Brefs entretiens avec des hommes hideux

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Editeur: Au Diable Vauvert

3.9
(1379)

Language: Français | Number of pages: 439 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , Spanish , German

Isbn-10: 2846260885 | Isbn-13: 9782846260886 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Humor , Philosophy

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Description du livre
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  • 4

    Il DFW più difficile che ho letto, o almeno, quello che mi ha messa più in difficoltà, vuoi per gli argomenti o per lo stile, tirato all'inverosimile. Alcuni racconti sono geniali, altri raccapriccian ...continuer

    Il DFW più difficile che ho letto, o almeno, quello che mi ha messa più in difficoltà, vuoi per gli argomenti o per lo stile, tirato all'inverosimile. Alcuni racconti sono geniali, altri raccapriccianti. Ma quest'uomo sapeva il fatto suo: nella lettura che ha dato del mondo c'è tantissima verità, anche se è un tipo di verità che si preferisce ignorare, non considerare. Lui invece,anche in queste "brevi interviste", ha scandagliato la natura umana come pochi hanno saputo fare. Con cinismo, senza pietà, arrivando dritto al centro della parte schifosa che c'è in ognuno di noi. Un genio.

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  • 4

    Centellinatelo.

    Non fate come me, centellinatelo.
    Centellinate questo libro perchè solo così se ne può ammirare a pieno la costruzione, la scrittura, la struttura, la capacità di Wallace di raccontare i suoi personag ...continuer

    Non fate come me, centellinatelo.
    Centellinate questo libro perchè solo così se ne può ammirare a pieno la costruzione, la scrittura, la struttura, la capacità di Wallace di raccontare i suoi personaggi facendoli parlare di se stessi.
    Centellinatelo perchè se come me lo leggete in sessioni più lunghe non potrete non vederne le ripetizioni, le ossessioni, le continue riprese di argomenti che alla fine avvitano racconti e personaggi su loro stessi, senza che si veda possibilità di soluzione.
    Leggendo i pur pregevoli racconti si resta bloccati tra l'ammirazione per la capacità di scrivere dell'autore, lo sgomento per la disperazione che ti si appiccica addosso durante la lettura e, francamente, per l'esacerbazione di alcune tematiche che rendono la lettura a volte stancante.
    Bravissimo, di sicuro, ma più lo leggo e più ho la sensazione che Wallace non avesse un particolare rispetto per il suo lettore.
    Purtroppo questo disamore lo ha avuto anche per se stesso.

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  • 0

    Un quiz per il nuovo millennio

    Quiz a sorpresa 4

    Due drogati terminali all’ultimo stadio erano seduti contro il muro di un vicolo senza niente da iniettarsi, niente di niente, nessun posto dove andare o stare. Uno soltanto aveva un

    ...continuer

    Quiz a sorpresa 4

    Due drogati terminali all’ultimo stadio erano seduti contro il muro di un vicolo senza niente da iniettarsi, niente di niente, nessun posto dove andare o stare. Uno soltanto aveva un cappotto. Faceva freddo, ed uno dei drogati terminali batteva i denti e sudava e tremava per la febbre. Sembrava gravemente malato. Puzzava da fare schifo. Stava seduto contro il muro con la testa sulle ginocchia… Il drogato terminale col cappotto si tolse il cappotto e corse a ranicchiarsi vicino al drogato terminale gravemente malato e prese e stese il cappotto in modo che li coprisse tutti e due e poi si ranicchiò un altro poco tanto da ritrovarsi schiacciato contro l’altro e lo circondò con un braccio e lasciò che si sentisse male sul suo braccio, e rimasero così insieme contro il muro per tutta la notte.

    Domanda: Quale dei due è sopravvissuto

    Come è facile per Wallace, e mi chiedo per quanti scrittori lo sia, annichilirci con una domanda. Quale dei due drogati sopravvive? E la vera domanda è: si può sopravvivere al dolore dei nostri simili?
    No. Non si può.
    E Adorno si chiedeva: E’ ancora possibile la poesia dopo Auschwitz? Sarebbe possibile, risponde Wallace, se fossimo sopravvissuti al loro dolore, alla loro morte infame. Ma noi siamo morti insieme a loro e non c’è poeta più sulla terra che possa cantare queste sciagure. Cosa fare allora? Aiutarci, perché sì c’è forse un mondo di referenti lì fuori che aspettano di essere codificati, ma noi siamo intrappolati in un mondo-gabbia con i nostri simili. O ci mettiamo a comunicare con loro e guardarli dalla nostra misera prospettiva umana o espandiamo ciò che siamo, il nostro universo interiore. Smettere di fare la dieta e raggiungere una taglia infinita, risolverebbe il problema del solipsismo a monte. Ma questa taglia infinita passa attraverso step che possono includere il collasso, la morte.

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  • 3

    Orrore e virtuosismo

    Wallace è bravo a scrivere, e su questo siamo tutti d'accordo, credo. In questa raccolta di racconti, che hanno in comune protagonisti 'schifosi', lo scrittore rispetta le aspettative. Tuttavia, in al ...continuer

    Wallace è bravo a scrivere, e su questo siamo tutti d'accordo, credo. In questa raccolta di racconti, che hanno in comune protagonisti 'schifosi', lo scrittore rispetta le aspettative. Tuttavia, in alcuni tratti la trama è difficilmente scorribile, tanto da necessitare non solo la 'canonica' seconda lettura e una terza, senza contare che gli argomenti sono spesso inquietanti. Ma vale sicuramente la pena prendere in mano questo libro (foss'anche soltanto per il saggio "La persona depressa", che ho particolarmente apprezzato). La sensazione, alla fine, è quella di rientrare a pieno titolo nella categoria 'uomini schifosi': sfido chiunque nel non riconoscersi, almeno in alcune caratteristiche, nei personaggi dipinti. Forse, persino troppo.

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  • 2

    Temo di non potermi unire agli estimatori di questo scrittore. Non che non ne riconosca la bravura e non l'apprezzi, anzi, il problema è che anche Wallace sa di saper scrivere e se ne compiace, anche ...continuer

    Temo di non potermi unire agli estimatori di questo scrittore. Non che non ne riconosca la bravura e non l'apprezzi, anzi, il problema è che anche Wallace sa di saper scrivere e se ne compiace, anche se con misura, tanto da sembrare di voler scrivere solo per mostrare quanto è bravo. In questo modo, però, riesce a dare un senso al suo essere scrittore: Wallace è un cantore del narcisismo e, di conseguenza, del nostro tempo in cui proprio il narcisismo trionfa incontrastato.

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  • 4

    No, David, io non faccio così schifo....(credo)

    "Gli uomini sono pezzi di merda, hai ragione, eh, eh."

    E' sicuramente un testo duro, che colpisce i maschi nei punti giusti e con la forza giusta, perchè tra i molti (auto)ritratti di uomini schifosi ...continuer

    "Gli uomini sono pezzi di merda, hai ragione, eh, eh."

    E' sicuramente un testo duro, che colpisce i maschi nei punti giusti e con la forza giusta, perchè tra i molti (auto)ritratti di uomini schifosi vi è sicuramente uno che corrisponde ad ognuno di noi, anche se preferiamo nascondercelo.
    Ma questo libro è molto di più, è una dimostrazione della grandissima capacità di scrittore di DFW, che adotta uno stile sempre diverso e spesso quasi sperimentale per ogni pezzo. Corre sul filo del rasoio del virtuosismo letterario, in particolare in "Octet" dove si esibisce in un gioco meta-letterario raffinato e vertiginoso o anche in "Church not made with hands" (dove confesso ho capito ben poco).
    Ma ciò che salva Foster Wallace è, come sempre, la sua immensa umanità, la sua empatia straordinaria con la condizione umana, la sua capacità di trasmetterci emozioni vere e sentimenti puri, alzandosi sopra la tirannia dell'ironia del post-moderno. E quindi "The depressed person" è purissima e condivisa descrizione dei labirinti di dolore di una depressa, "Octet" una riflessione metaletteraria su come siamo tutti deboli e insicuri, lettori e autori (nonostante la posizione simil-divina da creatore di questi ultimi), l'intervista in cui si relativizza lo stupro orribile ed inquietante nel riportare pensieri non così poco diffusi, "Suicide a sort of present" la presentazione del conflitto interiore che è parte delle nostre vite.

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  • 5

    Un pugno allo stomaco

    Mi consigliarono Wallace più volte, tempo fa. Lo avevo messo in cantiere ma, tra letture arretrate, impegni, ed un piccolo blocco del lettore, avevo sempre rimandato. Poi, un giorno, ho trovato questo ...continuer

    Mi consigliarono Wallace più volte, tempo fa. Lo avevo messo in cantiere ma, tra letture arretrate, impegni, ed un piccolo blocco del lettore, avevo sempre rimandato. Poi, un giorno, ho trovato questo libro a casa del mio compagno, e mi son decisa a provare.
    Il risultato è stato terrificante.
    Era dai tempi di "Cavie" che non mi capitava di chiudere un libro all'improvviso, per frenare i conati, tanto più in questa occasione, visto che è stato consumato in tram e bus per andare a lavoro. Forse perché quando leggo mi immedesimo troppo nei personaggi, e si, me lo hanno detto troppe volte, questo non si fa, ma ognuno vive i libri a modo proprio.
    Parte come un fiume in piena, per poi spaccare letteralmente una diga dentro, alcune pagine esplodono in una violenza che turba al ricordo. Quando l'ho terminato, l'ho posato lì dove era, evitandone lo sguardo.

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  • 4

    Ho gradito molte cose, altre un po' meno. Il fatto è che da un lato lo stile di Wallace è ipnotico, ansiogeno, e allo stesso tempo quasi ostile alla lettura, specie se tratta di uomini schifosi/veri e ...continuer

    Ho gradito molte cose, altre un po' meno. Il fatto è che da un lato lo stile di Wallace è ipnotico, ansiogeno, e allo stesso tempo quasi ostile alla lettura, specie se tratta di uomini schifosi/veri e propri pezzi di merda. Dall'altro, secondo me, l'autore si è concesso qualche autocompiacimento di troppo a questo giro e qua e là ho avvertito una sorta di gusto nel rendere più inaccessibile la lettura, in alcuni passaggi: vuole prenderti allo stomaco, ma l'ho percepito troppo - virgolette - intellettualizzato - chiusura virgolette (per citare il buon DFW).

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