che sono due romanzi bell ...continua

    E' pazzo. E io lo adoro. Questo è il suo primo romanzo e lascia presagire di cosa sarà capace in seguito. Per seguito non intendo Ti prendo e ti porto via o Come Dio comanda, che sono due romanzi bellissimi, ma Che la festa cominci e Fango che oltre alla bravura fa capire quanto fuori di testa sia questo scrittore. Quanto follemente sia esagerato. Quanto sia esageratamente visionario. Non mi deludi mai.

    ha scritto il