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Breve storia del verbo essere

Viaggio al centro della frase

Di

Editore: Adelphi

3.6
(28)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 329 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845924939 | Isbn-13: 9788845924934 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Genere: Non-fiction , Philosophy

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Descrizione del libro
L’interpretazione del verbo essere è come una costante che attraversa tutto il pensiero linguistico dell’Occidente sin dalle prime opere di Aristotele. E nel suo dipanarsi si intreccia con la filosofia, la metafisica, la logica e perfino con la matematica, tanto che Bertrand Russell considerava il verbo essere una disgrazia per l’umanità. Andrea Moro ricostruisce questa storia: dalla Grecia classica, attraverso i duelli tra maestri della logica nel Medioevo e le rivoluzioni seicentesche, fino al Novecento, quando la linguistica diventa un modello propulsivo per le neuroscienze. Il verbo essere penetra nel pensiero linguistico moderno portando scandalo e, come un cavallo di Troia, insinua elementi di disturbo tali da indurci a ripensare dalla radice la più fondamentale delle strutture del linguaggio umano: la frase. È una ricerca appassionante, quella di Moro, che giunge a scoprire una formula tale da risolvere l’anomalia delle frasi copulari – suscitando così nuove domande, sul linguaggio come sulla struttura della mente.
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  • 2

    Ho preso il libro perché incuriosito dal titolo ed ho iniziato a leggerlo con interesse, mio malgrado perché, dopo una prima parte 'affrontabile', mi sono ostinato a terminarlo con estrema fatica e ...continua

    Ho preso il libro perché incuriosito dal titolo ed ho iniziato a leggerlo con interesse, mio malgrado perché, dopo una prima parte 'affrontabile', mi sono ostinato a terminarlo con estrema fatica e stancamente. La colpa è mia e non del libro, che ritengo sia valido, perchè ho affrontato un saggio sul linguaggio adatto a esperti studiosi dell'argomento e non per curiosi dilettanti dell'"essere".

    ha scritto il 

  • 0

    Libro importante, che dimostra come questo verbo, assente da tante lingue, sia stato ( appunto) fondamentale per la costruzione della cultura occidentale. La nostra filosofia addirittura non ...continua

    Libro importante, che dimostra come questo verbo, assente da tante lingue, sia stato ( appunto) fondamentale per la costruzione della cultura occidentale. La nostra filosofia addirittura non esisterebbe, senza. Ma è(idem) libro per gente paziente e appassionata di linguistica. Lo lascio in bacheca per loro.

    ha scritto il 

  • 3

    Il primo capitolo è folgorante: un excursus bimillenario nelle diverse sfaccettature interpretative del verbo "essere" e nel dibattito da queste alimentato. Una ricostruzione puntuale e illuminante; ...continua

    Il primo capitolo è folgorante: un excursus bimillenario nelle diverse sfaccettature interpretative del verbo "essere" e nel dibattito da queste alimentato. Una ricostruzione puntuale e illuminante; uno sguardo in prospettiva, lucido e ricco di riferimenti quantomai pertinenti alle piu' svariate discipline. Soprattutto, pero', un'esposizione leggera nei toni e limpida nei concetti, fatto piu' unico che raro nel campo. Dal secondo capitolo, la trattazione si perde negli abissi delle grammatiche generativo-trasformazionali e cala decisamente di fascino: si fa meno di ampio respiro, meno "olistico" per cosi' dire, e diventa man mano sempre piu' specifico e settoriale. Nonostante i buoni propositi divulgativi, non credo risulti comprensibile (anche ammesso un discreto impegno) a chi non abbia dimestichezza col settore. Nonostante tutto, pero', la tesi cruciale esposta dall'autore riguardo all'analisi delle struttute copulative col verbo essere e' estremamente interessante e acuta - azzarderei un "rivoluzionaria" ma non ho titoli per sbilanciarmi cosi' tanto. Le argomentazioni potevano essere piu' esaurienti e piu' lineari, ma credo molta della sensazione di approssimazione sia dovuta al desiderio di sintesi e al tentativo di non risultare troppo pedantemente tecnici (peccato: l'effetto e' il contrario). Complessivamente, un lavoro poco equilibrato a livello di target ma comunque importante. Particolarmente consigliato a chi un po' si intenda delle teorie Chomskiane; gli altri non troveranno granche' da carpire terminato il brillantissimo primo capitolo.

    ha scritto il 

  • 3

    autore appassionato

    L'autore trasmette tutta la sua passione e tutta la sua ampia e circostanziata conoscenza sull'argomento e su tutto quello che, a suo parere, ha a che vedere con esso. E questo è bello. Il libro ...continua

    L'autore trasmette tutta la sua passione e tutta la sua ampia e circostanziata conoscenza sull'argomento e su tutto quello che, a suo parere, ha a che vedere con esso. E questo è bello. Il libro però non riesce ad avere quella funzione divulgativa che dichiara, o perlomeno non come la intenderei io. Da una parte è molto tecnico e spesso difficile da seguire se non "studiandolo". Dall'altra, per il timore forse di lasciare qualcosa di non detto o di non riconoscere a Cesare quel che è di Cesare, si disperde o si dilunga off-topic ed è eccessivamente infarcito di riferimenti e note, facendolo a volte assomigliare ad una tesi di laurea. Il titolo inoltre porta un po' fuori strada rispetto a quello che ci si trova poi a leggere. Un po' strane anche le frasi di molti esempi (mi piacerebbe sapere in che occasione si pronuncerebbe la frase "Una foto sul muro fu la causa della rivolta"), incluse quelle in inglese, che mi paiono parecchio forzate rispetto alla lingua viva.

    ha scritto il 

  • 4

    grammatica non euclidea

    Un'ottima introduzione alla grammatica generativa di Chomsky farcita di acute digressioni epistemologiche a partire da una ricerca originale di Moro (di fatto è un ampliamento della sua tesi di ...continua

    Un'ottima introduzione alla grammatica generativa di Chomsky farcita di acute digressioni epistemologiche a partire da una ricerca originale di Moro (di fatto è un ampliamento della sua tesi di dottorato) sulla trattazione "non euclidea" del verbo essere. Ottima la trattazione storica a partire da Platone e Aristotele

    ha scritto il 

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